CARMINA PARMA / L’OTTAVA MERAVIGLIA DI PAROLO E’ UNA TETRAKTIS PITAGORICA

(Luca Savarese) – Marco Parolo non era ancora nato quando Il filosofo innamorato dei numeri Pitagora, nella Magna Grecia, tra il 570 ed il 495 a.C., formulava le sue teorie. Pitagora, (che non è solo il teorema mandato a memoria nelle scuole medie) e Parolo, iniziano entrambi con la “p” come Parma, come punti, quelli che finalmente arrivano e ritornano a riempire del loro peso il Ducato, fermo a zero da tre turni. Pitagora nella sua comunità prediligeva i numeri e le combinazioni numeriche, alla base anche di armonie musicali, e credeva nella trasmigrazione dell’anima dopo la morte. Un’anima nuova è quella che ha mostrato questo Parma che morto non era affatto (in fondo era solo tanto stanco), di nuovo tamburo forte, di nuovo batterista convinto dopo essere stato per mille motivi, per tre giornate, relegato dietro le quinte di sé stesso. Donadoni non è Paganini, ma la sua bella musica ritrova armonia e ripete il capolavoro che gli riuscì all’andata, battere il Napoli, con lo stesso punteggio. In terra vesuviana bastò un golletto in discesa personale di Cassano, oggi senza Cassano, senza Amauri, è bastato un gol orchestrato MARCO PAROLOcoralmente e finalizzato da Marco Parolo a piegare la Benitez band, certo una signora squadra, ma forse senza quel necessario nerbo per completare cotanta tecnica. L’asse portante e vincente che ha scaturito l’ottava meraviglia del ragazzo di Gallarate, è davvero una perla geometrica, una tetraktis pitagorica (un quartetto ritmico disposto nella forma geometrica di un triangolo equilatero) applicata al calcio: tre tocchi e palla dietro il corpo di Pepe Reina, cioè dentro la porta del Napoli; Paletta, in difficoltà a prendere le misure sui lanci nella prima frazione, complici anche le due partite passate a curare la sua influenza, è invece precisissimo a trovare Cassani che veloce e puntuale come un postino alacre, consegna a Parolo una palla fresca come l’alba, preziosa come la vita, un invito per via centrale che il rapace centrocampista calcia sicuro, calibra da bomber nato e trasforma in rete, risultando, come già successo contro il Milan sempre all’Ennio e contro il Sassuolo al Mapei Stadium, il match winner. Il quarto tassello della tetraktis? Il pubblico, i tifosi ai quali sono destinate queste invenzioni.La torcida è quindi servita, proprio sotto i Boys, Parolo va a prendersi il bagno di festa, la cascata di gioia crociata (in stand by nelle ultime uscite) appena la squadra fa ritorno all’Ennio, per giocarsela contro il Napoli. Il piatto a sorpresa in una nuova cena tra le mura amiche. Paletta-Cassani-Parolo, il triangolo lungo, il jet di giornata che riporta le ali e toglie la paura, sul corpo del Parma. Forse Pitagora in quel momento si stava facendo un giro sul Tardini e deve aver ispirato ai tre nostri eroi una simile sincronia geometrica, un disegno matematico, un tracciato ordinato, un taglio, perfetto che spacca il Napoli e ricuce nei petti dei crociati birra, entusiasmo ed ardore. Lo scorso anno, nel gennaio 2013, ci fecero fuori in casa con due tagli pregevoli messi dentro da Hamsik e Cavani, chi di tagli ferisce, di taglio perisce. Che grande testimonianza che le cose vanno bene e che gli uomini stanno bene, nel tenero abbraccio che Donadoni riserva a Biabiany quando esce, una sorta di carezza, quasi tra papà e figlio. Ecco il segreto di questo Parma che oggi si è liberato come di una zavorra, che ha rimesso la quinta, dopo che ultimamente diversi fattori le avevano impedito di inserire marce alte. Quando le cose in campo non andavano e non sono andate per il verso giusto, dentro, in seno al gruppo, l’aria è sempre stata ottima, senza alcun tipo di facile frizione, senza musi lunghi e senza pugni duri e volanti. Non era facile continuare a star tranquilli e riuscire a predicare tranquillità quando il calcolo e l’assillo dei risultati ti remava improvvisamente contro. Stasera, nella partita della verità, il Parma ha dimostrato che non è malato, che il black out è stato superato da un signore che non ha mai visto nero, Roberto Donadoni. Stasera, nel bivio tra l’osare ancora continuando a rimanere in alto e l’ennesimo accontentarsi, tutto il gruppo ha scelto e con personalità il primo sentiero. La vittoria finale è stata solo una conseguenza di questa scelta. Ecco forse la differenza tra oggi e il trittico tremendo, dinanzi al Napoli abbiamo scelto di essere noi stessi, davanti a Juve, Lazio e Roma, siamo stati in balia di una scelta che avevano già fatto altri, cioè i nostri avversari. Com’è bello vincere, ti libera da mille affanni, ti distende i nervi e ti solletica il cuore, ti fa anche gestire con fredda calma i cambi, che sono parsi anch’essi di un ordine quasi geometrico e ben razionati: fuori Parolo, dentro Munari, poi fuori Palladino e dentro Gobbi, infine fuori Biabiany e dentro Cerri. Forse Pitagora e la sua visione matematica, non sono passati sul Tardini solo in occasione del gol del numero 16, ma hanno fatto un giretto anche sulla panchina di Donadoni, che serafico va avanti con la filosofia di un gradino alla volta. Questo però era un gradone, di quelli che appena riesci ad oltrepassarli, capisci tante cose e cresci infinitamente. Parma quanto sei bello quando ritorni a ruggire. Sembri una lieta canzone. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / L’OTTAVA MERAVIGLIA DI PAROLO E’ UNA TETRAKTIS PITAGORICA

  • 7 Aprile 2014 in 07:56
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    Adesso siamo padroni del nostro destino, se vinciamo a Bologna abbiamo un piede in Europa!!!!!

    • 7 Aprile 2014 in 10:41
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      Eravamo padroni del nostro destino anche prima di Parma-Napoli, Marchetto. Ma è confortante che il Parma lo sia rimasto anche dopo la partita impossibile con il Napoli.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 7 Aprile 2014 in 09:59
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    Carissimi, dopo una vittoria sofferta,voluta ed ottenuta con una splendida azione che ha visto protagonisti tre giocatori che meriterebbero la Nazionale (vista la ipotetica concorrenza),dopo un filotto di sconfitte maturate in circostanze diverse, ma che comunque lasciavano intravedere una squadra che non ha mai abbandonato la ricerca del gioco anche in situazioni di emergenza. Ammirevoli tutti ieri sera anche chi ha sbagliato tanto, ( Schelotto) e chi avverte una fiducia “limitata” del pubblico (Felipe e Palladino), a tal proposito invito tutti a sostenerli in vista della volata finale. Purtroppo non posso dirmi altrettanto soddisfatto di una “tifoseria” (quella di questo ed altri forum) ipercritica, rancorosa,pronta a vomitare critiche ed improperi su una squadra che avrebbe potuto uscire con le ossa rotta da 5 partite in 2 settimane, (tre trasferte consecutive , e scontro con le prime tre squadre in classifica).Dopo questo tour de force essere quinti a pari merito con l’Inter (prossima ospite del Tardini) è un risultato gratificante soprattutto accertata la grande condizione psicofisica della squadra,nell’auspicio di recuperare qualche pedina importante, per far fronte a squalifiche ed acciacchi di fine stagione. Non che la prospettiva di andare a Modena a giocarci le coppe mi esalti troppo, ma la classifica finale conta molto, per autostima, ripartizione dei diritti TV, e prospettive future.

    • 7 Aprile 2014 in 10:49
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      Ciao Angioldo,

      non mi pare corretto da parte tua un attacco indiscriminato all’utenza di questo forum (e se vogliamo anche di altri, ma, semmai, saranno altri moderatori a risponderti) da definiti “ipercritici, rancorosi e pronti a vomitare critiche e improperi…”

      Sono generalizzazioni che certo non rendono merito alla tua intelligenza e che vanno ad oscurare il propositivo invito – che condivido in pieno – di sostenere in pieno, in vista della volata finale, coloro che hanno una fiducia limitata del pubblico cioè Palladino e Felipe.

      Non tutti gli utenti che frequentano questa come altra community sono soldatini che espongono un unilaterale punto di vista: ognuno è libero di dire la sua. Del resto tu scrivi qui (e altrove) e non penso che tu ti autodefinisca come sopra. Quindi è sbagliato di fare di tutta l’erba un fascio.

      E poi quella tua considerazione è offensiva anche del lavoro dello scrivente, il quale, attraverso i propri articoli dopo la settimana orribile (nei risultati) si era prodotto in difese d’ufficio della squadra, con tanto di ricorso a plausibili giustificazioni, esplicitando segnali di ottimismo e fiducia.

      Saluti

      Gmajo

      • 8 Aprile 2014 in 12:53
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        Non volevo essere offensivo nei tuoi confronti, ma esprimere un dissenso chiaro verso chi, (e sai a chi alludo), scrive post autoreferenziali, alludendo a fonti confidenziali, affermando che Paletta e Gargano han finito la loro stagione, che da qui alla fine la squadra si adagera in un grigio anonimato e fandonie del genere, tu fai bene a pubblicarle, fanno “bene” al dibattito, chiedo scusa se per approssimazione ho generalizzato nel “rimprovero” ma mi sono meravigliato del numero esiguo dei commenti dopo una vittoria importante , voluta e …goduta per tanti motivi. Anche la polemica sul rigore -non rigore , è un segnale che si presta ad interpretazioni …maliziose. Ti dò atto invece con soddisfazione di aver saputo cogliere la vera essenza della squadra e di una corretta valutazione delle prestazione del trittico di recenti sconfitte! Bravo non era facile prendere una posizione tanto “impopolari” tra tanti de-profundis prematuri. Angioldo

        • 8 Aprile 2014 in 18:24
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          Prendo atto, Angioldo, che non volevi essere offensivo nei confronti della mia opera, anche se di fatto lo sei stato: già per me è difficile scrollarmi di dosso lo sguardo di sospetto che alcuni hanno / avete, per via del mio passato in società a causa di quel rapporto interrotto innaturalmente proprio con questa proprietà, se poi mi si addossano, di fatto come hai fatto tu, i panni di leader di una community che ce l’ha col Parma, le cose finiscono per complicarsi. Sulla mia pelle…
          E allora, per l’ennesima volta, ti specifico che chiunque usufruisca di questo spazio virtuale – sia gli autori, sia e soprattutto i semplici lettori che commentano nel forum – ha piena facoltà di esprimere le proprie idee, idee che non è detto che debbano collimare con le mie. Né a me interessa fare proseliti, perché come ripeto spesso mica debbo presentarmi alle elezioni… E poi, al contrario di altri, non ho la mania del consenso assoluto e gli argomenti che tiro a mano, spesso impopolari, credo lo dimostrino perfettamente. Quello che mi interessa è suscitare dibattito, dialogo, confronto di idee, che è quello che poi manca in questa epoca in cui imperano i “mi piace” su Facebook. La scorsa settimana, mentre a bordo del pullman del CCPC stavo scendendo verso Roma, mi è capitato di ascoltare Enrico Ruggeri, ospite di Isoradio, che proprio spiegava bene come non solo ai politici di oggi, ma anche ai semplici cittadini, non interessi esporre una buona idea, quanto che questa idea possa piacere e riscuotere i “mi piace” o il gradimento del pubblico. Io questa necessità non la avverto, anzi, spesso mi piace andare contro corrente. Anche Ruggeri sottolineava come di questi tempi di pensiero unico si sia smarrita l’oratoria, la voglia di confronto e di dibattito. Ebbene, nel mio piccolo è proprio quello che cerco di suscitare qui. Però se si liquida questo esperimento con un tanto chi scrive sul sito di Majo, lui per primo, getta merda sulla società, allora non si va lontano. Ecco perché sono intervenuto piuttosto in modo deciso: perché non mi piacciono certe generalizzazioni che poi portano ad affibbiarti addosso delle etichette non giuste.
          Sul numero di commenti esiguo in caso di vittoria, che ti posso dire? E’ chiaro che qui, come altrove, la gente facilmente scrive se è malcontenta. Anche a Pronto chi Parma? c’erano più chiamate se le cose andavano male, perché la gente trovava un ulteriore valvola di sfogo.
          Il discorso del rigore-non rigore è molto chiaro: come ho spiegato anche ad un altro lettore, senza scendere nei meriti tecnici, che tanto le cose ormai non cambiano più, io ho inteso replicare al collega Paolo Emilio Pacciani della GdP che accusava di faziosità quelli di Sky, mostrandogli come lui stesso fosse stato fazioso, in senso opposto, sul suo giornale. Non ci sono tante interpretazioni maliziose da fare. Ribadisco ancora: a parti invertite ci saremmo incazzati. E questo esercizio di mettersi dalla parte opposta, esercizio che io faccio spesso, lo consiglio anche ad altri.
          Infine grazie per aver riconosciuto che nel generale clima di scetticismo dopo la settimana orribile il sottoscritto, come pochi altri, ha cercato di non perdere la trebisonda e mantenere un certo equilibrio. Cosa che per un giornalista dovrebbe esser normale, ma che diventa merce rara nell’epoca in cui anche i più preparati scrivono impressioni più dettate dal cuore che dalla ragione. E’ lo stesso esercizio, capovolto, di quanto i risultati ti danno ragione. Solo che, se quando le cose vanno bene, rimarchi dei limiti, ti dicono che cerchi il pelo nell’uovo…
          Cordialmente
          Gmajo

  • 7 Aprile 2014 in 12:18
    Permalink

    la prossime due giornate sono quelle decisive….io mi aspetto bottino pieno se il parma visto ieri saprà mantenere la stessa concentrazione sei punti saranno …SOLO CON LA VOGLIA DI STARE IN PARTITA DALL INIZIO ALLA FINE VISTA IERI PERò……domenica cmq è un derby e dopo ci sarà il vero spareggio europa league quindi….le motivazioni non mancheranno di sicuro nè a bologne a nemmeno contro l inter…..in più ritornano cassano per aumentare qualità e spessore offensivo, lucarelli per blindare ancora di più il reparato arretrato, se poi torna anche gargano a sradicare palloni e prioteggere in mezzo al campo…..gente dobiamo essere per forza ottimisti vero che c è bagarre ma …IO DIREI GUARDIAMO IL 5 POSTO CHE VALE E.L SENZA PRELIMINARE

  • 7 Aprile 2014 in 12:25
    Permalink

    In 23 anni a che abito a Bologna,per giunta dl fronte allo stadio,non ho mai visto per il derby,che questa volta si gioca alle 12,30 ,la curva S.Luca doverosamente affollata.Credo che questa volta,orario a parte,l’occasione potrebbe essere quella giusta.Quindi,che dire?Tifosi del Parma,…TUTTI A BOLOGNA!

    Aggiungo,…Complimenti al vostro bel sito web!

  • 7 Aprile 2014 in 12:25
    Permalink

    Come meraviglia non è stato inferiore il lancio di Paletta, che poi ne ha servito un’altro splendido a schelotto.

I commenti sono chiusi.

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