MARINO (ATALANTA): “CON LA ROSA CHE HA IL PARMA NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO LA RIVELAZIONE DELLA STAGIONE”

image(gmajo) – Sul palco del Teatro Regio, il 3 giugno 2013, in occasione della presentazione delle maglie stagionali griffate da Erreà, il DG dell’Atalanta Pierpaolo Marino aveva lanciato una (indiretta) provocazione al mondo crociato, avendo avuto l’ardire di definire, in casa nostra, in quel luogo sacro alla parmigianità, la Dea “Regina delle Provinciali”. La motivazione addotta dall’esperto dirigente – con il quale collabora strettamente l’ex ds gialloblù, dell’epoca Bondi-Angiolini, Gabriele Zamagna – è il maggior numero di campionati disputati nella massima serie, 52. Oggi, imageinvece, lo stesso Marino, in una intervista concessa a TMW (che oggi ha sentito anche Tino Asprilla che ha dichiarato: “Parma era la piazza che ci voleva per Cassano”) e poi ripresa da Parma Live, ha escluso il nome del Parma dal titolo di "rivelazione della stagione" per il campionato in corso: "L’Atalanta adesso vuole giocarsi il titolo di rivelazione della stagione assieme al Torino e al Verona. Il Parma lo tengo fuori da questa ‘sfida’ visto che gli emiliani possono permettersi giocatori del calibro di Cassano e Amauri". Il ragionamento, in effetti, non fa una grinza, dal momento che assai modestamente io stesso, durante la puntata di  Calcio & Calcio andata in onda dopo Parma-Fiorentina, in coro con l’altro eretico  David Grimaldeschi, avevo indicato proprio la neopromossa Verona quale sorpresa piacevole del campionato, spiegando che non poteva esser considerata tale il Parma, costruito per vincere, con calciatori pronti a farlo subito (e non di prospettiva). Tesi, successivamente avvalorata anche da Gene Gnocchi, intervistato dal collega Guglielmo Trupo di Parma Today: “Se compri Cassano e tieni i migliori vuol dire che vuoi far bene…”. I veneti, negli ultimi due turni, hanno perso i due scontri diretti con Parma ed Inter indubbiamente meglio attrezzati di loro per correre fino in fondo per un posto in Europa.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “MARINO (ATALANTA): “CON LA ROSA CHE HA IL PARMA NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO LA RIVELAZIONE DELLA STAGIONE”

  • 17 Marzo 2014 in 18:30
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    Del titolo di sorpresa mi interessa poco ma non mi pare che in molti pronosticassero il Parma in lotta per un posto in Europa.
    Se il Parma ha Cassano il Torino ha Cerci e il Verona Toni.
    Marino è un ottimo dirigente, lo stimo molto, ma trovo il suo ragionamento un po contorto.

    • 17 Marzo 2014 in 18:33
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      E l’Atalanta ha Cigarini. Dai, Gabri, l’organico del Parma è decisamente superiore a quello delle competitor. Il ragionamento non è contorto, ma fila

      • 17 Marzo 2014 in 18:49
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        Si certo, organico superiore ok, ma chi si aspettava il campionato attuale del Parma? mi pare sia quello il punto se si vuole trovare sta benedetta sorpresa. Il verona (per me) è una sorpresa, il parma pure

        • 17 Marzo 2014 in 18:52
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          Angella aveva pronosticato dal 6° posto in su. Io mi ero fermato un po’ prima. ma se volevi migliorare il piazzamento di un anno fa e hai fatto spesa in un certo modo…

          Il Verona è una neopromossa. E’ lei la sorpresa. Poi bene anche il Toro e ora vediamo che farà l’Atalanta.

  • 17 Marzo 2014 in 20:11
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    Dopo e’ molto fácile.Troppo.Il Parma ha un monte ingaggi MOLTO più’ alto di verona,cagliari,atalanta,torino e udinese pero’ ,
    quando le cose non andavano benissimo ,nessuno si e’ esposto dicendo che con quella rosa I crociati sarebbero risaliti in modo impetuoso.Anzi…Troppi anziani,mele marcie…Il bel tacere…

    • 17 Marzo 2014 in 20:19
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      Ma basta con queste stucchevoli e stupide polemiche. Ma non siete capaci di godervi il momento senza venire qui a fare i provocatori.

      Guardi che appunto perché ho il coraggio di espormi con “il senno di prima” che ora lei (ed altri) ha il coraggio di venire a qui a rinfacciare cose che ho scritto.

      Ma del monte ingaggi enorme ne parlo dall’inizio della stagione. Della rosa costruita su calciatori “pronti a vincere” ne parlo dall’inizio della stagione. Io ho già scritto e non ho difficoltà ad ammetterlo, che avrei inseguito una differente strada puntando più sui giovani, ma i risultati stanno dando ragione a chi generosamente ha spesso (e anche troppo, ma anche questo l’ho scritto col “senno di prima”) per allestire una rosa da prime posizioni di classifica. Traguardo possibile grazie alla caduta degli dei. Cosa anche questa che ripeto dall’inizio della stagione.

      Quando le cose non andavano benissimo ho solo sbagliato nel non pensare che si trattasse di un periodo di rodaggio per una crescita che non mi aspettavo e non ho difficoltà ad ammetterlo. Cosa che ho già fatto (veda di leggere con attenzione) qualche settimana fa quando avevo elogiato la programmazione del Parma (credo nell’Opinione post Atalanta Parma). Ma lei, come altri, si vede che non è un lettore attento e non se ne accorge.

      Troppe mele marce io non l’ho mai scritto, ad esempio. E la diffido da mettermi in bocca tale definizione. Poi che abbia scritto che al mercato era meglio vendere la frutta matura, tendente al marcio, anziché quella acerba è un altro discorso. Opinione che rivendico pienamente, perché non c’è crescita sana se non si punta sui giovani (ergo la frutta acerba).

      Gmajo

  • 17 Marzo 2014 in 21:11
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    Bah anche questa leggenda metropolitana del Parma che ha un monte ingaggi enorme la trovo un po’ fasulla.. Siamo al 10 posto con 29.5 e per farci capire seguono Samp e toro con 27.5 poi Atalanta 24.4 e solo il Verona un po’ più staccato a 22.7.

  • 18 Marzo 2014 in 01:02
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    Scusi signor Majo ma da cosa ha dedotto che mi riferissi a leí?

    • 18 Marzo 2014 in 01:29
      Permalink

      E a chi altri? A Marino?
      Può darsi che abbia capito male e in tal caso me ne scuso. Ma almeno ho colto l’occasione per meglio esporre il concetto a proposito del mio paragone con la frutta fresca al mercato. La scelta del Parma di puntare su calciatori “pronti” per vincere sul breve sta dando i risultati sperati, o forse anche di più; ma se il fine era solo quello dei famosi 40 punti e poi si vede non serviva dilapidare enormi sostanze per prendere Cassano, & C. e confermare i più forti. Era palese che un tale sforzo serviva a migliorare le posizioni e se per cinque anni la media era quella tra il 9° e il 10° posto era evidente che si puntava a qualcosa in più. Poi il fatto di essere sesti va anche oltre le aspettative e le proprie forze, ma si è potuto contare, almeno fino ad ora, sulla caduta degli Dei.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 18 Marzo 2014 in 01:19
    Permalink

    La matematica caro federico non e’ un opinione.Sappiamo che al Parma oltre allo stipendio ci sono giocatori con bonus sostanziosi.Una differenza di 5 milioni (parma-atalanta) non e’ poca roba.Comunque con le cifre ognuno si fa l’opinione che crede.

    Juventus 115 milioni
    Milan 105 milioni
    Inter 95 milioni
    Roma 92,5 milioni
    Napoli 74,1 milioni
    Lazio 62 milioni
    Fiorentina 60,5 milioni
    Genoa 33,6 milioni
    Bologna 29,6 milioni
    Parma 29,5 milioni
    Sampdoria 27,5 milioni
    Torino 27,1 milioni
    Atalanta 24,7 milioni
    Verona 22,6 milioni
    Catania 22,1 milioni
    Sassuolo 21 milioni
    Udinese 20,5 milioni
    Chievo 17,6 milioni
    Cagliari 17,4 milioni
    Livorno 14,5 milioni

    Serie A 201

  • 18 Marzo 2014 in 09:07
    Permalink

    Da notare, in base all’elenco di lupusinfabula, che:

    il Milan spende più del triplo del Parma ed è dietro di 11 punti;

    l’Inter spende il triplo del Parma ed ha solo un punto di vantaggio ed una partita in più;

    la Lazio spende più del doppio del Parma ed è dietro;

    la Fiorentina spende il doppio del Parma ed ha solo 2 punti di vantaggio ed una partita in più;

    il Genoa spende più del Parma ed è dietro di 11 punti;

    il Bologna spende la stessa cifra del Parma ed è dietro di 25 punti e rischia la B;

    Toro e Samp spendono quasi come il Parma e sono dietro rispettivamente di 11 e 12 punti;

    bravi invece Verona ed Atalanta (ma siamo sicuri che spendendo di più avrebbero gli stessi punti del Parma?)

    In definitiva: si riesce a dire CON SERENITÀ che chi ha costruito la squadra ha fatto un gran lavoro o c’è sempre un “ma” da trovare rifugiandosi dietro la solita tiritera della libertà di espressione?

    • 18 Marzo 2014 in 09:26
      Permalink

      Non ho idea di quanto siano attendibili le cifre proposte da lupusinfabula non avendo citato fonte e periodo di riferimento. Comunque volendole dare per buone mi sta bene la sua vulgata, contabile. Non capisco, tuttavia, la menata finale sul fatto di rendere merito a chi ha costruito la squadra, come se non lo avessimo fatto. La libertà d’espressione che lei tira a mano a vanvera non c’entra un tubo. Non sia più realista del re. Cosa vuole che gliene freghi a leonardi di sentirsi sbarleccare il deretano a vanvera…

    • 18 Marzo 2014 in 09:37
      Permalink

      Tra l’altro l’anno scorso, quando le cose non funzionavano bene come adesso,era Leonardi che si serviva dell’alibi delle cifre spese da chi stava davanti in classifica. Alle volte, come nel caso del catania, certi suoi oracoli televisivi, più realisti del re pure loro, scivolando sulla buccia di banana Catania che aveva una decina di punti più dei crociati, ma non avendo speso di più come sostenuto. Cmq trovo stucchevole questi discorsi quanto come le polemiche sollevate ieri sulla fortuna. Il parma ha imparato a vincere, adesso si impari a saper vincere, gistando le meritate vittorie senza cercare a tutti i costi inutili rivincite su inesistenti nemici. In poche parole diventiamo adulti. Gmajo

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