CALCIO & CALCIO PIU’ / L’ANATEMA DEL SALTIMBANCO PER IL CORO NO-EURO DELLA CURVA. GIORNALISTA SARDO: “CAGLIARI TRANQUILLO, PARMA FAVORITO”

DSC07257(Evaristo Cipriani) – BONI VS TIFOSI NO-EURO – C’era il neo consigliere del Parma Club Toscanini Marco Ortalli ieri sera negli studi di Teleducato per la 30esima puntata stagionale di Calcio & Calcio Più, insieme, naturalmente, al nostro direttore Gabriele Majo e al Saltimbanco Enrico Boni. Quest’ultimo, appena iniziata la diretta, ha subito mandato un messaggio esplosivo alla piazza, approfittando proprio della presenza di un esponente del tifo organizzato: “La società, i giocatori, la stampa, la stragrande maggioranza dei tifosi sono concentrati sull’Europa e invece c’è un gruppo della curva che da un po’ di tempo continua a proporre un coro (“Guarda che squadra che abbiamo presidente non ce ne frega niente dell’Europa League. Giriam l’Italia veniamo dall’Emilia bruciamo Reggio Emilia a noi piace così! nda) che dice che dell’Europa League non gliene frega niente, andrebbero allontanati ed emarginati, si vergognino”. Boni, in versione esorcista, ha definito il coro “sacrilego”, “demoniaco” e “blasfemo”, mostrando in un foglio una raffigurazione di un diavolo e lanciando l’anatema. Ortalli ha specificato che la paternità del coro non appartiene al suo club, mentre Angella ha cercato di ridimensionare l’uscita boniana: “Anche a me il coro piace poco, ma il significato è chiaro: i tifosi sono attaccati alla squadra indipendentemente dai risultati”. Tra i imagetelespettatori, chi si è subito scagliato contro Boni e chi invece gli ha dato ragione (è il caso di un sostenitore crociato di Foggia, Antonio Tancredi, che ha postato il seguente messaggio sulla pagina Facebook dell’emittente di via Barilli: “Persone fanno piu’di 450 km x vedere il parma,e poi senti quei cori ti fa passare la voglia di andare al Tardini…San Marco in Lamis (Foggia) presente”. Il conduttore Angella ha poi aggiunto: “Al di là DSC07262del coro, quello che non condivido è l’atteggiamento di chi si annuncia contento ugualmente anche in caso di mancato accesso all’Europa League: non voglio dire che la squadra dovrebbe essere contestata in questo caso, ci mancherebbe, ma adesso perdere l’Europa sarebbe da polli, io mi arrabbierei tantissimo e come me credo tanti telespettatori oltre che i vertici della società!”. Un’affermazione sulla quale il giornalista ha incassato l’approvazione dello studio e del tifoso Ortalli in particolare.

DSCF3987CAGLIARI? NO PROBLEM – Nel corso del dibattito da Cagliari è intervenuto il direttore del portale tuttocagliari.net Christian Seu il quale ha, per così dire, tranquillizzato i tifosi parmigiani sull’ “impegno” di domenica al Sant’Elia: “Diciamo che il Cagliari è tranquillo grazie alla vittoria del turno precedente in casa del Genoa, non ha dunque pressioni di classifica e poi ha diverse assenze importanti, sia per squalifiche che DSC07259per infortuni, quindi reputo il Parma favorito”. Lo stesso giornalista ha definito la tifoseria rossoblù piuttosto depressa: “La gente qui è sfiduciata sia per la questione stadio sia per il disimpegno del presidente Cellino”. Secondo Gabriele Majo (ieri significativamente con camicia rosso-garibaldina, non solo in tema col prossimo 25 Aprile, ma appunto con la trasferta di Cagliari, richiamata anche dal papillon blu: “Un monito, un modo per tener alta l’attenzione di chi di dovere su questa partita”, ha chiosato  il nostro direttore), il problema non è il Cagliari ma se mai il Parma: “Più che domandarci che Cagliari troveremo, l’interrogativo è che Parma imagetroveremo, se il Parma farà una signora partita allora non ci saranno difficoltà indipendentemente dalle scarse motivazioni avversarie”. Boni è tornato sulla questione tifosi: “Vorrei sapere perché, vista l’importanza della trasferta, né alla società, né ai suoi sponsor è venuta l’idea di offrire il viaggio ad un centinaio di tifosi per avere così un supporto importante al Sant’Elia. Se non si colgono certe occasioni per certi obiettivi, quando mai si mettono in atto certe iniziative?”

DSCF3991CERRI TROPPO GIOVANE PER IL NAPOLI – Nella parte conclusiva della puntata spazio alle voci di mercato con in collegamento telefonico da Napoli il giornalista di Radio Kiss Kiss  Diego De Luca, esperto del settore, chiamato in causa per fare il punto sulle numerose ipotesi di operazioni sull’asse Emilia-Campania. De Luca ha confermato il grande interesse azzurro per Paletta: “E’ un giocatore che Benitez ha richiesto e che il parma farà il possibile per prendere”. Semaforo verde anche per Parolo: “Ha qualità importanti ed è protagonista di una DSC07280bellissima stagione, farebbe comodo al Napoli”. In tal caso al Parma, secondo i piani di De Laurentiis, andrebbero soldi più Dzemaili, cavallo di ritorno, però, che il Savonarola Boni non vuole indietro: “Il Parma dovrebbe pagarmi una provvigione perché sono stato io, di fatto, a cederlo, a furia di insistere…”. De Luca ha quindi definito “non difficoltosa” l’operazione per il riscatto da parte del Parma del cartellino di Walter Gargano. Decisamente meno concreta la pista che vorrebbe Cerri presto in Campania: “E’ seguito, ma al momento non è una pista calda, il Napoli là davanti cerca un vice Higuain e dunque un giocatore esperto e già pronto, il candidato è Gilardino”. Il Saltimbanco Boni, in ogni caso, ritiene che il Golden Boy non lascerà Parma neppure di fronte ad una eventuale offerta di dieci milioni DSC07274di euro: “Tra un paio di anni ne varrà trenta. Il Parma non lo lascia andar via adesso neppure per dieci milioni di euro”. Angella ha sostenuto che è difficile che ci sia qualche club disposto, oggi, a spendere 10 milioni di euro per un diciottenne: “Però, ove ci fosse – ha concluso Majoio non sono così convinto che il Parma rifiuterebbe dieci milioni di euro pur di tenerlo. E’ vero che è giovane e che un domani potrà fruttare ancor di più la sua cessione, ma ricordiamoci bene come nell’ultimo mercato il Parma non abbia esitato a cedere per molto meno i suoi due migliori giovani della prima squadra, Mendes e Sansone” Evaristo Cipriani

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO PIU’ / L’ANATEMA DEL SALTIMBANCO PER IL CORO NO-EURO DELLA CURVA. GIORNALISTA SARDO: “CAGLIARI TRANQUILLO, PARMA FAVORITO”

  • 25 Aprile 2014 in 11:02
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    Ma possibile che ancora non avete capito il vero senso del coro della curva?? È stato talmente esaltante il campionato del Parma che, anche se non dovesse arrivare la qualificazione in EL, i tifosi saranno contenti lo stesso di come saranno andate alla fine le cose.

    • 25 Aprile 2014 in 11:33
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      Non si tratta di capire o meno il significato del coro, che a me, comunque, puzza tanto anche di piaggeria, oltre che di provincialismo: il fatto è che questa canzone “da perdenti” non è affatto da stimolo a chi ha il preciso dovere di concludere il campionato dando il massimo. E poi, dico io, come si fa ad essere contenti di come andranno comunque a finire le cose? Ma ci rendiamo conto, o no, che questa stagione irripetibile va conclusa con qualcosa di concreto in mano? Ci rendiamo conto, o no, che Ghirardi ha fatto il passo decisamente più lungo della gamba, con il fine, dopo sette anni, di lasciare un segno concreto? La sua ambizione e gli sforzi profusi vanno premiati con la qualificazione in Europa League. Altro che balle. Con una tifoseria così “perdente” si va poco lontano. Non condivido i modi boniani, ma nel merito ha piena ragione (a parte che ero stato io, in tempi non sospetti il primo a sollevare dubbi e perplessità su questa canzone).
      Saluti
      Gmajo

  • 25 Aprile 2014 in 15:30
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    Fuuurbo lei, Majo… Quindi, se il Parma andrà in EL sarà un risultato scontato, se non ci andrà sarà un fallimento. E’ questo, giusto?, il terreno che sta preparando per non dover dire che la squadra ha fatto una grande stagione ed è andata oltre le aspettative? E poi, scusi, se Ghirardi si è tanto svenato quest’estate e ha fatto spese così imponenti, tali da dover definire fallimentare un risultato sotto il sesto posto, come mai a inizio campionato quasi nessuno degli osservatori collocava il Parma in pole position per un posto in Europa ma, a parte Angella e pochissimi altri, tutti parlavano di salvezza tranquilla levandosi al massimo qualche soddisfazione grazie a Cassano? Majo, Majo…

    • 25 Aprile 2014 in 16:03
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      Egregio Gustavo,

      il suo Topolone (io) non ha alcun bisogno di preparare alcun terreno: questa è spicciola dietrologia che respingo fermamente al mittente.

      E ora motivo il perché, pur scusandomi con chi ci legge se su alcuni passaggi sarò ripetitivo di concetti più volte espressi qui o in tv.

      Partiamo dalla premessa che il Parma, per onorare il Centenario con una stagione speciale (motivo romantico) e per non correre rischi di mancata permanenza in A (motivo più prosaico: i milioni garantiti dalla prossima ripartizione TV grazie ai 5 anni di fila senza declassamento), ha allestito una formazione in netta controtendenza rispetto alle logiche virtuose del recente passato (cioè sotto la direzione di Leonardi), andando a prendere anziché ragazzini di belle speranze (da poi rivendere, dopo maturazione, al miglior offerente con ricca plusvalenza) dei calciatori già maturi, pronti all’uso, apposta per “vincere” o comunque centrare gli obiettivi di cui sopra senza patemi d’animo derivanti dagli errori di gioventù del recente passato.

      Fin dall’inizio, al di là, dei soliti 40 punti, la proprietà e la dirigenza avevano dichiarato di volersi migliorare: ebbene nella stagione 2012-2013 il Parma era arrivato decimo, sicché si seduce che minimo minimo puntavano ad arrivare noni.

      Credo che chiunque di noi non sia così ingenuo da credere che Leonardi sia stato talmente bravo di convincere Cassano a venire a Parma con l’obiettivo di salvarsi con tranquillità, né credo che il Parma abbia ceduto elementi promettenti come Chibsah, Mendes e Sansone, per mantenere in organico i pezzi migliori e prenderne costosi altri per raggiungere 40 punti. Sarebbe il classico esempio di prendere un bazooka per uccidere una mosca.

      Per quanto mi riguarda, prudenzialmente, ad inizio stagione, a bocce ferme, avevo soppesato il Parma da ottavo posto in classifica. Obiettivo, ovviamente, minimale, sotto il quale la stagione sarebbe stata da considerarsi insoddisfacente.

      A stagione iniziata, grazie alle imprese del Parma dei record, che facevano il paio con il deludente cammino di alcune delle storiche grandi, come Inter e Milan, l’asticella delle aspettative non poteva che alzarsi, anche per la precisa consapevolezza che una occasione del genere è unica e da sfruttare. Mai più, infatti, è razionalmente prevedibile che si crei il positivo mix di situazioni che sta rendendo possibile il coronamento del sogno Europa. Mix che comprende gli enormi sforzi profusi da Ghirardi, (che a mio modo di vedere, per precisa ambizione e voglia di lasciare il segno ha fatto il passo più lungo della gamba) e, appunto, il deludente cammino di altri club maggiormente attrezzati.

      Le previsioni fatte ad inizio stagione da Angella (ma anche dal Saltimbanco Boni, che però predicava questa grandeur anche negli anni passati) c’entrano fino lì con la situazione reale che si sarebbe poi venuta a creare in questa annata. Dopo aver perfezionato record su record dell’era Tanzi penso sarebbe da polli se, alla fine, dopo aver tirato a lungo il “gruppo” il solista Parma si facesse risucchiare dagli altri.

      Già sarebbe inquietante se fosse il derelitto Milan ad arrivare prima (e non va scordato come in poco più di un mese i rossoneri si siano ripresi tutti e 11 i punti di distacco che c’erano dopo lo scontro diretto con i crociati, che però sarebbero stati penalizzati dalla circostanza di essersi ritrovati con la rosa qualitativamente ridotta ai minimi termini proprio allorquando sarebbe stato necessario aver tutti gli effettivi migliori, per affrontare le grandi in un ciclo terribile ravvicinato) dei crociati, immaginarsi se il sorpasso avvenisse per mano del Torino o del Verona che sono tuttora in corsa, con appena due punti in meno, pur avendo un organico inferiore a quello dei crociati.

      Per concludere, dunque: è chiaro che se il Parma, alla fine, andasse in EL sarebbe un risultato eccezionale, anche se per certi versi “programmato”, ma se non ci andasse sarebbe un danno incalcolabile. Per fare i 40 punti e la salvezza si sarebbe potuto cedere i campioni e tener a posto il bilancio…

      Comunque mi pare che lo stesso Leonardi abbia detto a più riprese che vuole, l’Europa League, la pretende, e che è sicuro di ottenerla. Bene: se non ci dovessimo riuscire saremmo dei veri polli, considerata come è stata l’annata. Poi che sia stata meglio questa stagione, comunque vada a finire, rispetto a quella scorsa con tre mesi da incubo penso sia abbastanza ovvio.

      Cordiali Saluti

      Gabriele Majo

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