CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / MI E’ PIACIUTA LA PROPENSIONE AL DIALOGO DI BERGONZI. CASSANI AMMONITO PER GIOCO PERICOLOSO, MIRANTE IN ANTICIPO SU ZAPATA CHE HA SIMULATO

(Matteo Agoletti) – Dopo aver sbancato il San Paolo il Parma si ripete e stende il Napoli tra le mura amiche del Tardini, lasciando l’incredulo presidente De Laurentiis… senza “Parolo”. Battute a parte, prima di focalizzare l’analisi, dal punto di vista dell’arbitro, di Parma-Napoli, desidero iniziare con un episodio della partita Cagliari Roma. Facendo ricorso a un’altra battuta potrei dire che Destro “tira un sinistro”. Non mi sto riferendo ad un tiro in porta però, bensì ad una manata/pugno che l’attaccante giallorosso rifila ad Astori. Cose che possono capitare, per carità, mettiamoci pure la buona fede e l’involontarietà nella foga di cercare di sopraffare l’avversario. Ciò che però non va bene è la sceneggiata a seguire di Destro che porterà alle proteste di Astori e alla conseguente ammonizione per il cagliaritano. L’episodio è determinante, anche perché poi Destro segnerà tre gol. A mio parere l’arbitro Massa non ha visto nulla e assistendo solamente alla protesta di Astori prende il provvedimento disciplinare nei suoi confronti. Può capitare, è singolare però che nessuno dei collaboratori del sig. Massa si sia accorto di nulla. Per il fallo commesso e la conseguente sceneggiata Destro andava espulso. Ora attenderemo la prova televisiva.

Al Tardini dirige la gara l’arbitro Bergonzi della sezione di Genova. Partiamo da una curiosità del pre partita. Il Napoli voleva scendere in campo con la divisa mimetica, tuttavia il direttore di gara, non ritenendola idonea, ha chiesto ai partenopei di sostituire la muta di gioco. La notizia ha fatto abbastanza clamore, in realtà è giusto ricordare che, per quanto riguarda l’equipaggiamento dei giocatori, è l’arbitro che valuta anche il colore delle divise di gioco. Nelle categorie dilettantistiche quando gli arbitri si presentano al campo, magari non conoscendo a memoria i colori delle squadre, la prima cosa che chiedono è il colore delle divise, e le società ne hanno a disposizione sempre almeno un paio. Sono quindi gli arbitri ad autorizzare, o meglio consigliare, le società su quale muta utilizzare. Lo stesso vale per gli stessi arbitri che contemporaneamente scelgono quale divisa indossare a secondare del colore delle due squadre. Ieri sera quindi, per quanto anche a me la divisa mimetica piacesse molto, l’arbitro ha suggerito al Napoli di non utilizzarla in quanto i colori scuri di calzettoni e calzoncini avrebbero creato difficoltà dato la somiglianza al colore nero di pantaloncini e calzettoni della divisa crociata, anche se non ha tutti i torti il nostro direttore Gabriele Majo a dire che il giallo poi utilizzato dai partenopei era troppo simile al bianco della Crociata del Parma e qualche anno fa, ai tempi della tv in bianconero, seguirla dal piccolo schermo sarebbe stato pressoché impossibile.

Nel complesso l’arbitro Bergonzi a me è piaciuto. Diciamo subito però che rispetto ad altri colleghi si è differenziato perché ha dialogato molto con i giocatori in campo. In più occasioni infatti è stato “beccato” dalle telecamere a dare una pacca sulle spalle ai giocatori, come nel caso di Biabiany e Schelotto che si aspettavano un fallo a favore non concesso. Più volte l’arbitro ha parlato con Marchionni e il capitano del Parma ha dato l’impressione di gradire questo dialogo aperto, che in alcune occasioni può diventare importante, perché dà la possibilità all’arbitro di mettere in guardia i giocatori su alcuni comportamenti o giocate che tante volte dal punto di vista tattico possono portare a provvedimenti disciplinari. Buona quindi la gestione ed il rapporto con i giocatori in campo anche se questo tipo di approccio può diventare “pericoloso” laddove vi sia qualche giocatore che se ne approfitta e il direttore non riesca a riprendere subito in pugno la situazione, rischiando di trasformare il dialogo in una “confusione generale”.

Corretti, in generale, anche i provvedimenti disciplinari, sei in tutto, quattro in casa Parma e due per gli ospiti. Nel dettaglio posso dire che, per quanto riguarda il Parma, non vi è nulla da dire per quelli tattici rifilati ad Acquah, Marchionni e Parolo, diversa la situazione di Cassani. Il difensore del Parma infatti salta in maniera un po’ scoordinata con le braccia alte, cercando indubbiamente il pallone, tuttavia nel contrasto col pallone a distanza di gioco, col gomito incontra il giocatore avversario. Evidentemente il sig. Bergonzi giudica il gioco pericoloso e nell’assegnare il fallo in favore del Napoli commina l’ammonizione a Cassani. Tuttavia l’intervento non è di molto differente da quello che ha visto Amauri con la Juve espulso per la gomitata a Chiellini. Qualcuno ha addirittura chiesto l’espulsione per il laterale crociato. Allora se l’arbitro vede la gomitata e la ritiene volontaria deve espellere il giocatore, se vede la gomitata, ma non la ritiene volontaria, allora non deve prendere alcun provvedimento disciplinare. L’ammonizione è una “mezza via” che nel caso di gomitata non porta a nulla: per questi motivi, ritengo che Bergonzi – arbitro esperto e capace – non abbia valutato la gomitata che appare dai replay, bensì un gioco pericoloso ai danni dell’avversario in un contrasto di gioco che come tale può essere punito con l’ammonizione.

Venendo agli episodi, è bravo l’assistente numero due Tasso a segnalare la posizione di fuorigioco che porta l’arbitro Bergonzi a non convalidare il gol nato da un colpo di testa ravvicinato in area a seguito di una punizione. Ma l’episodio che fa più discutere è al 75’ quando Zapata cade nell’area del Parma per un sospetto contatto con Mirante. Il Napoli chiede il rigore e Bergonzi senza indugi ammonisce Zapata per simulazione. Dalle immagini non si vede il contatto, perché la telecamera si trova alle spalle di Mirante, che anticipa nettamente l’attaccante del Napoli. Poi Zapata cade. Bergonzi, anche dopo aver consultato via radio l’addizionale di porta, non ha dubbi e ammonisce. Mi sento quindi di sposare la tesi del direttore di gara, soprattutto perché lo stesso Zapata non accenna alcuna protesta.

Nel primo tempo il Napoli aveva protestato per un presunto contatto tra Hamsik e Schelotto. Anche in questo caso l’azione è veloce e pare partire da fuori area, il sig. Bergonzi opta per lasciare correre.

Il Parma raccoglie quindi tre punti importantissimi per la classifica che proiettano gli uomini di Donadoni al quinto posto in coabitazione con l’Inter che tra due settimane sarà di scena al Tardini. Grande prova del gruppo che, anche senza Cassano, riesce a non farsi sorprendere dal Napoli, senza quasi mai rischiare. Buona la prova della difesa guidata da Paletta e di Parolo che con un gran gol stende il Napoli e acquista un bonus importante per il biglietto aereo per il Brasile.

In fine rispondo al contest arbitrale, il quesito di “casistica” della scorsa settimana. Si tratta certamente di caso estremo e la chiara azione da rete potrebbe far pensare all’espulsione, tuttavia trattandosi del portiere la risposta corretta è la numero 2.

2. Il portiere deve essere ammonito per comportamento antisportivo e il gioco ripreso con un calcio di punizione indiretto nel punto in cui si trovava il pallone quando è stato colpito dalla scarpa o dal parastinchi.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “CARTELLINO GIALLOBLU’ di Matteo Agoletti / MI E’ PIACIUTA LA PROPENSIONE AL DIALOGO DI BERGONZI. CASSANI AMMONITO PER GIOCO PERICOLOSO, MIRANTE IN ANTICIPO SU ZAPATA CHE HA SIMULATO

  • 7 Aprile 2014 in 18:02
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    Ormai pensavo la volesse tenere per lei la risposta..:)
    Allora ho sbagliato, mi aspettavo una sanzione più severa.
    Torno un attimo sul caso Destro: secondo lei è piu colpa dell’arbitro (non aver visto il gesto) o dell’addizionale? Stavolta che non ha confessato nessuno..

  • 7 Aprile 2014 in 20:42
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    Bergonzi per limiti di età non è più internazionale, quindi è libero da ogni condizionamento anche se si volesse pensar male. Zapata ha strisciato la punta del piede posteriore per terra con ampio anticipo rispetto all’intervento di Mirante. Bergonzi da dietro lo ha visto chiaramente e lo ha ammonito per questo. Se Zapata non lo avesse fatto magari il rigore lo otteneva. Comunque meglio mettere il muto che seguire le cronache dei telecronisti ( gli opinionisti sono più equilibrati e competenti ) di Sky. Devono sempre compiacere chi ha il bacino di abbonati più ampio e scadono biecamente nel ridicolo senza fare una piega.

  • 8 Aprile 2014 in 17:18
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    Mi scuso per l’attesa Gabriele, attendevo la rubrica del lunedì per vedere se qualcun altro si cimentava nella risposta. Magari la prossima volta interverrò subito nello spazio dedicato ai commenti. Si tratta di una domanda di casistica dove è facile cadere in errore. Si consoli che parlandone con alciuni amici arbitri anche loro di primo acchito hanno risposto esattamente come lei. Tuttavia la risposta corretta è la seconda.
    Sul caso Destro: può capitare che l’arbitro non veda nulla, magari perchè coperto, magari perchè qualcuno lo chiama, magari perchè sta guardando da un’altra parte. E’ singolare però che nessun altro si accorga di niente, non solo l’addizionale, ma soprattutto gli assistenti e poi il quarto uomo. Oggi infatti (anche a seguito del referto dove credo che l’arbitro abbia riportato che nessuno si è accorto della “violenza”) la prova televisiva inchioda Destro con ben quattro giornate.

    • 8 Aprile 2014 in 17:25
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      E altrettante di stop i designatori dovrebbero appiopparle a chi si fa sfuggire queste situazioni, così, magari stanno un po’ più attenti…

      E ora Prandelli appliccherà il codice etico…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 8 Aprile 2014 in 17:23
    Permalink

    Concordo Siberianhusky, se Bergonzi ha visto la punta del piede più arretrato strisciare a terra, dalla posizione in cui era non ha avuto dubbi.
    Ha ragione anche per quanto riguarda le telecronache nazionali. Da nostalgico e tifoso del Parma mi piacerebbe sentire Carlo Chiesa, come nell’occasione del gol definitivo alla Juve di Crespo.

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