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DA CUCCHI A REPICE, COSA E’ CAMBIATO NEL RACCONTO DELLE PARTITE SU RADIO RAI – L’audio sintesi di Italia-Costarica

image(Fabio Stellato) – Come ormai noto ai nostri lettori, questa edizione dei mondiali è coincisa con il passaggio di testimone tra Riccardo Cucchi e Francesco Repice, nel ruolo di voce azzurra di Radio Rai. Come sempre avviene nei casi di avvicendamento, di qualunque natura ed in qualunque settore, tra l’opinione pubblica scatta inevitabilmente il gioco delle differenze, per la serie era più bravo quello ma è meglio questo; e non possono sottrarsi a questo gioco Cucchi e Repice, nonostante entrambi siano apprezzati dalla stragrande maggioranza del popolo della radio pallonara.

Se è vero che entrambi i nostri eroi hanno la capacità comune a pochi ma non a tutti, di far vedere a chi ascolta, la partita alla radio, è altrettanto vero che la partita, per quanto sia uguale, ce la raccontano con due stili completamente diversi, a testimoniare la loro diversa personalità e soprattutto, forse, l’evolversi o il cambiamento che sta assumendo il linguaggio del racconto sportivo.

Riccardo Cucchi, figlio dei padri storici del radiocronismo sportivo (Ameri, Ciotti, Provenzali) ha fatto della sobrietà il suo marchio di fabbrica, ma non una sobrietà spenta, morta, che non produce emozioni in chi ascolta, ma bensì una sobrietà viva, entusiasmante, che vede il timbro della voce alzarsi di qualche decibel quando serve, senza mai sconfinare, però, in quello che è il tifo da bar, quel tifo che i padri storici di cui sopra, hanno sempre tenuto lontano da un microfono.

 

Figlio di una generazione decisamente più moderna è invece Francesco Repice, che, nonostante abbia nel suo DNA quelle basi stese proprio da quegli stessi padri, ha assimilato, nel suo raccontare una partita, quella sorta di know-how tutto brasiliano (vedi le coincidenze!), caratterizzato da urli, talvolta smisurati, e infarcito dai nomi di battaglia più’ svariati, attribuiti via via a quei giocatori che fanno (o dovrebbero fare ) la differenza; è proprio questa caratteristica sudamericana (che molta critica scambia con una sorta di emulazione verso la più popolare voce della tv a pagamento) che ha fatto entrare Repice nel cuore di tanti tifosi, che in questi ultimi anni non hanno mai mancato di elogiarlo ed idolatrarlo (forse troppo) sui social-network e nelle varie comunità delle rete.

C’era ovviamente molta attesa per la sua prima mondiale contro l’Inghilterra (di cui su queste pagine vi abbiamo proposto la audio-sintesi nei giorni scorsi), attesa che non è andata affatto delusa, complice la bella prova dell’undici di Prandelli; al di la degli urli, che qualcuno ha definito addirittura eccessivi, in occasione dei due gol (ma siamo ad un mondiale, dove, vivaddio si può anche sbracare), Repice ha fatto vedere al meglio la partita a chi non l’ha vista, grazie a quella sua capacità descrittiva, sintetica ma impeccabilmente efficace, che fa si che il suo scandire le parole sia sempre in sincronia con lo svolgimento dell’azione.

imageProfondo conoscitore del gioco del calcio, da buon “innamorato del pallone”, dopo aver esaltato tutte le qualità tecnico-tattiche che gli azzurri hanno sfoderato contro gli Inglesi, Repice, spalleggiato ottimamente da Antonio Monaco, non ha poi lesinato nel rimarcare impietosamente, e con mesto sconforto, le tante, troppe, mancanze che gli stessi azzurri hanno dimostrato di avere nella partita persa contro il Costarica (ascolta, cliccando sul video sotto la audio sintesi preparata da Marco D’Alessandro per tuttoilcalcioblog.it)

Non sappiamo ancora quale sarà il destino dell’Italia di Prandelli, ma sappiamo che la nuova Italia di Francesco Repice è destinata ad una lunga vita, che, tra successi e sconfitte, farà diventare grandi i bimbi di oggi cosi come l’Italia di Riccardo Cucchi ha fatto diventare grandi i bimbi di ieri. Fabio Stellato

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “DA CUCCHI A REPICE, COSA E’ CAMBIATO NEL RACCONTO DELLE PARTITE SU RADIO RAI – L’audio sintesi di Italia-Costarica

  • Io sono cresciuta con la voce di Riccardo Cucchi, non solo per le partite della nazionale ma anche e sopratutto con le partite della domenica pomeriggio, dove spero sia presente anche per il prossimo campionato (non ho ancora capito se ha lasciato solo la nazionale o ha lasciato tutte le radiocronache).
    Ascoltare Repice con la nazionale è stato strano all’inizio…..ma poi per come si è messa con l’inghilterra, è stato da brividi.
    Forza Azzurri

    Maria – Venezia

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