DONADONI: “CONCENTRAZIONE FEROCE”. LA SCONFITTA DEL MILAN NON DEVE FAR ACCONTENTARE I CROCIATI O FAR VENIRE LORO IL BRACCINO DEL TENNISTA (video conferenza)

donadoni e paolo grossi 26 04 2014(gmajo) – Conoscere già il risultato della partita con il Milan (che è stato sconfitto ieri, nell’anticipo, dalla Roma per 2-0) potrà influenzare la prestazione di domani del Parma a Cagliari? Paolo Grossi della Gazzetta di Parma lo ha domandato, durante la conferenza stampa odierna, a Roberto Donadoni: Parlava prima della necessità di una concentrazione feroce: volevo chiederle se la sconfitta del Milan potrà aiutare questa concentrazione feroce, oppure, paradossalmente, potrà allentarla, rendendo la squadra tranquilla? Ecco la trascrizione imagedella riposta del mister: “Beh, le opzioni sono sempre aperte: la maturità di una squadra credo che la si misuri in funzione di quello che sa produrre e di quello che sa fare, non perché certi risultati, tra virgolette, possano aiutare un po’ e dare una mano. Quindi si ritorna sempre a bomba, cioè al discorso di prima: noi dobbiamo guardare in casa nostra e pensare che abbiamo avuto delle opportunità importanti e non le abbiamo sapute cogliere come forse era lecito pensare. E questo è un mea culpa che dobbiamo fare tutti noi, partendo, ovviamente, dal sottoscritto; però, malgrado tutto, ci sono ancora delle occasioni. Quindi, adesso, dobbiamo cercare di sprecare il meno possibile. Poi quello che faranno gli altri, o che hanno fatto gli altri, lo valuteremo di conseguenza, ma noi ragioniamo su noi stessi”. Del resto, a maggior ragione dopo il risultato di ieri del Milan, il Parma è sempre padrone del proprio destino europeo, pur avendo dilapidato in poco più di un mese, per un insieme di vicissitudini (l’assenza dei pezzi migliori proprio in coincidenza con il periodo chiave del campionato, con i vari confronti ravvicinati con le più forti) il cospicuo bottino che aveva sui rossoneri, ridottosi, fino a ieri sera, al solo vantaggio negli scontri diretti. La partita al sant’Elia offre l’opportunità al Parma non solo di ristabilire le distanze con gli avversari più temibili per il sesto posto, ma anche di tener dietro le immediate inseguitrici che, a dispetto dei Seedorfiani (attesi dal derby con l’Inter) potrebbero avere un calendario più abbordabile. Insomma: la tentazione di pensare che a Cagliari, tutto sommato, un pareggio potrebbe anche andar bene, non deve esser sfiorata dai nostri portacolori, i quali, onde evitare di complicarsi ulteriormente la vita, debbono considerare per buona una sola opzione: battere i sardi. Senza conticini e senza braccino del tennista. Se da un lato Donadoni è ottimista, al lume della prestazione dei suoi ragazzi con l’Inter (del resto sempre con le grandi), al di là della sconfitta, dall’altro, però, è inequivocabile che loro abbiano “toppato” in occasione degli scontri con le medio piccole. Se a Bologna qualche mezza giustificazione la si poteva trovare perché gli avversari erano motivati dalla lotta per non retrocedere, questo tipo di scusa non potrà valere con il Cagliari già salvo. Proprio StadioTardini.it ha sottoposto il tema all’allenatore durante il question time, indicando come concreto segnale di crescita della squadra quello di mantenere lo stesso tipo di concentrazione e determinazione anche contro le medio-piccole: “E’ sicuramente un ragionamento che ha la sua logica, è un ragionamento giusto, corretto: la mentalità giusta la si acquisisce in tutte le gare, indipendentemente dal valore della squadra che si affronta possa essere più o meno grande. Questo è un ulteriore salto di qualità che tutte le squadre cercano di fare: abbiamo la prova anche di squadre che stanno più avanti di noi in classifica che a volte hanno perso punti con squadre considerate medio-basse. Credo che questo passaggio sia estremamente importante: dobbiamo renderci conto di quello che abbiamo tra le mani, mi risulta impensabile che non si possa affrontare una partita con una concentrazione feroce, una concentrazione massimale, perché sarebbe veramente uno spreco assurdo, illogico. Poi ci troveremmo con dei rimpianti che non ci devono essere”.

imageLa serie di domande a Donadoni di StadioTardini.it, al quale oggi è stato concesso l’onore di aprire il fuoco di fila, si era aperta così: “Leggendo le dichiarazioni dei suoi giocatori si evince che quella di domani sarà la prima di quattro finali, che è una sorta di classico (c’è chi la tira fuori alla prima di campionato che sono tutte finali…), però effettivamente sarà una partita di un certo peso, poiché da questa, obiettivamente, dipenderanno anche le altre tre…”. Il tecnico, dopo aver annuito e sorriso di gusto quando ho accennato al luogo comune delle finali, mi ha risposto così: “Sono sempre dello stesso parere: è giusto che venga considerata una finale, ed è giusto che venga considerata come una partita singola. Quindi abbiamo sempre tutti un motivo differente, l’una dalle altre, per cercare di scalare o di recuperare, o migliorare o di salvarsi. Sono tutte situazioni, a mio parere, che debbono distogliere poco l’attenzione, che è quella di tornare a fare quello che sappiamo: abbiamo fatto domenica scorsa una partita contro l’Inter di un certo spessore, e le cose sono girate anche decisamente male. Ho sentito anche delle dichiarazioni che mi fanno un po’ sorridere, perché credo che domenica scorsa l’Inter non abbia assolutamente dimostrato di essere più forte del Parma, e sappiamo quello che è il valore dell’Inter, o meglio, quello che è il potenziale che ha l’Inter. Però questo ci sposta di poco il ragionamento e dobbiamo andare a Cagliari, domani, e fare una partita di grande spessore, sapendo che abbiamo ancora tutte le carte in regola per puntare un obiettivo importante e avere degli obiettivi significa far valere ancor di più quella che è la maturità di una squadra. Se noi siamo capaci di interpretare una partita così e avere questi stimoli, vuol dire che siamo giocatori, tecnici e tutti quanti insieme con delle idee e con delle ambizioni importanti, e quindi con la voglia di crescere sempre e di dimostrare di essere ancora meglio di quanto si è. Questo deve essere lo spirito che muove la squadra e soprattutto dobbiamo fare la prestazione domani”.

imageL’ (ultimo) autore del luogo comune: “E’ la prima di quattro finali”, come avete potuto vedere nella pagina riprodotta sopra, è stato Felipe (Dal Belo) gratificato persino dal titolo portante della GdP sull’articolo di Piovani. Del difensore, che domani sarà titolare a Cagliari (ma quelli della Gazzetta di Parma sono sicuri che non ci saranno problemi, giacché nell’edizione di giovedì 24, garantiscono nel titolo che “ora convince”, chissà che ne pensa il nostro Gallo di Castione, il quale, stranamente, nel suo pezzo oggi non ha scritto nulla su di lui, salvo specificarmi, in privato, dopo che gli avevo manifestato la mia meraviglia per il suo silenzio, image“lo aspetto al varco”) ho disquisito con Donadoni, osservando provocatoriamente, che comunque vadano le cose Felipe non farà rimpiangere l’ultimo Paletta… Tra l’altro l’italo-argentino sarà l’unico assente, per squalifica, giacché tutti gli infortunati hanno recuperato: ci riferiamo a Marchionni e soprattutto a Schelotto, additato ad esempio da Donadoni: “Bollare i giocatori che giocano meno sempre e solo come sostituti o riserve è una cosa che a me personalmente non piace. Io ho sempre detto che lo spirito competitivo è una cosa fondamentale per far sì che un campionato abbia un certo indirizzo e un certo tipo di rendimento. Poi è chiaro che in campo ci vanno undici giocatori che se la giocano, dimostrando quello che sanno fare. Chi sostituirà Paletta farà sicuramente, come ha fatto nel passato, il suo dovere. Gabri, sicuramente, quest’anno ha avuto una stagione molto particolare, però, pur essendo una stagione particolare per gli infortuni che ha avuto e per le assenze che ha avuto, che hanno comportato la mancanza del suo apporto a tempo pieno come era stato nei campionati scorsi, malgrado questo, è un giocatore che è arrivato addirittura in Nazionale, quindi credo che questo sia molto significativo. Lui questo lo sa e sa che queste ultime tre partite che per lui rimarranno saranno importantissime. Però la cosa importante è che abbiamo tutti i giocatori, eccezion fatta per la sua squalifica, a disposizione: ieri si è allenato di nuovo con noi Marchionni, e Schelotto ci sta mettendo veramente una determinazione e un sacrificio, una dedizione e una voglia di tornare a esserci che è impressionante e che deve essere veramente di monito e insegnamento a molti suoi compagni, e quindi la scelta c’è e dovremo andare in campo, veramente, con la determinazione massima”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “DONADONI: “CONCENTRAZIONE FEROCE”. LA SCONFITTA DEL MILAN NON DEVE FAR ACCONTENTARE I CROCIATI O FAR VENIRE LORO IL BRACCINO DEL TENNISTA (video conferenza)

  • 26 Aprile 2014 in 19:08
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    Un Donadoni molto carico ma comunque lucido. Ha fatto bene ad evidenziare le visioni mistiche di mazzarri.
    Marchionni, amauri e schelotto in panchina? È la formazione più ipotizzata sul web, se marchionni non è a posto credo sia la migliore possibile

    • 26 Aprile 2014 in 19:25
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      Io azzarderei uno Schelotto titolare… In caso contrario Palladino. In ultima analisi Amauri (anche se non aveva tutti i torti Angella, mercoledì sera a Calcio & Calcio Più, a rimarcare come il Parma, ultimamente, abbia problemi in attacco, e una medicina per tornare a segnare potrebbe esser valorizzare Amauri. Ma io non vedo proprio il 4 3 3 con Cassano a Sinistra e manco si può fare il 3 5 2 perché manca Paletta…)

      Per quanto riguarda la conferenza di Donadoni, a me è piaciuta la precisa presa di responsabilità, con tanto di mea culpa, per le occasioni finora gettate al vento negli scontri diretti per l’Europa. Un atteggiamento serio che addito d’esempio alla piaggeria della tifoseria ducale che con settimane di anticipo pronunzia un insulso “grazie lo stesso”. Se persino la società, l’allenatore e gli stessi giocatori ammettono candidamente che vogliono l’Europa e che sarebbe uno spreco enorme buttarla al vento, non si capisce perché ci debba essere parte della tifoseria, con mentalità perdente e provinciale, a mettere le mani avanti…

      Cordialmente
      Gmajo

  • 26 Aprile 2014 in 19:37
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    Si, sull obiettivo ha fatto un discorso simile al tuo, che non fa una pecca.
    Secondo me però tra quelli che si dichiarano comunque contenti ci sono anche alcuni che, come il sottoscritto, non è che si accontentino o se ne freghino ma sono più che altro orgogliosi di una squadra che gioca collettivamente e da sempre il massimo delle proprie possibilità, ovviamente al netto di limiti ed errori più o meno scusabili. Quest anno ci si sente rappresentati a prescindere dalla classifica

    • 26 Aprile 2014 in 19:41
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      Poi lo so anch’io che comunque vada è sempre meglio che il deludentissimo anno passato in cui, al di là del piazzamento finale, già a gennaio eravamo già fuori da ogni possibile gioco. Però non raggiungere l’Europa nell’anno in cui hai preso Cassano, tenuto Paletta (anche se onestamente va ricordato che non è sempre stato a disposizione), preso Gargano, tenuti Parolo, Biabiany ed Amauri sarebbe un danno incalcolabile…

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