L’OPINIONE DI MAJO DOPO ROMA-PARMA 4-2: “NON MI PIACE CONCEDERE GLI ALIBI, MA IL PARMA E’ DA EUROPA LEAGUE CON CASSANO, PALETTA E GARGANO: SENZA E’ UNA SQUADRA NORMALE…”

(gmajo) – Capisco la diffusa delusione e senso di sconforto dopo le tre sconfitte in stecca seguita alla grandeur delle 17 partite da invitti, io, però, eviterei di analizzare l’ultimo desolante trend con il forcone alla mano, giacché le esimenti mi paiono ben superiori alle aggravanti, nel minuto in cui ti sei dovuto trovare a fronteggiare tre trasferte consecutive contro tre squadre sulla carta e non solo più forti in organico, in appena sette giorni, in piena emergenza. Il lettore di stadiotardini.it sa che non mi piace concedere facilmente degli alibi, ma, con una certa onestà intellettuale debbo ricordare che io ho sempre considerato il Parma da Europa League (e perché no, pure qualcosa in più…) per alcuni top player che ha a disposizione perché presi – tipo la ciliegina sulla torta Cassano – o trattenuti – Gabriel Paletta – e perché in generale, al contrario della mission cui ci avevano abituati, sono stati presi calciatori già maturi, pronti a vincere, piuttosto che puntare su giovani promesse da tradurre in plusvalenze dopo la loro maturazione e vendita al mercato. Tutto questo, con merito e senso della programmazione e complice l’infelice stagione di alcune delle storiche grandi, ha fatto sì che il Parma potesse, in effetti, scalare la classifica della mediocre serie A italiana, fino ad assurgere all’attuale sesto posto, rimasto totale dopo l’ultima settimana di passione, con la conseguenza, come direbbe Donadoni, emulato dai suoi allievi, che il destino è ancora nelle nostre mani (anche se gran parte margine di vantaggio ce lo siamo inevitabilmente mangiato). Dunque: se ritenevo il Parma da Europa League, poiché forte – rispetto alla concorrenza che non può contare su calciatori del genere – dei vari Cassano, Paletta e Gargano, non posso che onestamente ammettere che senza di loro il Parma è solo una squadra normale. E una squadra solo normale non poteva letteralmente fare di più di quello che ha fatto iersera al cospetto della Roma, la quale, al momento attuale, mi pare persino più forte della Juventus di Conte, che mi pare, viceversa, un po’ in calo. Il nostro Mister, quello di stadiotardini.it, ha un po’ storto il naso nel vedere in campo la riedizione del Parma di Marino (in tempo reale mi ha scritto questa sua impressione via SMS, per poi parlare nel suo pezzo di una squadra che non rispecchiava il tradizionale equilibrio dell’attuale guida tecnica) contro la Roma, ma quegli scoppiettanti minuti iniziali, come si suol dire, valevano il prezzo del biglietto. Siccome la miglior difesa è l’attacco, al di là della propria vocazione o meno, il tentativo di impensierire una retroguardia dimostratasi non del tutto impermeabile come quella giallorossa, con un pressing alto, a me è parso lodevole, non solo per la propositività, ma anche perché così, pur esponendosi al rischio di contropiede, si cercava di tener pericolosi avversari alla larga il più possibile dai nostri 16 metri, protetti da una difesa forzatamente raccogliticcia, davanti a un Mirante ieri sera tornato a livelli da Nazionale, nonostante si sia dovuto piegare quattro volte (+2 per segnature in fuorigioco non convalidate, giustamente) a raccogliere il pallone nella propria porta. Iersera a Calcio & Calcio –  ma non solo, giacché la critica serpeggiava anche sul pullman del CCPC di ritorno dalla Capitale – si ragionava sul fatto che non avrebbe senso adattare Molinaro (che comunque è un difensore) a centrale, poiché è un esterno. Allora, cari miei: se l’attuale contingenza ci dice che Paletta è fuori (e speriamo finalmente di capire bene il perché giacché l’influenza record è già al vaglio dell’OMS) e che Felipe doveva scontare il residuo della sua pena con la giustizia sportiva iniziata nel primo Roma-Parma di due mesi fa, e l’altro unico centrale in organico è l’oggetto misterioso Rossini (anche qui, finalmente, ci dicessero se sta bene o no, giacché Donadoni, salvo convocarlo già la settimana dopo, in conferenza al Tardini aveva detto che lo avevamo perso per qualche tempo, senza che mai uno straccio di comunicato avesse spiegato il perché e il percome, e comunque nelle due partite ravvicinate all’Olimpico era sempre un distinta), il tecnico, gioco forza, non poteva che adattare qualcuno alla bisogna. Io avrei preferito il jolly Gobbi, ma non è che ieri sera si sia perso con la Super-Roma per quello. Arrischiare, poi, come qualcuno in modo avventato ha paventato a posteriori, un Primavera sarebbe stata, a mio modo di vedere, una vera iattura, al cospetto dei secondi della classe, che credono ancora di poter riprendere la prima… Sarebbe stato meno da folli, allora, vedere Amauri al fianco di Lucarelli, accontentando così So tutto mi Schianchi… C’è chi ha osservato che questo Parma non è attrezzato per affrontare tre impegni di fila in settimana: non mi trovo d’accordo. Come direbbe Conte esistono delle “Super Emergenze”, che una società con una certa lungimiranza, certo, dovrebbe saper prevenire, ma non è che si possa pretendere che il Parma abbia 3 alternative per ruolo. Ce ne sono due, e questo basta ed avanza: a gennaio, infatti, gli scontenti perché non giocavano mai, sono stati fatti tutti andare via, apposta perché erano scontenti. Già la rosa era numericamente sovrabbondante per stessa ammissione del tecnico: adesso cosa facciamo? Diciamo che la rosa non è all’altezza? Non mi pare corretto. L’unico calciatore che non ha una alternativa (e i danni allo Stadium sono derivati più da questo, che non dal gioco a specchio con i Campioni d’Italia) è Cassani, appunto perché sono andati via Rosi, Benalouane e Mendes, non rimpiazzati se non dal solo Rossini, che è un centrale. A sinistra è arrivato Molinaro che, al contrario di Mesbah, gioca sempre. L’alternativa ai centrali, teoricamente, c’è: poi se siano all’altezza o meno del compito è un altro discorso. Ma sono stati scelti dalla stessa mente che ha azzeccato tante altre mosse. Felipe, secondo molti, non è all’altezza di Paletta: eppure questo Parma, faticando sì all’inizio, ma poi trovando una certa quadratura, aveva persino fatto a meno del pezzo pregiato rimasto ai box per quasi un girone. E’ chiaro, però, che se contro la più forte (o una delle) del campionato ti manca, in solido con altri pezzi importanti, soprattutto Cassano, il discorso si complica. I parametri vitali, però, risultati a parte, non mi sembra che mostrino un Parma in affanno o in ambasce. Anche la vituperata partita con la Lazio, andrebbe meglio considerata, essendosi trattata di una classica gara da Parma, con la sola differenza che gli episodi anziché a favore sono stati a sfavore. Ma certi mali endemici, ricordati anche poco fa dal nostro lettore Filippo1968, (tra cui quello di non giocare mai una partita intera, ma solo o un tempo o l’altro, o spezzettato) c’erano anche durante il ciclo da Invincibili, sia pure mascherati dai risultati. E se il sottoscritto osava rimarcarlo poi arrivava un Gustavo qualsiasi a darmi del rosicone che cerca il pelo nell’uovo, ribattezzandomi, manco fossi il suo moroso, il suo Topolone… Insomma: serve un po’ di equilibrio, nei giudizi: prima, secondo gran parte dei tifosi, avevamo una squadra di campioni (riserve incluse), adesso si sono tutti trasformati in brocchi? Capisco, anch’io, che bruciano i punti lasciati contro la Lazio, soprattutto, apparsa di gran lunga alla portata del Parma, ma quante volte l’avevamo pezzata in altre occasioni, a parità di prestazione? Punti che bruciano ancor di più perché si trattava dello scontro diretto. Io non mi sono risparmiato critiche a Donadoni – sia su stadiotardini.it che nelle mie partecipazioni a Calcio & Calcio – sulla gestione della turnazione dei calciatori in questo ciclo: la mia sensazione è che non abbia mai schierato davvero i migliori, specie nelle prime due uscite, salvo, poi, trovarsi alla terza in grave difficoltà, complici fattori esogeni (la contusione alla caviglia di FantAntonio per piede di Biava e la misteriosa influenza palettiana, che pare perduri dalla gara con la Juve, rendendo endogeno il fattore, poiché, sapendolo, poteva esser risparmiato lì, invece, era stato fuori Cassani con la conseguente rivoluzione e i vari Lucarelli e Parolo fuori ruolo). Io non sono d’accordo con chi ha visto il Parma rinunciatario e molle contro la Roma, e neanche sono critico con chi, viceversa, lo ha visto troppo spavaldo: iersera c’era ben poco da fare. Qualcosa di meglio poteva esser fatto nelle prime due. Ma ormai non serve recriminare, quanto mantenere il più possibile alto il senso di autostima, benché il calendario, inclemente, dica, per domenica, Napoli. A parte che nel calcio esistono bestie nere, e il Parma potrebbe esserlo per i partenopei (così come lo è stato per il Milan  che ci ha donato tuti e sei i punti in palio nelle due gare), però, non ci si deve sentire battuti prima ancora di iniziare. Di solito questo genere di proclami li reputo stucchevoli e spesso li ho criticati, ma l’invito di iersera in mix zone di Pietro Leonardi alla nostra gggente ad esser presente domenica sera al Tardini lo reputo uno sprone importante a chi sta già dando per persa la missione, tutt’ora tutt’altro che impossibile, di raggiungere l’Europa League. Anzi, quel suo “pretendiamo l’Europa” che qualcuno ha criticato, lo reputo, al contrario, un segnale importante. Come scrivevo a caldo ieri, il Plenipotenziario avrebbe potuto benissimo trincerarsi e nascondersi dietro gli obiettivi minimi di inizio stagione: per la prima volta, proprio adesso che c’è già chi la dà per sfumata, il Sommo Dirigente ha ammesso con tutte le sue forze che il Parma non solo vuole questo traguardo, ma anche lo pretende. Sono così serviti tutti coloro che sospettano che non ci sia una reale volontà di Collecchio a partecipare al prossimo torneo continentale: i vertici, che non hanno mai nascosto di essere degli ambiziosi – più con le proprie opere, ma anche con le parole – non vogliono che dopo la grande illusione segua la grande delusione. Ghirardi e Leonardi sanno perfettamente che perdere l’Europa adesso sarebbe da polli e che si stanno giocando tutta la loro credibilità: e proprio adesso non vanno lasciati soli.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO ROMA-PARMA 4-2: “NON MI PIACE CONCEDERE GLI ALIBI, MA IL PARMA E’ DA EUROPA LEAGUE CON CASSANO, PALETTA E GARGANO: SENZA E’ UNA SQUADRA NORMALE…”

  • 3 Aprile 2014 in 15:31
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    La mancata o scarsa comunicazione sugli infortuni è una pecca che da fastidio e che in molti lamentano da tempo.
    In autunno, nella stessa partita, la fiorentina perse gomez e cuadrado per diverso tempo e il giorno successivo arrivò il comunicato con tanto di prognosi sulle settimane di indisponibilità.
    La gente capisce che poi ci possono essere intoppi, non si pretende l’impossibile.
    Se fossero piu chiari verrebbero meno tutte le leggende che circolano regolarmente e che a parma devono piacere molto a tutti i geni che le alimentano o che fanno da pappagallo.
    Con le dichiarazioni di ieri ad esempio è stata presa posizione sulle stupidate di chi voleva il parma volutamente disinteressato ad andare in europa

  • 3 Aprile 2014 in 17:18
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    Paletta e Cassano differenziato, Gargano terapie…… Ci saranno almeno i primi due domenica???

    • 3 Aprile 2014 in 17:23
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      Non è un bel bollettino. Comunque urge che si faccia chiarezza attorno a Paletta. Ché non esiste al mondo una influenza così…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 3 Aprile 2014 in 18:13
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    Certo che è veramente strano, si è mai visto allenamento differenziato dopo infortunio da influenza ?
    Bah, tocchiamo ferro, solo l’idea di giocare con centrali Felipe con Molinaro e/o Gobbi mi fa accapponare la pelle.

    Febbredacalcio

  • 3 Aprile 2014 in 19:35
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    Per Paletta che il differenziato sia legato a non forzare su un fisico debilitato dall’influenza. A volte, tanti l’avranno provato, permane un diffuso senso di astenia dopi un attacco virale

  • 3 Aprile 2014 in 19:48
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    Speriamo proprio che sia così.
    In effetti il virus che sta girando è abbastanza molesto, alcuni miei amici sono stati anche afflitti da fastidiosi problemi collaterali.
    Speriamo di recuperare anche Cassano.

    Febbredacalcio

  • 3 Aprile 2014 in 22:19
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    Buonasera,

    vorrei una piccola riflessione personale sulla partita di ieri, premetto che causa lavoro non l’ho potuta vedere nella sua totalità ma ho avuto modo di seguirla in un secondo momento grazie alle nuove tecnologie.
    Parto dicendo che è stata una partita un po anomala dal mio punto di vista,non solo perchè si è iniziato con una rimessa e il cronometro segnava già l’ottavo minuto di gioco,ma vedere nei primi 8 minuti 3 goal e almeno un’altra occasione a testa per segnare mi ha fatto venire questo sentore di una partita fuori dai canoni abituali del Parma di quest’anno.
    La prima ghiotta occasione l’abbiamo avuta noi con Schelotto che,non ho ancora capito come, è riuscito a mandarla sopra il montante.
    poi loro nel giro di pochi minuti hanno sbagliato a loro volta una buona occasione, discreta parata di Mirante, e nella seguente hanno segnato un goal roccambolesco con Gervinho.
    secondo me il vero snodo è stato il goal del 2-1 siglato da Totti, non tanto perchè è arrivato dopo 1 minuto dal nostro pareggio ma perchè l’errore è stato commesso dal il giocatore più esperto che c’era in difesa (Lucarelli). se guardate bene l’azione il giocatore della roma era ben raddoppiato sul lato e l’unica cosa che poteva fare era scaricare la palla verso il limte dell’aria, ecco l’errore del capitano è stato proprio quello lui si è staccato da Totti per andare ad occupare una posizione che in quel momento dell’azione non portava alcun giovamento alla fase difensiva.
    strano veder fare un errore così marchiano da un giocatore della sua esperianza, e con il suo acume tattico.
    poi per quanto mi riguarda assenze o non assenze non mi è parso di vedere una squadra che la dava su,anzi ha cercato di fare la sua partita senza fare le barricate come ci si poteva aspettare visto le grandi assenze.
    l’unica nota di demerito che mi sento di fare alla squadra è il non aver approfitatto dello spazio che si creava alle spalle di Maicon quando veniva su, mi ricodo che il nostro mister aveva letto molto bene questa situazione 2 stagioni fa contro l’inter.aveva piazzianto a sorpresa sugl’ esterni il nostro francesino e il brasiliano jonathan per anadare ad occupare immediatamente in fase di ripartenza la porzioni di campo lasciata da Maicon e Pereira.
    così facendo costringeva sempre uno dei due centrali ad allargarsi creando spazio per gli inserimenti dei nostri centrocampisti e il taglio dell’esterno opposto.

    direttore puo darmi un suo giudizio?

  • 4 Aprile 2014 in 00:09
    Permalink

    Secondo la mia modesta opinione i punti gli abbiamo persi contro squadre meno attrezzate di noi, vedi Genoa e Catania . Contro il Napoli sarà molto dura portare a casa tre punti, e anche dopo il calendario non ci aiuta. L’Europa per me è lontana. Spero di sbagliarmi.

  • 4 Aprile 2014 in 08:25
    Permalink

    In questi momenti, con la squadra afflitta da vari problemi fisici contemporanei, emerge il problema della rosa. Dato comune anche a squadre piu’ blasonate(vedasi Juventus). Capisco le cessioni( peraltro dolorose dal mio osservatorio da tifoso) di Benalouane e Mendez vista la necessita’ di far cassa. Quello che contesto e’ l’acquisto di elementi “rotti” quali Rossini e Vergara che, se in salute, farebbero comodo. E’ da un paio d’anni o piu’ che a gennaio rimpolpiamo la rosa con elementi fuori dai campi da tempo immemore per infortuni seri (Mariga, Obi tanto per citarne due) che poi passano il loro tempo a Parma tra fisioterapie ed infermerie varie. Non sarebbe meglio a questo punto, vista anche la necessita’ di mantenere una rosa snella per problemi di bilancio, ad affidarsi a qualche ragazzotto delle giovanili o recuperare a gennaio qlc giovinastro sparso in prestito nelle varie serie minori? Un Ligi o un Ristowski o un Favalli o un Ferrari forse avrebbero fatto comodo e sicuramente non avrebbero inciso granche’ sul bilancio.
    Ultima considerazione: e’ inutile parlare o pensare all’europa se non hai la capacita’ finanziaria di sostenere una rosa ampia e non hai nemmeno lo stadio idoneo. Non e’ vergognoso ma solo saggio accontentarsi di onesti campionati italiani magari farciti da qualche bella prestazione

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