venerdì, Luglio 19, 2024
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DONADONI SMONTA LO STORICO TEOREMA DI SCHIANCHI: “SCHIERARE AMAURI STOPPER SAREBBE DA FOLLI”. E POI SCHERZA SUL PESCE D’APRILE IAQUINTA: “PENSAVO AVESSIMO PRESO MESSI”

image(gmajo) – Ogni promessa è debito, per cui, con colpevolissimo ritardo, sono a completare il video della conferenza stampa, ormai di ieri, di Roberto Donadoni, con il presente articolo di accompagnamento, che immagino in tanti stavate aspettando con ansia, considerati i protagonisti. Del resto, però, quel che ha detto Donadoni, al di là della sintesi nel titolo, immagino lo abbiate già letto anche in altri servizi di autori più celeri del sottoscritto. Soprattutto per quelli che erano i temi seri della sua orazione (l’assenza di Cassano e Paletta, per capirci), peraltro oggetto di altri post di stadiotardini.it più puntuali del presente. Mentre lasciavamo il Direzionale di Collecchio, da me affettuosamente chiamato Alcatraz, o Mulino Bianco, a seconda della ispirazione, il giovin collega Daniele Longo mi esprimeva le sue perplessità sul taglio un po’ ridanciano delle mie domande durante la funzione appena terminata: in particolare egli esprimeva le sue perplessità per coloro che seguono non da Parma, o comunque in modo più distaccato, le vicende della società crociata, e che dunque non conoscono il teorema del Sommo Maestro Andrea Schianchi – come noto l’unico che capisce di pallone un po’ a tutte le latitudini – il quale solennemente, in più di una occasione, attraverso i teleschermi di Teleducato prima e qualche volta poi su quelli di Tv Parma (dove ha scelto di andare la scorsa estate) ha sancito che per lui Amauri non è un centravanti, ma uno stopper. Orbene: considerata l’emergenza in terza linea del Parma, con Paletta superinfluenzato e Felipe (forse rimpianto persino dal Gallo di Castione) squalificato, con Rossini, unica alternativa di ruolo più o meno disponibile dietro (poco tempo fa il tecnico aveva detto che lo avevamo perso per un po’ di tempo, senza che uno straccio di bollettino spiegasse il perché e il percome), poteva, finalmente, essere arrivata il momento della grande prova pratica della validità del suo assunto. Ma quel cattivone di Donadoni, non pare avere alcuna voglia di assecondarlo, giacché ha letteralmente spiegato che si tratterebbe di pura pazzia. Per lo meno cambiargli ruolo a due giorni da una sfida. Io avevo trovato il coraggio di fargli la domanda dopo che in precedenza, rispondendo a Pep proprio sul tema incredibile emergenza (altro che quella di Capellon Conte…), Donadoni aveva fatto riferimento ad altre mutazioni (lui ha citato, giustamente, quelle di Valdes e Marchionni, suoi fiori all’occhiello). Appunto poteva essere l’occasione buona per far felice il Roseo con Amauri nel ruolo secondo lui più congeniale per l’italo-brasiliano. La manovra di avvicinamento prevedeva che ricordassi al tecnico come una volta, quando i cambi non esistevano o erano contingentati, capitava spesso che il centravanti venisse adatto a stopper e lo stopper a centravanti, così come non molto tempo fa avevamo avuto modo di vedere Paci al centro dell’attacco crociato. Donadoni, però, non si è fatto tentare, e, a meno di una improbabilissima pretattica, ha negato che Amauri possa, contro la Roma, giocare al fianco di Lucarelli (che mancherà contro il Napoli). Questa la trascrizione delle sue inequivocabili parole: “Tutto si può considerare, a patto che nel momento in cui Amauri giochi da difensore e faccia una partita complicata e difficile dire chi è quel pazzo che si è inventato Amauri difensore. Cerchiamo di essere concreti e realisti e di fare le cose con un briciolo di buon senso. Quindi se parliamo di un giocatore, come nel caso citato da lei adesso di Paci, che se si sta perdendo 3-0, o anche 1-0, e c’è la necessità di fare gol e di rimontare un risultato e lascia il suo ruolo di stopper per fare il centravanti, perché comunque per sfruttare le palle aeree può essere una valida opportunità, mi pare che sia abbastanza scontato e logico; fare viceversa due giorni prima di una partita mi sembra da folli. E quindi l’accetto come battuta, ma credo che sia poco percorribile”. E appunto visto che si stava cazzeggiando con le battute, per la gioia dei nostri cugggini di Parma Fanzine, ho aggiunto: “Ma era una battuta favorita anche dal fatto che adesso avete preso anche Iaquinta, per cui avete un certo affollamento in attacco…” . Al che Donadoni, spiritoso, ha retto il gioco: “Ah sì? Lo so adesso… Mi fa piacere. Pensavo Messi, però… Se devo scegliere… Vedrò poi in camera di consiglio cosa ci permetteranno di fare l’uno o l’altro”. Dopo di ché ho detto: “Vabbè torniamo seri, e facciamo finta che non sia il primo di aprile…” E Donadoni, guardando l’orologio, stupito: “Oggi è il primo aprile? E’ il compleanno di Sacchi…”

IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA ODIERNA DEL TECNICO

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “DONADONI SMONTA LO STORICO TEOREMA DI SCHIANCHI: “SCHIERARE AMAURI STOPPER SAREBBE DA FOLLI”. E POI SCHERZA SUL PESCE D’APRILE IAQUINTA: “PENSAVO AVESSIMO PRESO MESSI”

  • Majo, scusi, ma secondo lei perchè Schianchi ce l’ha tanto con il Verona? Ogni volta una punzecchiata. Mandorlini si sgonfia, diceva già a gennaio, e ha avuto ragione, poi altre stilettate, adesso a Toni. Non sarà che dietro c’è la regia di qualcuno?
    Inoltre Pacciani afferma che Pallotta è stato fortunato perchè ha comprato la Roma con i soldi di Unicredit, si fa pure lo stadio ma ne diventa proprietario. Ironizzava sulla ricapitalizzazione da 100 milioni, ieri sera, a Bar Sport.
    Lei, Majo, ha raccontato spesso di occuparmi di giornalismo da 35 anni e ha lavorato anche per il Parma. Le società manovrano i giornalisti? Altrove le società manovrano gli allenatori e i giocatori.
    Federico, suo lettore da San Colombano al Lambro, provincia di Lodi, ricordando i derby del Parma con il Piace.

    • Salve Federico,

      non sono nella testa di Andrea Schianchi (per fortuna sua e mia), sicché non ho idea cosa possa esserci dietro questo “dritto” contro il Verona, cui accenna, anche se so che ogni tanto qualche dritto lo prende, tipo quello rimasto nella storia su Amauri, oggetto del contendere spesse volte col Saltimbanco Boni. E chi c’aveva da rimetterci era senza dubbio lui, il giornalistone del grande quotidiano sportivo nazionale, che scadeva nella competizione con l’altro personaggio, che un po’ ci è, ma molto ci fa, nella interpretazione della sua parte.

      Poi, che possa essere in un qualche modo manipolato da qualcuno non saprei: ma razionalmente mi verrebbe da escluderlo. Un giornalista importante e famoso come lui che si fa dire prima la rava e la fava da qualcuno… Mah… Non avrebbe molto senso… Magari bisognerebbe chiedere a Tullo Baroni, lui ha ancora più esperienza di me (e di Schianchi…).

      Cordialmente

      Gmajo

  • vanni zagnoli

    Va beh, Gabriele, ma esiste il calcio secondo Schianchi e gli altri chi più chi meno, sono tutti sottoposti. Io poi sono l’ultimo. Con una differenza che io ammetto sempre, e largamente, quando sbaglio, anche quando non l’ho dichiarato. Il profeta, invece, in forse 10 anni di tv parmensi non ha mai sbagliato. Se Donadoni ha allenato la nazionale ma per Schianchi commette errori, Schianchi dovrebbe guidare la selecao, ecco. Aspettiamo la fine stagione, io non pensavo al sesto posto, lui dall’ottavo al 12, ma in nessun caso lui ammetterà di avere sbagliato.
    Il personaggio si alimenta così, sparando sentenze. Amauri stopper, i piedi non buoni del Parma, ma di tutto. Se lo dice lui va bene, se lo dico io sono arcicritico.
    E punzecchiando gli altri si evita di dover punzecchiare il parma o se stessi.

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