domenica, Maggio 26, 2024
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CARTELLINO AZZURRO-IRIDATO di Matteo Agoletti / LA BOMBOLETTA SVILISCE LA PERSONALITA’ DEGLI ARBITRI ALLA MICHELOTTI CHE CON UN OCCHIO CONTROLLA IL PALLONE E CON L’ALTRO LA DISTANZA

(Matteo Agoletti) – E’ iniziato con i riflettori accesi il mondiale brasiliano e oltre alle coreografie con sottofondo di spiagge e ragazze in bikini (nella foto sotto un impegnatissimo Gianluca Di Marzio a Copacabana, per una volta non a caccia di… bombe di mercato) a “tenere banco” sono manco a dirlo proprio gli arbitri. Un po’ per le novità introdotte e un po’ per quanto accaduto in alcune gare le migliori “giacchette nere” del mondo sono finite nell’occhio del ciclone. L’arbitro come è risaputo è parte del gioco e quindi nel bene e nel male il suo operato diventa determinante per il risultato della gara. Se poi vengono introdotte anche novità “spettacolari” come l’utilizzo della bomboletta e non solo tecnicismi per gli addetti ai lavori, ecco che la figura del direttore di gara diventa parte determinante del marasma mediatico dei mondiali di calcio. Le novità introdotte in questo campionato del mondo sono essenzialmente tre.

 

La prima riguarda la distanza dei giocatori sulle riprese di gioco, in particolare in riferimento ai calci di punizione. Quando, infatti, l’arbitro ne accorda uno, i giocatori della squadra che ha commesso il fallo devono immediatamente posizionarsi a distanza regolamentare di gioco per la ripresa. In molti casi però chi batte il calcio di punizione chiede la distanza e allora il direttore di gara sistema gli avversari a 9.15 metri dal pallone prima di fischiare la ripresa del gioco. La distanza dal pallone è da sempre oggetto di contenzioso tra arbitro e giocatori: infatti chi difende cerca di guadagnare sempre qualche centimetro e lo stesso avviene per chi batte, che senza essere visti dall’arbitro cerca di portare avanti il pallone. Allora la bomboletta per segnare la distanze potrebbe veramente essere una innovazione efficace. Qualche dubbio, tuttavia, rimane: infatti è proprio in situazioni come queste che emerge la personalità dell’arbitro. La direttiva impartita agli ufficiali di gara è quella di contare i metri con passi lunghi e ben distesi e poi controllare che la barriera sia ferma fino a che il pallone non viene toccato. Oggi, con l’introduzione della bomboletta, non vi sono dubbi su dove deve collocarsi la barriera, tuttavia mi pare che la figura dell’arbitro ne esca in parte delegittimata. Probabilmente la bomboletta rende a tutti la vita più facile, però la figura dell’arbitro alla Michelotti, capace di farsi così intendere e rispettare dai giocatori tanto da mandarli alla distanza dei 9.15 solo a parole, che conosce le distanze a memoria e che con un occhio controlla il pallone e con l’altro la barriera è destinato a scomparire. E questo sinceramente mi dispiace – non perché l’equipaggiamento del direttore di gara viene appesantito di un ulteriore oggetto – ma perché la figura dell’arbitro perde un po’ di quel carisma e personalità che il suo intuito e la sua bravura mettevano in risalto senza l’ausilio di altri strumenti.

La seconda novità riguarda la segnatura della rete in caso di gol – non gol. Al di là delle polemiche riguardanti chi fornisce la strumentazione ed i suoi costi, mi sembra una soluzione intelligente ed un’innovazione molto utile: se infatti, come pare, la strumentazione è efficace, l’arbitro in tempo reale è in grado di leggere sul suo orologio se il pallone è entrato completamente in rete. Questo consente senza alcun dubbio di assegnare un gol. Mi pare un’innovazione di gran lunga migliore rispetto agli addizionali d’area. Prima di fischiare la segnatura di una rete l’arbitro cerca sempre la conferma nell’assistente di linea che con la bandierina indica il centrocampo, con questa novità la sicurezza si avrà leggendo il display dell’orologio.

La terza novità riguarda il time out tecnico. Non entro nel merito delle motivazioni riguardanti il clima brasiliano e del beneficio che esso potrà indubbiamente dare: approfitto, però, per aprire una riflessione circa il time out nel gioco del calcio. Infatti nel calcio a 5 e nelle categorie amatoriali di enti sportivi minori rispetto alla Figc troviamo già da alcuni anni il time out. Esso può essere declinato in diversi modi: uno per tempo o uno per gara per squadra, può avere una durata anche molto breve, di un minuto al massimo. Nel mondiale brasiliano avrà quindi valenza importante che darà modo di valutare e testare questo strumento per una eventuale introduzione nei campionati nazionali.

Dal punto di vista del calcio giocato gli arbitri sono stati al centro delle polemiche in alcune occasioni. Il primo nell’occhio del ciclone è stato il giapponese Nishimura, reo di aver concesso un rigore obiettivamente molto generoso in favore del Brasile e di essere stato molto comprensivo con Neymar che ha rischiato il cartellino rosso per una manata rifilata ad un avversario e che invece si visto sventolare il solo cartellino giallo. Così anche il collega colombiano Rolan è stato al centro delle proteste messicane, per aver avvallato le scelte del proprio assistente Clavijo, che per ben due volte ha segnalato posizione di off side inesistente interrompendo due azioni concluse entrambe con la segnatura della rete. Ed infine il nostro Nicola Rizzoli nella débacle spagnola è stato in parte contestato in occasione del rigore spagnolo concesso a Diego Costa e sul gol del 3 – 1 olandese per una presunta carica su Casillas. Da tutti questi episodi emerge quindi la valenza dell’arbitro come componente essenziale del gioco. Personalmente credo che tra quelli citati i più discutibili siano gli episodi legati a Rizzoli, che forse avrà sentito il clima (atmosferico) e non avrà offerto una delle sue migliori prestazioni, ma resta senza dubbio tra i migliori direttori di gara al mondiale brasiliano. Matteo Agoletti

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “CARTELLINO AZZURRO-IRIDATO di Matteo Agoletti / LA BOMBOLETTA SVILISCE LA PERSONALITA’ DEGLI ARBITRI ALLA MICHELOTTI CHE CON UN OCCHIO CONTROLLA IL PALLONE E CON L’ALTRO LA DISTANZA

  • Capisco il discorso sulla personalità ma secondo me la cosa stava degenerando, non mi dispiace la bomboletta, magari con una custodia o qualcosa di decente..
    Un time out di un minuto a partita è un idea che mi intriga, sarei curioso anche di sapere cosa ne pensano tecnici e giocatori.
    Al di la di eventuali errori ho sempre preferito Rizzoli nelle gare internazionali piuttosto che in serie a

  • La bomboletta non svilisce niente. In questo modo si mette fine alle sceneggiate sulla distanza, si perde meno tempo e l’arbitro si può concentrare su altro.

  • Michelotti racconta un calcio che non c’è più, lo spray non è la panacea di tutti i mali ma è un punto di partenza a costo zero, ma ci sarà chi si lamenta se la linea è concava o convessa……
    Poi il ruolo dell’arbitro non è quello di dimostrare quanto è bravo ed essere protagonista , ma di garantire la regolarità della gara.
    Gli arbitri possono sbagliare nelle decisioni istantanee, ma non nelle sanzioni disciplinari che sono poi quelle che “orientano” le partite senza essere oggetto di “moviole”, parlo delle doppie ammonizioni, delle mancate espulsioni, della tolleranza verso gli interventi intimidatori. Anche sulle applicazioni della prova TV va fatta chiarezza ed uniformità di giudizio.

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