L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-NAPOLI 1-0: “TORTA BUONA ANCHE SENZA LA CILIEGINA CASSANO: IL VERO INGREDIENTE INDISPENSABILE E’ PALETTA”

(gmajo) – E’ Gabriel Paletta l’ingrediente indispensabile della torta del Parma. Il forte difensore centrale, finalmente guarito da quella che era stata definita come influenza (ha dovuto saltare, con esiti nefasti come ben sappiamo, le due partite dell’Olimpico), non solo si è eretto a baluardo difensivo dei crociati – nell’occasione orfani di Alessandro Lucarelli, rimpiazzato dal miglior Felipe stagionale (il Gallo di Castione dovrebbe invitarlo a cena Dal Belo, anche se la sua scommessa era valida la scorsa settimana…) – ma è stato determinante nell’azione corale che avrebbe portato al decisivo gol del ritrovato Marco Parolo, avendo imbeccato l’assist man Cassani. Una rete simbolo della lodevole coralità del Parma. Sarà stata anche l’unica palla gol prodotta – come rimarcato da Rafa Benitez (non che i suoi abbiano fatto molto di più…) – ma veramente memorabile sia per il peso specifico ai fini della classifica (il Parma ha agganciato l’Inter al quinto posto e ha concretamente la possibilità di sbarazzarsi di questo tipo di compagnia, purché non sbagli a Bologna e poi lo scontro diretto all’Ennio con i nerazzurri) che per la pregevole fattura. Che il Parma sia tornato a vincere proprio contro il Napoli è indubbiamente un bel segnale, se ci si ricorda che la precedente serie positiva era iniziata proprio un girone fa, sempre con i partenopei. Dunque speriamo in un nuovo inizio, dopo la conclusione della settimana orribile. Orribile, soprattutto, per i risultati, dal momento che come ho avuto modo di esprimere attraverso diversi pulpiti (cioè stadiotardini.it e Calcio & Calcio, ma anche Kiss Kiss Napoli e Radio Marte) non avevo riscontrato una crisi di prestazioni, neppure nella tanto vituperata partita persa con la Lazio, che, ai miei occhi, non era parsa peggio di tante altre (comprese nella serie aurea), solo che gli episodi erano stati a sfavore (probabilmente per i capricci della permalosa Eupalla, al di là di certi incredibili errori dei nostri portacolori) anziché a favore. Ieri, per la prima volta, ho sentito in sala stampa Roberto Donadoni, che è un incontentabile perfezionista, esprimere lodi, senza riserve, per i propri calciatori, che hanno in effetti portano a termine una impresa, con meriti propri probabilmente superiori ai demeriti dei titolati avversari, anche se le telecamere di Sky hanno mostrato la sua faccia truce nei confronti di Molinaro – lì nei pressi c’era anche Leonardi – durante un vis a vis che stonava con l’atmosfera di gaudio generale. Attraverso la satellitare il tecnico avrebbe poi sgonfiato la cosa, parlando di una diatriba tattica, ma certi fermo-immagine mi paiono piuttosto significativi cerca la loro divergenza di vedute nel merito. Del resto, in sala stampa, il tecnico avrebbe poi detto che c’è sempre da migliorare. Quella di ieri è stata una vittoria del gruppo – ergo dell’allenatore – poiché ottenuta non grazie alla felice soluzione del calciatore più dotato, come era stato all’andata, grazie a Cassano, ma tutti insieme, nonostante le pesantissime assenze appunto quella di FantAntonio (non andato neppure in panchina e che non ha risposto al telefonino neppure al proprio biografo Pierluigi Pardo che mi aveva chiesto se era a casa o in tribuna, interessante interrogativo cui non ho saputo rispondere, ma se non lo sapeva lui…), oltre che Lucarelli, Amauri e Gargano, tutti giocatori che, come ha detto il mister, non sono poca roba per il Parma. Per rendere di nuovo super il Parma normale dell’ultima settimana, è bastato Paletta che per questo potremmo considerare il vero elemento imprescindibile di questo Parma. Anche più di Cassano. Certo, davanti l’assenza del Discolo è stata pesantissima, al di là ella prova volitiva di Raffaele Palladino, seguito con un certo disappunto da gran parte dei tifosi (anche Carlo Chiesa, che sedeva al mio fianco, ha un po’ interferito sulle mie registrazioni dei collegamenti di Francesco Repice in Tutto il Calcio Minuto per Minuto, con i suoi “Non se ne può più di Palladino”, sbraitati con gli stessi decibel di quando si sgolò per il famoso gol definitivo di Hernan Crespo…), dopo che nei giorni scorsi si era auto-inserito nell’occhio del ciclone twittando il suo selfie con Moggi. Il già citato Felipe è invece l’altro idolo all’incontrario della tifoseria gialloblù: ieri, però, Paolo Grossi della GdP, di solito insegnante stitico e severo, gli ha riconosciuto un bel 7, così come lo stesso Chiesa ha ammesso che portando sull’esterno il diretto avversario, verso inizio partita, aveva di fatto impedito che potesse materializzarsi un gol. Buon segno. C’è stato, proprio nel finale, l’episodio di quella uscita un po’ così di Mirante su  Zapata, che poteva rischiare di far perdere due punti e compromettere l’impresa, ove l’arbitro, anziché orientarsi verso l’ammonizione per simulazione di Zapata, avesse punito il portiere, il quale, pur intervenendo sul pallone, viene a collisione con l’avversario che a propria volta, forse, esagera nella caduta (e meno male, per il Parma, che è stato così). Forse il giallo era addirittura di troppo, dato che il contatto sembrerebbe esserci stato. Io non è che abbia una gran vista, e non ero proprio vicinissimo al televisore davanti al quale stazionavano altri colleghi, però mi è parso che solo una delle diverse inquadrature proposte scagionasse pressoché completamente il portiere, le altre, viceversa, sembravano più incriminarlo. La conclusione cui a caldo ero giunto era che a parti invertite, se non ci avessero dato un rigore così, ci saremmo incazzati. E soprattutto si sarebbe incazzato quello che di solito dice: “Eh mo’ me’ incazzo”. E mi conforta che la pensasse così anche chi, tra i colleghi non corre il rischio di essere identificato per un nemico del Parma. La spiegazione del nostro Matteo Agoletti, invero, non è che aiuti a risolvere proprio del tutto i dubbi, giacché le immagini sono contradditorie, e lui stesso parla di sensazione derivante dal fatto che il calciatore azzurro non ha protestato. Non credo, però, che possa esser quella la discriminante. Magari se protestava anche l’arbitro lo cacciava fuori… Non imageho ascoltato distintamente, sempre per i motivi di lontananza dalla tv, la disamina dei vari opinionisti di Sky (e non ho ascoltato la telecronaca), ma non mi era parso che si fossero stracciati così tanto le vesti pro-Napoli, come asserisce, nel suo editoriale, Paolo Emilio Pacciani sulla Gazzetta di Parma: “Spiace notare quanta faziosità ci sia ancora da parte di Sky che, in ossequio alle decine di migliaia di abbonati tifosi del Napoli, ha continuato a ripetere che l’evidentissima simulazione di Zapata fosse invece un fallo da rigore. Finché si cercherà di piegare a favore delle squadre delle imagemetropoli ogni episodio, nel tentativo sfacciato di compiacere i loro abbonati, si continuerà a tenere lontano dal calcio quella fetta di spettatori ai quali piace l’obiettività”. Io, appunto, penso di essere uno spettatore al quale piace l’obiettività, anche perché, da giornalista, non mi piacciono coloro che nel mio mestiere fanno i tifosi o i faziosi. E per farli non serve solo avere degli abbonati o trasmettere via satellite, ma bastano anche le semplici pagine di un quotidiano cittadino. A me, per esempio, quella di Zapata non è apparsa affatto come una simulazione evidentissima. Dubbi, infatti, mi pare ce ne siano parecchi. Non mi pare che si sia al cospetto di una situazione limpida e cristallina. E dunque come Sky, in effetti, farebbe bene a non lusingare i tanti abbonati imagenapoletani che ha, così Pep potrebbe evitare di fare altrettanto con i lettori, specie i più interessati, del suo giornale. La visione della GdP a me pare oltremodo partigiana e non così equidistante come, giustamente, vorrebbe, a parole, il capo servizio, che di fatto, nelle sue certezze granitiche sull’episodio, è smentito dal suo stesso opinionista Aldo Tani, il quale, se avete la pazienza di leggere il testo, senza accontentarvi del titolo (che non fa lui, Tani, ma forse proprio Pep: “Zapata, è evidente la simulazione sull’uscita di Mirante”) non mi sembra sia stato altrettanto perentorio,ma un po’ più dubbioso: “Le immagini non chiariscono perfettamente la dinamica dell’azione, ma imagesembra evidente che il giocatore colombiano accentui la caduta. Sicuramente Mirante ha cercato di evitarlo, provando a colpire la palla, anche se con il guanto, forse, ha poi toccato pure la caviglia dell’avversario”. Un conto è la simulazione evidente, che si legge nel titolo, un conto la caduta accentuata del testo, a seguito peraltro di un contatto che comunque viene ipotizzato dallo stesso moviolista. La Gazzetta dello Sport, che non mi pare venga stampata a Napoli come il Mattino, nella propria moviola, scrive che era più rigore che simulazione….

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-NAPOLI 1-0: “TORTA BUONA ANCHE SENZA LA CILIEGINA CASSANO: IL VERO INGREDIENTE INDISPENSABILE E’ PALETTA”

  • 7 Aprile 2014 in 18:31
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    Considerate tutte le circostanze la ritengo la miglior prestazione del Parma di quest’anno, da squadra vera.
    A dirla tutta Felipe continua a mantenere la media di una dormita a partita visto che ha guardato Zapata soffiargli il pallone di testa più o meno con le stesse modalità del gol di gilardino in genoa – parma 1-0. E’ anche vero che l’impegno lo mette sempre e di quello lo ringrazio

  • 7 Aprile 2014 in 18:58
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    laprova di ieri come ho già scritto in precedenza,è confortante per tantissimi aspetti ma ieri la capacità di far fronte alle avversità portate dalle assenze illustri,è la cosa che più mi rende ottimista per la volata finale….quando c è la testa e unità d intenti anche le gambe viaggiano bene …..pensavo che il parma dopo lazio e roma stesse giocando con il “braccino del tennista”….che fosser subentrata una certa paura di volare( anche se …il vero campanello d allarme è stato propio con la lazio per tutto l incontro con la roma invece le troppe amnesie nei momenti cruciali)invece no….citando donadoni “a volte è propio nelle difficoltà che si tira fuori quel qualcosa in più”..ecco ieri sera ho visto anch io il miglior parma della stagione compatto concentrato e cattivo quel che serve. disposto a dare quel qualcosa in più in tutti i singoli…..ora bologna è l ennesimo esame di maturità PRIMA DELLA FINALE CONTRO L INTER AL TARDINI

  • 7 Aprile 2014 in 23:22
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    Guarda bene Zapata allunga il piedone e piegaentrambe le gambe aspettando il colpo da Mirante che in uscita non allunga nemmeno lemani.
    E’ situazione controversa soprattutto a velocita’ normale ma Zapata non aspettava altro che di cadere.

    • 8 Aprile 2014 in 17:45
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      Grazie per la spiegazione “tecnica”, doc: ma a proposito di rigori e affini io cerco sempre di applicare il principio della “Incazzatura a parti invertite” che è un ottimo esercizio. Fosse successo a noi ce ne saremmo stati belli e tranquilli? L’azione, però, è senza dubbio controversa, e il senso del mio pezzo era: caro Pep, io sono il primo che auspica l’obiettività dei giornalisti, ma perché scagliarsi contro Sky quanto tu stesso, sulle tua pagine, stai peccando a propria volta di partigianeria? Perché dare per certo quel che è dubbio è anche quello un modo per fare i faziosi. Magari per lo stesso scopo di accondiscendere i propri lettori (come loro gli abbonati), specie quelli maggiormente interessati…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Aprile 2014 in 14:06
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    E’ incredibile: pur di accontentare i loro abbonati tifosi del Napoli, quelli di Premium continuano a dire che il NON contatto Zapata-Mirante doveva valere un rigore per gli azzurri. Dicono: il portiere gli impedisce di correre. Da che calcio è calcio, si dovrebbe correre verso il pallone, e non verso gli avversari, se il tuo interesse è quello di far gol. Se, al contrario, ti importa di ingannare l’arbitro, beh…non discutiamo più di pallone e di sport. Mi chiedo: ma sono giornalisti oppure sindacalisti dei loro abbonati e delle squadre di cui detengono i diritti tv?

    • 9 Aprile 2014 in 14:16
      Permalink

      Mah, Luca…

      Sul tema sono già intervenuto in sede di Opinione, in quanto, a mio modo di vedere, il capo servizio Sport della Gazzetta di Parma ci era andato giù duro accusando di partigianeria quelli di Sky, per le stesse motivazioni da te addotte ora per quelli di Mediaset premium, peccando, però, a propria volta di mancata obiettività proponendo delle certezze (espresse dal suo stesso moviolista) su una azione che comunque rimane di dubbia interpretazione.

      Di principio sono d’accordo con voi: i giornalisti non dovrebbero prestarsi a manfrine di questo tipo (per accontentare i tifosi/abbonati, ma prima ancora i club interessati), ma essere al di sopra delle parti: purtroppo, però, viviamo in un’epoca in cui l’obiettività è merce rara. Ma non è giusto condannare gli altri quando si è autori del medesimo peccato.

      A me, ad esempio, quell’azione non è parsa così chiara e limpida, direi che solo una inquadratura su otto o nove mostrati dalla Satellitare, assolve pienamente Mirante. Mi pare, però, e tu ne sei buon testimone, che a Napoli, in questi giorni si sia dibattuto di più del caso De Laurentiis che non del rigore non concesso per quella dubbia azione.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 9 Aprile 2014 in 14:31
        Permalink

        Han giocato così male che è francamente difficile attaccarsi a un NON episodio per giustificare la sconfitta.Comunque, io in proposito ho delle certezze: per me non era rigore né in diretta né alla moviola. Io condanno quelli di Premium non avendo mai commesso lo stesso peccato. Un esempio? Son convinto che a Bergamo abbiam vinto non solo per meriti nostri, ma anche grazie ad una svista dell’arbitro (rigore non dato all’Atalanta dopo trenta secondi di gioco)…e che contro la Juve un istante prima del probabile rigore per noi, ci fosse un fallo su Marchisio…si può essere tifosi obiettivi, non è un’impresa e non costa niente. E, proprio in virtù di quanto appena detto, ammetto anche l’esistenza di giornalisti-tifosi, ma ad una condizione: e cioè che siano sempre obiettivi…nel bene e nel male.

        • 9 Aprile 2014 in 14:34
          Permalink

          Se si è tifosi è difficile essere obiettivi nel male e nel male.

          E da tifosi (pro una squadra e talvolta contro un’altra) quelle stesse certezze granitiche che si hanno, a parti invertite, per lo stesso episodio, si sgretolano: proprio perché le ragioni addotte dagli uni e dagli altri si capovolgono. Non è per fare il democristiano e darci in mezzo. Però, da tifoso del Parma, se non mi avessero dato quel rigore, a parte invertite me sarei incazzato…

          Cordialmente
          Gmajo

          • 9 Aprile 2014 in 15:01
            Permalink

            Non credo sia difficile essere tifosi e allo stesso tempo obiettivI. Poi uno può anche sbagliare una valutazione, ciò che conta è che l’abbaglio sia preso in buona fede. Se io sostengo che tutti i rigori fischiati a favore del Parma c’erano tutti, e che di tutti quelli che gli sono stati fischiati contro non ce n’era nemmeno uno, beh…sono uno a cui manca l’obiettività, se dei rigori a favore qualcuno era generoso e se di quelli contro qualcuno poteva anche starci.

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