NON SOLO LA MORESCANTI NEL POOL DIFENSIVO DEL PARMA ALL’ALTA CORTE. NELLA TESI DIFENSIVA CROCIATA LE CONTRADDIZIONI DELLA UEFA A PROPOSITO DEL CONCETTO DI “PERENTORIETA’”

image(gmajo) – La notizia diffusa in serata da Toro.it ed immediatamente ripresa da StadioTardini.it trova una sostanziale, ma parziale conferma: infatti è vero che Silvia Morescanti, legale a Calciopoli di Massimo De Santis (del quale, nel frattempo, non è più compagna) e di Luciano Moggi nel processo Inter-Pirelli-Telecom difenderà il Parma dinnanzi l’Alta Corte del Coni nel procedimento che in via definitiva sancirà o meno la possibilità della squadra crociata a partecipare imagealla prossima Europa League, mediante l’indispensabile Licenza Uefa, fino a questo punto negata dalle due apposite commissioni della FIGC, ma non sarà da sola: Ghirardi, infatti, non ha badato a spese e ha decido si attorniarsi di un pool di avvocati, di cui fa parte la Morescanti, ma che non sarà sola. I nomi degli altri professionisti saranno svelati solo all’ultimo momento, ma sono stati bravi i colleggi subalpini ad intercettare il nome della Morescanti facendo bingo. Per la partita decisiva, però, il club ducale tenterà il tutto per tutto, sempre convinto delle proprie ragioni, che cercherà di far illustrare ai giudici a veri e propri specialisti del foro, per non lasciare nulla di intentato. Non trova conferme, invece, che nel dispositivo difensivo del Parma ci si appelli soprattutto alla buona fede, anche perché verrebbe considerata una sorta di vera e propria ammissione di colpe, mentre al Mulino Bianco di Collecchio sono piuttosto sicuri delle proprie convinzioni, cioè di avere agito nel giusto e di avere ottemperato a tutto quanto richiesto, eccezion fatta per quei 300.000 euro circa che erano e restano convinti, sulla scorta delle precise indicazioni dei propri fiscalisti, che non dovevano versare all’Irpef dal momento che non si trattava. secondo loro, di emolumenti bensì di anticipi. Quindi più che alla “buona fede” come sostenevano i colleghi di Toro.it nell’arringa difensiva, semmai, si parlerà di “buon senso”, anche se nel ricorso presentato al fotofinish (e che l’AD Pietro Leonardi ha voluto seguire passo passo in prima persona) non figurano scritti né l’uno, né l’altro. Il punto chiave, infatti, su cui verterà il collegio difensivo crociato è la cosiddetta “perentorietà” dei termini previsti dalla Uefa nel Manuale che si intende contestare, anche al lume della mancata perentorietà dell’organismo internazionale in situazioni diverse, ma ritenute più gravi, come le inadempienze di Manchester City e Paris Saint Germain, punite per violazioni al Fair Play Finanziario solo con delle multe (ed è per questo che in subordine, come si evince dal comunicato diffuso oggi dal Coni – in cui si dava l’ufficialità alla notizia della presentazione da parte del Parma F.C. del ricorso, in cui si chiede di dichiarare infondato il diniego della FIGC al rilascio della Licenza Uefa – accetterebbe pure “qualsiasi altro provvedimento utile alla partecipazione all’Europa League, il che, tradotto, significa o una multa o, al limite, una penalizzazione sportiva, che peraltro non risultano previste dal Manuale. Più tardi pubblicheremo dei pareri di alcuni esperti di nostra fiducia che comunque sottolineano che Licenza Uefa e Fair Play Finanziario sono fattispecie incommensurabili tra loro. Se nel terzo ed ultimo atto (anche se potenzialmente il Parma è convinto di potere addirittura, in caso di nuova risposta negativa, ottenere una sospensiva dell’assegnazione del diritto al Torino di partecipare all’E.L.mediante il ricorso alla Giustizia Ordinaria italiana, al Tar del Lazio, o direttamente al Tribunale dell’Uefa aggiungiamo noi) il club crociato sarà dunque assistito da un pool di avvocati, di cui, salvo ulteriori fughe di notizie si conosceranno i nominativi solo nella imminenza dell’udienza di mercoledì 28, nei due precedenti gradi di giudizio, a parte i legali interni, non ce n’erano stati altri, dal momento che il contenzioso era soprattutto di natura fiscali sono intervenuti dei consulenti esperti di questa materia, che, ovviamente, parteciperanno anche alla prossima udienza. Fino a questo punto non c’è stato modo di vedere le carte, per lo meno pubblicamente: i documenti, inclusi i cedolini, saranno mostrati all’Alta Corte, C’è convinzione in casa Parma che i giudici del Coni possano vagliare le cose in modo diverso dai “federali”, magari andando più in profondità nell’argomento. C’è poi convinzione in casa Parma che, nel tutelare i propri diritti in questo contenzioso con la FIGC (che si è costituita parte civile), non vada a ledere il terzo incomodo Torino ammesso all’Udienza quale terzo interessato, poiché in caso di conferma della non assegnazione della Licenza Uefa al Parma saranno loro a partecipare al prossimo preliminare di E.L. essendo risultati in regola. Il Torino non avrà, però, un super-pool-legale, e si accontenterà di presenziare con il segretario generale Pantaleo Longo, colui il quale ha guidato la task force granata nella preparazione dei documenti per la pratica della ottenuta Licenza Uefa. Il Parma, poi, fonda la propria tranquillità sul fatto che ritiene inconcepibile di dover pagare un eventuale errore materiale, peraltro, veniale, con il mancato riconoscimento della E.L., anche in considerazione del fatto che le buste paga sono preparate da rinomati professionisti esterni al club. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “NON SOLO LA MORESCANTI NEL POOL DIFENSIVO DEL PARMA ALL’ALTA CORTE. NELLA TESI DIFENSIVA CROCIATA LE CONTRADDIZIONI DELLA UEFA A PROPOSITO DEL CONCETTO DI “PERENTORIETA’”

  • 23 Maggio 2014 in 14:31
    Permalink

    Ottimo articolo complimenti… Quanto a noi non resta che soffrire come cani bastonati e stare in apnea fino al 28

    • 23 Maggio 2014 in 15:01
      Permalink

      Grazie Federico,

      per i complimenti, almeno questo articolo non è stato copia-incollato dai fotocopiatori che sfruttano le idee altrui per raccogliere clic come se fosse roba propria.

      Questo articolo è frutto di una raccolta di indiscrezioni su come si sta muovendo il Parma in vista della partita definitiva. E fino al 28, al di là della battaglia anche mediatica (ognuno muove i propri editorialisti amici o sindaci) per cui salgono o decrescono le speranze di successi, non si può ipotizzare davvero nulla.

      Cordialmente

      Gmajo

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