IL COLUMNIST / LA FIORENTINA A SECCO DI MOTIVAZIONI CHE PERDE CON IL SASSUOLO CARICATO A MILLE DIMOSTRA CHE E’ NECESSARIO INTRODURRE PLAY OFF E PLAY OUT IN SERIE A

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – Dopo il 3-3 tra Lazio e Verona, maturato due sere fa nel corso di una gara a dir poco rocambolesca, ecco il 3-4 confezionato da una Fiorentina più incerottata che mai ed il quasi resuscitato (e salvo) Sassuolo. Il primo dei due risultati appena citati ci ha restituito il sorriso dei giorni migliori. L’altro non ce lo ha tolto del tutto, ma quasi. Il primo ci ha permesso di ritornare padroni del nostro destino. L’altro, in questo senso, non ha spostato più di tanto certi equilibri. Per spiegarvi meglio cosa intendo dire, vi invito a dare un’occhiata alla classifica: il Torino, accomodato sull’ultima poltrona utile per l’Europa, è a 55, Parma e Milan a 54 (coi Crociati virtualmente avanti per via del vantaggio negli scontri diretti), Lazio e Verona sono appaiate a quota 53. In altre parole, ci basterà vincere coi granata piemontesi, domenica prossima, e fare lo stesso col Livorno, sette giorni dopo, per riprenderci ciò che abbiam salutato e perso 7 anni fa: i giovedì di coppa. Sei punti, solo sei, e la fu Coppa Uefa sarà di nuovo affare nostro. A proposito della vendemmia di reti dell’undici di Montella e quello del reintegrato Di Francesco: il primo tempo della sfida dell’Artemio Franchi, caratterizzato da una Fiorentina a secco di motivazioni e da un Sassuolo caricato a mille nel tentativo di conservare la categoria, è il motivo per cui continuo a credere che sia assolutamente necessario introdurre anche in Serie A il meccanismo dei playoff/playout. La formula è quella di cui vi ho già parlato diverse volte in passato. Semplicissima. Campionato a sedici squadre e articolato su 30 giornate. Le prime otto al termine della stagione regolare si qualificano ai playoff scudetto: prima contro ottava, seconda contro settima e così via; sfide da giocare in gara unica e sul campo della formazione con piazzamento migliore. Le altre otto accedono ai playout: nona contro sedicesima, decima contro quindicesima e così via; gara unica sul campo della meglio classificata. Tutti possono retrocedere, tutti possono vincere lo scudetto. Nessuno potrà più ritrovarsi, da aprile in poi, nella condizione di “non avere niente altro da chiedere a questo campionato”. Se pensate che si tratti di un “dispositivo” infame, siete fuori strada: se uno è forte o imbattibile da agosto a maggio, perché non dovrebbe/potrebbe esserlo anche a giugno? Emozioni assicurate, spettacolo garantito, destini in bilico. Altro che la “mancanza di stimoli” tipica delle partite di fine stagione. È questa la Serie A che vorrei. Ma torniamo a noi. Proprio perché mi è parso che la Fiorentina sia ormai a corto di motivazioni, se non addirittura giunta alla frutta, dubito che tra due settimane – quando andrà in onda l’ultimo atto della massima serie – riuscirà a mettere i bastoni tra le ruote dei ragazzi allenati da Giampiero Ventura. E allora, se diamo per scontati il successo dei granata ai danni dei viola e quello dei nostri pupilli sul Livorno, Torino-Parma diventa a tutti gli effetti lo snodo della volata per l’Europa League. Chi vince si assicura la qualificazione alla meno nobile e prestigiosa delle coppe del Vecchio Continente. Un pari andrebbe di traverso ai padroni di casa, rischierebbe di sorridere al Milan di Clarence Seedorf, che se vincesse la sua partita firmerebbe un doppio sorpasso, e condannerebbe il Parma ancor prima e molto di più della matematica. Insomma, per i Crociati vincere all’Olimpico di Torino non è importante: è la sola cosa che conti. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

12 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LA FIORENTINA A SECCO DI MOTIVAZIONI CHE PERDE CON IL SASSUOLO CARICATO A MILLE DIMOSTRA CHE E’ NECESSARIO INTRODURRE PLAY OFF E PLAY OUT IN SERIE A

  • 7 Maggio 2014 in 05:08
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    Sia gloria al Sassuolo, Luca. E’ diventata più del Parma la mia squadra del cuore. Perchè gioca a Reggio, perchè è gente umile, serena. Di Francesco come Donadoni fa la partita. La fase difensiva resta pessima, servono 4 punti per la matematica certezza e tra Genoa al Mapei e l’ultima a SAn Siro con il Milan non è facile.

  • 7 Maggio 2014 in 09:54
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    Sarò condizionato dalla mia allergia a play off/out ma credo che, come sempre più spesso accade, il risultato di ieri sera sia riconducibile a un calendario scellerato. Insensata la finale sabato con i recuperi al martedì. La fiorentina era scarica mentalmente e fisicamente. Con tutto il rispetto per il sassuolo (solo malesano poteva tenere sansone e fuori e litigare con berardi) fossi un tifoso di bologna e chievo sarei incazzato nero, lotta salvezza falsata. E non è neppure giusto che giocheremo sapendo il risultato del milan, sono per la contemporaneità

    • 7 Maggio 2014 in 10:38
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      I play off non arrapano neppure me e sono pienamente d’accordo con te, Gabriele, sulla tua analisi sul calendario e sullo scempio di spostare due gare di campionato per una insulsa finale di Coppa Italia, torneo che dovrebbe ampiamente esser rivisitato, ma non per accontentare le grandi di turno, ma per valorizzarlo sul serio.
      Non penso, invece, che la contemporaneità solo nelle ultime giornate sia determinante. O meglio: la è, dal momento che si aggiudicano i verdetti che contano, ma trattandosi di una corsa a tappe, anche quelle precedenti, prima del traguardo, dovrebbero essere parimenti contemporanee, poiché altrettanto “falsabili” come quelle di fine stagione, magari quando conoscendo un certo tipo di risultato (ad esempio quello del Milan) due contendenti potrebbero accontentarsi dividendo la posta in palio. Cosa, peraltro, sconsigliabile, poiché, comunque, nel caso specifico il Toro manterrebbe il suo punticino di vantaggio.
      Quindi, la solfa, è la stessa di inizio settimana: il pensiero è uno solo ed unico: i tre punti come unico obiettivo. Calcoli, calcoletti, calcolini e cose varie sono da mediocri.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 7 Maggio 2014 in 15:24
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        Sulla contemporaneità non parlavo da tifoso del parma.Sapere il risultato di una concorrente a fine torneo è oggettivamente un vantaggio non trascurabile che non dovrebbe essere concesso a nessuno

    • 7 Maggio 2014 in 12:40
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      Ieri in occasione dei primi due goal del Sassuolo ho ascoltato una radio di tifosi bolognesi e non si lamentavano della non contemporaneità (forse l’hanno fatto o prima o dopo del periodo che ho ascoltato io), avevano un po’ di paura per un regalo di Della Valle a Squinzi, cosa che giustificavano un po’ perché anche con loro il Genoa è tasto inesistente, come gli attaccanti felsinei che non hanno segnato

  • 7 Maggio 2014 in 11:32
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    io invece dico che è un malcostume tipicamente italiano quello di regalare le partite in questo modo ….oltre al fatto che il calendario è falsato da posticipi e anticipi…..ha ragione luca russo questa cosa và assolutamente rivista và contro i principi sportivi si deve sempre giocare onorando avversari e spettatori paganti il resto è fuffà….

  • 7 Maggio 2014 in 12:18
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    A proposito di Europa League, è bello sentir dire dai tifosi napoletani che Torino e Parma non devono andare in Europa League perché sono due squadrette e verrebbero subito eliminate, con tutte le pessime conseguenze per il nostro ranking (al cui dissesto mi pare abbia contribuito principalmente proprio la loro squadra del cuore). Meglio che ci vadano Inter e Milan, ché “hanno la mentalità europea”. Ma scusate…ho perso il conto…e avrei bisogno di una cortesia: qualcuno potrebbe prestarmi un pallottoliere per fare la conta dei quarti, delle semifinali e delle finali europee collezionate dal grande Napoli negli ultimi venticinque anni?

  • 7 Maggio 2014 in 12:35
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    Il tema playout/playoff è un bel argomento su cui si può dibattere e da cui, penso, si possano trarre molti spunti interessanti. Quello che non condivido nel modo più assoluto è il tuo punto di partenza: cambio della formula per eliminare il relax di fine campionato, ma anche la tua affermazione “se uno è forte o imbattibile da agosto a maggio, perché non dovrebbe/potrebbe esserlo anche a giugno?”.
    Il relax da fine campionato non si elimina e ti faccio anche un esempio: la squadra A, già certa dei playoff e nella situazione in cui 1 o 2 vittorie non cambierebbero la sua posizione, affronta la squadra B, che deve giocarsi il tutto per tutto per entrare nei playoff ed evitare il rischio retrocessione: secondo te, non rimane il rischio che A giochi con “più calma”?
    Poi ti posso anche fare un esempio per dirti che la più forte non vince sempre e può incappare in una partita no: finale di Coppa Italia di 2 anni fa: la Juve, squadra forte, ha perso in finale contro il Napoli, squadra meno forte.

    • 7 Maggio 2014 in 13:39
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      Un conto è avere dieci partite di fine stagione, un altro sarebbe averne treno quattro. Non si pretende di sradicare certe brutte abitudini, ma solo di ridurne la frequenza e l’incidenza…il paragone con la Coppa Italia temo che non regga: da sempre è una manifestazione di secondo piano, che diventa importante solo per chi ha il compito di salvare la stagione. Quell’anno la Juve era già campione d’Italia, dopo due settimi posti consecutivi…

    • 7 Maggio 2014 in 13:41
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      Un conto è avere dieci partite di “fine stagione”, un altro sarebbe averne tre o quattro. Non si pretende di sradicare certe brutte abitudini, ma solo di ridurne la frequenza e l’incidenza…il paragone con la Coppa Italia temo che non regga: da sempre è una manifestazione di secondo piano, che diventa importante solo per chi ha il compito di salvare la stagione. Quell’anno la Juve era già campione d’Italia, dopo due settimi posti consecutivi…

  • 7 Maggio 2014 in 14:47
    Permalink

    La Fiorentina ha giocato senza ragionare, non e’ che non si sia impegnata…proprio non erano concentrati. I primi due goal sono arrivati da un rigore discutibilissimo e da una mezza papera del portiere su un’azione di contropiede dove si sono fatti infilzare come tordi. Nel secondo tempo si sono svegliati ed il parziale di 3-1 riflette la differenza tra le squadre…ma ormai il danno era fatto. Ma se il Genoa ha voglia di giocare per il Sassuolo puo’ essere grigia , in difesa fanno tanta fatica. Comunque quest’anno con 35 punti ci si salva. Venti squadre sono troppe.

    • 7 Maggio 2014 in 15:27
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      Anche a mio avviso 20 sono troppe, con l’aggravante dei turni infrasettimanali dove, oltre alla gente che lavora, risultano penalizzate le squadre meno attrezzate

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