martedì, Aprile 23, 2024
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VANNI ZAGNOLI CHIEDE A MALESANI SE HA MAI PENSATO DI DIMETTERSI, E POI SCRIVE A STADIOTARDINI.IT PER SPIEGARE IL MOTIVO DELLA SUA DOMANDA

imageREGGIO EMILIA – dal nostro inviato – (Gabriele Majo) – La conferenza stampa di Alberto Malesani si è chiusa con una domanda posta dal padrone di casa, Vanni Zagnoli da Canalina, che aveva premesso che stava per porre un quesito imbarazzante. Al che Albertone non si è scomposto: “Ah beh, oggi me ne hanno già fatte parecchie… Faccia pure, non c’è problema…”. E Wanny: “Lo chiesi qualche mese fa a Di Francesco: ha mai pensato, in queste settimane, all’ipotesi di dimettersi? Di Francesco mi rispose: no, perché sono un combattente”.

Ecco la risposta di Malesani:

DSC02711“No, senta: io ho fatto una cosa, nel calcio, che debbo ribadire e credo che non abbia mai fatto nessuno al mondo. Quella sì: è l’unica cosa che ho fatto al mondo, quando sono retrocesso con il Verona, ho regalato metà del mio stipendio. Credo che nessuno l’abbia fatta questa cosa qua. Ecco: quello l’ho fatto, però dopo che ho visto come è andata non la rifarei più quella cosa lì. Comunque t’attaccano, te ne dicono di tutti i colori, eccetera… Ho sbagliato anche lì: sono stato troppo come sempre. Quindi, no… Perché dovrei dimettermi? Sono qua da un mese, scusami eh? Sono qua da un mese e dovrei dimettermi? E’ un’assurdità del calcio, questa… Tu quanto ci hai messo prima di arrivare a fare il giornalista? Ci hai messo un mese? E allora, vedi? Quando tu entri in un lavoro non è che puoi fare subito… Voi siete molto bravi a distruggere… Non dico a te, ma in generale. Distruggere nel senso c’è sempre questa abitudine di non lasciar lavorare un allenatore. Sono qua da un mese e cosa dovrei fare? Dimettermi? Se fossi qua da tre anni allora potrei anche dire ci penso, perché magari uno ha già fatto il suo periodo… Già io ho fatto una cosa straordinaria, che non si fa mai nel calcio… E’ rara questa cosa qua, no? Credo che nessuno me lo possa disconoscere. Basta che vada a vedere che ho fatto così. E allora, dopo un mese io mi posso dimettere? Ma stiamo scherzando? Anzi, io spero, anzi io sono sicuro che questa sia una società molto equilibrata, che ti valuta giornalmente, che viene al campo e vede cosa fai… Quindi io spero che loro continuino ad avere fiducia come hanno dimostrato nei miei confronti, e vorrei tanto dare soddisfazioni, veramente, a questa società, perché è veramente una grande società. Indipendentemente da quello che mi può succedere: è una grande società. E lo dico adesso… E’ veramente una grande società. Oggi ho visto, prima della partita, il dottor Squinzi, e gli ho detto che lo facciamo tribolare, però porti pazienza e vedrà che… Ha dei grandi dirigenti, ha delle grandi persone all’interno, quindi io sono felice e onorato di lavorare per questa società”.

Poco prima, Wanny, in modo un po’ contradditorio rispetto alla domanda di cui sopra, aveva chiesto a Malesani se poteva scoccare col Sassuolo una scintilla che potesse esser all’origine di un filotto o di una esaltazione tipo quella del Bologna con Di Vaio e Ramirez, che, aveva espresso momenti di grandissimo calcio, tra i migliori del millennio. Iperbole, quest’ultima, che ha suscitato non pochi risolini in sala stampa…

“Beh… millennio… forse è un po’ esagerato. Sì, giocavamo un bel calcio, ma millennio… (sorride, nda),… non lo so… Abbiamo giocato bene, è vero, comunque, al Sassuolo serve solo questo, serve la scintilla, siamo sempre lì, lì, lì, però non scatta… Per fortuna davanti non vanno forte, e quindi il Sassuolo può ancora giocarsela fino alla fine, nettamente, la classifica lo dice, e l’unico bonus che ci danno è quello che arriva dagli altri campi, perché le altre concorrenti non corrono… Quindi, probabilmente è un segno anche questo: ci aspettano; aspettano che a noi scocchi la scintilla, e poi sicuramente arriva. Io credo che sia imminente, perché io adesso non posso dire niente alla squadra, si sta allenando alla grande, mi sta seguendo, manca solo questa cosa qua. Oggi, purtroppo, come ha detto il tuo collega, partire dall’1-0 è molto dura, purtroppo…”

LA LETTERA DI VANNI ZAGNOLI A STADIOTARDINI.IT

DSC02684Caro Gabriele, il mio è un manifesto ideologico. Oggi ho chiesto a Malesani se non hai pensato alle dimissioni, in questo mese. Lo chiesi anche a Di Francesco, come ho spiegato nella domanda. Non sembrerà, ma ammiro tanto Malesani e sostengo che al Parma aveva fatto bene, dopo un po’ meno. Quel Bologna davvero ha giocato per 100 giorniperiodo analogo alle tre coppe parmigiane – come pochi in Italia in questo millennio, con Di Vaio e Ramirez e un gioco in velocità esaltante.

Ammiro tanto Di Francesco, però sul piano difensivo ha sempre sofferto, da allenatore, e anche la produzione offensiva è modesta. Analoga a quella di Malesani che però ha una squadra più forte.

Ma il punto è un altro. Perché le domande che tutti vorrebbero fare non si fanno più? Invece delle dimissioni avrei potuto chiedere se si aspetta l’esonero, perché è possibile se non probabile. Perché nessuno ha più il coraggio?

Personalmente ho un’impressione precisa. Che il fair play, che il coraggio manchi. O meglio, se la domanda la fa una grande firma nazionale, ok, viene accettata, se la faccio io sorprende.

La scorsa settimana ho letto un bel pezzo di Carlo Laudisa con la storia di Andrea Berta sulla Gazzetta dello Sport, per Libero, Giornale o Avvenire avrei piacere di intervistarlo, mi ha detto no. Raccontava la sua storia, citava la sua esperienza al Parma, non ho letto bene i passaggi su Ghirardi.

Io non sapevo che fosse finita alle vie legali, fra i due, ma perché mi dici che è indelicato chiedere a Ghirardi se Leonardi gli ha cambiato la vita?

Per me Leonardi è un manager di livello mondiale. Meriterebbe la presidenza di Lega o federale o di essere all‘Inter davanti a Piero Ausilio o al Milan al posto di Sean Sogliano. Come vedi, caro Gabriele, non faccio sconti a nessuno e nemmeno a te, almeno fuori onda.

Molto semplicemente, l’onestà intellettuale, le provocazioni, sono accettate da personaggi come Gene Gnocchi – trovo la sua ironia su Malesani eccessiva, anche se certo il suo ciuffo lo espone -, da professionisti del livello mio, tuo, di Michele Angella e altri no.

Paga molto di più condividere appieno i temi cari alle società. L’addetto stampa di una grande di serie A mi disse: "Vanni, le interviste le riserviamo ai media che condividono le nostre battaglie".

Avrei piacere di leggere una tua presa di posizione sul cambiamento della professione, visto che sei più navigato di me.

Odio i saccenti, chi ha inventato il calcio e non sbaglia mai, chi alza la voce in tv – a me può capitare con gli uffici stampa -, chi fa polemica pretestuosa. Io tremo al momento di fare le domande che faccio, sto male prima e dopo, mi scuso con il personaggio dopo, l’ho fatto con Malesani e anche con Di Francesco.

Una grande firma nel 2006 sostenne che il Parma rischiava la fine dell’Ancona dell’anno prima, 13-14 punti, se Angiolini non si fosse svegliato. Lo dichiarò a una tv locale, gliel’ho rinfacciato sulla stessa e ovviamente ha negato. Disse pure che il futuro presidente di una squadra di calcio aveva telefonato al suo compagno di scrivania per fargli sapere che aveva espresso interesse per l’acquisto della società. "Di impuffatori ne abbiamo visti già abbastanza".

Ma è bello così. Alla grande firma consenti tutto, a chi fa il freelance nulla.

A Tv Parma ho detto. "Caro Alberto Michelotti, sono particolarmente contento di essere qui al tuo fianco perché tu puoi dire ciò che vuoi. Se io sostengo un quarto delle tue teorie dissacranti non fa piacere, ma a te nessuno obietta nulla".

Perciò, caro Gabriele, ammiro i blogger e non solo, l’onestà intellettuale di Guido Schittone e Paolo Grossi, ma di tanti altri.

Siccome sono attento e mi vanto di sbagliare, ho notato un bel 7 sulla Gazzetta dello Sport di Andrea Schianchi ad Amauri, per Parma-Fiorentina.

Ecco, ha dimostrato di non essere prevenuto. Ha ragione Pietro Leonardi a considerarlo il miglior giornalista di Parma, ma il suo accanimento su Amauri ricorda il mio sulla meritocrazia tra gli allenatori o su tanti temi di etica sportiva.

Avrei piacere che facessi un uso privatistico della tua tribuna, sui temi professionali, sulle prospettive.

Con questa chiudo le dissertazioni lunghe, in futuro ti proporrò il "tweet" di Vanni Zagnoli. Parto con questo.

DSC02680State bbboni, diceva Maurizio Costanzo al suo pubblico, al teatro di Roma.

Ecco, oggi ho visto Boni, seguo Boni tramite stadiotardini.it. E’ un comico, un personaggio carnascialesco, ormai. State bbbboni. A me è molto simpatico. E’ prevenuto verso alcuni e vuole alimentare il suo personaggio e le sue teorie, ma credo che di calcio capisca più di me. VANNI ZAGNOLI

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO SULLA CONFERENZA STAMPA DI MALESANI CHE AFFERMA CHE IL GOL DI PAROLO ERA IN FUORIGIOCO

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

6 pensieri riguardo “VANNI ZAGNOLI CHIEDE A MALESANI SE HA MAI PENSATO DI DIMETTERSI, E POI SCRIVE A STADIOTARDINI.IT PER SPIEGARE IL MOTIVO DELLA SUA DOMANDA

  • vanni zagnoli

    Di Vaio, più che Ramirez, in quel Bologna. Baraldi ti può testimoniare quanto fosse spettacolare. Andavo allo stadio quasi sempre, al Dall’Ara, quell’anno. E’ stata la miglior frazione di stagione in Italia dopo Parma, forse insieme al Modena, prima dell’esonero.
    Avrei potuto chiedere ad Alberto se si aspettasse l’esonero, come avrebbe giudicato eventualmente il suo esonero. Ha ragione Alberto pochissimi nel mondo si dimettono, poteva anche pensare a una via di mezzo, risoluzione consensuale o qualcosa del genere. O comunque rimettere il proprio mandato, chiedere ai dirigenti: “Se il problema sono io, posso ipotizzare di farmi da parte”. Ma credo che faccia bene a continuare. A Bologna può strappare il punto, può battersi per la salvezza. Io avrei preso Colomba, sinceramente, mentre Zeman era altrettanto rischioso.

    • Anch’io avrei preso Colomba. Mi sembra più un tecnico avvezzo alle missioni salvezza, anche se qualcuna l’ha centrata anche Malesani.

      A proposito della tua domanda Ad Albertone: giustamente l’hai definita imbarazzante, ma Malesani quesiti sul possibile esonero ne aveva sentiti parecchi, compreso quelli della DS (di Collovati se non ricordo male) una settimana fa. Immagino che in sala stampa qualcuno stesse per chiederglielo, perché mi pare un classico…

      Cordialmente

      Gmajo

    • Dimenticavo la risposta alla tua domanda “ma perché mi dici che è indelicato chiedere a Ghirardi se Leonardi gli ha cambiato la vita?”

      Infatti io non ti ho certo detto che era indelicato che tu gli facessi quella domanda: di indelicato c’era il confronto con Berta. Anche perché sono due figure professionali ben diverse, con incarichi ben diversi. Incommensurabili, quindi.

      Tu hai fatto scivolare Ghirardi sulla buccia di banana, ponendogli la domanda in quei termini, facendo il raffronto tra i due. Poi è chiaro che ha colpa il Ghiro che ha risposto in modo poco elegante sminuendo la carriera poi fatta dal suo ex collaboratore. Al mondo bisogna essere signori. Saper vincere, e alle volte anche saper perdere.

      Cordialmente

      Gmajo

  • vanni zagnoli

    speravo dicesse, invece, che Leonardi meriterebbe il Milan ma lui non lo dà. speravo dicesse è il migliore, vale un grande club europeo. o mi ha fatto guadagnare x. potevo anche dire berta e zamagna. fammi la tua classifica dei dg, per esempio, ciao.

  • By By ciuffettino, un mister per caso.

    Febbredacalcio

  • Una coppia Di Vaio-Ramirez si potrebbe rivedere in un Floccari-Berardi o in Floro Flores-Berardi, il problema è che Malesani ha litigato con Berardi. Ora come ora il Sassuolo ha bisogno di qualcuno che faccia rinascere il talentino, per questo ci sono voci sul ritorno dell’allenatore ex Roma al posto dell’ex Parma

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