CARMINA PARMA / IL CIOCCOLATINO DI PALLADINO TAMPONA LA FAME…

(Luca Savarese) – Le squadre come ci ha opportunamente rivelato il direttore nell’Ubi Majo…Tu come li vedi? di ieri mattina, per essere in campo alle 12.30 si alzano alle 8, fanno colazione alle 8.30 e pranzano alle 9.45 (almeno così il Parma ieri a Bologna). Il lunch match sonnecchiante di ieri si spiega anche da questo, quando entri in campo sono in fondo passate poche ore da quando ti sei alzato. Sei più vicino alla nanna e la sveglia interiore suona un pochino in ritardo. Certo non è la prima volta che si sceglie quest’orario per giocare a questo calcio senza orario perché si gioca in tutti gli orari e non sarà l’ultima, ma il fisico è il fisico dice imagegiustamente Donadoni in conferenza. E lo spirito? Cincischiante nella prima fase, più agguerrito nella ripresa quando è arrivato un gol che in prospettiva, potrebbe risultare molto, ma molto prezioso. Era il confronto numero 33 tra le due compagini, ed i crociati non hanno detto 33, non erano cioè sul lettino del dottore, ma hanno fatto un punto, non interrompendo subito la forse nuova serie iniziata proprio contro gli stessi avversari con i quali era iniziata all’andata, il Napoli che oggi ci ha fatto un favore matando la Lazio. Il Bologna è stato coriaceo BOLOGNA PARMAze con il coltello tra i denti, se avessero giocato così tutte le sfide ora i ragazzi di Ballardini non sarebbero con così pochi punti in cascina. Questo, a mio parere, è un pareggio diverso rispetto a quello maturato contro gli altri rossoblù del campionato: Cagliari e Genoa all’Ennio. Il 15 dicembre avevamo la testa al Centenario day, contro il Grifone eravamo reduci dalla grande abbuffata contro il Milan, ieri invece ci abbiamo provato in tutte le salse per uscire dalla Dotta con la lectio dei tre punti dalla nostra. Tantissimi calci d’angolo, un fallo su Paletta trattenuto in area loro, un gol annullato a Palladino, le occasioni sono piovute a ritmo piuttosto alto, senza quel vorrei ma non posso visto negli altri due pareggi delle 12.30. Forse per battere queste tre squadre non bisogna più giocare alle 12.30. Anche all’andata, tuttavia, abbiamo pareggiato e non si giocò quando si preparano pietanze e si accendono i fornelli. Si sente, però, che la truppa ducale porta in serbo un grande sogno. Senza Parolo e senza Cassano siamo riusciti a non farci arrostire alla bolognese. Non mi è piaciuto Schelotto (oggi Schecinque…),poco galgo, poco levriero e molto cagnone pigro. Mi è piaciuto, invece, Biabiany che sul pezzo c’è stato sempre ed ha messo in mezzo quella palla (dopo che nelle due precedenti trasferte si era tolto la gioia del gol contro Lazio e Roma) che il Palla ha poi buttato dentro. Vista la fattura del gol dell’avanti campano, dispiace che trovi la porta col contagocce. Ma proprio di gocce di tranquillità aveva bisogno ieri il Parma e queste le ha spruzzate Aladino Palladino, uno abituato al tappeto volante, gitano anzi che sedentario, fantasioso mica mastodontico, uno che la mette poco, ma sceglie il raggio di tempo giusto: ora a testa bassa, ma sereni verso la settimana Santa durante la quale arriverà l’Inter al Tardini sabato e tutti vorremmo che fosse già domenica, cioè Resurrezione, invece che venerdì, cioè Via Crucis. Intanto godiamoci Palladino che è come un buon panino o meglio come un cioccolatino che arriva quando avevi bisogno di quell’ energia per mantenerti in vita, di un dieci euro di benza per continuare ad andare in una certa direzione. Come dire un Cassano a metà con il numero 17 e senza il 99 e senza cotanta classe, ma utile alla causa, buon pennarello quando le penne non ci sono e quando i pennelli latitano. Nel viaggio dell’Europa, fondamentale sarà poi la trasferta in terra torinese, sponda granata, che oggi in due secondi ha trasformato la paura in gioia con due signori gol di Immobile prima e di Cerci poi. Allora gustiamoci questo cioccolatino buono, dolce, che toglie il languore e mette vigore. Poco forse per un intero pranzo, utile per preservare l’appetito contro i lanciatissimi nerazzurri. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.