L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-INTER 0-2: “GUARDA CHE SQUADRA CHE ABBIAMO PRESIDENTE, NON CE NE FREGA NIENTE DELLA EUROPA LEAGUE…”

image(gmajo) – Uno dei perniciosi effetti collaterali della mancata disponibilità di Riccardo Cucchi a farmi documentare parte del suo radio servizio di Parma-Inter per Tutto il Calcio Minuto per Minutoal di là della dolorosa sospensione delle pubblicazioni di Tutto il calcio blog, sito un-official dei fan della longeva trasmissione, annunziata ieri,dal coordinatore/fondatore Massimo Verona, cosa, a mio modesto avviso, piuttosto grave e controproducente anche per il programma stesso, specie per le motivazioni che stanno alla base della crisi diplomatica, cioè la non accettazione da parte di alcuni radiocronisti dei imagegiudizi espressi nelle pagelle proposto dal blog da un semplice radioascoltatore del servizio pubblico – è stato quello di dovermi accomodare, anziché al suo fianco, in quello che sarebbe il mio posto regolare nel bancone della tribuna stampa dell’Ennio, cioè a fianco di Enrico Boni, il quale, se possibile, quando segue la partita è ancor più incontenibile di quando fa il matto a Calcio & Calcio. Al di là del pronostico sbagliato (fino alla fine del primo tempo, ogni due per tre ripeteva: “Questa partita non la perdiamo”), i telespettatori del talk show di Teleducato sanno bene che in questa stagione, tra i bersagli preferiti del Saltimbanco ci sono Donadoni, Paletta e pure Palladino (che toglie un posto in avanti altrimenti assegnabile al suo protetto Amauri): non sto qui a ripetere gli epiteti sbraiati durante la gara, soprattutto dopo la cacciata del difensore azzurro, peraltro sotto gli occhi del Cittì Prandelli. “E questo ci dovrebbe rappresentare i Mondiali? Ma ce ne sono dieci più forti di lui”: già, il suo solito sproposito che ama ripetere nei suoi show sul piccolo schermo per cui battendo sulla siepe verrebbero fuori 10 o 15 centrali meglio di Paletta…. Al di là che la cacciata dell’oriundo, è costata la partita al Parma (non solo l’uomo in meno, ma anche l’immediato imagesvantaggio buscato nella conseguente punizione, prima che Donadoni lo avesse rimpiazzato con Felipe), l’altro danno incalcolabile è che adesso quel pazzo del Variopinto crede di avere in mano la prova del suo delirante assioma. Donadoni? Anche lui ha le sue colpe, secondo il popolare opinionista, che non la piantava lì di urlare “Metti Amauri, metti Amauri”, che, come noto, fa parte della sua scuderia, così come Cassano, immediatamente assolto da Boni per il rigore sbagliato, del resto le colpe più grandi, secondo lui, ce le aveva Palladino che non aveva saputo ribadire a rete il pallone respinto dal palo, dopo la deviazione influente del pararigori Handanovic. Peccato che a fallire il tap in in questione sia stato Parolo. Lo stesso Palladino, secondo Boni, sarebbe stato autore di una prova censurabile (io non ho avuto la medesima impressione e mi conforta che dello stesso avviso lo sia la imageprima firma della Gazzetta di Parma Paolo Grossi che nelle pagelle non gli ha dato l’insufficienza, bensì un 6,5). Ovviamente tra le pecche del mister – al di là di quella che gli contesto pure io di non esser stato tempestivo nel correre ai ripari eseguendo subito la sostituzione per rimettere a posto le cose in difesa – anche quella di aver messo su Schelotto (poi costretto ad uscire per una distorsione alla caviglia: a proposito, ieri, Pasqua, il Galgo ha cinguettato:  "Peccato per ieri…noi comunque non molliamo niente! Ora ci imageaspettano 4 finali…Buona #Pasqua di cuore a tutti voi. Grazie dei messaggi di sostegno, la caviglia va meglio ma vediamo in settimana se migliora") prima di Amauri. Per la cronaca, il nostro mister, quello di stadiotardini.it, aveva ipotizzato il cambio Molinaro-Levriero con almeno 5 minuti di anticipo rispetto al Dona. Mossa che, evidentemente, aveva la sua logica “tecnica”, pensando razionalmente, ma che lo possa capire Boni, che è uno che va avanti per dritti e chiodi fissi è un altro discorso. Per lui la soluzione ideale è quella di far giocare quelli che piacciono a lui. Si perde lo stesso? La colpa è di Donadoni… A proposito: sabato sera, in sala stampa, Boni si è astenuto dal presentarsi alla conferenza del tecnico, al fine di ottemperare allo sprone di Leonardi, per cui tutti dobbiamo andare avanti nella stessa direzione verso l’obiettivo, senza creare turbative. In compenso lo stesso Boni sarebbe stato in prima fila durante l’incontro con i giornalisti di Leonardi (salito in sala stampa per dispensare ottimismo a chi la vede nera dopo il secondo match ball fallito) e poi quello del tecnico avversario Mazzarri: in questo caso lo show del Saltimbanco ha previsto la seguente lusinga al piagnone di Livorno: “Complimenti perché a differenza di Benitez lei è venuto a vincere al Tardini con una squadra decisamente meno forte di quel Napoli”, facendolo gongolare. Parlando con il Plenipotenziario, invece, Boni si è contenuto quando gli ha accennato a Paletta definito “solo” ingenuo, offrendo la possibilità al Sommo Dirigente di chiosare che di ingenuo, in campo, c’è stato qualcun altro, con chiaro riferimento al direttore dell’incontro, in particolare per la gestione dei cartellini gialli. La mancata par condicio (vedi Samuel) è stata sostenuta, non a torto, da molti tifosi crociati. Quella dispettosa di Eupalla, poi, si è divertita con i suoi capricci – vedesi i legni colti da entrambe le formazioni – salvo a propria volta rompere l’equilibrio nei momenti decisivi, voltando le spalle ai crociati. I nostri portacolori sono piaciuti per la prova di carattere fornita, specie in inferiorità numerica: come canterebbero in Curva Nord: “Guarda che imagesquadra che abbiamo presidente, non ce ne frega niente della Europa League”, coro tipico da parmigiani provinciali e perdenti che già ho avuto modo di scrivere che proprio non mi piace, sebbene anche martedì sera al Toscanini i Danè e tutti gli altri mi abbiano rotto i timpani (e qualche altra parte del corpo…) cantandolo a squarciagola. Con i complimenti, purtroppo, non si arriva in EL, e quel traguardo conta. Eccome! Altro che balle… Una occasione come questa difficilmente si ripresenterà ancora: e lo sa bene anche Leonardi, il quale imageda qualche tempo a questa parte ha smesso ogni prudenza al riguardo non solo ammettendo l’interesse alla qualificazione, ma ribadendo con forza come il Parma la voglia. E io gli credo perché sono d’accordo con lui che la legge dello sport non prevede che ci si tiri indietro, specie sul più bello. (cit. dalla Festa del Petitot, allorquando gli hanno assegnato il Petitot d’Oro), Il terzo ed ultimo match ball image(dopo i due falliti con Lazio e Inter) sarà a Torino: sperando di sfatare il famoso adagio “non c’è due senza tre”; perché se si getta alle ortiche anche il terzo scontro diretto allora vuol proprio dire che, nonostante la grande stagione sostenuta, non si merita di approdare in Europa League. Obiettivo che ci raccontano gli interessati che non facesse parte di quelli iniziali, ma che sarebbe delittuoso gettare alle ortiche dopo una stagione così. E un po’ troppo presto si è iniziato a dire, magari per piaggeria, “grazie lo stesso”, appunto con quel coro (secondo la DSC06679Stefania di Fidenza pure un po’ menagramo, per via della circostanza che una volta si sarebbe preso gol mentre era intonato) cui accennavo prima. Io non sto qui a fare calcoli di calendario, anche perché arrivati a questo punto non conta che tre su quattro, quando li affronteremo, non avranno più niente da chiedere alla stagione, perché il problema è che se gli altri giocano spensierati, possono mettere in difficoltà la nostra squadra che ben sa come sarebbe da polli finire la stagione dei record senza un concreto traguardo in mano. Per quanto riguarda le scelte iniziali di DSC07096Donadoni contro l’Inter debbo complimentarmi con me stesso per avere indovinato le sue mosse: infatti avevo previsto che non avrebbe utilizzato Acquah (e secondo me ha fatto male a rinunciare, in nome delle gerarchie, al suo apporto: io avrei tenuto fuori Gargano, o al limite Marchionni) e che avrebbe preferito Palladino a Schelotto (mossa che avrei fatto anch’io). Dopo il rosso a Paletta, come sostenuto anche da altri prima di me, sarebbe stato meglio ridisegnare subito la difesa, cercando, così di evitare di beccare subito dopo il gol. Tuttavia, trattandosi di calcio piazzato, dunque con la squadra schierata, si sarebbe dovuto lo stesso evitare di lasciar spazi vitali a Rolando autore del gol decisivo. Il 2-0 finale rende solo ancor più amara la pillola, e suona un po’ da beffa, giacché i crociati, per quanto mostrato sul terreno di gioco avrebbero meritato quanto meno un pareggio.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-INTER 0-2: “GUARDA CHE SQUADRA CHE ABBIAMO PRESIDENTE, NON CE NE FREGA NIENTE DELLA EUROPA LEAGUE…”

  • 21 Aprile 2014 in 10:45
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    bravo majo
    come sostengo anch io ce la giochiamo a torino la e.l.
    Posto che già con il cagliari non sono sereno non vorrei che adesso giocassimo con il braccino del tennista ,,,,,per la paura di non farcela

  • 21 Aprile 2014 in 11:21
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    Prima della punizione Palacio è andato da chi lo tirava e gli ha detto di battere sul secondo palo che lui andava sul primo e così si tirava dietro mezzo Parma preoccupato della sua marcatura dopo l’uscita di Paletta. Così è stato. Un ingenuità che ci fa pensare al goal merluzzo. Palacio ha fatto da esca e noi abbiamo abboccato. Curioso due minuti prima la velocità con cui compare il cartellino rosso nelle mani di Rocchi. Guardatelo al replay. Azione combinata sospetta? Meglio del bilama.

  • 21 Aprile 2014 in 12:00
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    io pensavo che boni vedesse la partita pagando. La sua presenza in tribuna stampa (ma è sempre così) al dice lunga sullo stato del mestiere. Piena solidarietà al direttore per una postazione infelice

    • 21 Aprile 2014 in 12:16
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      Guardi, Ermete, che Boni, tra pochi anni, riceverà la prevista benemerenza dell’Ordine dei Giornalisti, per il suoi 40 anni di iscrizione… Egli ha pieno diritto di accomodarsi in tribuna stampa. Poi che il mio “banco” sia di fianco a quello del Saltimbanco credo dipenda dal fatto che entrambi, sia pure con ruoli un po’ diversi, ci troviamo al lunedì e al mercoledì a opinare sulla stessa Tv (Teleducato). A proposito: nonostante sia Pasquetta, come preannunciato, stasera Calcio & Calcio sarà regolarmente in onda alle ore 21.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 21 Aprile 2014 in 13:34
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    Bravo gallo di Castione !!! L’ho notato anch’io il “parlottare pre punizione”. Solo che il giocatore non era Palacio, ma Cambiasso.
    E dei 5 metri concessi a Guarin ??? Tutto il mondo sa che l’unica cosa che sa fare (ogni 3 x 1 ) è quella di tirare da fuori … ed infatti….

  • 21 Aprile 2014 in 14:54
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    Scusate, ma è possibile che il sito ufficiale del Parma ci dà settimi dietro al milan, mentre è esattamente il contrario ?
    Non è che il sito è gestito da un milanista ??

  • 21 Aprile 2014 in 17:09
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    Bresciani… napoletani … albanesi….. Milanisti ??? Non mi risulta !!! Non conosco gli acquisti dell’ultim’ora !!!

  • 21 Aprile 2014 in 17:59
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    canzone portasfiga,punto.

    cantassero a titolo personale

  • 21 Aprile 2014 in 18:14
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    Vai a dietro ancora col coro? Figa che dò bali Majo

    • 21 Aprile 2014 in 23:17
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      Si, Manno, vado ancora dietro col coro, perché a me quel coro lì non piace e lo trovo demotivante oltre che da perdenti e provinciali. E penso di poter esser libero di dirlo. O non posso? Che do bali, semmai, lo dico io, per averlo sentito tutta martedì sera alla Festa del toscanini, quando non la piantavano più lì di cantarlo. E la Stefania ha anche aggiunto che porta un po’ sfiga…

  • 21 Aprile 2014 in 23:57
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    Poco fa su Facebook ho letto un simpatico commento a proposito di Paletta. Recitava così: “Meglio un giorno da Paletta che cento da secchiello”. Io, ripensando alla stima che il Saltimbanco nutre nei confronti del difensore argentino, l’ho modificato in: “Meglio un giorno da Paletta che cento da Boni”.

    😀

  • 22 Aprile 2014 in 09:14
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    “Cantare a titolo personale” è veramente la prima volta che lo sento e ti ammetto Assioma che non è male.
    Però se ci pensi il coro è per metà in prima persona, dunque possiamo definirlo “a titolo personale”: ogni singolo che lo canta si assume le proprie responsabilità. Forse se cantato in un numero superiore a tot. persone è un’aggravante però….
    La seconda strofa invece va assolutamente cambiata! “Guarda che squadra che abbiamo presidente, non me ne frega niente dell’Europa League, giro l’Italia, vengo dall’Emilia, brucio Reggio Emilia, a me piace così!”. A me piace così: titolo personale.

  • 22 Aprile 2014 in 18:18
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    ossimoro erroneamente esatto 🙂

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