PARMA-NAPOLI 1-0, PREMIATA DITTA PALETTA-CASSANI E PAROLO: DEL CENTROCAMPISTA AZZURRO E’ PESANTISSIMO L’8° SIGILLO STAGIONALE – La cronaca e il tabellino

image(Orazio Vasta) – Tre sconfitte nelle ultime tre giornate. Un bel parma contro le prime due della classe e una squadra irriconoscibile contro la Lazio. Napoli banco di prova importante per la formazione di Donadoni. Out Cassano per infortunio e Lucarelli per squalifica. Recuperato – Alleluja! – Paletta che torna a giganteggiare al centro della difesa. Nessuna emergenza per il tecnico crociato, ma il miglior Parma contro i terzi in classifica, un Napoli caricato dalla vittoria della scorsa giornata contro la Juventus dei record. FantAntonio dopo il forfait di Roma non è nemmeno in panchina. Al suo posto il tanto discusso Palladino.

Primo tempo di “sofferenza”. Il Parma è riuscito ad arginare al meglio le avanzate offensive dei partenopei, provando a sorprendere la difesa azzurra in contropiede, con la velocità di Biabiany. Partita molto statica, equilibrata, con errori da una parte e dall’altra. Non un bellissimo spettacolo, ma un Parma che mostra gli artigli quando è necessario, reggendo bene l’urto degli avversari.

Alla luce degli ultimi risultati andare negli spogliatoi sullo 0-0 è già un buon segnale.

Secondo tempo di certo migliore, con un Parma nettamente diverso, capace di colpire e far male al Napoli. Un atteggiamento già visto in altre circostanze, anche contro la Juventus e la Roma. Proprio nel recupero con i giallorossi i crociati erano apparsi vivi, vogliosi, volenterosi. La squadra di pochi giorni prima, quella brutta, molle, senza idee che ha affrontato la Lazio aveva lasciato il posto alla formazione vista nel corso dei 17 turni di imbattibilità, quella che aveva abituato fin troppo bene i tifosi e che stava cavalcando senza problemi verso l’Europa. Quello stop in terra romana, contro quella Lazio aveva lasciato più di un dubbio, più di una perplessità, ma alla luce dei risultati di mercoledì e stasera si può affermare che è stato solo un passo falso. Basta non pensarci più. Il Parma è tornato. I crociati sono tornati “ammazza grandi” e ora galleggiano a quota 50 punti, in coabitazione con un’Inter in crisi di risultati e che tra non molto verrà al Tardini. Uno scontro importante proprio come quello di domenica scorsa con i biancocelesti, una partita da non sbagliare e da gestire con la stessa cattiveria e mentalità di sempre.

Oggi l’importanza di avere Paletta si è sentita. Il Nazionale non ha avuto alcun momento di flessione, ha giocato una gran partita, pur dovendo fare i conti con avversari di grandissimo spessore. Lui uomo della Provvidenza, che questa sera si è trasformato anche in regista. Marchionni continua a non illuminare il gioco crociato, le sue prestazioni sono in forte calo, ma nessun problema, il centrale crociato si traveste da “Pirlo” e disegna due/tre lanci per Cassani al bacio. Da una sua sgroppata centrale, condita dall’assist per il terzino destro del Parma arriva il gol che sblocca il match e regala i tre punti ai crociati. Decisivo Marco Parolo, pesantissimo l’ottavo sigillo stagionale. E’ lui che regala il colpaccio al Parma. Peccato per il cartellino giallo che lo costringerà al riposo con il Bologna.

Ancora una prova eccelsa per Acquah. Grandissimo il ghanese sia in fase di difesa, che in proiezione offensiva. Sul finale difende un pallone a ridosso della bandierina come il più esperto dei bomber, solo per far scorrere il tempo ed arrivare all’ultimo dei quattro minuti di recupero. A centrocampo non fa rimpiangere Gargano, peccato solo che dei tre della mediana l’unica nota stonata sia quella di Marchionni.

In avanti Biabiany dimostra di essere in grande forma. Tanta corsa anche oggi anche se è stato meno incisivo di Roma. Prova ad inventare per gli altri, e per poco non riesce a mettere Schelotto in condizione di battere Reina, che però anticipa di pugno, in uscita, il numero 23 crociato. Si è visto e non si è visto Palladino. Aveva un’ottima occasione. Sostituire gli assenti non è mai facile, soprattutto se uno di questi porta il nome di Antonio Cassano. Ha provato a muoversi tra le linee azzurre, spesso senza trovare il guizzo giusto. I tifosi lo hanno preso di mira per i suoi “selfie”, ma almeno l’impegno lo ha messo. Bisogna dargli merito di questo.

Sul forcing finale degli azzurri la difesa ha retto abbastanza bene. Il Parma si è trovato più volte in “difficoltà”, con l’uomo sempre al di qua della linea, ma a parte l’episodio del contatto dubbio tra Mirante e Zapata, che è costato il giallo per simulazione all’attaccante colombiano, l’estremo difensore crociato ha avuto poco lavoro.

Piccolo momento di crisi quando è entrato Mertens. Il belga ha messo in difficoltà gli uomini di Donadoni, ma alla fine il risultato ha sorriso ai padroni di casa, che dopo le tre sconfitte di fila contro Juventus, Lazio e Roma battono il Napoli e tornano alla vittoria.

Questi tre punti ci volevano. Erano essenziali. Un altro stop oggi avrebbe potuto incidere sul morale e la testa dei giocatori. La voglia c’è, la strada è quella giusta. Bisogna tornare a fare punti contro chiunque. La volata per l’Europa è entrata nel vivo. Oggi la Lazio ha fatto un ulteriore passettino in avanti, ma i loro sforzi possono essere resi vani dalle nostre vittorie. Il Parma è tornato, adesso è necessario non abbandonare la strada appena ritrovata.

P.S. Da sottolineare il boato tributato da Tardini al giovane Cerri subentrato a 2 minuti dalla fine a Biabiany. Questo è lo spirito giusto. Tutti insieme si può andare lontano, tagliando grandi traguardi. L’importante è non mollare mai. Il futuro del Parma sembra più radioso che mai.

PARMA-NAPOLI 1-0, IL TABELLINO

Marcatore: 10′ st Parolo

Parma (4-3-3) – Mirante; Cassani, Paletta, Felipe, Molinaro; Acquah, Marchionni, Parolo (35′ st Munari); Biabiany (47′ st Cerri), Palladino (44′ st Gobbi), Schelotto.
A disp.: Bajza, Pavarini, Rossini, Jankovic, Galloppa, Mauri, Sall, Obi.
All.: Donadoni

Napoli (4-2-3-1): Reina; Henrique, Fernandez, Albiol, Ghoulam; Jorginho, Inler; Callejon (23′ st Mertens), Hamsik (36′ st Pandev), Insigne; Higuain (23′ st Zapata).
A disp.: Doblas, Colombo, Britos, Reveillere, Mesto, Behrami, Dzemaili.
All.: Benitez

Arbitro: Sig. Bergonzi

Ammoniti: Cassani, Marchionni, Acquah, Parolo; Zapata, Albiol

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

12 pensieri riguardo “PARMA-NAPOLI 1-0, PREMIATA DITTA PALETTA-CASSANI E PAROLO: DEL CENTROCAMPISTA AZZURRO E’ PESANTISSIMO L’8° SIGILLO STAGIONALE – La cronaca e il tabellino

  • 7 Aprile 2014 in 11:34
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    contro il bologna….se la partita lo permette .magari cerri ….un pò prima cominciamo a svezzare un pò il ragazzo magari l anno prossimo avremo qualche impegno di giovedi sera…sai com è ci vogliono più giocatori affidabili ….

    • 7 Aprile 2014 in 12:30
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      Filippo sono pienamente d’accordo con te. Anzi ti dirò di più. Io l’avrei provato anche contro la Lazio. Lui al posto di Palladino. Ma non tanto per l’errore del nostro numero 17, piuttosto perché in quello strano pomeriggio di campionato, il fattore ambientale lo permetteva. lo stadio ammutolito, la mancanza di tifosi, una sfida di serie A che sembrava una sfida all’oratorio… nessuna pressione, la possibilità di poter giocare sereno, senza troppe preoccupazioni. ieri è entrato contro un avversario ben superiore rispetto a quella Lazio e ha mostrto di avere intelligenza tattica e quel pizzico di maturità che non ti aspetti. Quel suo affondo sul finale, con uno stadio che ne accompagnava i movimenti… non voglio esagerare, ma se saputo usare potrebbe davvero essere lui l’arma in più di questo Parma. Il discorso età è solo un alibi. Altri alla sua età giocano regolarmente in A. Sarebbe il caso che dessimo anche a lui questa possibilità.

      • 7 Aprile 2014 in 14:26
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        chi è che a 17 anni (o compiuti appena 18 non ricordo) gioca regolarmente in A ? forse solo Scuffet che gioca in una Udinese senza obiettivi e senza uno straccio di traguardo

        • 7 Aprile 2014 in 14:37
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          Non è che debba giocare Cerri titolare. Ma un maggiore spazio lo meriterebbe, e ieri sarebbe stato anche utile prima alla bisogna, considerata l’emergenza. Non esiste o bianco o nero, esistono sessanta sfumature di grigio…

        • 7 Aprile 2014 in 19:07
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          Di casi di giovani che hanno giocato regolarmente ce ne stanno. Mi vengono in mente gli interisti Martins, Balotelli, Santon, Natalino che hanno anche avuto la possibilità di giocare in Coppa. Buffon al Parma. Paloschi al Milan o Cristante quest’anno, poi costretto allo stop per un infortunio e il francese ora al Montpellier Niang. Ancora i laziali Keita e Minala (che ha fatto l’esordio ieri). Il Livorno è pieno di giovani: Bardi (il più anziano classe 92), Mbaye, Benassi, Duncan…

          • 7 Aprile 2014 in 19:50
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            Ah no no ok ok giovani certo si ma si parlava di diciassettenni

  • 7 Aprile 2014 in 15:02
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    in effetti in quell ultima parte di gioco quei 20 minuti circa dove il napoli,ha messo in pianta stabile nella nostra metacampo e avevamo sotto il loro urto arretrato il baricentro pericolosamente un uomo che ci potesse permettere di giocare a palla lunga ci voleva…visto che non riuscivamo più ad uscire palla a terra e a manovrare con ordine, per caratteristiche Cerri Iieri sera sarebbe stato l ideale…il ragazzo deve anche cominciare a capire che aria tira iun serie A e cominciare prendere anche qualche “sana stecca”
    e poi…chissenefrega se gioca solo scuffet 17 ANNI in sere A ….si vede che le altre non hanno la fortuna di poter pensare se lanciare un Cerri o un j.mauri…..lanciare giovani in un contesto funzionante è sicuramente molto più conveniente che farlo in una squadra come l udinese o il milan di quest anno per fare 2 esempi dove davvero si rischia di bruciarli

  • 7 Aprile 2014 in 16:50
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    Boh non sono d’accordo.. Diamo fiducia ai giovani e facciamoli giocare poi alla prima partita sbagliata tutti a dare del pirla al mister e a dire “non fa giocare i migliori evidentemente si accontenta e dell’Europa non gliene frega”…

    Coi se e coi ma non si va da nessuna parte ma secondo me ieri cerri titolare non avrebbe visto neanche una biglia

    Al massimo potrei essere d’accordo per qualche spezzone nei secondi tempi di partite “abbordabili”, questo si

    • 7 Aprile 2014 in 17:53
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      Ripeto: nessuno chiede Cerri titolare. Solo un po’ di spazio in più.

  • 7 Aprile 2014 in 17:58
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    Secondo me poteva entrare prima anche in una partita come quella di ieri. Prendiamo esempio dall’Udinese con Scuffet: ci credevano e l’hanno lanciato titolare a 17 anni in una partita all’epoca importante (bologna-udinese).
    Magari lo lanciamo anche noi a Bologna..

    • 7 Aprile 2014 in 18:01
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      L’occasione era ieri. E non da titolare, ma prima, al posto di Palladino e non in pieno recupero per Biabiany… A Bologna tornano i grandi e ciao belao…

  • 7 Aprile 2014 in 18:06
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    Intendevo anche io al posto di palladino. Per Bologna dipende anche da cosa volesse dire Donadoni con quel discorso su Amauri e chi intanto potrebbe rubargli il posto..

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