ASPETTANDO LA LICENZA UEFA / RICCARDO SCHIROLI E L’ASSO DI PLOVDIV STOICHKOV, IL SOLERTE GANDOLFI, LA BELLA PASSEROTTINA CHE HA FAME E ALTRI RICORDI CONTINENTALI…

(Riccardo Schiroli) – Quando Hristo Stoichkov arrivò a Parma era un giorno caldissimo. Non ricordo di preciso la data, ma eravamo a fine luglio, forse ai primi di agosto del 1995. Ricordo invece benissimo che Stoichkov scese da un’auto blindata, si grattò la tempia sinistra e salì in sala stampa. Lì si accomodò e si presentò con un: “Buenas tardes a todos”. Stoichkov non rilasciava interviste individuali e, di fatto, fece uno show. Tornò sulla sua celebre battuta sull’arbitro dei quarti di finale del Mondiale 1994, si lasciò scappare che i migliori giocatori del mondo “sono….anzi, erano” in Spagna e disse che era venuto per vincere. Al “Tardini” non si era mai vista tanta gente in un giorno che non prevedeva la disputa di una partita. C’era una gran euforia, per cui io mi sentii pienamente titolato a fare da guastafeste. Appena dopo che il Direttore del Parma Giambattista Pastorello ebbe pronunciato le fatidiche parole: “Abbiamo preso il miglior giocatore del mondo” io ero già lì che facevo arrabbiare Nevio Scala chiedendogli come si potevano far coesistere Zola e Stoichkov.
Premetto che non sono mai stato un ammiratore di Gianfranco Zola. Voglio dire: so contare e i gol che ha segnato con la maglia del Parma sono tanti. Ma sono ancora convinto oggi che, quando venne acquistato, Zola non fosse il giocatore che serviva al Parma. Figuriamoci Stoichkov. Io me lo ricordavo a cavallo della linea di fondo (personalmente, devo ancora capire in che ruolo giocava, Stoichkov…) nella finale persa contro il Milan dal Barcellona 4-0 ad Atene. Era il maggio del 1994 ed è possibile che i rapporti tra Stoichkov e Johann Cruijff si siano rotti in quella occasione. La prova del bulgaro fu, per essere chiari, indecente. Ma non più di quelle di Romario o Koeman. Il problema fu che Cruijff aveva detto che si aspettava una prova sparagnina da parte del Milan, che però correva il doppio. Il Barcellona non superò la metà campo e Hristo non la prese mai.
Un po’ come accadde nell’andata degli ottavi di finale della Coppa delle Coppe 1995-1996, che il Parma perse (3-0) a Stoccolma contro l’AIK. Fu il giorno dopo la partita, che nacque il soprannome l’Asso di Plovdiv. Scala fece svolgere una sgambata ai suoi prima di ripartire e noi giornalisti fummo ammessi all’allenamento verso la fine. Io e Gabriele Majo avevamo appena fatto arrabbiare l’addetto stampa del Parma Giorgio Gandolfi chiamando la squadra “i nostri eroi” e ce la stavamo al riguardo ridendo (Gandolfi si era soprattutto arrabbiato per come il soprannome Il Solerte, che noi usavamo ogni volta che lo nominavamo, aveva attecchito tra gli inviati della stampa nazionale; quando Gandolfi venne a giocare a softball amatoriale con noi, gli facemmo confezionare la maglia con il numero 8 di Stoichkov e la scritta Solerte sulle spalle, giusto perché non siamo dispettosi…). Majo rizzò le antenne non appena vide Stoichkov circondato da alcuni giornalisti e partì armato di registratore, posizionandolo sotto il labbro del bulgaro. Lasciando il nostro gruppo, Majo disse “Vado a sentire cosa dice l’Asso di Plovdiv”. Ma Stoichkov prese male il gesto di posizionargli un registratore sotto il labbro. Fece una sorta di paternale a Majo e la concluse con il memorabile: “Con tigo, nada mas”, accompagnato da un pollice che si passò sotto la gola in un gesto inequivocabile. Ricordo di aver pensato che i genitori dell’Asso proprio non avevano visto lungo, chiamandolo Cristo. Così, da quel giorno, per me Stoichkov divenne Aristo.
Nella gara di ritorno il Parma vinse 4-0 (Aristo fece gol su punizione) e la partita ci permise di creare un altro tormentone, perché divenne La memorabile rimonta. Purtroppo, la Coppa del Parma finì a causa di una altrui memorabile rimonta: il Paris Saint Germain, sconfitto al “Tardini” 1-0, vinse al “Parco dei Principi” 3-1 e cancellò il Parma dalle competizioni europee per quella stagione.
Quella delle Bella Passerottina fu una figura memorabile. Non come la rimonta ai danni dell’AIK Stoccolma, ma insomma non ci fu da scherzare. Credendo che la nostra accompagnatrice non parlasse italiano, il compianto Pino Colombi si lasciò andare, con la sua più classica voce da radiocronaca (tipo quando chiamava il Foggia: “La compagine dauna”, per intenderci), al seguente commento: “Però, quella lì è una bella passerottina”. Immaginate il colore che il volto di Pino assunse, quando la signora gli si rivolse così: “Andiamo, che la  bella passerottina ha fame?”.
I ricordi sono così tanti, che mi verrebbe voglia di andare avanti per qualche altra pagina. Ma sono anche così lontani (20 anni, mediamente) che rischiano di essere ingigantiti dal passare del tempo. A ricordare quei giorni, si rischia anche di diventare malinconici. A Odense mi è venuto in mente Pino Colombi, pensando a Parigi non posso che ricordarmi di Claudio Piola e Gianluca Bacchi Modena. Se ne sono andati, ormai da tanto tempo.
Insomma: è ora che il Parma inizi a far prendere qualche appunto ai ragazzi di oggi che lo seguiranno (speriamo) prossimamente in Europa e che potranno farvi sorridere con le loro memorie di domani. Riccardo Schiroli

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

18 pensieri riguardo “ASPETTANDO LA LICENZA UEFA / RICCARDO SCHIROLI E L’ASSO DI PLOVDIV STOICHKOV, IL SOLERTE GANDOLFI, LA BELLA PASSEROTTINA CHE HA FAME E ALTRI RICORDI CONTINENTALI…

  • 28 Maggio 2014 in 02:45
    Permalink

    Proporrei, Gabriele, un amarcord del genere ogni settimana, non solo di Schiroli, di altri burloni del genere, se ce ne sono, a Parma. Solerte era anche con me, Gandolfi. Mi bacchettava per critiche al Parma su Avvenire, propiziate dal caposervizio Alberto Caprotti, e sul portoghese Record. Le critiche, anche giustiificate, provocano l’intervento dei solerti. Il registratore sotto la bocca dà fastidio a tanti, ne so qualcosa per i miei 14 anni e mezzo con radio Bruno

    • 28 Maggio 2014 in 10:19
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      Zagnoli, ma basta! Ha rotto i coglioni! Uno non può terminare una lettura divertente e trovar sotto il suo solito ripetuto stucchevole autoreferenziale commento con le sue proposte assurde e l’elenco delle sue collaborazioni anche internazionali. Non ce ne frega un cazzo se scrive per avvenire, record, libero, unità, messaggero, gazzettino o della tv o della radio. E non se ne può più di leggere la sua prosa zoppiccante per di più dopo un esempio di bella scrittura come quello di schiroli, che non conoscevo e ringrazio maio per averlo pubblicato, ma che non capisco invece come faccia a continuare a darle spazio.

      • 28 Maggio 2014 in 11:03
        Permalink

        Uccio c’ha ragione. Majo, cerchi di dezagnolizzare il suo blog. Vogliamo uno stadiotardini devannizagnolizzato

        • 28 Maggio 2014 in 11:19
          Permalink

          Stigmatizzo un po’ il linguaggio da caserma di Uccio, mentre trovo simpatica la devannizagnolizzazione di stadiotardini.it proposta da Ali. In sostanza, però, tutti e due dimostrano un certo malessere sull’invasione di campo di “Wanny” in questo spazio. Purtroppo lui, sebbene anche in privato abbia più volte tentato di spiegarglielo, non capisce che questa continua sovra esposizione del suo ego non solo disturba i lettori, ma danneggia anche la sua immagine. Del resto, però, mi dispiace “censirarlo”, poiché questo è uno spazio libero dove tutti possono esprimersi possibilmente nel rispetto di tutti, e Zagnoli non offende nessuno se non sé stesso mostrandosi come sul web non bisognerebbe mai apparire. Che cosa vi posso dire? Portate pazienza: chissà che non la capisca. Dal canto mio cercherò di fargli capire che il suo modo di fare non attecchisce.
          Cordialmente
          Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 09:02
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    bella la foto di Schiroli nel gesto di sistemarsi i capelli 🙂

    • 28 Maggio 2014 in 12:02
      Permalink

      Mentre, stanotte, mettevo in pagina il bell’amarcord schiroliano, mi veniva da sorridere perché proprio al fianco della sua foto mentre di fatto si stava toccando la tempia sinistra, il testo proponeva le seguenti parole: “Ricordo invece benissimo che Stoichkov scese da un’auto blindata, si grattò la tempia sinistra e salì in sala stampa”. Simpatico, però, il riferimento di Alicante alla aggiustatina di capelli (virtuali) che Schirolone si starebbe dando nella foto, secondo la sua interpretazione…
      E adesso, se mi perdonate la vannizagnolata, vorrei svelarvi che uno dei pochi, se non unico, grande evento collegato al Parma di allora che manca alla mia collezione fu proprio la presentazione di Hristo Stoichkov: dopo una certa insistenza, e per nulla convinto (non tanto della persona, quando della operazione in sé) cedetti alle insistenze della mia fidanzata pro tempore e – sia pure solo in Municipio con una sobria funzione alla quale furono presenti solo i testimoni, i quali a propria volta si stavano coniugando con noi due come teste – mi sposai. Quando Stoichkov arrivò al Tardini e si toccò la tempia sinistra io ero in Egitto in viaggio di nozze, e così quell’avvoltoio di Wanny, ne approfittò per esondare dal suo territorio di là dall’Enza, offrendosi in mia vece ai vari quotidiani di cui ero corrispondente, riuscendo, con uno di questi, a strapparmene una (peraltro una delle meglio pagate…) definitivamente. Da quella volta in poi – e ormai sono passati quasi vent’anni – non mi sarei più concesso una vacanza lunga (solo, ahimè, qualcuna breve), per restare sempre sul pezzo…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 11:10
    Permalink

    La Gds nell’articolo di oggi menziona il caso del Malaga per arrivare a dire che il torino ha buone chance. Chi ha avuto modo di approfondire un minimo credo sia arrivato alla mia stessa conclusione: o capiscono poco o sono in malafede.
    Non mi pare infatti che avere debiti verso giocatori e altri club sia lo stesso problema

    • 28 Maggio 2014 in 11:21
      Permalink

      Il problema è la perentorietà. La similitudine verte su questo. Per favore cerchiamo di non vedere sempre la malafede dappertutto. Grazie
      P.S. Del resto il Parma non fa similitudini con casi che non c’entrano un tubo come PSG e City?
      Cordialmente
      Gmajo

      • 28 Maggio 2014 in 11:36
        Permalink

        Allora non avevo colto la giusta sfumatura, meglio così, la tensione fa brutti scherzi.
        Quelli del parma sono sicuramente impropri, ma tirano l’acqua al loro mulino, non scrivono un giornale..

  • 28 Maggio 2014 in 11:23
    Permalink

    Basta fare come faccio io, appena vedo la sua firma, non mi prendo neanche la briga di leggere il resto.

    Febbredacalcio

  • 28 Maggio 2014 in 16:51
    Permalink

    Va beh, Gabriele, mi sto proprio decidendo a realizzare un mio blog, sito, naturalmente minimo rispetto al tuo. così non invado il campo, così non disturbo te e neppure i lettori. Così rovino la mia immagine altrove. Così do i voti ai colleghi di Parma, scrivo quello che voglio, contro chi voglio e a favore di chi voglio. Così mi autocensuro, qui, e semplicemente condivido la bella lettura dei pezzi che mi interessano. Curioso, Gabriele, perchè anni fa eri tu a pregarmi di commentare. Presto, quindi, ti lascerò con i tuoi lettori, farò mie le cose che mi interessano senza disturbare uccio, ali e altri che preferisco gli aneddoti tuoi, evidentemente. autorefenziale. Ma i tuoi pezzi, Gabriele, no, vero? certo, è il tuo spazio, ci mancherebbe.
    mi autocensuro, così. faccio come i colleghi, leggono, apprezzano, ma prendono le distanze pubblicamente dal tuo punto di vista. i miei interessi di bottega? ai lettori non interessano, forse anche altri temi, non ricordo. Non porterete più pazienza. Non avrò un solo lettore, sul mio blog, ma neanche mi interessa. Voglio nuocere alla mia immagine, un abbraccio. Saluto in particolare Evaristo e tutti gli altri che non amano i miei commenti. Due anni fa un grande collega, oggi in Albania, ex direttore, mi disse che affidava il suo twitter a studenti della scuola, perchè mettersi a dialogare con i lettori non è produttivo. Ricordo un termine che non riferisco, per non urtare la sensibilità dei lettori. Molti lettori hanno manifestato malessere, cioè 4-5. La chiosa la tengo per me, Gabriele, visto che quella, sì, può nuocere alla mia immagine. In bocca al lupo di cuore. Quando sarò pronto, condividerò il tuo pezzo e lo commenterò da me. Un saluto.

    • 28 Maggio 2014 in 16:58
      Permalink

      In bocca al lupo. Preciso solo che non ti ho mai pregato di commentare, cosi come non ti ho mai chiuso le porte quando desideravi commentare. Inolte un conto è quel che penso io, un conto quello che scrivono lettori, molti dei quali affatto teneri anche con me. Saluti gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 17:10
    Permalink

    Majo, la prego: la smetta di pregare Zagnoli, la prego

  • 28 Maggio 2014 in 17:21
    Permalink

    No, Gabriele, semplicemente mi dicevi, all’inizio. Invece di commentare il mio lavoro verbalmente, quando ci vediamo alle partite, commenta qui. Poi va beh, lasciamo stare, guarda. Sono abituato e ho troppo rispetto per la tua professionalità, per tutto. Invece di scrivere o telefonare a Riccardo Schiroli, che conosco poco ma stimo molto, intervengo qua, portando la mia esperienza diretta. Ricordo belle diatribe tue con i lettori. L’unica cosa che noto è che in tv il bello del dibattito, per me è il brutto, è la maleducazione. Cioè ci sono gli attacchi personali, ironie pesanti, poi se uno reagisce in maniera meditata sui social network, a queste provocazioni, finisce che nuoce alla propria immagine. Stacco qualche giorno, vado in ferie. racconterò ai tuoi lettori le mie mini ferie. so che interessano a tutti…. anzi, a gennaio sono stato in honduras ma non avevo tempo e voglia di raccontartelo. Meglio che dedichi altrove le mie energie, ciao

  • 28 Maggio 2014 in 17:47
    Permalink

    ancora tu ? ma non dovevamo vederci più ?

  • 29 Maggio 2014 in 02:13
    Permalink

    Un solo appunto: la rimonta è stata fatta con l’Halmstad, e non con l’Aik Stoccolma. Avevo 9 anni ma c’ero al ritorno. Con l’Aik si giocò l’anno prima in Uefa, se non ricordo male.

    • 29 Maggio 2014 in 15:35
      Permalink

      Grazie per la segnalazione, evidentemente il buon Schiroli quando conclude: “è ora che il Parma inizi a far prendere qualche appunto ai ragazzi di oggi che lo seguiranno (speriamo) prossimamente in Europa e che potranno farvi sorridere con le loro memorie di domani”: noi ultra-cinquantenni abbiamo fatto il nostro tempo (ma anche no…) se perdiamo dei colpi così. Dunque speriamo che a breve arrivi il via libero europeo così voi giovani cronisti al seguito dei crociati, come allora noi, potrete far sorridere tra una ventina d’anni i vostri lettori con qualche aneddoto analogo a quelli ricordati da Schirolone…
      Cordialmente
      Gmajo

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