FORZA ITAL-PARMA

image(gmajo) – A corredo di questo articolo proponiamo un fotomontaggio, tratto dal sito ufficiale fcparma.com, con i tre portacolori dell’Ital-Parma, a disposizione di Mister Cesare Prandelli, Antonio Cassano, Gabriel Paletta e Marco Parolo: intende essere il nostro inchino d’omaggio a coloro che hanno saputo meritare la convocazione per il Mondiale Brasiliano onorando la maglia crociata. Stanotte, a Manaus (ribadisco anche in questa sede l’invito a seguire la partita al Circolo Toscanini, dove fin dalle 20, “aspettando Italia-Inghilterra”, dialogherò a cena con Lorenzo Longhi, autore di BrAZil, durante questa presentazione atipica del suo pamphlet tra una portata e l’altra della cena, una conversazione aperta a tutti coloro che saranno a tavola in Via Emilia Ovest 22, prima dell’attivazione del maxi-schermo per la proiezione della partita, per maggiori info clicca sul collegamento ipertestuale) ci sarà il primo atto di questa avventura e Gabriel Paletta potrebbe essere in campo fin dall’inizio, favorito dall’infortunio di De Sciglio che potrebbe comportare lo spostamento sull’out sinistro di Chiellini e appunto l’inserimento del roccioso oriundo al centro della difesa. Sempre ammesso che il CT non gli preferisca Bonucci, pompato da opinionisti dal passato juventino, per la sua maggiore esperienza. Non credo, tuttavia, che il commissario tecnico sia uno che si faccia condizionare dalla stampa, pur conoscendo la sua cronica allergia alle polemiche (motivo per cui, ad esempio, la convocazione di Paletta è stata una sorta di vendemmia tardiva: infatti, come ci aveva rivelato uno dei suoi preziosi collaboratori, Renzo Casellato, due anni fa, l’oriundo sarebbe stato chiamato solo quando le circostanze avrebbero previsto un suo impiego da titolare. Come comprimario, se no, si poteva puntare su un italiano evitando le polemiche sul fatto che non fosse nato sul suolo italico). A mio modo di vedere, infatti, Paletta sarebbe stato comunque uno dei due centrali, al di là dell’uscita di scena, sia pure temporanea di De Sciglio. Quando si è fatto male l’altro giorno qualcuno avrebbe voluto persino richiamare dall’Italia Maggio, ipotesi secondo me piuttosto assurda, sia come logistica, sia perché non è che fosse stato proprio un campionato esaltante il suo. Piuttosto si poteva pensare se, a quel punto lì, valeva la pena puntare sulla riserva Ranocchia (ruolo, quello di rincalzo prima di impegni importanti, che gli è piuttosto usuale, suo malgrado…), ma il 24° è tornato a casa come il 25°, il nostro Mirante, che, secondo me, avrebbe potuto rilevare Sirigu, noioso il suo infortunio, con uno di quei tagli dell’ultima ora dei 23. Mariolino Corso, vecchia gloria interista (era quello della punizioni a foglia morta), il quale, forse, sarebbe bene venisse pensionato…, si è espresso così ai microfoni di TMW sul ritorno a casa di Ranocchia: "È una cosa ridicola, una volta che lo porti fin lì devi tenerlo. Io mi auguro che non si faccia male nessuno, ma queste cose non mi piacciono così come non mi piace il codice etico. Tante chiacchiere, ma pochi fatti. Ranocchia è integro, con Barzagli e Paletta acciaccati io l’avrei tenuto". Credo che raramente si siano condensate tante corbellerie in così poche righe: l’unica cosa giusta, secondo me, è la sua valutazione del codice etico, ma come fa un addetto ai lavori – che i mondiali li ha pure disputati, sia pure quando la tv era in bianco e nero – a non conoscere il meccanismo delle “sostituzioni”. Se Ranocchia fosse rimasto a disposizione, uno avrebbe dovuto tornare a casa, ma né Barzagli, né Paletta, mi pare, siano vittime di infortuni di comprovata gravità tali da giustificare un avvicendamento al fotofinish. I cambi, poi, erano possibili solo fino alla vigilia della prima gara, per cui che rimanesse in Brasile, era assurdo. A meno che non fosse stato appunto Ranocchia a prendere il posto di De Sciglio, ma anche in questo caso lo stop non era così grave da giustificare una sostituzione. Sul discorso di Sirigu-Mirante, invece, poteva essere diverso proprio in virtù della particolare sofferenza del portiere del PSG che potrebbe menomarlo nei movimenti. C’è poi chi ha rimarcato l’effetto Montezuma di Mirante: non appena il portiere campano saluta gli azzurri poi c’è qualcuno che si fa male. Stavolta, sia pure leggermente, è toccato a Buffon. C’è appunto da toccar ferro, visto che il 36enne è l’unico guardiano di un certo affidamento della terna prandelliana (Perin? Beh, basta chiedere info alla Fluminense…). Parolo, forse, è quello che avrà meno chance di mettersi in mostra nella competizione iridata, ma è già buono che ci sia: se non si fosse fatto male Montolivo, forse sarebbe già in vacanza… E comunque gli spezzoni in cui è stato chiamato in causa non sono mai stati banali. Magari potrà esserci gloria anche per lui. Da ultimo ho tenuto il mio buon Cassano. Leggevo, in questi giorni, che la volontà di Prandelli sarebbe addirittura di non considerarlo come prima delle riserve, ma uomo degli ultimi 15’. Beh: mi pare un po’ offensivo, anche se capisco che Immobile possa vantare un certo tipo di referenze (anche in termini concreti di gol segnati): io, ma non lo dico adesso, bensì da tempi non sospetti, fossi stato il CT vero e non uno dei tredici milioni, la squadra l’avrai costruita attorno a FantAntonio. Se no sarebbe stato non solo inutile, ma persino pernicioso portarlo. Non a caso qualche poco fantasioso collega scommette su qualche Cassanata: la Gazzetta dello Sport qualche giorno fa parlava dell’enigma Antonio Cassano per Cesare Prandelli. La punta del Parma si aspettava di vivere un Mondiale da protagonista ma al momento sembra esser destinato ad un ruolo marginale e quindi si sta valutando la sua reazione. Per alcuni infatti è diventato saggio mentre per altri è incavolato perché destinato a giocare degli spezzoni. Il buon Claudio Raimondi sostiene, però, che Prandelli gli avesse parlato chiaro, secondo quanto ha dichiarato al solito TMW: "Cassano credo che abbia raggiunto una maturità importante. Da quel che sappiamo Prandelli ha fatto un ragionamento a lui chiaro e schietto dicendogli che sarebbe stato riserva di lusso. Se Prandelli dovesse pensare a un cambio tattico passando a 2 punte sicuramente la prima scelta sarebbe lui. Quindi Cassano sarà utile a partita in corso, in un muro contro muro scardinando difese rocciose". Io, sarò de coccio, ma Cassano lo avrei visto bene come protagonista: a parte la classe sopraffina, chi meglio di lui sa gestire le proprie risorse in campo? E poi perché questo diritto di precedenza a Balotelli, malgrado i segnali non proprio confortanti di questa stagione? Non mi soffermo sui vari Gargano & C. per spirito patriottico: solo che ritengo un po’ ridicolo il ritenere calciatori del Parma ai Mondiali quelli che non hanno chiuso qui la stagione e anche per coloro che erano tra i 30. Ninis è di proprietà del Parma? Certo, ma ha giocato altrove: ove fosse andato in campo la scritta sarebbe stata relativa alla sua ultima squadra di appartenenza, nelle titolazioni. A maggior ragione Mesbah… Se conta la proprietà, allora, Gargano non è nostro… Insomma, si è mischiato un po’ tanto (e non è certo solo questo il caso…). Comunque sia Forza Ital-Parma!

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “FORZA ITAL-PARMA

  • 14 Giugno 2014 in 17:27
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    italexparma

  • 15 Giugno 2014 in 00:39
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    Gabriel inguardabile per ora.

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