IL COLUMNIST / CASSANO AL MONDIALE? SI’, PERCHE’ TWO IS MEGLIO CHE ONE…

120701070624-euro-2012-sun-01-horizontal-galleryLuca Russo (www.ilcolumnist.net) – La vedete l’immagine qui a lato? Si tratta di Antonio Cassano, accerchiato dalle Furie Rosse. Questa foto risale alla finale di Euro 2012, giorno in cui il talento di Bari vecchia consumò la sua ultima apparizione in Azzurro. Da allora non è stato più chiamato dalla Nazionale. Il perché non mi è dato saperlo, tutt’al più posso immaginarlo. Ma siccome non mi piace ragionare in base ai sentito dire, più che focalizzare la mia attenzione sulle ragioni che hanno spinto Cesare Prandelli a fare a meno di FantAntonio, voglio concentrarmi su quelle che lo hanno portato a considerarlo di nuovo ‘azzurrabile’. Avete letto bene: Antonio Cassano è di nuovo ‘azzurrabile’. E’ di ieri la notizia della sua convocazione per lo stage del 14 e 15 aprile, durante il quale saranno effettuati test di valutazione funzionale che serviranno al CT per capire quale è lo stato di forma dei 42 ‘papabili’ a meno di due mesi dal via del mondiale brasiliano. Tra gli arruolati anche altri tre elementi del Parma: Mirante, Paletta e Parolo. Ma torniamo a Cassano. Il fatto che sia stato convocato per la due imagegiorni di test la dice lunga sulla confusione che, ahinoi, regna nella testa del Commissario Tecnico. Fino ad un paio di mesi fa il talento pugliese non era nemmeno l’ultimo dei pensieri del tecnico di Orzinuovi. Oggi, invece, rischia di diventarne il primo. E il perché, almeno in questa circostanza, credo di conoscerlo. Alla Nazionale, tolto Andrea Pirlo, che vista l’età non più verdissima la carretta può tirarla fino lì, manca un uomo che sia in grado di risolvere le partite con una sola giocata. Portarsi Cassano (e la sua inventiva) alla rassegna carioca significa averne quattro, di piedi capaci di illuminare e sbloccare le gare con un lampo, e non più due soltanto. Ma non è tutto: significa pure dare in consegna agli avversari un ulteriore problema, e costringerli a risolvere due rebus, due sudoku, invece che uno. E affrontare un ‘nemico’ preoccupato o in preda ai cattivi pensieri è sempre meglio che trovarne uno relativamente sereno. E poi… e poi il barese tornerà estremamente utile nel minuto in cui il regista juventino dovesse imbattersi in una asfissiante marcatura a uomo (tipo quella che gli è stata riservata dal Lione nel recentissimo doppio confronto di Europa League) o in una giornata storta. Avere un uomo decisivo di riserva, ma con addosso una maglia da titolare, è sempre un bene in una competizione rognosa, particolare e compressa come il Mondiale. E specialmente se il Mondiale, come in questo caso, si gioca in Brasile, laddove il ‘saliscendi’ delle temperature può mandare fuori condizione perfino i giocatori meglio piazzati sotto il profilo fisico. Two is meglio che one, recitava quello spot di un ben noto gelato. Prandelli deve esserselo detto o averlo immaginato, nel momento in cui ha preso la penna e stilato la lista dei 42 ‘azzurrabili’. Di sicuro il CT vuole che al potere, almeno in Nazionale, ci vada la fantasia, non i muscoli. E allora…cari Pirlo e Cassano, toccherà a voi due – il primo a suon di punizioni vincenti, il secondo a suon di ‘immaginifici’ assist – prenderci per mano e accompagnarci lì, proprio lì, sul palco della premiazione. Per ritirare la Coppa, of course, mica le medaglie di consolazione. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

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One thought on “IL COLUMNIST / CASSANO AL MONDIALE? SI’, PERCHE’ TWO IS MEGLIO CHE ONE…

  • 12 Aprile 2014 in 12:33
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    E’ italiano anche verratti.. Sperando che comunque Pirlo stia molto bene.. Non dico che il suo sia un ragionamento sbagliato ma credo che il ct cerchi soprattutto punte che sappiano far male più che contribuire alla manovra

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