SU FANTAPAZZ.COM MAJO DA’ I VOTI ALLA STAGIONE DEL PARMA E DICE LA SUA SULLA VICENDA LICENZA UEFA

image(Emanuele Muto per Redazione FantaPazz.com) – Questa mattina abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il direttore di stadiotardini.it Gabriele Majo, abbiamo analizzato con lui la stagione appena trascorsa e ci siamo fatti un’idea sulla questione licenza Uefa.

1) A inizio anno credevi in questo Parma? Ti saresti immaginato un Cassano così in palla?

“A inizio anno credevo che il Parma, come da dichiarazioni dei vertici societari, potesse migliorare il piazzamento della stagione precedente (decimo posto), quindi, razionalmente prevedevo un ottavo o almeno un nono posto, in virtù proprio dell’arrivo di Cassano, la cosiddetta ciliegina sulla torta del Centenario e la conferma dei pezzi migliori (uno su tutti Paletta). L’obiettivo avrebbe dovuto essere quello di emulare il Catania dell’anno prima che si aggiudicò lo Scudettino delle provinciali, dopo aver tenuto staccato i ducali anche di una decina di punti: il Parma, anche sfruttando la stagione flop di altri top club o assimilabili (Milan e Lazio) o comunque di formazioni solitamente meglio attrezzate e abbonate alle zone europee (Udinese) è riuscito a piazzarsi al sesto posto che consentirà, Licenza Uefa permettendo, di prender parte al preliminare di Europa League, traguardo davvero storico, al termine della stagione del Secolo. Non sono d’accordo con chi ritiene il Parma una sorpresa del Campionato, poiché a dispetto delle altre competitor – Torino e Verona – era decisamente più attrezzato per l’obiettivo, inizialmente non dichiarato per non deludere le folle in caso di insuccesso, ma che era esattamente quello che si voleva/desiderava/segnare per lasciare un segno storico al termine di una annata speciale. Impresa che, sul campo, è riuscita, e oggi si aspetta il responso anche da dietro la scrivania, per via della incredibile vicenda della mancata assegnazione della Licenza Uefa dopo le due bocciature in stecca da parte delle commissioni federali incaricate di esaminare la pratica. La rosa – dall’età media piuttosto elevata – era stata allestita proprio con lo scopo di “vincere sul breve”, grazie a “calciatori pronti all’uso”, comunque in controtendenza rispetto alle precedenti stagioni con Pietro Leonardi al comando, quando, invece, anche per evidenti motivi di bilancio, si puntava più prendere giovani da valorizzare e rivendere nel breve-medio termine dopo opportuna plusvalenza. Un modo virtuoso, ci era stato spiegato, per riuscire a mandare avanti il club nonostante la evidente disparità di ripartizione delle risorse economiche derivanti dai proventi televisivi. Nella compagine societaria è ora arrivato un nuovo socio che consentirà, forse, di consolidare nel tempo annate come questa, nella quale, a mio avviso, Ghirardi, ha forse fatto il passo più lungo della gamba, proprio per lasciare una impronta indelebile, ma che difficilmente avrebbe potuto programmare di ripetere”.

2) Diamo un po’ di voti, che voto daresti a Donadoni?

“Un 7, ma non di più perché a mio avviso, col materiale umano a disposizione, avrebbe potuto/dovuto – considerata l’annata particolare con la ‘crisi di alcune delle grandi’ – centrare il piazzamento Europa League prima dell’ultimo sospiro, proprio al lume che i competitor erano Torino e Verona, indubbiamente più sorprese del Parma. E gran parte dei punti buttati al vento derivano dalla sua pervicace ostinazione, a inizio stagione, ad insistere sullo schieramento battezzato, il 3 5 2, prima della decisiva metamorfosi al 4 3 3, grazie alla quale sarebbe riuscito a centrare il record di 17 risultati utili consecutivi. Ma anche durante la serie aurea una serie di problematiche endemiche di questa squadra lo stesso continuavano a manifestarsi, anche se i danni restavano limitati rispetto ai periodi no: però una delle costanti più fastidiose era vedere la squadra giocare solo un tempo, reagire dopo aver preso degli schiaffoni, fare prestazioni esaltanti solo con le grandi, poiché stimolati, salvo rimediare figure barbine o perdere punti preziosi per strada con le piccole; oltre alla gestione generalmente tardiva dei cambi oltre a bergamasche insistenze in certe formazioni iniziali. Non è un caso che ben sette calciatori scontenti abbiano chiesto di andar via – e sono stati accontentati – durante il mercato invernale, così come la gestione di Amauri avrebbe dovuto essere più rispettosa non solo del valore del giocatore, ma anche dell’apporto che avrebbe potuto dare alla squadra, come dimostrato l’ultima giornata con le due reti valse l’Europa. L’invenzione di Cassano “finto nueve” è stata indubbiamente interessante, ma avrebbe dovuto essere meglio accompagnata all’utilizzo di un Amauri “vero nueve”, invece relegato a ruolo di comprimario. Indubbiamente, però, ha anche dei meriti, uno su tutti quello della valorizzazione di alcuni elementi cardine della squadra che, anche per indubbi meriti propri, hanno terminato la stagione migliore della propria carriera, ad esempio Lucarelli, Cassani e Parolo”.

3) Quali sono i giocatori simbolo di questa stagione?

“Sarebbe facile dire Cassano, ma prima di lui metterei appunto capitan Lucarelli, che prima dell’inizio del campionato sembrava che dovesse esser rottamato, ma che invece ha saputo prendere in mano la difesa rimasta orfana, per un lungo infortunio, di Gabriel Paletta, il baluardo difensivo che secondo Leonardi, da solo, valeva la salvezza, alias 35 milioni di euro. Poi metterei Parolo, la cui ‘vendemmia tardiva’ è stata assai soddisfacente, anche per il numero di gol segnati, oltre che per la cifra delle prestazioni. Cassano, specie nella prima parte della stagione era stato il valore aggiunto, per assist e numero di gol realizzati: diciamo che il suo rendimento era visibilmente concreto in classifica. Non dimenticherei neppure Cassani che avrebbe meritato la Nazionale (altissimo il suo livello di prestazioni dopo il passaggio al 4 3 3, nel ruolo di esterno difensivo destro, decisamente peggio come centrale destro del 3 5 2 del deludente avvio di stagione) e il portiere Mirante, che a propria volta ha vissuto la propria annata migliore”.

4) Chi ti ha deluso di più ?

“Felipe. Lui e Cassani arrivavano con le medesime referenze, cioè calciatori dal pedigree qualificato, ma che ultimamente si erano un po’ smarriti, e se il secondo ha saputo riciclarsi alla grande, al punto, lo ribadisco ancora, che Prandelli avrebbe dovuto portarlo in Brasile, l’altro, il brasiliano, ahinoi, è stato indubbiamente la delusione stagionale. Direi che è l’unico da insufficienza, nonostante – grazie agli sforzi del commovente AleLucarelli si sia tutto sommato riusciti a fare a meno di Muro-Paletta nella parte iniziale di stagione”. 5) Una curiosità per tutti gli appassionati, vogliamo sapere come hai vissuto i minuti di recupero di Fiorentina Torino “Non so bene che tipo di espressione blasfema (o forse ho preferito dimenticarla) possa aver pronunziato dopo aver ascoltato in Tutto il Calcio Minuto per Minuto l’annuncio di Riccardo Cucchi del penalty per i granata, che per due volte avevano rimontato la Fiorentina, per due volte passata in vantaggio ad onta dei timori di biscotto dei tifosi ducali, per via di quel gemellaggio tra viola e granata. Indubbiamente, dopo aver visto le immagini, qualche sospetto per l’intervento kamikaze di Roncaglia può sorgere spontaneo al di là di queste dietologie che aborro, nonostante per questo possa passare per un ingenuone o per l’ultimo dei poeti come mi ha felicemente ribattezzato un telespettatore di Calcio & Calcio. Poi la parata di Rosati che aveva stretti nei guantoni i quasi 20.000 tifosi del Tardini sulla conclusione del povero Cerci. Io sono abbastanza frigido, poiché da cronista non mi lascio trasportare dalle emozioni, dovendo, semmai, documentare quelle degli altri: e appunto anche in questo caso, più che ricordare come ho vissuto io quei secondi palpitanti, ho negli occhi l’atmosfera surreale dello stadio parmigiano con i calciatori crociati che da un minuto circa avevano appena terminato la pratica Livorno e che si erano radunati nei pressi della panchina per l’inizio dei festeggiamenti subito bloccati allorquando il bordocampista Sky (Michele Gallerani) li informava del rigore concesso al Franchi. Lì per lì si confonde e dice (così narra la leggenda, o meglio, chi era lì nei pressi) che è per la Fiorentina, salvo, subito dopo, correggersi e dire che è per il Torino, provocando un certo comprensibile scoramento. Poi l’esplosione di gioia che parte da quella panchina ed invade tutta la Curva Nord per arrivare come un’onda tellurica fino a noi su in tribuna stampa. Indubbiamente un successo quanto è più sofferto e quanto più ti fa godere e il copione di questo finale sembrava proprio scritto da un grande giallista…”

6) L’Europa League l’avete giustamente conquistata, ma rischiate di perderla per una ingenuità da parte dei dirigenti. Spiegaci bene la situazione e le probabilità di vincere il ricorso.

“Premetto di non aver visto le carte e dunque, in questi giorni, ho cercato di far funzionare il cervello in base agli indizi raccolti, senza lasciarmi convincere o suggestionare da spiegazioni più o meno realistiche. Partendo dalla premessa che la 1^ commissione su 13 pratiche esaminate ha bocciato solo quella del Parma, e che non credo ai complotti (perché mai ci si dovrebbe intestardire contro la società ducale spesso indicata a modello di moralità e d’esempio da seguire?) il mio convincimento è che la società ducale possa essere incappata in un tragico errore. Uno sbaglio involontario e non un tentativo da furbetti ai quali è andata male come qualche maligno ha insinuato. Una dabbenaggine alla quale si è cercato di porre rimedio, successivamente, con spiegazioni più o meno credibili, ma che non penso possano riparare il danno, giacché il cosiddetto “ravvedimento operoso” nel rigido Manuale della Licenza Uefa non è previsto, per cui se il Parma ha anche pagato sia pure con un lieve ritardo la somma mancante pari a circa 300.000 euro dovuta all’Irpef secondo i controllori della Covisoc, non si è contestualmente rimesso in regola, giacché esistono degli inderogabili termini di perentorietà. Il ricorso del Parma, facendo riferimento alle recenti multe comminate a PSG e Manchester City per violazioni al Financial Fair Play (che è tutt’altra materia), verte, appunto, su questa perentorietà che l’organismo internazionale intende avere in materia di Licenza Uefa (sia pure senza che sia stato arrecato alcun danno all’erario, giacché il dovuto è stato saldato), ma non sul FFP, sebbene le violazioni condonate ai due citati top club siano state ben più gravi. Che il Parma non avesse versato quella modesta somma, poiché a suo avviso non era dovuta (Ghirardi ha sostenuto di aver prestato dei soldi ai calciatori bisognosi, che avrebbero maturato quel loro credito soltanto al 30 giugno 2014, e dunque non erano soldi dovuti prima e quindi non andavano neppure inseriti nella pratica della Licenza Uefa e che le tasse le avrebbero conguagliate tutte insieme alla fine, anche se a leggere il ricorso del Toro, che le carte le ha viste, si evince che sulle buste paga di quei calciatori era indicata la dicitura 1^, 2^, 3^ rata di incentivo all’esodo, che è una cosa un po’ diversa), non lo voglio credere, perché sarebbe veramente da auto-lesionisti: se la ricostruzione è solo per pezzarla, dopo una scivolata su una buccia di banana è un altro discorso, ma come scelta volontaria mi parrebbe proprio suicida. Del resto il primo pensiero che ho avuto è che se sai che l’arbitro che ti dirige è un po’ severo e fiscale devi evitare di compiere quei classici mezzi-falli, perché te li fischiano di sicuro conto. E gettare alle ortiche un traguardo davvero storico sul piano sportivo, per una inezia di natura amministrativa sarebbe davvero imperdonabile. Mi è piaciuto poco, poi, che, nel suo tentativo di difesa il Parma abbia attaccato chi ha diffuso la notizia: il direttore operativo Corrado Di Taranto sia era permesso, durante Calcio & Calcio su Teleducato, di dare dei bufalari ai giornalisti della Gazzetta dello Sport che per primi avevano rivelato la notizia, poi risultata vera e non del tutto sconclusionata, come da lui asserito durante il programma televisivo, finendo, così per mettere in gioco la sua credibilità agli occhi dei tifosi. Così come la stessa ricostruzione a Radio Parma, del presidente Ghirardi non mi è parsa ineccepibile, e pure sulle versioni di Leonardi ho non pochi dubbi. Indubbiamente, poi, se la decisione dell’Alta Corte del Coni potrebbe essere politica, come qualcuno sostiene, mi chiedo quanto sia valsa la pena mostrare i muscoli come il Parma ha fatto, minacciando il ricorso alla giustizia ordinaria, o addirittura di uscire dal calcio come proclamato da Ghirardi sulla Gazzetta dello Sport. E’ palese che siamo di fronte a una somma di piccola entità e a un errore in buona fede: forse appellarsi direttamente con umiltà alla clemenza della corte, avrebbe potuto agevolare l’iter. L’entrata in scena come parte attiva del Torino, che sarebbe il classico terzo interessato, non mi è piaciuta dal punto di vista della sportività e del fair play, specie dopo i complimenti pelosi di Cairo al Parma per la qualificazione sul campo. Avrebbero potuto aspettare il ripescaggio senza star lì, a propria volta, ad entrare nella partita legale tra il club crociato e la FIGC: così facendo si è innescato un antipatico meccanismo che non può che portare ad una antipatia (sperando non sfoci nell’odio) reciproca tra due tifoserie che fino a questo punto non avevano precedenti tra loro. Un senatore parmigiano, Giorgio Pagliari, si persino spinto a fare una interpellanza parlamentare sulla regolarità di Fiorentina-Torino, ignorando, peraltro, il piccolo determinante particolare per cui se anche, per assurdo, le due squadre dovessero essere penalizzate a beneficiarne non sarebbe certo il Parma, ove l’Alta Corte non gli consegnasse la Licenza… Il senatore non è stato l’unica autorità del territorio ad essersi spesa per la società di calcio, magari cedendo a qualche pressione, e senza avere una idea precisa dei fatti. La cosa è stata messa giù come se l’eventuale mancata concessione fosse un affronto a questa città, a questa tifoseria: io penso, invece, che il problema di interpretazione della norma fosse una banale divergenza su punti di vista…”.

Grazie Direttore, ci risentiremo non appena ci sarà il pronunciamento ufficiale dell’Alta corte sul ricorso dei ducali. Emanuele Muto – Redazione FantaPazz.com

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

20 pensieri riguardo “SU FANTAPAZZ.COM MAJO DA’ I VOTI ALLA STAGIONE DEL PARMA E DICE LA SUA SULLA VICENDA LICENZA UEFA

  • 28 Maggio 2014 in 14:26
    Permalink

    ciao Majo, è un po’ che te lo volevo dire : mi ha dato molto fastidio l’uso che fai, e noto purtroppo reiteratamente, dell’aggettivo “bergamasco” riferito a Donadoni connotandolo con il significato di “testardo “.
    Perché non usare il termine testardo o i numeroso sinonimi a disposizione ?
    Vuol dire che i bergamaschi sono cocciuti ?
    Trovo molto discutibile l’uso di questi luoghi comuni.

    Febbredacalcio

    • 28 Maggio 2014 in 14:41
      Permalink

      Obiezione accolta.
      A mia discolpa, dirò, che mi ero piuttosto affezionato a questa definizione, che comunque rende piuttosto bene l’idea di ciò che voglio dire, ma che indubbiamente può risultare poco politically correct nei confronti degli orobici, così ben rappresentati da Donadoni.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 14:27
    Permalink

    Direttore ma non è che confonde il parma con il real ?

    • 28 Maggio 2014 in 14:39
      Permalink

      No, perché se no non mi sarei accontentato della qualificazione, finora solo sul campo, per il preliminare di E.L. ma avrei preteso di vincere la C.L.
      Comunque i miei giudizi sono in linea con le mie aspettative e coerenti a quanto sostenuto, giusto o sbagliato che fosse, nell’arco della presente stagione.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 14:48
    Permalink

    che ti eri affezionato me ne ero accorta….

    Febbredacalcio

    • 28 Maggio 2014 in 14:57
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      Un po’ come al “coglione” dato da Orlandini a Di Chiara o ai “bufalari” di Di Taranto alla GdS…

  • 28 Maggio 2014 in 14:49
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    Secondo me lei in Donadoni vede ancora colui che ha tolto il posto a colomba

    • 28 Maggio 2014 in 15:01
      Permalink

      Non diciamo cazzate dai…

      Io questo dietrologie da ignoranti proprio non le tollero! Penso di aver motivato nel merito le mie argomentazioni. Queste basse insinuazioni le respingo fermamente. Come se Colomba fosse la mia morosa, dailà. Donadoni non portò via il posto a Colomba, per la cronaca, ma venne scelto dopo che venne esonerato, a mio avviso ingiustamente e con l’abituale mancanza di una dovuta riconoscenza, da Ghirardi.

  • 28 Maggio 2014 in 15:06
    Permalink

    Le indiscrezioni parlano di ultimo appello a Losanna, credo che la licenza la vedremo col binoccolo………….. Il torino ha presentato una tesi dove dimostrerebbe che il parma ha giustificato come “prestito” il giallo delle somme anticipate sui cedolini………… Complimenti bell’autogoal………………….

  • 28 Maggio 2014 in 15:16
    Permalink

    e dove l’hai letto ?

    febbredacalcio

    • 28 Maggio 2014 in 15:33
      Permalink

      Sono corbellerie di cui è piena zeppa la stampa torinese di stamani, Marchetto e febbre. Vi invito a leggere l’articolo da poco on line e poi, forse, spero di formerete una opinione neutrale ed obiettiva in merito…
      In sintesi: sentendo un po’ puzza di bruciato quelli del Toro hanno cercato, attraverso la stampa accondiscendente ed amica, di far capire che potrebbero ricorrere al Tas (ma toh, che novità), minaccia che un po’ fa il paio con la uscita – da me stigmatizzata – dei nostri che avevano paventato il ricorso alla giustizia ordinaria. Tentativi di condizionare i giudici comunque patetici…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 15:20
    Permalink

    Prima di tutto non mi ritengo ignorante o almeno non più della maggior parte degli italiani le sue motivazioni secondo me sono sbagliate e dettate da qualcosa che va aldilà di una questione tecnica perché quel parma che vorrebbe lei cioè che giochi sempre alla grande per 90 minuti in tutte le 38 gare non esiste e non potrà’ mai
    esistere neanche se al posto di Donadoni ci fosse il miglior allenatore del mondo altrimenti parlerò come ho già detto del real Madrid che poi sinceramente in campionato anche il grande real ha sbagliato parecchie partite

    • 28 Maggio 2014 in 15:30
      Permalink

      Allora lei è liberissimo di esporre il suo punto di vista sulla gestione tecnica di Donadoni, così come sono libero di esporlo io. Però non si deve permettere di insinuare – come ha fatto – che ci sia qualcosa che va al di là delle questioni tecniche. E’ una accusa che non tollero perché va completamente al di là del mio onesto modo di intendere questa professione. Io, come ho già specificato, non sono come Schianchi o Boni che prendono dei dritti su simpatie e antipatie: capisco che il mio modo di essere non sia usuale, ma nelle mie valutazioni mi baso esclusivamente su convincimenti che esulano del tutto dai sentimenti.
      Donadoni non mi ha trombato la fidanzata, e anzi, specie all’inizio, lo apprezzavo molto anche sul piano umano. Per cui le sue illazioni su Colomba e altre amenità varie gliele stronco sul nascere.
      Lei potrà dirmi che pretendo il Real Madrid (quando semplicemente mi sarei aspettato non una squadra che giocasse mezza partita per volta), esagerazione oratoria che posso anche accettare, ma non insinuare per nulla che ci sia qualcosa d’altro dietro i miei giudizi. E questo vale per Donadoni, Ghirardi, Leonardi, i Boys, il Sindaco, La Gazzetta di Parma e tutti gli abituali destinatari delle mie critiche.
      Saluti
      Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 15:44
    Permalink

    A parte boni che è un caso a se neanche da prendere in considerazione dare giudizi in base alle proprie antipatie o simpatie e’ una cosa che fanno tutti non la deve considerare un offesa basta vedere quanti allenatori vengono considerati grandi dalla stampa senza un vero perché È poi direttore come fa a paragonare boni a schianchi fossi in lui mi incazzerei e non poco

    • 28 Maggio 2014 in 15:49
      Permalink

      Li paragono eccome, poiché un professionista come Schianchi, firma della Rosea (fossi stato il suo direttore gli avrei fatto un mazzo tanto) avrebbe dovuto ben guardarsi dal fare per 3 o 4 anni più o meno consapevolmente da spalla al Saltimbanco, che appunto interpreta (pur riuscendogli talmente bene da sembrare naturale) la parte del Giullare. L’antipatia per Amauri sfociata nella definizione “stopper” la dice tutta…
      Io, appunto al contrario di loro, non prendo certi dritti per simpatia o antipatia, né mi picco di saperne di calcio. Io espongo le mie tesi e non pretendo di aver ragione a tutti i costi, però le motivo e penso sempre di entrare nel merito, anche se magari non ci becco sempre. Ma appunto rigetto con tutte le mie forze il paragone con altri che parlano per simpatie o antipatie: la mia caratteristica è questa e vorrei che fosse riconosciuta ed apprezzata, non messa in dubbio futilmente.
      Saluti
      Gmajo

  • 28 Maggio 2014 in 19:51
    Permalink

    Dai, Majo al di la’ del bene e del male. Non ci crede nessuno. Essendo umano come tutti noi, come tutti noi ha le sue simpatie,antipatie,debolezze.
    È una debolezza e’ quella di rimarcare costantemente di essere asettico, al di sopra di ogni parte…
    Tutti noi abbiamo le nostre preferenze legate ai nostri convincimenti e alla nostra storia

    • 28 Maggio 2014 in 19:55
      Permalink

      Guardi dottor Zappa, sarò un caso umano da psicanalizzare, ma il mio convincimento principale è quello di fare il giornalista super partes. Quindi sarò anche umano, avrò le mie debolezze, tutto quello che vuole, ma il mio fine è quello di fare informazione libera, pulita e fatta bene. A questo ho dedicato la mia intera vita. Come un missionario, come un vero prete dell’informazione.

      Saluti

      Gmajo

    • 28 Maggio 2014 in 20:00
      Permalink

      E tra le mie debolezze, oltre ad incazzarmi per sottolineare quello che sono e non quello che qualcuno che interpreta che io sia, c’è anche quella di incazzarmi se vedo che uno spara cazzate sul mio conto, come il lettore di stamani, trovando arcane spiegazioni stupide che non stanno in piedi. ma cosa me ne caga a me di Colomba? Se è un campionato intero che rimarco sempre gli stessi limiti, sia quando le cose vanno bene, sia quando le cose vanno male, perché cavolo mi si deve dire che lo dico perché c’è qualcosa dietro? proprio le idiozie non le sopporto. E sarò anche debole a rimarcarlo, ma non me ne frega niente.
      A sentire certuni di voi avrei sempre qualche scopo recondito quando critico a destra o a sinistra. Semplicemente sono un uomo libero e dico quello che ne ho voglia di tutto e di tutti, col pregio anche di motivarlo entrando nel merito.
      Altro che dietrologie bambinesche da ignoranti per cui dietro c’è sempre qualcosa!
      Saluti
      Il Debole Majo

  • 28 Maggio 2014 in 21:51
    Permalink

    Majo non ti devi incazzare, i giornali di torino sono illeggibili.
    Al Tas puo’ ricorrere solo la societa’ (il parma) che si contrappone alla figc. Il toro non puo’ ricorrere per una vertenza non sua. Svegliaaaa. Ha ragione, forse per caso, Boni

    • 29 Maggio 2014 in 00:29
      Permalink

      Salve Alfredo,
      tra le mie tante debolezze (come giustamente dice lei sono un essere umano anch’io) c’è pure quelle di inalberarmi nel sentire una accozzaglia di luoghi comuni e di stronzate assortite come quelle che con grande abilità riesce ad inanellare il saltimbanco Enrico Boni: purtroppo, in televisione, quando si ha a che fare con lui l’unica è alzare la voce con il sostanziale problema, però, che dopo lui non capisce quello che io voglio dire e io stesso perdo lucidità, appunto per la incazzatura. Se poi, come spesso fa, manca di rispetto per quello che è il mio lavoro, le cose peggiorano ancor di più.
      Magari, nello specifico, potrebbe anche avere ragione lui (però io di pareri al riguardo ne ho sentiti diversi – anche di giuristi esperti di diritto dello sport – e quindi non ci giurerei), ma se pure fosse vorrei poter essere libero di sbagliare esponendo le mie ragioni, anche perché dietro c’è sempre un ragionamento. Con quell’individuo lì, che trasforma tutto in una bolgia o in un teatrino, diventa difficile fare opera di divulgazione (che è la mia mission) per spiegare quelli che sono i concetti fondamentali. E interrompendomi e non ascoltandomi rende un pessimo servizio al telespettatore.
      Comunque, la sintesi del mio ragionamento era questa: se oggi (anzi, ormai ieri, vista l’ora) il quotidiano Tuttosport è uscito con una sorta di avvertimento all’Alta Corte che io, chiosando su stadiotardini.it ho ritenuto odioso, (“Ora il presidente dell’Alta Corte, deve evitare una sentenza ribaltabile a Losanna: in ballo la credibilità dello sport italiano”), vuol dire che al Torino (dal momento che Tuttosport risultava piuttosto ben imbeccato, conoscendo quanto scritto sulle controdeduzioni granata) pensano, in caso di insuccesso, di ricorrere. Poi, che lo possano fare o meno, questo io non lo so, perché, ripeto, le interpretazioni sono molteplici, ma dal momento che oggi c’era questa uscita (e non penso proprio che loro si riferissero ad un eventuale ricorso al Tas del Parma) volevo svolgere il mio dovere di cronista riferendolo ai telespettatori, ma non sono riuscito nell’intento, appunto per le buffonesche intemperanze di quel personaggio, il quale non ha ancora capito che sulle cose serie deve evitare di fare il buffone e il populista e soprattutto di offendere la professionalità altrui, di gente che, potrà magari anche sbagliare, ma si documenta stando sul pezzo, e magari per questo arriva anche un po’ stressato in trasmissione.
      Al fine di evitare pessime figure come quelle di stasera (la lite televisive è un genere al quale rifuggo), pochi giorni fa avevo manifestato ad Angella la mia volontà a non prendere parte al programma, appunto perché, conoscendomi, sapevo che non avrei tollerato (eh lo so, è una mia debolezza, un difettuccio, ma sono un essere umano, mica sono l’essere perfettissimo) di sentire cazzate a ripetizione su argomenti seri come questo. E penso proprio che dovrò prendere in considerazione l’idea di auto-sospendermi, giacché mi vergogno non poco del mio comportamento, pur con tutte le giustificazioni del caso.
      Cordialmente
      Gmajo

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