IL DERBY DELL’EMILIA SECONDO BOLOGNA: “UNA SFIDA TRA AMBIZIONE E SOPRAVVIVENZA, NOBILTA’ E MISERIA: A PARMA GONGOLANO, NOI PIANGIAMO”

(gmajo) – Il nostro ego parmigiano non potrà che sentirsi appagato nel leggere le cronache (sportive) che quotidianamente rimbalzano dal capoluogo di Regione: almeno per le quisquilie di pallone i bolognesi si inchinano ai parmigiani, che li guardano dall’alto di una classifica che forse manco ai tempi della Grandeur di Calisto… Un paio di giorni fa, su Bologna Repubblica, era 393494413324stato Luca Baccolini a evidenziare che mentre il Parma guarda all’Europa, il Bologna naviga a vista: “Tra gli inferi e l’Europa ci sono un’ora di macchina e 23 punti di distacco in classifica. Mai nell’ultimo decennio il Bologna era stato così lontano dal Parma. E mai la forbice degli obiettivi stagionali s’era divaricata tanto, dai tempi dai trionfi europei di Malesani. Mentre qui si fanno proiezioni sulle sconfitte di Livorno e Sassuolo, per tenere stretto il quartultimo posto, poco più in là Tommaso Ghirardi, 39 anni tra un mese, rampollo bresciano della famiglia che produce cuscinetti a sfera, tocca i 50 punti in condivisione con l’Inter. E nemmeno la Fiorentina, quarta a quota 55, sembra un miraggio, per gli uomini di Donadoni. Gli antipodi IMG-20140410-WA0001sportivi. A Casteldebole Ballardini oscura gli allenamenti, la squadra continua il silenzio stampa e a giugno se ne va l’intero staff tecnico e dirigenziale. A Collecchio l’amministratore delegato Pietro Leonardi, contratto fino al 2017, annuncia che l‘Europa non è un sogno vago, ma un preciso obiettivo”. Baccolini riporta qualche numero: i diritti televisivi, ad esempio: nell’ultimo anno a Collecchio sono piovuti 33,9 milioni di euro, contro il 30,3 sotto le Due Torrri. In compenso, però, il Dall’Ara ha ospitato 160.000 spettatori in più del Tardini. “Certo – riprende IMG-20140410-WA0000Baccolini – basta poco, in questi tempi grami, per sembrare infinitamente più infelici dei vicini. Ed è un attimo dimenticare che a gennaio Biabiany e Paletta erano sul mercato esattamente come Diamanti. La differenza è che a Bologna il sacrificio fatale è stato fatto, per giunta a febbraio, e a Parma, sull’onda dell’entusiasmo, non ancora. Merito, si dice, di una struttura che movimenta colonie di giocatori in una trama capillare di squadre amiche: 111 in entrata e 160 in uscita la scorsa estate, una dozzina solo a Gubbio, sei a Nova Gorica, altri ancora tra Crotone, Padova, Latina, Ascoli, Bellaria e Paganese. Campioncini in erba e altri meno. La maggior parte destinata a non emergere mai, come il trentunenne Nabil Taider, fratello d’arte di Saphir, e Tomas Danilevicius, 36 anni, vecchia conoscenza rossoblù, entrambi transitati da Parma a Nova Gorica. Si lavora sui grandi numeri, sugli scambi e soprattutto sulle compartecipazioni, che creano valore immediato e un bacino enorme da cui pescare le promesse. Ma è su nomi altisonanti che il Parma ha costruito le plusvalenze più corpose: quasi 9 milioni incassati per Borini dalla Roma, 6 per la metà di Belfodil (più il prestito di Cassano), 3 per Pellé. Oppure scambi convenienti, come quello che fece uscire Bojinov per Valdes. Sul piano sportivo, per ora, un trionfo. Se sia un modello da imitare o siano da imitare gli amministratori, cambia poco. A Parma gongolano, a Bologna piangono. E domenica il derby è tra ambizione e sopravvivenza”. Oggi, invece, venerdì 11 aprile 2014, è Simone Monari, sempre per Repubblica Bologna, ad inchinarsi al Ducato: “Se negli ultimi 15 anni, nei 10 campionati in cui in A si sono confrontati, il Parma è arrivato per 9 volte davanti al Bologna (con l’unica eccezione dei 52 punti del 2002) qualche conclusione si può trarre. Tanto più che il crollo finanziario della Parmalat non ha travolto la squadra come si poteva presumere. Nel 2005 la salvezza fu evitata nello spareggio proprio col Bologna e quando s’è poi materializzata, nel 2008, la società, già in mano a Tommaso Ghirardi dal 2007, è subito risalita. Ghirardi però non è Tanzi. Il suo Parma non può essere imagequello degli anni d’oro. Il giro d’affari della Leonessa, l’azienda meccanica di Ghirardi, s’aggira sui 22 milioni, stando al bilancio 2012, chiuso, peraltro con 18 mila euro di utili. Guaraldi nel 2012 con la sua Futura Costruzioni ha fatturato 14 milioni e ha chiuso con un utile di 36 mila euro (nel 2010 aveva sfiorato il milione). È senza dubbio la imagegestione tecnico societaria che ha fatto la differenza, a fronte di numeri, li vedete nella tabella, che descrivono realtà simili. Se il Parma non avesse ceduto il marchio (a giugno 2013) per 31 milioni, realizzando una plusvalenza di 22, il suo disavanzo sarebbe stato ben più ampio. Segno che la situazione è tutt’altro che florida. E il redde rationem è stato probabilmente rimandato. Ghirardi però ha fatto del calcio il suo core business”. Come un paio di giorni prima il collega di scrivania Baccolini, anche oggi Monari fa riferimento a quel fenomeno che proprio Repubblica aveva ribattezzato “pesca a strascico”: “Solo nell’ultima estate, fra acquisti e imagecessioni, i gialloblù hanno spostato quasi 300 giocatori, record in Europa. «Lavoriamo molto sulla quantità  ha detto il dg Leonardi, cresciuto all’ombra di Moggi  e se riusciamo ad avere una percentuale di successo del 30 o 40% su quelli che prendiamo, è un trionfo». Nell’impossibilità di investire, è stato creato un sistema quasi scientifico. Una sorta di supermarket del pallone”. Il giornalista, intervenuto telefonicamente mercoledì sera a Calcio & Calcio Più, l’approfondimento di Teleducato, ha quindi concluso il suo pezzo dando un’occhiata anche alle cose di campo: “La crescita di Parolo e Paletta, la continuità di Lucarelli, i lampi di Cassano (11 gol, capocannoniere), le accelerazioni di Biabiany e Schelotto, il peso di Amauri, la gestione di Donadoni e la chimica trovata (e forse pensata d’estate), hanno fatto il resto: 50 punti e tanta voglia d’Europa.”

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “IL DERBY DELL’EMILIA SECONDO BOLOGNA: “UNA SFIDA TRA AMBIZIONE E SOPRAVVIVENZA, NOBILTA’ E MISERIA: A PARMA GONGOLANO, NOI PIANGIAMO”

  • 11 Aprile 2014 in 08:49
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    Eccellente il lavoro dei colleghi di Bologna, non guardano in faccia nessuno, spesso attaccano la società e tutto e tutti, in maniera documentata e diretta.

  • 11 Aprile 2014 in 12:30
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    Immagino quanto saranno gratificati Monari e Baccolini nell’apprendere che il professor Zagnoli reputa eccellente il loro lavoro…

  • 11 Aprile 2014 in 15:23
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    Baccolini e Monari sono amici, prima di tutto, Simone da vecchia data, ma pure Luca. E sono colleghi che stimo molto e penso che il discorso sia reciproco.
    Uccio, diceva bene il mio amico Giancarlo Padovan – che se vuoi puoi contattare a nome mio -, è meglio non intervenire nei social network, dialogare, perchè si finisce in un discorso che porta poco lontano. Ti abbraccio

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