martedì, Luglio 23, 2024
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MAJO: “PRANDELLI TROPPO LUNGIMIRANTE: INUTILE LO STAGE IN PROSPETTIVA EUROPEO QUANDO C’E’ IN VISTA IL MONDIALE. LA CONVOCAZIONE DI MIRANTE? PUZZA DI CONTENTINO, SE NON DI PRESA IN GIRO”

image(gmajo) – A qualcuno, che sa quanto dialetticamente sia un po’ litighino, sarà parso strano che non avessi per nulla replicato, neppure in uno straccio di commento, alla provocazione di Luca Russo, il quale aveva avuto l’ardire di tirarmi le orecchie (e non per il mio 50° compleanno) qui, su stadiotardini.it, il quotidiano on line che dirigo e che ospita la sua firma da Columnist, per via della mia uscita dell’altra sera a Calcio & Calcio Più su Cesare Prandelli il quale, secondo me, dovrebbe lasciare l’incarico nel minuto in cui non dovesse superare il girone eliminatorio ai Mondiali Brasiliani.

imageA parte che non credo di aver detto niente di eccezionale – la storia degli italici cittì è zeppa di selezionatori dismessi a seguito di flop nei risultati: anzi, il povero Donadoni è stato mandato a casa nonostante la sua Italia fosse stata battuta dalle Furie Rosse solo ai calci di rigore – però, forse, ha fatto troppo risalto quella mia frase un po’ nazional-popolare-populistica-sensazionalistica, che non il ragionamento principale che volevo esternare e che se non è stato colto è senza dubbio per colpa mia che non l’ho saputo far emergere (del resto è rimasto colpito sia Evaristo Cipriani – che avrà anche ragione a dire che il duo Pizzarotti-Begatti deve ancora mangiare della pastasciutta, ma lui stesso ha tralasciato altre bombette in chiave Parma che avevo buttato in trasmissione che non appaiono colpevolmente nel suo reportage – sia, appunto, il Columnist Luca Russo).

Quale, dunque, il sugo del discorso? Che Prandelli è un po’ troppo lungimirante per i miei gusti: va bene la programmazione, pensare in prospettiva, e mettersi avanti, ma quando si è a pochi mesi dalla massima competizione internazionale per Nazioni, la mente dovrebbe essere solo e soltanto lì, sul pezzo principale. Non in prospettiva di quello che accadrà tra due anni. Anche perché tra due anni non è detto che ci sia ancora, nonostante le grandi manovre per diventare se non proprio C.U. (Commissario Unico, carica, invero piuttosto anacronistica) almeno SuperCT. Era, appunto, in questo contesto che avevo buttato lì la banale provocazione sulle dimissioni o meglio ancora cacciata federale del Ct in caso di fallimento della missione.

Né credo che a priori gli si possano offrire degli alibi come la forza degli avversari, perché d’accordo che gli Spagnoli hanno dimostrato, tutt’ora, di essere decisamente più avanti dei nostri (e non credo che avessero snobbato l’amichevole o tirato indietro la gambina), ma in un mondiale l’Italia è un po’ come Juve, Milan ed Inter e cioè ha/hanno l’imperativo di vincere, non solo di partecipare. Il materiale umano, poi, lo selezione lui, l’etico uomo solo al comando che chiama un po’ chi ne ha voglia, peraltro come da suo compito istituzionale. Ma se chiama chi ne ha voglia poi ni si dica che abbiamo questo o quello, perché aprendo gli occhi nel giro possono entrare alcuni non visti o non considerati da lui. Vedi un certo Cassano.

Dico la verità: questo inutile stage a cui è stato convocato anche Cerri, io proprio non lo avrei fatto. Per carità: sono contentissimo per il nostro enfant prodige (ma a cosa è servita la convocazione con l’Under 21, se poi, per esempio, dopo l’esclusione etica di Berardi non è stato chiamato?), ma mi chiedo perché perder del tempo (e farlo perdere ai calciatori) quando, appunto, si dovrebbe pensare solo e unicamente all’obiettivo Mondiale, senza pensar già alla possibile consolazione al prossimo Europeo?

Così come la convocazione di Antonio Mirante, per il più inutile dei due stage programmati (l’unico lato positivo è che c’è anche Perin, quindi, teoricamente, i due, al momento, sono equipollenti) a me puzza di contentino, se non addirittura di presa per i fondelli. Spiego meglio quest’ultimo concetto: che senso ha chiamare un portiere over 30 nella nidiata della Nazionale che verrà?

Come dicevo l’altra sera, dato che l’attuale Buffon non è più quello di qualche anno fa, è meglio non lasciar nulla al caso e portiere tre portieri tre pronti all’uso. Non uno di “prospettiva” per fargli respirare l’aria mondiale… Ma cosa vorrà mai dire? Se Mirante dovesse esser ritenuto più affidabile di Perin dovrebbe essere convocato lasciando perdere la carta d’identità.

Io, infine, non so quanto sia opportuno chiudere l’operazione rinnovo Prandelli, o solo discuterne, a ridosso del Mondiale. Queste cose andavano fatte prima, se c’era tutta ‘sta fiducia, o andranno fatte dopo, risultati alla mano. Io non sono d’accordo, Luca, sulle tue riserve su Guidolin: mi pare che, negli ultimi anni, i CT non siano stati più cresciuti dalle Federazioni, ma presi dai club. Quindi cosa mai vorrà dire il tuo assunto per cui Guidolin ha fatto bene nelle squadre private, ma non è detto che possa farlo in quella pubblica? Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

17 pensieri riguardo “MAJO: “PRANDELLI TROPPO LUNGIMIRANTE: INUTILE LO STAGE IN PROSPETTIVA EUROPEO QUANDO C’E’ IN VISTA IL MONDIALE. LA CONVOCAZIONE DI MIRANTE? PUZZA DI CONTENTINO, SE NON DI PRESA IN GIRO”

  • Dalle sue parole ricevo, ogni volta che nomina Prandelli, l’impressione che non ci sia stato molto filing fra lei e il suddetto allenatore all’epoca in cui allenava il Parma. Sbaglio? Il motivo qual è?

    • Ma è mai possibile, gentile Enzo, che se uno muove una critica, motivandola, debba farla perché ci sono ruggini pregresse?
      Né credo sia interessante per l’uditorio mostrare curiosità per queste fantomatiche ruggini.
      Non so altri, ma quando sono alla tastiera cerco di lasciar sempre perdere simpatie o antipatie e di essere obiettivo.
      Detto questo non ho mai nascosto tutte le mie riserve su come Prandelli abbia lasciato volontariamente il Parma nonostante gli fosse stato proposto di rimanere alla guida del club crociato. Purtroppo la disponibilità alla prosecuzione del contratto venne formulata quando si aveva qualche speranza in più che il Parma non sarebbe saltato, malgrdo il crac Parmalat, ma nel frattempo Prandelli era già stato contattato dalla Juve. Lui non ebbe mai il coraggio o la forza di “confessarlo” ad una piazza che stravedeva per lui. Poi la Juve lo scaricò e lui andò alla Roma. Traccia di queste questioni sono rintracciabili sulla collezione di articoli che dedicai all’argomento sul settimanale, allora cartaceo, Lungoparma.
      In precedenza ricordo che Prandelli non gradì le mie critiche sul mancato utilizzo di Gilardino – che in azzurro stava facendo faville e segnando gol a grappoli – in coppia con Adriano. Fin che il brasiliano non si fece male, il Gila, a parte una sola eccezione, era costretto alla panca. E lì ci sarebbe rimasto se non fosse capitato l’infortunio di Adriano. Penso che esporre una valutazione tecnica di questo tipo faccia parte dei doveri-diritti di un giornalista. Meno quella di essere convocati negli stanzini per lamentarsi e chiedere: “ma chi hai dietro” come fece lui con me, che notoriamente dietro non ha nessuno se non il proprio buon senso o intelligenza.
      Ma questi pregressi, che le ho raccontato per esaudire la sua curiosità, non contano affatto con la critica da me formulata nell’articolo di cui sopra, circa gli inutili (a mio modo di vedere) stage con ottica Europa appena prima del Mondiale. Avrei, infatti, obiettato le medesime cose se l’idea fosse stata portata avanti anche da un qualsiasi altro tecnico. Perché, come spiegavo prima, non mi interessa star qui ad attaccare Prandelli perché è Prandelli, quanto criticare una idea che reputo sbagliata.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Il fatto che un tecnico se la sia cavata bene coi club, non significa automaticamente che debba far meraviglie anche con la Nazionale. Nel caso di Guidolin, dubito che l’allenatore veneto, di cui io sono un estimatore, sia in possesso dei requisiti giusti per allenare gli Azzurri. Uno come lui è abituato a lavorare sul campo, giorno per giorno. Lo era anche Prandelli, per la verità. Ed è un miracolo, secondo me, che sia riuscito ad adattarsi ai ritmi e ai tempi quasi biblici della Nazionale. Non credo che Guidolin abbia nelle sue corde una ‘mutazione’ del genere. Se poi ci metti che annuncia le dimissioni ogni volta che le cose non vanno per il verso giusto…….temo che in Federazione cerchino un tecnico a lunga conservazione, non un allenatore che di punto in bianco decide di defilarsi.

    • Ogni opinione è lecita, inclusa la mia, secondo cui Guidolin potrebbe fare bene anche in Nazionale come ha fatto bene nelle squadre di club. Del resto, come ricordavo nell’articolo, sono anni che non ci sono più tecnici federali, ma emanazione dei club. Sul fatto che si dimette sempre mi pare una esagerazione, più veritiero che sia un uomo di campo che ha bisogno di quotidianità.

      Ciao
      Gmajo

  • La gestione di Donadoni secondo me è stata molto sottovalutata: il gruppo non era certamente di qualità superiore rispetto all attuale e ci ha eliminati (ai rigori) la Spagna che poi ha vinto tutto dominando tante nazionali

    • Appunto: se Donadoni è stato rimosso dall’incarico nonostante quel risultato, non capisco perché dovrebbe esserci clemenza con Prandelli in caso di flop in Brasile. Ma, ripeto, non è quello il punto al quale volevo arrivare (anche perché spero di cuore che la Nazionale arrivi fino in fondo), quanto le perniciose distrazioni e perdite di tempo, contrabbandate per programmazione: per me fare uno stage poco tempo prima del Mondiale, pensando agli Europei non solo è inutile, ma anche dannoso. Per ben figurare al mondiale è inutile disperdere energie in altri rivoli. Mi stanno bene gli stage, ma solo per convocazioni utili sul breve. Sono contento per Cerri che è stato chiamato al ritiro azzurro e mi congratulo: ma a cosa cavolo serve quella chiamata se tanto in Brasile non andrà?

      Cordialmente

      Gmajo

  • vanni zagnoli

    Mah, Gabriele, a me piace molto il ct come persona, come tecnico della nazionale ha perso tanto, escluso agli europei, aspetterei a rinnovargli il contratto. se uscisse al primo turno – e il rischio c’è – no, se esce agli ottavi bisognerebbe pensarci, ai quarti andrebbe valutato il modo.
    Lo stage per l’Europeo stupisce anche me, considera però Gabriele che poi ad agosto le squadre non sono in condizione, lui accenna già al gruppo postmondiale. ciao

    • Wanny, non è che siamo qui a giudicare il CT come persona, esercizio peraltro inutile e che non ci compete. Siamo qui, piuttosto, a giudicare il suo operato da Ct, ivi incluse le scelte che spaziano dai nomi dei convocati alla richiesta di stage. Ben vengano, e anche di più, sei in ottica Mondiale, ma vedere adesso dei prospetti in ottica futura tipo Cerri mi pare una vera perdita di tempo e chiamare ora Mirante, anziché averlo più opportunamente per la gara contro la Spagna, un puro contentino. Il gruppo post mondiale è giusto formarlo per l’appunto dopo il Mondiale.
      E convengo con te che sia sbagliato trattare adesso il suo rinnovo.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Mezzadri&Co.

    D’accordo con Majo: Mirante è stato preso per i prandelli

  • La convocazione di Cerri e di altri penso sia un modo per far capire quali giocatori saranno nel mirino del CT per i prossimi anni. Gli uomini che Prandelli porterà al mondiale li conosce già il CT, anche se aspetterà l’ultimo giorno per sciogliere qualche riserva. Tutti i ragazzi convocati invece per questo stage saranno monitorati nei prossimi anni; questo non vuol dire che per forza di cose saranno loro il futuro della Nazionale, qualcuno per strada si perderà sicuramente ma gente come Perin, Scuffet, Cerri, Murru o Dezi sono molto, molto interessanti in prospettiva.

    P.S. certo, se Prandelli va via dopo il Mondiale tutto cambia, io spero di no perchè mi piace il gioco e la mentalità che ha dato alla Nazionale, mercoledì a parte…

    • Tutto vero, Claudio, ma io reitero il concetto alla base della mia esternazione in tv e dell’editoriale di ieri: vale la pena, in vista Mondiale, mettersi avanti per preparare un Europeo? Come ha detto oggi Donadoni lo stage è una opportunità per chi è stato chiamato: ma se questa opportunità è alla lunga che opportunità mai sarà? Insomma sono contento anch’io per Cerri e Mirante, ma questo non mi impedisce di pensare che questo stage sia solo una distrazione dall’obiettivo principale.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Se ci fosse ancora il monocolore Andreotti, Prandelli sarebbe ministro dello Sport.

  • GALLO DI CASTIONE

    A me mi piace Prandelli. Uno a posto che ci piace il souffle ma anche il salame. Poi dopo per via dei portieri vedremo che fa. Di per certo è più meglio Mirante (adesso) che quegli altri che ci sono in giro. Ma adesso a basta che devo amdare a squola di gramatica. Anche se non ci avrei di bisogna.

  • Siberianhusky

    Prandelli dovrebbe avere piu’ coraggio. Ci sono giocatori in declino ed altri sopravvalutati ai quali dovrebbe riservare meno spazio. E magari sono proprio quelli che storcono il naso ad un ritorno di Cassano…

  • Guidolin, col suo calcio di puro contropiede (una roba che ha portato il Napoli in Champions per ben 2 volte ed in una circostanza perfino agli ottavi della massima competizione calcistica europea per club), ha battuto il Milan e ce lo ha tolto dalle scatole nella corsa all’Europa. Alla faccia di chi (con residenza virtuale diversa dalla mia) crede che il tecnico veneto non sia degno di stima e complimenti.

      • Che c’entra? Se io stimo una mia amica, non son mica costretto a sposarmela…

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