“UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI CAGLIARI-PARMA

(Luca Savarese) –  Oggi siamo sull’isola sarda. Ma, prima di addentrarci tra i nuraghi, diamo subito la parola al nostro timoniere, Gabriele Majo, per una nuova puntata dell’ Ubi Majo…Tu come li vedi? 

Virdis-Piras, Fonseca-Francescoli, Oliveira-Dely Valdès, Suazo-Esposito, Matri-Nenè, quale tra queste coppie gol isolane si è fatta preferire da te, Gabriele?

“Più che le coppie mi piacevano singolarmente, Virdis e Fonseca

Massimo Cellino. Un uomo in tanti stati d’animo. Tu hai avuto modo di conoscerlo? Come ti sembra, come lo vedi?

“Non ho mai avuto modo di conoscerlo personalmente, l’ho sentito solo una volta al telefono, per via degli accrediti stampa che erano stati rifiutati, per sua disposizione, a tutte le testate web (poichè era in polemica con colleghi internettiani sardi), anche se lui, quella volta, con me al telefono direttamente, fece un po’ l’indianone, come se la cosa non dipendesse da lui. Per il resto non è tra i presidenti che preferisco, poiché un po’ troppo faso tuto mi, o so tutto io. Certo esasperato decisionismo, specie di questi tempi, non credo si addica al calcio. Indubbiamente, però, credo che il Cagliari perderà parecchio visto il suo disinvestimento e l’attuale interesse per il calcio inglese”.

Lo scorso anno decise Rosi la sfida esterna, sul neutro di Trieste, col Cagliari. La cessione del quale al Sassuolo, non ti è sembrata una perdita? Perché in certe partite, magari come in questa ultima quaterna che resta, poteva dare una sostanziosa mano… Per restare nel presente, come stanno i ragazzi? Digerita la sorpresa pasquale nerazzurra?

“Io rimango dell’idea che il mercato invernale abbia un po’ indebolito il Parma, proprio perché, al di là del proficuo apporto dei nuovi arrivi Molinaro e Schelotto, sono stati lasciati partire un po’ troppi giocatori che avrebbero potuto tornare utili alla bisogna nella fase più impegnativa della stagione (quando si accumulano i carichi pendenti con la giustizia sportiva e per logorio aumentando gli infortuni). Ad esempio il reparto di difesa lo si è sguarnito un po’ troppo, specie a destra: una vera e propria alternativa a Cassani, infatti, non c’era più dopo la partenza di Rosi, ma anche di Benalouane e Mendes, tanto è vero che a Torino contro la Juve, Donadoni, che voleva risparmiarlo in vista del ciclo terribile alle porte, si era persino inventato un Lucarelli a destra di un restaurato 3 5 2. Così come il saluto a Valdes (parlo dal punto di vista tecnico-sportivo, non certo quello economico, perché capisco bene l’esigenza di risparmiare sull’ingaggio e la volontà di non prolungarne il contratto in scadenza, e comunque l’acqua va presa fin che scorre), non rimpiazzato da nessuno, se non dal Primavera Josè Mauri, limita le alternative in mezzo al campo, col risultato che Marchionni (proprio come il cileno nell’anno passato) sta finendo la stagione un po’ con la lingua fuori. Capisco il principio di accontentare gli scontenti, mandandoli a giocare, però in effetti non è che abbia molto senso avere quasi 30 calciatori in rosa nella prima parte, per poi non aver alternative nella fase cruciale della stagione. E’ anche vero, però, che, una volta usciti dalla Coppa Italia, non c’erano molte valvole di sfogo in campo per le alternative. E a inizio anno Donadoni insisteva quasi sempre sugli stessi. Per quanto concerne la domanda su come stiano i ragazzi non posso esser molto preciso nella risposta, poiché da quando le conferenze stampa a Collecchio sono state limitate a quella dell’allenatore, non mi capita di respirarne l’aria quotidianamente come prima. E’ confortante la miracolosa guarigione di Schelotto, che sembrava aver già terminato la stagione, mentre spero che Donadoni non rinunzi ad Acquah, come aveva fatto contro l’Inter, mossa che io non avrei fatto fossi stato in lui. Donadoni, ieri, l’ho trovato bello carico e motivato: buona cosa. Oggi si decide gran parte della stagione e, come scrivevo ieri chiosando la conferenza del tecnico, non ci si può accontentare di un pareggio, ma puntare al bersaglio grosso. Non c’è solo il Milan sulla via d’Europa, ma anche le altre più staccate. Accontentarsi di un punticino sarebbe deleterio. Niente calcoli, dunque, e niente braccino…” 

Sfogliando nel mio album dei ricordi, ti consegno una curiosità. Cagliari-Parma del 1993-94, per me ha un sapore particolare: per il compleanno di mio papà infatti mia mamma, decise di far entrare in casa la pay tv, regalando al senior l’abbonamento a Telepiù per poter ammirare le gesta del suo Milan nella finale intercontinentale, poi persa contro il San Paolo . Io tifavo Parma da quasi un anno abbondante, e fui molto felice perché la sera stessa dell’ingresso del decoder in famiglia, prima della notte di coppa, c’era in diretta Cagliari-Parma. Mi ricordo ancora le sensazione di gusto mista a stranezza, nel vedere il mio primo posticipo a pagamento. Era il 12 dicembre 1993, finì con un sonoro quattro a zero per noi con gol di Asprilla, doppietta di Melli e rete finale di Zola. Il tuo ricordo di quella sfida?

“Sarà perché non ho la memoria buona come la tua, ma di quella sfida non ho precisi aneddoti personali da ricordare, al di là della indubbia soddisfazione di aver potuto raccontare per chi era a casa (e la pay tv non ce l’avevano ancora in tanti) un successo largo del genere in trasferta. Magari mi sbaglio, ma quella sera, mi sa di aver seguito la “gara in solitaria” e non in coppia con uno dei colleghi, come d’abitudine. Il Cagliari-Parma di cui serbo il più nitido ricordo personale è quello dell’annata 1989-90, quella della promozione in A, che segnò una indubbia svolta per la mia carriera giornalistica (tra l’altro rappresentò anche il mio battesimo dell’aria). Fino a quel punto, infatti, il mio impegno sullo sport era marginale (ero una sorta di coordinatore del Giornale Radio di Onda Emilia, di cui ero anche l’amministratore unico e d’imperio decisi di seguire quella gara personalmente e con il collega Gianni Barone che era stato messo ai margini dalla redazione sportiva, che però avrebbe “bucato” quella trasferta). Poi ricordo nel 1996 di aver visto il mito Sandro Ciotti all’aeroporto di Elmas dopo la sua ultima radiocronaca per Tutto il Calcio Minuto per Minuto, e i preziosi consigli che serbo tuttora (tra cui quello di leggere parecchio per impreziosire il vocabolario) da lui elargiti”.

Infine due tue parole su due grandi punte della Fede, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che oggi saranno proclamati santi… 

“Fossi stato in Papa Francesco oggi avrei giocato con uno schieramento a una sola punta: mettendo in campo un tandem del genere si rischia che l’attenzione per l’Uno fagociti quella per l’Altro. Ed entrambi avrebbero meritato il massimo. Fuor di metafora, avrei fatto, se possibile, due proclamazioni in tempi diversi e non ravvicinate. Due eventi a distanza di tempo l’una dall’altra, inoltre, avrebbero contribuito ad aumentare il numero dei proseliti: così l’effetto è dimezzato, proprio perché per una partita sola si giocano due punte di cotal spessore. Io non ho fatto in tempo a conoscere il Papa Buono, poiché sono nato sotto il papato di Paolo VI, ma è significativo che Luciani prima e Woytila dopo abbiano scelto il suo nome (assieme a quello di Paolo) per proseguirne l’azione”. 

Buona partita in terra di Sardegna. Luca Savarese

6 pensieri riguardo ““UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI CAGLIARI-PARMA

  • 27 Aprile 2014 in 02:14
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    splendido, Luca, come sempre. Il ricordo di Sandro Ciotti è una delle cose più belle che rammento anch’io. Saluto entrambi.

  • 27 Aprile 2014 in 15:52
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    spero che almeno vi siate fatti una bella beccata a base di pesce

  • 27 Aprile 2014 in 16:45
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    Donadoni e’ un testone. Ancora fuori Amauri per un inutile Palladino. Una ripicca inutile e controproducente. Non e’ certo probto per grandi club. Delusione!!!

  • 27 Aprile 2014 in 17:23
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    oggettivamente sono abbasatanza preoccupato per il prossimo torneo,squadra di vecchi da rivoltare come un calzino,si fottesse l’europa league,diciamo che ci ha girato tutto bene fino ad un certo momento del campionato le ultime 8 partite media da retrocessione secca

  • 27 Aprile 2014 in 18:54
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    Senza EL la squadra sara’ completamente rifatta. Pochissimi soldi; speriamo nei giovani e nei 40 punti. Leonardi dovra’ fare un altro capolavoro…va beh

  • 27 Aprile 2014 in 18:59
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    oh poi era da rifare completamente a prescindere,squadra vecchia ma che dico ,la piu’ vecchia e non dite che e’ un opinione

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