giovedì, Luglio 25, 2024
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CARTELLINO AZZURRO-IRIDATO di Matteo Agoletti / E IL BRUTTO E’ CHE IL SIGNOR RODRIGUEZE NON ERA NEMMENO BELLO COME BELEN…

(Matteo Agoletti) – Termina al primo turno il mondiale brasiliano per l’Italia di Cesare Prandelli che ieri è uscita sconfitta nella gara con l’Uruguay di Cavani e Suarez. Molto ci sarebbe da dire sulla gara degli azzurri ma la mia analisi prenderà in considerazione principalmente l’operato del direttore di gara il sig. Marco Rodriguez. Il problema è che l’arbitro, nonostante l’omonimia con la più nota Belen, non era nemmeno bello… In senso calcistico ovviamente. Infatti una delle più eleganti offese che si possono lanciare ad un arbitro è gridargli: “sei solo bello!”, non in senso fisico, ma nell’interpretazione delle movenze e del ruolo, intendendo che a parte quello per il resto non ci azzecca proprio nulla…

Il sig. Rodriguez, come molti suoi colleghi sud americani visti all’opera in questo mondiale, è stato protagonista di una prova incolore, parlando tanto con i giocatori, estraendo cartellini in maniera molto soggettiva e non indovinando gli episodi cruciali.

Come sappiamo, il direttore di gara è parte del gioco ed il suo comportamento e le sue scelte possono risultare decisive per il risultato finale nella buona e nella cattiva sorte. Ieri obiettivamente l’arbitro è stato protagonista di una prestazione insufficiente e molto penalizzante per l’Italia. Tuttavia questa non vuole essere una giustificazione per la nostra nazionale che sul campo ha mostrato molte lacune, dal punto di vista tecnico, tattico e persino motivazionale.

A differenza di altri arbitri fin qui visti all’opera, che avevano ridotto al minimo le ammonizioni, se non per fasi delicate e nella seconda frazione di gioco, il sig. Rodriguez ha estratto ieri quattro cartellini gialli ed un rosso diretto. In base al metro utilizzato da altri, si presume su indicazione Fifa, è quindi discutibile il primo cartellino rifilato a Balotelli, mentre invece risulta più giusto quello preso da De Sciglio. All’Uruguay ne propina altrettanti, uno in avvio di ripresa a Rios e un secondo giustamente a Muslera che ritardava la ripresa del gioco. Il vero pasticcio però avviene in occasione dell’espulsione di Marchisio. Infatti il fischietto messicano, che di nome fa anche Moreno, si inventa letteralmente un cartellino rosso in un’azione che probabilmente non meritava nemmeno l’ammonizione. Marchisio sta giocando il pallone quando l’avversario in maniera scoordinata gli si pone davanti impedendone la corsa. Nel contrasto, ribadiamo con il pallone a distanza di gioco, lo juventino appoggia la scarpa sulla gamba dell’avversario. Si può quindi sanzionare il fallo di Marchisio, ma ogni provvedimento disciplinare sarebbe fuori luogo. Invece viene estratto un cartellino rosso diretto. A seguito dello scontro vola anche qualche parola e il giocatore bianconero risponde spintonando l’avversario. Quella spinta poteva essere oggetto di dibattito sul provvedimento dell’arbitro, ma non ve ne è la possibilità perché il signor Rodriguez ha già il cartellino rosso in mano. La scelta dell’arbitro sarà quindi determinante, perché lascia l’Italia in inferiorità numerica in una fase delicata della gara dove la partita era molto tattica.

Altro episodio da rilevare è il morso di Suarez a Chiellini. Nel momento in cui avviene, l’arbitro sta seguendo l’azione, quindi evidentemente i due sono fuori dal suo campo visivo. La cosa, però, non può sfuggire all’assistente dell’arbitro che doveva trovarsi in linea con la difesa azzurra e quindi controllare ciò che accadeva in area. Ancor più singolare è che anche il quarto uomo non abbia colto quanto stava accadendo. Non solo Suarez si rende protagonista di un episodio di violenza consumata che andava punito con il cartellino rosso, ma poi finge a sua volta di essere stato colpito con una sceneggiata che la prova televisiva non può non punire. Su un fatto simile, violenza più sceneggiata, Destro della Roma si prese una serie di giornate di squalifica. Protagonista suo malgrado è stato Giorgio Chiellini, che già nel primo tempo era stato protagonista di un colpo preso in volto nemmeno sanzionato dal sig. Rodriguez. Voglio ricordare che proprio Chiellini per un episodio simile aveva procurato l’espulsione di Amauri nella gara con il Parma.

Da dimenticare quindi l’operato dell’arbitro. Così come da dimenticare è la prova degli azzurri che in due gare, rispettivamente con Costa Rica e Uruguay non hanno fatto un tiro in porta. Molto discutibile l’approccio alle gare, dove l’Italia ha cominciato a rianimarsi solo dopo esser andata in svantaggio. Anche dal punto di vista tattico e delle sostituzioni si potrebbe discutere.

I crociati (per ora) in nazionale hanno offerto prestazioni diverse tra loro. Promosso sicuramente Parolo, che sarà parte del futuro della nazionale, bocciato Paletta che ha sbagliato la gara con l’Inghilterra e da rivedere Cassano. Il barese entra sempre a gara in corso e soffre la mancanza di rifornimenti dal centrocampo senza quindi essere incisivo.

Arbitraggio a parte, l’Italia esce meritatamente per quanto espresso in questo mondiale. L’auspicio è che il calcio nazionale sappia sempre più valorizzare i giovani italiani e che il progetto azzurro riparta al più presto. Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “CARTELLINO AZZURRO-IRIDATO di Matteo Agoletti / E IL BRUTTO E’ CHE IL SIGNOR RODRIGUEZE NON ERA NEMMENO BELLO COME BELEN…

  • Siberianhusky

    Marchisio era cotto già da fine primo tempo e l’intervento scoordinato che ha compiuto lo ha dimostrato. Non è stato uno scandalo il rosso, diciamo che era un cartellino arancione che il tronfio messicano ( magari allievo del fenomeno che caccio ‘ Zola 20 anni fa ) ha gioiosamente inasprito. Prandelli doveva cambiare lui con Parolo invece di prendersela con Balotelli . Che certamente non ha giocato bene, ma non peggio della maggior parte dei compagni. Chi capisce cosa sia passato nella testa del C.T. nell’ultimo periodo e’ bravo. Con i giocatori che aveva a disposizione poteva fare molto meglio. Ma gli è mancato il coraggio di escludere qualche nome eccellente che spero venga accantonato dal futuro allenatore che nel trattare i “senatori” spero si ispiri a Nerone….

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