QUALCOSA DA DIRCI, di Luca Savarese: “AMAURI IN NAZIONALE NON SAREBBE UNA SCELTA IRRAZIONALE”

(Luca Savarese) – Sono ufficialmente iniziate le liste che i milioni e milioni di allenatori senza mai aver avuto una panchina e che risultano scomodi anche seduti sul loro divano di casa loro, redigono o hanno già redatto, sui 23 prodi azzurri da portare al mondiale brasiliano, verso il quale l’universo pallonaro si avvicina, mancando ormai alla rassegna iridata, meno di cento giorni. Il fatto piuttosto buffo è che questa rumorosa troupe di fanta-allenatori crede che veramente Claudio Cesare Prandelli, in un modo o nell’altro, verrà come orientato da un tranviere che gli propone di portare Immobile o da un tappezziere che invece si sbraccia per avere al mondiale Insigne. Sono lontani i tempi in cui Gianni Rivera, saliva e scendeva amenamente sul tram per le vie di Milano, mentre il brillante giornalista Beppe Viola gli poneva qualche domanda ed i passeggeri, partecipavano attivamente alla vita del gioco del calcio. Oggi è notevolmente aumentata la distanza tra i protagonisti del calcio ed i suoi fruitori comuni, che certo possono liberamente esprimere le loro idee, senza però aver la presunzione di far cambiar idee a chi le idee e buone, ce le ha già in zucca. Cesare Prandelli lo scacchiere azzurro in gran parte ce lo ha già ben chiaro, come ce lo aveva due anni or sono, di questi tempi, quando stava componendo l’armata per Euro 2012, che poi non sarebbe stata invincibile solo per aver incontrato l’invincibile Spagna nell’ultimo atto. Dicono gli espertoni da sondaggioni televisivi che il vero rebus è costituito dall’attacco: chi vestire d’azzurro per quella parte del campo in cui occorre metterla dentro? Le probabili nomination vanno da Pepito Rossi (al quale auguriamo un gran recupero) a Mario Balotelli (al quale auguriamo di togliersi di dosso e presto quella corazza di individualismo contro tutto e tutti), passando per i torinisti Ciro Immobile e Alessio Cerci (che ultimamente complici anche le quattro sconfitte consecutive della loro compagine,sembrano essere un pochino in stand-by). I due posti rimasti? Alcuni rispolverano il Gila, c’è poi il partito dei Senza Insigne non si segna, gli aficionados alle biografie del quest’anno redivivo Luca Toni (nelle ultime sfide non proprio Re Mida come all’andata) e poi l’ondata dei Cassanisti che offre alla causa, motivazioni romantiche: il barese è la luce che spezza le tenebre, anagrafiche; potrebbe quello brasiliano essere al contempo il primo ed ultimo mondiale per Fanta (di questi tempi come riportato da stadiotardini.it, anche Sant’Antonio). Pochi, se non nessuno, prende in considerazione un altro crociato, che per come si sta spendendo per la squadra ducale, pur con un minutaggio non sempre pieno, sta rispondendo più che presente, con gol (finora 6, con quell’ultima perla di tacco che ha fatto precipitare il Diavolo nell’inferno più nero), Amauri Carvalho de Oliveira, che se il compagno di reparto è diventato da Fanta a Santo, anch’egli potrebbe benissimo essere San Carvalho. Il giocatore, classe 1980, nato a Carapicuìba, ma divenuto italiano, grazie ala moglie Cynthia di origini italianecon avi nel cuneese, con la Nazionale nostrana è stato convocato, disputando fin qui solo una partita, che coincide con il debutto sulla panchina azzurra di Cesare Prandelli: 10 agosto 2010, a Londra nella gara amichevole, poi persa di misura, contro la Costa d’Avorio. D’accordo, Amaurì alla brasiliana o Amàuri all’italiana, non è più un ragazzino, visto che proprio nei giorni pre-mondiale, il 3 giungo, spegnerà 34 candeline, ma potrebbe essere una valida freccia nella faretra di Prandelli, un bel sassofono da mandare in campo quando i violoncelli ed i batteristi magari latitano o sonnecchiano. Chi, poi, conosce il Brasile nel ventaglio di punte del nostro campionato come lui, che in Brasile vi è nato e cresciuto per vent’anni, prima di iniziare il suo iter europeo ed italiano, esperto dei climi, abituato alle varietà di situazioni ambientali che il paese offre? Immaginiamoci, magari, che stiamo soffrendo e che non si riesce a trovare la via della rete, mandi dentro Ama e ti rifà un tacco de dios come quello di domenica? Non gode solo il terzo anello verde del Meazza, ma una nazione intera. Caro Cesare, lungi dal cambiare o disturbare le tue scelte, così magari, quando pensi al puzzle delle punte mondiali, ricordati che c’è anche lui, Amauri de Oliveira (questa la dicitura per la Repubblica Italiana), uno che alla Juve cercava il successo e nel Ducato sta trovando un valore unico. Poi, vuoi mettere, la Spagna si bea per il brasileiro acquisito Diego Costa e noi vogliamo privarci di andare in Brasile con una punta indigena? Suggestioni a parte, la nazionale di Amauri è il Parma, che abbellisce dei suoi colpi e dei suoi tacchi, in stile Hernan Crespo, mai banali. Uno che, titolare o dalla panca, sa come fare gol. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “QUALCOSA DA DIRCI, di Luca Savarese: “AMAURI IN NAZIONALE NON SAREBBE UNA SCELTA IRRAZIONALE”

  • 18 Marzo 2014 in 17:33
    Permalink

    Amauri é uno che non molla. Mi ha colpito il suo silenzio di domenica dopo il suo stupendo gol di tacco, mentre Cassano ruzzolava di postazione stampa in postazione ripetendo le stesse cose:” Se Prandelli mi chiamasse, sarei l’uomo più felice del mondo”usando una coniugazione dei verbi meno corretta. Invece Amauri non ha detto una parola, nessun commento. Questo atteggiamento di spingere avanti Cassano potrebbe però avere una lettura più rassicurante, e cioè che la società vuole che faccia il Mondiale per rivenderlo in estate ad un prezzo molto più alto, mentre vuole tenere Amauri ancora a lungo, questo spiega le sue due panchine. Comunque io tifo Amauri al Mondiale, per la sua caparbia, per la sua umiltà e perchè sa stare zitto lasciando gli altri ripetere sempre le stesse cose. Amauri tieni duro, puoi arrivare dove vuoi!

    • 18 Marzo 2014 in 17:41
      Permalink

      Lorenzo, la scelta di chi mettere a disposizione della stampa, dopo ogni gara, spetta alla resp. comunicazione ovviamente col placet di Leonardi e degli interessati. E di solito va una piccola aliquota, due o tre, di ruoli magari differenti, e non sempre gli stessi. Cassano in mixed zone è una rarità: ma vista la location, il mondiale alle porte, che ha segnato una doppietta mi pare una scelta logica.

      Amauri, dunque, non ha parlato non per modestia o per diverso carattere rispetto a FantAntonio (il quale, peraltro, non è uno che smania per avere visibilità e contatti coi giornalisti), ma perché non ha ricevuto l’incarico di farlo.

      E non mi pare verosimile che si possano motivare le due panchine consecutive per un supposto desiderio di tenerlo più a lungo e vendere Cassano. Le scelte dell’allenatore esulano calcoli di questo tipo, che peraltro, a mio modo di vedere, non stanno neanche in piedi.

      Cordialmente

      Gmajo

    • 18 Marzo 2014 in 17:46
      Permalink

      Nonostante stia facendo un grandissimo campionato (ipotesi che a fine estate 2013 io, sbagliando clamorosamente, non ritenevo possibile), dubito che Cassano riesca ad avere ancora mercato. Di certo ne ha ben poco in Italia: con l’Inter è andata come è andata; al Milan non vogliono vederlo manco in fotografia; della Juve non parliamone proprio…Fiorentina e Napoli potrebbero farci un pensierino…ma non credo che abbiano intenzione di mettersi in casa un peperino del genere. Resta aperta la pista che porta alla Sampdoria. Che chiuda la carriera al Parma? E’ uno scenario suggestivo, impronosticabile solo due o tre mesi fa. E l’estero? Beh, pur volendo, non riesco a trovare un club – intendiamoci: un grosso club – al quale possa interessare Cassano. Staremo a vedere. Il calciomercato è ancora lontano. E intanto abbiam da conquistare l’Europa.

  • 18 Marzo 2014 in 18:07
    Permalink

    E perché non ha ricevuto l’incarico di parlare dopo una prodezza del genere esaltata da innumerevoli siti? Non ha parlato neanche in questi giorni, silenzio totale. Cassano é simpatico e mi fa anche ridere ma c’è un’overdose mediatica di lui, diciamo che tutti quanti glielo stanno mettendo sul tappetino di casa a Prandelli. Ogni volta che apre la porta se lo ritrova davanti, sta diventando indigesto già ora!

    • 18 Marzo 2014 in 18:14
      Permalink

      Beh, dai, se lo sta meritando. Penso anch’io che una eccessiva pressione mediatica gli possa nuocere, avendo a che fare con uno come Prandelli.

      Sul fatto che non abbiano mandato Amauri in sala stampa dopo la prodezza di domenica non saprei esprimermi. Però era giusto che ci andasse anche Schelotto, all’esordio dfa titolare e autore a propria volta di una grande prova.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 18 Marzo 2014 in 23:12
    Permalink

    Amauri in Nazionale non si può sentire sinceramente.Va bene che finalmente si è risvegliato,sta facendo un buon girone di ritorno dopo quello di andata penoso, ma davanti ha giocatori che stanno facendo molto meglio non scherziamo.
    Gilardino per esempio è una garanzia,già 12 reti x lui e giocatore che piace a Prandelli e che è sempre stato nel giro della Nazionale ed ha molta esprienza internazionale a differenza di Amauri che ha giocato molto in provincia e alla Juve in europa ha fatto poco.
    Lo stesso Toni sta facendo qualcosa di incredibile e da buttare in campo negli ultimi 20 minuti può essere più determinante di Amauri.Anche Destro lo preferisco all’italo-brasiliano,insomma Amauri non credo che sarà preso neanche in considerazione

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