MANGIA COME SCRIVI / VENERDI 11 APRILE, AI 12 MONACI DI FONTEVIVO, I MAESTRI DEL ROMANZO STORICO: SIMONI, LEONI, MARCIALIS. ULTIMI POSTI DISPONIBILI, TEL. 0521- 610010

FONTEVIVO (Parma) – Mercanti di reliquie, Papi, imperatori. Quando la Storia diventa mistero, avventura, giallo. Nuovo tris d’assi a Mangia come scrivi che, nell’appuntamento di aprile della stagione emiliana, metterà a tavola, con i rispettivi nuovi libri, tre autori di grande successo come Marcello Simoni, Giulio Leoni e Mauro Marcialis.  Sono loro, insieme al pittore Bruno Barani, gli ospiti della cena “Il grande romanzo della Storia” che si terrà VENERDI’ 11 APRILE, alle ore 21, al Ristorante 12 Monaci di Fontevivo (Parma).

il LABIRINTO CONFINI DEL MONDO defNell’abbazia del Comune del Parmense, che risale al 1142 (il ristorante si trova proprio nell’antico refettorio dell’edificio fondato da dodici monaci cistercensi nove secoli fa), il “viaggio nel tempo” del quale saranno protagonisti Leoni, Marcialis, Simoni e Barani avrà un sapore “diverso” dal solito. Se lo chef Andrea Nizzi ha pensato a un menu molto “contemporaneo” (puntando sulla stagionalità delle materie prime e giocando d’anticipo sulla vicina festività di Pasqua), il menu letterario porterà il pubblico nel passato, attraverso secoli e luoghi ricchi di fascino, misteri e suggestione. Prima di gustare ogni “assaggio” dei libri degli autori (proposti secondo la collaudata formula della rassegna ideata e condotta dal giornalista Gianluigi castello di bardi (opera di bruno barani)Negri, per cui nessuno degli scrittori presenta direttamente la propria opera, ma “cede” il compito al vicino di tavolo), i partecipanti alla cena scopriranno, di volta in volta, quattro piatti leggeri e fantasiosi (dall’antipasto al dolce) abbinati ai grandi vini della Valle d’Aosta prodotti dall’Azienda Les Crêtes di Aymavilles e selezionati da “Il Bere Alto” di Claudio Ricci. L’inizio, come sempre, è fissato alle 21. Info e prenotazioni (ultimi posti disponibili) allo 0521 610010.

il falco neroIl maestro del thriller storico Giulio Leoni, uno degli autori italiani più conosciuti all’estero grazie anche ai suoi romanzi sulle avventure investigative di Dante Alighieri, arriverà da Roma con l’ultimo suo lavoro: “Il testamento del Papa” (Nord), ambientato nella capitale, in un continuo andirivieni tra il 999 e il 1928. Nella Napoli del 1229 si dipanano invece le vicende de “Il labirinto ai confini del mondo” (Newton Compton) del ferrarese Marcello Simoni che chiude, così, la sua trilogia del mercante di reliquie Ignazio da Toledo, che gli ha fatto vincere il Bancarella nel 2012 con il primo capitolo “Il mercante di libri maledetti”. Mauro Marcialis, romano che vive a Reggio Emilia, è sugli scaffali da un paio di settimane con il nuovissimo “Il Falco Nero – Federico II, il il testamento del papadestino di un imperatore” (Rizzoli).  Farà la prima presentazione del suo libro proprio a Fontevivo. L’autore di “Spartaco il gladiatore” e de “Il sigillo dei Borgia”  stavolta parte dalla Palermo del 1208 per descrivere le gesta, e soprattutto la storia dell’amore impossibile, dell’ “uomo che stupì il mondo”. Il pittore di Montechiarugolo (Parma) Bruno Barani ha vissuto le prime trentasette “avventure” di Mangia come Scrivi (dal 2006 al 2010) quando era assessore alla Cultura nel proprio Comune, dove, appunto, nacque la rassegna otto anni fa. Apprezzato artista, esporrà in sala nove sue opere della collezione “Castelli” ed il giorno successivo, a Parma, inaugurerà la mostra “Il bianco è il tuo colore”.

Il successivo Mangia come scrivi a Fontevivo si terrà venerdì 16 maggio con la serata “Parma gialla e nera”, con Corrado Ajolfi, Aldo Boraschi, Pietro Ronchini, Antonio Tacete.

 

Ristorante 12 Monaci

Venerdì 11 Aprile – Ore 21

“Il grande romanzo della Storia”

IL MENU

Antipasto

Sformatino di Verdure con Mazzetto di Asparagi

Vino

“Petite Arvine” Valle d’Aosta Dop

Primo

Tagliolini Rossi ai Carciofi

Vino

“Petite Arvine” Valle d’Aosta Dop

Secondo

Capretto alle Erbe con Patate al Forno

Vino

“Fumin” Valle d’Aosta Doc

Dolce

Gelato al Lambrusco in Cialda e Crema al Mascarpone

Vino

“Les Abeilles” Moscato Passito Valle d’Aosta Dop

Vini

Durante la cena verranno serviti tre grandi vini della Valle d’Aosta, prodotti dall’Azienda Vitivinicola Les Crêtes di Aymavilles e selezionati da Il Bere Alto di Claudio Ricci

Costo della cena: 35 euro

Prenotazioni: Andrea o Letizia Tel. 0521.610010, info@12monaci.it oppure info@mangiacomescrivi.it

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “MANGIA COME SCRIVI / VENERDI 11 APRILE, AI 12 MONACI DI FONTEVIVO, I MAESTRI DEL ROMANZO STORICO: SIMONI, LEONI, MARCIALIS. ULTIMI POSTI DISPONIBILI, TEL. 0521- 610010

  • 9 Aprile 2014 in 13:25
    Permalink

    Annuzio gaudio ora e pronobis, alla cena interverranno in via del tutto straordinaria il Gallo di Castione con attrice al seguito per una lettura (solo ai commensali) dei testi dello scrittore Tacete. Per iscrizioni al tavolo del Gallo rivolgersi all’agenzia Pro-benda che accetterà offerte in crescendo solo in generi suinicoli. Graditi strolghini e Mariole.

  • 9 Aprile 2014 in 17:18
    Permalink

    Ciao Gabriele,
    dalle tue notizie possono farcela gargano e cassano per domenica, visto che anche oggi hanno fatto allenamento differenziato??’

    Saluti.

    • 9 Aprile 2014 in 17:59
      Permalink

      Ciao Marchetto,

      le mie notizie sono le stesse che hai tu, dal momento che la fonte dalla quale ci abbeveriamo è sempre la medesima, cioè fcparma.com . Il “differenziato” non è un bel segnale, ma siamo solo a inizio settimana (dal momento che i lavori sono ripresi oggi con una doppia seduta)…
      Cordialmente Gmajo

  • 9 Aprile 2014 in 18:26
    Permalink

    Antonio Tacete, egregio Gallo di Castione, come lei sa bene, è un tipo particolare, spero che la lettura dei racconti non abbia il fine di farsene beffa e metterlo nel ridicolo.

    Recensione al libro “Le invasioni delle cavallette” di Guido Conti:
    Antonio Ugolotti Serventi è un autore parmigiano che ha pubblicato un libro curioso. L’ho conosciuto a una cena, si è avvicinato, mi ha regalato il suo libro Il teatro dei topi, e tra un primo e un secondo ho cominciato a leggerlo. Ho cominciato a ridere come un matto. Non ci credevo. Ero di fronte ad un autore senza freni, visionario, capace di scrivere un libro paradossale e senza limiti. Antonio Ugolotti Serventi, detto Tacete, un imperativo che fa riflettere sul lavoro dello scrittore, lui, pletorico e orgiastico nella scrittura, è veramente uno scrittore come ne nascono pochi. Provate a leggere una pagina a caso. La sua pagina si popola di nani omosessuali, di santi e di topi, di follie scorreggione e tensioni narrative che portano verso un inferno divertente e divertito, caotico, dove tutto è fuori posto, esagerato, senza limiti, di una sessualità prorompente, deviata, malata, folle. Ma dove nasce questo scrittore? Non è un caso isolato. Tacete nasce dalla terra padana dei Folengo, dei narratori orali, dei buffoni di corte e dei comici da strada. Mi diverte pensare a certe pagine di Malerba, quello più libero e divertito del Pataffio, a certe pagine di Teofilo Folengo, il mantovano che studiò a Parma che nel Baldus trova pagine meravigliose quando racconta di Baldus che vende botti di miele piene di merda, o le pagine di Bertoldo quando prende in giro il re. Tacete prende in giro il suo lettore perché in verità è uno scrittore colto e consapevole, solo che lascia andare la scrittura a briglia sciolta. è uno scrittore fine, all’apparenza naif come ci vuol fare credere pensando al suo personaggio e al fatto che si autopubblica. Tacete è uno scrittore serio, uno dei più visionari che io abbia mai letto, divertito e pieno d’invenzioni, come nella pagina in cui due ragazze finiscono per masturbarsi con un sex-toy di plastica a forma di tortello d’erbetta. Mescola follia e riso. E fa ridere. Ma Tacete ha anche qualche difetto nella scrittura. Forse la ripetitività di certe situazioni o di alcuni stilemi, l’incapacità talvolta di governare la materia, ma questa dovrei chiamarla impossibilità di governare una fantasia surriscaldata, orgiastica e infernale ma senza essere sporca. C’è un che di angelico e di puro, d’innocente nelle pagine di Tacete e si sente. Forse bisogna rimproverargli la pletora di pagine, la dispersione del racconto, ma Tacete non può essere che così, altrimenti tradirebbe il suo essere pura follia. Forse dovrebbe scrivere racconti brevi non più lunghi di una decina di pagine, ma non è nemmeno vero questo perché tradirebbe la sua essenza. Insomma Tacete dovete leggerlo per quello che è, un sulfureo caotico dramma, un’apoteosi della scrittura che esplode non per stitichezza ma per abbondanza, un frutto maturo e quasi sfatto della pianura, di una tradizione divertente e divertita ma anche profondamente tragica di un mondo che non ha spiragli spirituali. Un inferno, un quadro di Bosch che ha come teatro la pianura padana. E adesso aprite una pagina a caso e leggete. Vi divertirà moltissimo. Sarà una sorpresa, uno scandalo. Qualcuno storcerà il naso, qualcuno riderà: ma non è questo il bello della letteratura?

  • 9 Aprile 2014 in 20:30
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    Direttore e impossibile vedere la replica del l’intervista al presidente ghirardi di oggi?

    • 9 Aprile 2014 in 21:59
      Permalink

      Quello e’ materiale mediaset protetto da copyright. Ma se non ricordo male potrebbe esserci una replica notturna… cordialmente gmajo

  • 9 Aprile 2014 in 21:33
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    Egregio signor Enzo, si vede che lei non ha mai letto i miei scritti od ascoltato le mie trasmissioni radiofoniche, altrimente saprebbe che il gusto del paradosso e della visione onirica sta alla base della follia generale che ci circonda. Il signor Tacete è stato rispettato come autore e come persona, e il suo scrivere ci presta la possibilità di translare nelle dimensioni parallele biunivoche che ci appartengono. Se le sue pagine ci fanno sorridere non è per scherno nei confronti della persona, ma invece, esimio lei che appronta giudizi e condanne a priori, merita di essere sbeffeggiato per la sua incapacità di discernere il ludico dalla derisione, come se non esistesse altra possibilità per ridere che svilire il prossimo per trovare soddisfazione alla mediocrità. Lei si, signor Enzo è un povero di spirito che non potrà mai colloquiare nei canoni altri, incentrato sulla presupponenza che tutto ciò che è diverso è malato. Nella mia mente invece il Tacete è un sommerso che esiste, che emerge grazie all’impossibile retorica astrusa dell’autore. I suoi nani e le sue gare di cavallette mi regalano un immaginario altrimenti impossibile, parlare con lui su piani diversi che si intersecano è un arricchimento del mio essere schizofrenico che emergendo si libera dolcemente, senza traumi. La mia follia nascosta si mostra e la risata che sgorga è nel gioco dell’assurdo, creda, l’inibizione è tutta sua.

  • 9 Aprile 2014 in 23:10
    Permalink

    Egregio Gallo di Castione, forse dovrebbe rileggere quello che ho scritto in precedenza perchè, diversamente da quello che lei afferma io non ho dato alcun giudizio. Ho solo espresso la speranza che la lettura dei brani del libro di Tacete non siano motivo per renderlo ridicolo. Tutto qui, mentre la sua filippica e i giudizi sulla mia persona sono deltutto fuori posto non conoscendomi.

  • 9 Aprile 2014 in 23:52
    Permalink

    Nemmeno i suoi dubbi sono legittimi e neppure la zua Enzica. Non conosco la Filippica. È una sua amica ?

I commenti sono chiusi.

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