SECONDO LA GAZZETTA DI PARMA IL PRIMO EFFETTO DELL’ARRIVO DI ENERGY T.I. NELLA SOCIETA’ CROCIATA E’ IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI PIETRO LEONARDI FINO AL 2019

(gmajo) – Scrive la Gazzetta di Parma: “La prima mossa sta per arrivare: Pietro Leonardi sarebbe infatti in procinto di firmare un allungamento di contratto fino al 2019”. Per il Plenipotenziario potrebbe essere proprio questo il tangibile riconoscimento per essere riuscito a portare capitali freschi in società: secondo gli indizi raccolti da stadiotardini.it, infatti, dietro l’arrivo nel Parma F.C. di Energy T.I. ci sarebbe il suo lavoro in prima persona, anche se ieri, durante la presentazione, in sede di ringraziamento l’AD della multinazionale dell’energia Roberto Giuli ha usato parole al miele non solo nei confronti suoi, ma anche in quelli di Tommaso Ghirardi, entrambi definiti “amici”. In particolare il nuovo socio ha apprezzato “la solidità e la trasparenza dei bilanci”. E se Giuli apprezza questo tipo di valori (appunto la solidità e la trasparenza dei bilanci, imagema tra i motivi che lo hanno indotto a chiedere a Ghirardi una cessione di quote c’è anche l’estremo rigore, a suo dire, che il professionale management applica nella compravendita dei giocatori.), possono certamente stare tranquilli tutti quanti quei tifosi, inclusi coloro che ci hanno scritto chiedendoci garanzie sui nuovi arrivati… Ovviamente, però, non ci accontenteremo solo delle parole e delle prime rassicurazioni sul fatto che i nuovi arrivati parlino la stessa lingua di chi già conosciamo da anni. Anche perché la mia sensazione è che non siamo al cospetto del solito arrivo di un piccolo socio di minoranza: le modalità stesse dell’ingresso (peraltro direttamente nel capitale del Parma F.C. e non attraverso la sua controllata Eventi Sportivi) sembrano indicare che si tratti solo del primo passo, sia pure importante, ma verso qualcosa di ancor più grande. I miei talponi (che, come si sa, sono ben informati sui fatti…) sono convinti addirittura che sia arrivato il nuovo presidente… Forse stanno correndo un po’ troppo, ma la logica stringente ci induce a pensare che difficilmente una holding non del territorio investa dei capitali in una società di calcio per una quota di minoranza: l’obiettivo, alla lunga, potrebbe esser quello di incrementare via via la partecipazione e nello stesso tempo consentire a Ghirardi, dopo che si è cavato qualche legittima soddisfazione, tipo portare la squadra in Europa, e di vederla giocare, di ritirarsi in buon ordine, lasciando la società in buone mani, e nello stesso tempo a propria volta non uscire con un bagno di calcio economico dall’avventura nel calcio che conta. Del resto, in questo senso, mi pare illuminante, uno dei passaggi della conferenza di ieri del presidente Ghirardi, quello in cui (per comodità trascrivo dal virgolettato della Gazzetta di Parma) sostiene: “Mi ispiro ai grandi club e alle loro politiche commerciali. Ho visto che sono andati alla ricerca di partner all’estero, anche molto lontano. Io ho voluto imitarli ma sono stato più fortunato e li ho trovati in casa”. Il fatto è che gli altri club, oltre ad aver trovato partner all’estero, e anche piuttosto lontano, e non in casa come lui, li hanno trovati non per una minuscola quota di partecipazione del capitale, bensì per la maggioranza delle quote, con relativo controllo totale della società. Pietro Leonardi – che come scrivevo in una boutade in un commento nel forum di stadiotardini.it, non mi stupirei un domani potesse succedere a Tommaso Ghirardi alla presidenza del Parma F.C. – rappresenta, allo status quo, il perfetto anello di congiunzione tra soci nuovi e vecchi del club, e comunque vadano le cose potrebbe rappresentarne la continuità non solo gestionale. E’ significativo, infatti, che la Gazzetta di Parma accenni al suo rinnovo di contratto fino al 2019 (cioè altri cinque anni) come prima mossa, e io direi conseguenza della importante operazione economico-finanziaria ufficializzata ieri (anche se del suo rinnovo aveva già parlato il presidente Ghirardi in tempi non sospetti). Ghirardi ha detto di essere stato fortunato a trovare il partener in casa, intendo per casa il suolo italico. Energy T.I., pur essendo una multinazionale (tra le sedi abbiamo visto nel filmato aziendale proiettato ieri a Collecchio, oltre a quella legale a Milano, ci sono oltre alle italiane Roma, Verona, Torino, Lamezia Terme, Orte anche le estere Lugano e Parigi) come specificato dall’A.D. Roberto Giuli “in Italia consolida fiscalmente e civilmente”. Cambiando quotidiano, e passando alla Gazzetta dello Sport, notiamo come Andrea Schianchi – il quale ieri ha pubblicamente ammesso durante la conferenza stampa che di economia e di bilanci ne capisce poco (non come nel calcio, dove, come ben sappiamo è un luminare), chiedendo a Ghirardi di ribadirgli la nuova composizione del pacchetto azionario, che Tommaso aveva appena indicato, ma magari lo avrà fatto per esser sicuro di riportarlo correttamente sul prestigioso giornale per il quale lavora – si produca nella seguente considerazione: “Fa bene a esultare il presidente Ghirardi, perché attirare capitali, per di più italiani, in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo vivendo, non è impresa semplice. E questo accordo è anche la risposta alle tante (troppe?) voci che circolavano sulla solidità finanziaria del Parma: spesso si sentiva dire che c’era mancanza di liquidità e che esistevano problemi (anche se gli stipendi sono sempre stati pagati con regolarità). Ora la questione-soldi dovrebbe essere sistemata”. Ma appunto se la questione soldi (liquidità) ora dovrebbe essere sistemata, come scrive, con l’arrivo del nuovo socio, perché premette che si tratta di una risposta alle tante (troppe?) voci che circolavano sulla solidità finanziaria del Parma e sulle tensioni di liquidità? A me più naturalmente viene da pensare che probabilmente, se non ce ne fosse stato bisogno, non si sarebbe ricorsi alla alienazione di quote sociali. E pur vero, però, che in questo modo si dà (o si dovrebbe dare) una maggiore solidità appunto grazie alle potenzialità del nuovo investitore. Situazione che ha fatto azzardare a Ghirardi (anche se ci ha tenuto a sottolineare che si tratta di un sogno) che anche nelle prossime stagioni la squadra crociata potrà essere attrezzata, pur senza fare follie, per ripetere le gesta di questa, ergo di essere, a tre giornate dalla fine, ancora in corso per traguardi prestigiosi (l’Europa). Probabilmente senza la nuova energia vitale arrivata i tifosi ducali si sarebbero dovuti accontentare di quello che sembrava logico poter essere un rientro nei ranghi. Non a caso il secondo scenario ipotizzato dalla Gazzetta di Parma, dopo il rinnovo contrattuale di Leonardi, sarebbe il seguente: “Confermatissimo per la prossima stagione anche Roberto Donadoni, che ha fatto un lavoro eccellente”. Fino a pochi giorni fa, cioè prima delle importanti novità comunicate ieri, io pensavo che, in caso di mancata qualificazione in E.L. sarebbe seguita una totale rifondazione tecnica, proprio a partire dall’allenatore, non tanto per demeriti suoi (anche se, con la squadra che ha avuto a disposizione, non centrare l’Europa in questa annata non sarebbe certo un merito di cui vantarsi), quanto per la garanzia di poter ripartire con un nuovo ciclo con un coach che potesse rimanere quei due o tre fisiologici anni per ricostruire un gruppo vincente, partendo dai giovani e non da calciatori maturi e pronti all’uso come quest’anno. Speriamo che il Parma vada in Europa così il problema della eventuale rifondazione ce lo porremo un po’ più in là. Viceversa, se proprio c’è fiducia in Donadoni e c’è l’ambizione, anche grazie ai nuovi capitali, di trasformarsi in una squadra di seconda fascia che possa tentare in pianta stabile di concorrere ogni anno per l’Europa League gli si prolunghi il contratto (Saltimbanco Boni, non picchiarmi…), così come si ha in animo di farlo per il general manager. Sempre PeP sulla GdP aggiunge: “A meno di colpi di scena dovrebbe restare anche Antonio Cassano”. Tra l’altro ieri, il Plenipotenziario, che quando mi ha visto ha esclamato (ironicamente): “Ecco la bocca della verità”, mi ha specificato che lui Cassano lo ha preso gratis, e di informarmi sui soldi spesi dal Torino per Immobile o Luca Toni del Verona. Comunque, Pacciani. chiude così il suo profetico pezzo d’appoggio: “E’ da questi tre nomi, Leonardi-Donadoni-Cassano, che si ripartirà a luglio per una una nuova avventura”.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “SECONDO LA GAZZETTA DI PARMA IL PRIMO EFFETTO DELL’ARRIVO DI ENERGY T.I. NELLA SOCIETA’ CROCIATA E’ IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI PIETRO LEONARDI FINO AL 2019

  • 30 Aprile 2014 in 17:47
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    Donadoni mi piacerebbe restasse ma stamani, a fianco dell’articolo di Schianchi, ce n’era un’altro in cui un suo collega lo indicava come la vera (e forse unica) alternativa ad Inzaghi per l’eventuale (ma per molti pressochè certa) successione di Seedorf. E’ vero che è un ritornello periodico ma non ci sarebbe da stupirsi troppo. A mio parere l’occasione se la meriterebbe, è sempre stato sottovalutato, forse perchè non autocelebra il proprio lavoro come Mazzarri

  • 30 Aprile 2014 in 18:08
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    Caro Direttore,
    Ho letto anche io della possibilità che Donadoni potrebbe andare al Milan… a parte che se io fossi in Donadoni ci penserei bene prima di andare in quel vespaio dove i soldi, quelli veri, quelli che ti fanno vincere campionati e coppe, sembrano finiti.
    ho letto inoltre che in pole-position per la nostra panchina ci sarebbe Ballardini… dio c’è ne scampi!!!!! Lui si che è davvero il re dei difensivi ti e del brutto gioco.
    Penserei piuttosto ad Inzaghi, amico personale del presidente tra l’altro. Squadra giovane ed allenatore giovane per fare un grandecampionato

  • 30 Aprile 2014 in 18:50
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    per me invece donadoni resta …..si è dimostrato a parma abbastanza aziendalista sposando causa e virtù imposte dalle nostre casse,ma …. non mi sembra l allenatore aziendalista nel modo in cui lo gradisce berlusconi….non mi sembra essere quel tipo di allenatore che si “ciuccia”senza proferire parola gli isterismi e le critice del cavaliere…..ne ha già dato prova a napoli con de laurentis….e poi andare in questo milana in questo momento non conviene a nessun allenatore

  • 30 Aprile 2014 in 20:00
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    Saro’ forse di umore cariabile ma l’arrivo dei nuovi soci e pensare che Leo il Magnifico rimanga ancora per un lustro e piu’ mi da motivo di grande allegrua. EL o non EL vedo un futuro sgombro da nebbie

  • 30 Aprile 2014 in 21:27
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    Sinceramente sarei felicissimo se Leonardi e il suo staff restassero al Parma per altri 5 anni. A me il suo lavoro sembra incredibile, é un uomo che si dà da fare continuamente, mi chiedo dove trovi tutte quelle energie e se dorme un pò la notte. Lui e Preiti sono le persone giuste e se fossi in Donadoni resterei perché la solidità e la crescita che ci sono al Parma, io non le vedo tanto in giro. E’ un grosso rischio andarsene di questi tempi, io resterei.

  • 30 Aprile 2014 in 21:44
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    Direttore se non erro il presidente in un’intervista dichiarò che si stava lavorando per il prolungamento di leonardi

  • 2 Maggio 2014 in 10:14
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    Penso che Energy TI sia un’azienda che operi anche fuori i confini nazionali, non potrebbe essere interessata ad ampliare la galassia Parma?

    • 2 Maggio 2014 in 10:30
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      Navighiamo a vista, Filippo. Al momento hanno il dieci per cento delle quote, quindi atteniamoci al presente. Se poi, come immagino, aumenteranno le quote con una uscita di scena di ghirardi, riaggiorneremo la cosa. Ma sul breve penso che la linea sia tracciata…

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