lunedì, Maggio 27, 2024
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GHIRARDI CONFERMA LA SUA INTENZIONE DI VENDERE IL PARMA, MA CHI VUOL COMPRARLO DEVE ESSERE IN GRADO DI SMOBILIZZARE SUBITO ALMENO 40 MILIONI E ALTRETTANTI NEI PRIMI 2/3 ANNI DI GESTIONE

imageDiego Tarì (www.iltifosobilanciato.it) – Negli ultimi mesi si è osservato un particolare dinamismo nella nostra Serie A: dopo l’acquisto, ormai "storico" della AS Roma da parte degli americani e l’operazione sull’Inter della scorsa stagione, però, nel corso degli ultimi mesi si sono già realizzati altri due passaggi di proprietà (Cagliari e Sampdoria), è stata annunciata una trattativa in corso (Genoa) e i Presidenti di Livorno e Parma hanno ufficialmente messo in vendita le quote delle propria società. Il Bologna, da parte sua, sta cercando nuovi investitori che possano affiancare o sostituire l’attuale socio di riferimento. Se le operazioni relative a Roma e Inter nascono con logiche industriali fortemente orientate all’acquisizione ed allo sviluppo di un image"brand", coinvolgendo, quindi, investitori interessati a portare all’interno della Serie A un nuovo modo di gestire il calcio (fatto di proiezione internazionale del marchio, sviluppo del merchandising, operazioni di investimento sullo stadio), negli altri casi i soggetti che sono subentrati alle proprietà esistenti sono invece più vicini alla visione tradizionale del Presidente/Proprietario cui siamo abituati.

Stimolati da qualche chiacchierata e scambio di email con gli amici di StadioTardini.it, abbiamo cercato di approfondire alcuni dei quesiti che i tifosi ducali hanno posto al direttore Gabriele Majo dopo che la mancata concessione della Licenza UEFA ha portato il Presidente Ghirardi ad annunciare la sua volontà di cedere la squadra.

Fatalità vuole che proprio nel periodo in cui ciò accadeva, si è avuta notizia del perfezionamento della vendita del Cagliari, passato dalle mani del Presidente Cellino a quelle di Tommaso Giulini proprietario della Fluorsid. Ma se questa ipotesi era ormai nota da tempo (non senza i colpi di scena derivanti dalle negoziazioni saltate all’ultimo momento con un fondo americano rappresentato da Luca Silvestrone e da un presunto interesse degli sceicchi del Qatar), come un fulmine a ciel sereno è giunta invece la notizia della vendita della Sampdoria, ceduta dai Garrone al produttore cinematografico Massimo Ferrero.

Questo ha ovviamente scatenato domande e dubbi da parte dei tifosi del Parma, che si sono chiesti le ragioni per le quali non sia stato ancora possibile trovare un potenziale acquirente per la loro squadra che sostituisca l’attuale azionista di riferimento.

Fabio Azzali, ad esempio, in una lettera inviata a Majo si chiede cosa abbiano Cagliari e Sampdoria di diverso dal Parma? Perché due squadre che per bacino di utenza, tradizione e valori sono simili sono passate di mano ed il Parma no? Ci sono delle sorprese in negativo da aspettarsi?

Va fatta una premessa importante: le operazioni di Cagliari e Sampdoria sono molto diverse fra loro, così come sono diverse dal caso del Parma.

Il Presidente Cellino era da tempo in fase di ricerca di un nuovo azionista che potesse rilevare le sue quote del Cagliari, interesse che ha avuto una decisa accelerata dopo che nel marzo 2014 è potuto diventare proprietario del Leeds United, che da quattro anni milita nella Serie B inglese (Football Championship). Le ragioni di tale scelta sono probabilmente da ricercarsi nelle differenti opportunità economiche offerte dai campionati inglesi, in particolare laddove riuscisse ad ottenere la promozione in Premier League che apre il mondo su un mercato che consente valori di fatturato (per diritti televisivi, merchandising e ticketing) decisamente superiore a quello italiano. Cellino, tra l’altro, ha potuto vendere una società che presentava un bilancio mediamente in equilibrio (negli ultimi 4 anni ha prodotto un risultato complessivo di 4 mln di perdita, che per la Serie A rappresentano un sostanziale pareggio), debiti contenuti con il sistema bancario (7,6 mln di euro al 30.06.2013) ed immobilizzazioni di proprietà (il Centro Sportivo "Ercole Cellino"). Non si conoscono ovviamente le cifre ufficiali della vendita, ma la stampa riportava valori vicini a 40 milioni di euro.

Molto diversa, sia come tempistica, sia come valori in gioco, la cessione della Sampdoria, oggetto di una negoziazione assolutamente riservata (la stampa ha appreso della notizia solo la mattina in cui si è tenuta la conferenza stampa ufficiale) ed apparentemente rapida. A differenza del caso del Cagliari, tra l’altro, il passaggio delle quote della Sampdoria dalla Famiglia Garrone al nuovo proprietario sembra (il condizionale è d’obbligo, in assenza di riscontri ufficiali) sia avvenuta per un valore pari a zero euro. In buona sostanza la società è stata oggetto di una ricapitalizzazione per complessivi 44 milioni di euro immediatamente prima della cessione (coprendo così il disavanzo della stagione 2013, pari a 13,8 milioni, oltre ai debiti bancari a medio termine), lasciando all’interno della società solo debiti bancari correnti per circa 15 milioni (probabilmente fidi a breve termine per lo sconto delle fatture alla Lega Calcio per i diritti televisivi). Il nuovo azionista, Massimo Ferrero, ha quindi ereditato una società "in equilibrio", con un parco giocatori comunque all’altezza della Serie A.

Come si può constatare in un caso abbiamo una vera e propria vendita, ad un valore interessante; nell’altro un passaggio di consegne dove l’azionista precedente ripiana una situazione esistente per poi consegnare la società in ordine al nuovo.

Situazioni, ambedue, profondamente diverse da quelle del Parma.

La decisione di Ghirardi di mettere in vendita il Club è stata annunciata ufficialmente solo poche settimane fa, il 30 maggio scorso, a seguito della decisione dell’Alta Corte di Giustizia del CONI di respingere il ricorso del Parma contro la decisione di non concedere la Licenza UEFA, privando così la società ducale della possibilità di disputare l’Europa League conquistata sul campo.

Nel corso della conferenza stampa, il Presidente dice testualmente: “Onorerò i miei impegni fino al 30 giugno. Poi, comincerà un’altra storia. Da oggi il 100% del Parma è in vendita”. Dichiarazione che ha l’effetto di una bomba, ma che poi, di recente, è stata ammorbidita in più occasioni. In un’intervista di ieri, rilasciata in via Rosellini a Milano, in occasione della Assemblea della Lega Serie A, ha infatti dichiarato: “Io ho fatto un passo indietro ma questo non significa che la mia famiglia non tuteli gli interessi del Parma. Non la lasceremo andare allo sfascio o senza guida: Leonardi è l’amministratore delegato, la famiglia l’azionista. La società sarà gestita nel migliore dei modi ma con uno spirito diverso, senza un timoniere appassionato e innamorato di questo sport.”

Le motivazioni di questa parziale retromarcia (peraltro già annunciata qualche giorno prima in un’intervista a Sky Sport) possono essere molteplici.

Probabilmente vi è una componente "psicologica": chi avesse visto la conferenza stampa del 30 maggio in diretta non ha potuto fare a meno di constatare una persona molto amareggiata, che forse ha preso una decisione più sull’onda dell’istinto che non da una vera riflessione. Forse il trascorrere dei giorni ha fatto si che tale sentimento negativo si sia affievolito, riportando il Presidente ad una più approfondita riflessione.

Vi è però, certamente anche una spiegazione pratica, che deriva dal ruolo di azionista di riferimento del Presidente Ghirardi. Come messo in evidenza da Luca Marotta durante il suo intervento alla trasmissione Calcio & Calcio Più su Teleducato, infatti, in occasione dell’approvazione dell’ultimo bilancio (quello al 30 giugno 2013) la Società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. ha esposto un richiamo di informativa sottolineando che il bilancio d’esercizio è stato redatto nella prospettiva della continuità aziendale perché gli amministratori hanno ricevuto conferma da parte del socio dell’impegno a supportare la società, per l’adempimento delle proprie obbligazioni. Impegno che poi, con l’Assemblea del novembre 2013, è stato confermato "almeno fino al 31 dicembre 2014".

Ora, poiché ci si trova in prossimità della chiusura dell’esercizio 2013/14 e considerando che ragionevolmente le necessità di finanziamento esistenti in passato non sono cessate, una dichiarazione come quella iniziale rilasciata dal Presidente Ghirardi avrebbe avuto effetti estremamente negativi sulle valutazioni del Collegio sindacale e della Società di revisione perché avrebbe fatto venire meno il supporto dell’azionista a partire dal 30 giugno (peraltro in contrasto con quanto dichiarato in Assemblea, dove è stato preso un impegno formale fino al 31 dicembre 2014) e, di conseguenza, la possibilità stessa che gli amministratori potessero approvare il bilancio nella prospettiva della continuità aziendale.

La correzione di rotta del Presidente Ghirardi (faccio un passo indietro a livello personale, ma il supporto della mia famiglia rimane), invece, consente di esprimere un concetto simile (e cioè che la società è in vendita), senza generare conseguenze negative come quelle osservate.

Per quanto attiene ai "tempi di vendita" le preoccupazioni dei tifosi, per quanto comprensibili, sono fuori luogo.

Poiché non risulta ufficialmente che il Presidente Ghirardi avesse intenzione di vendere la propria quota nel Parma fino ad una ventina di giorni fa, è chiaro che dal momento dell’annuncio a quello di un’eventuale cessione non potranno che trascorrere dei mesi, forse anni. Sempre per tornare all’esempio dei passaggi già effettuati, si parlava di una possibile vendita del Cagliari già l’anno scorso mentre addirittura Edoardo Garrone, nella conferenza stampa in cui ha annunciato la cessione delle quote della Sampdoria, ha detto che erano addirittura 7 anni che la società era in vendita.

Le squadre di calcio sono delle aziende atipiche (perché di fatto ad inizio campionato sanno già il valore del loro fatturato e, di fatto, anche il risultato finale dell’esercizio), la gestione di un Club di Serie A non si esaurisce con l’aspetto sportivo. Come abbiamo imparato nel corso degli anni, la componente economica e finanziaria sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, in particolar modo in un campionato nel quale le società di calcio vedono circa il 70% dei loro ricavi provenire dai diritti televisivi, con poche possibilità di diversificazione con sponsorizzazioni, merchandising, stadio di proprietà.

Ciò costringe l’azionista di riferimento a dover garantire un supporto finanziario costante al Club. Quando questo non si tramuta in veri e propri finanziamenti, rimane comunque la necessità di garantire gli affidamenti bancari concessi e le fideiussioni che la Società deve prestare alla Lega Calcio e/o alle società estere per il calciomercato.

Nel caso specifico del Parma, ad esempio, nel Bilancio al 30 giugno 2013, esistono garanzie rilasciate in favore delle banche per complessivi 8 milioni di euro, dei quali 6 provenienti dalla controllante Eventi Sportivi Srl e direttamente dal Presidente Tommaso Ghirardi. Un eventuale socio subentrante, quindi, deve tenere conto non solo dell’investimento finanziario (l’acquisto iniziale delle quote), ma anche dell’impatto delle sostituzioni delle garanzie esistenti. Oltre a questo, la controllante Eventi Sportivi Srl vantava dei crediti per finanziamenti infruttiferi di 11,2 milioni nei confronti della squadra.

A peggiorare la situazione, la liquidità che nasce dall’esercizio 2014/15 sembrerebbe già stata essere usata: sempre dal Bilancio al 30 giugno 2013, infatti, nel descrivere i debiti verso le banche si dettagliano alcuni anticipi di denaro, già incassati dalla società nella stagione 2012/13, anche per crediti che erano in scadenza nella presente e nella prossima stagione (quindi 2013/14 e 2104/15).

  • dall’incasso dell’anticipo ricevuto da Monte Paschi Siena leasing e factoring S.p.a. per cessione in esclusiva dei crediti a scadere relativi ai diritti Tv vantati nei confronti dei vari broadcaster (SKY Italia – RTI – RAI) della stagione sportiva 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015
  • dall’incasso dell’anticipo ricevuto da Ifitalia S.p.a. per cessione crediti relativi alla Lega Nazionale Professionisti stagione sportiva 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015;
  • dall’incasso dell’anticipo ricevuto da Ifitalia S.p.a. per cessione crediti a scadere relativi alla società Infront Italy stagione sportiva 2012/2013, 2013/2014 e 2015/2016;
  • dall’incasso dell’anticipo ricevuto da Ifitalia S.p.a. per cessione crediti a scadere relativi alla società Master Group Sport stagione sportiva 2012/2013,2013/2014 e 2014/2015;
  • dall’incasso dell’anticipo ricevuto da Unicredit Factoring S.p.a. per cessione crediti a scadere relativi alla Lega Nazionale Professionisti stagione sportiva 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015, derivanti dalla campagna trasferimento calciatori;

Questo significa che il papabile nuovo azionista di riferimento entra in una Società che ha già incassato in precedenza le principali poste di ricavi annuali (diritti tv e crediti verso la Lega Calcio) e, quindi, deve mettere in preventivo la necessità di sostenere finanziariamente il Club fino a quando la situazione di cassa non torna a regime (cioè fino a quando i flussi di cassa annuali sono sufficienti alle esigenze dell’anno in cui sono prodotti e non è necessario andare a spendersi in anticipo quelli degli anni successivi).

Sulla base di queste premesse, il Parma FC (come peraltro la maggior parte delle squadre di Serie A) non è un investimento alla portata di qualunque soggetto. Stiamo parlando, infatti, di qualcuno che dovrebbe essere in grado di smobilizzare immediatamente una cifra di almeno 40 milioni di euro (fra acquisto, sostituzione garanzie e restituzione dei finanziamenti erogati), per poi versarne probabilmente un’altra quarantina nei primi due/tre anni di permanenza, periodo che risulta essere il minimo indispensabile per poter rivedere la struttura dei costi del Club e renderlo completamente autosufficiente sotto il profilo economico, ma anche finanziario. Diego Tarì (www.iltifosobilanciato.it)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

33 pensieri riguardo “GHIRARDI CONFERMA LA SUA INTENZIONE DI VENDERE IL PARMA, MA CHI VUOL COMPRARLO DEVE ESSERE IN GRADO DI SMOBILIZZARE SUBITO ALMENO 40 MILIONI E ALTRETTANTI NEI PRIMI 2/3 ANNI DI GESTIONE

  • SIG. MAJO VORREI SAPERE SECONDO LEI PER L’INIZIO DEL PROSSIMO CAMPIONATO AVREMO UN NUOVO PRESIDENTE.E SE A NOVITA SOCIETARIE SULLA VENDITA DEL PARMA

    • Buongiorno Giovanni,

      come ha scritto nel suo articolo l’ottimo Diego Marì, i tifosi gialloblù (ma direi soprattutto Ghirardi) debbono avere pazienza: la vendita di una società di calcio – specie di questi tempi – è operazione non semplice, specie il Parma F.C. per il quale bisognerebbe prevedere una spesa di 40 mln subiti + altrettanti nel giro di 2/3 anni: i recenti esempi di Sampdoria e Cagliari sono lì a testimoniare come serva un certo lasso di tempo per arrivare alla conclusione di certe operazioni. Tra l’altro, specie nel caso dei doriani, non so se chi è arrivato sia meglio di chi è andato.

      Dunque, per l’inizio del prossimo campionato, tenderei ad escludere categoricamente che si possa avere un nuovo proprietario del Parma F.C., giacché ieri, il presidente dimissionario, ha ribadito che le richieste pervenute sono zero.

      Viceversa credo che dal 1° luglio 2014 (giorno avanti, giorno indietro) ci sarà un nuovo presidente diciamo così “di garanzia” della società che potrebbe essere Giovanni Schinelli, già vice presidente del Parma qualche anno fa e tornato come membro del cda nel 2011: amministratore delegato del Gruppo Leonessa è uomo operativo e di conti di fiducia della famiglia Pasotti-Ghirardi. Con l’annunciata (sia pure ancora non formalizzata) uscita di scena di Tommaso, questi ha iniziato a frequentare con assiduità il direzionale di Collecchio, passando al setaccio, con il piglio di un finanziere, tutti i conti del club. A mio modo di vedere potrebbe essere lui a succedere a Ghirardi, ma appunto come figura di garanzia dell’attuale proprietà. Vanno considerati, tuttavia, anche altri possibili scenari, che al momento mi paiono meno probabili, e cioè che venga nominato presidente lo stesso Pietro Leonardi, oppure un rappresentante di Energy TI Group. Soluzione, quest’ultima che potrebbe essere prodromica ad un eventuale incremento delle proprie quote (al momento detengono il 10% direttamente del Parma F.C., il cui 90% è della controllante Eventi Sportivi Spa).

      Cordiali Saluti

      Gabriele Majo

  • GRAZIE

  • ildiavoloincorpo

    Se il Tar riammette il Parma all’Europa il Ghiro si butta giù da un viadotto…

    • Non credo proprio. Se no non avrebbero partecipato… Con quel che gli costano gli avvocati…

  • avete letto che il tas di losanna ha riammesso una squadra russa?

    • Sì, grazie: penso che pubblicheremo un servizio di un nostro autore su questo tema nella serata di oggi o prima mattinata di domani.

      Comunque, per sommi capi, il Rostov, vincitore della Coppa di Russia, aveva subito la stessa sorte dei crociati, gli era stata, cioè, negata la licenza UEFA per problemi finanziari (pare per “ritardi nei pagamenti di alcuni stipendi”, nel caso del Parma, invece, la contestazione, come noto, riguarda il mancato e poi tardivo pagamento di una quota Irpef) … I dirigenti della squadra russa hanno fatto ricorso subito al TAS di Losanna, che gli ha dato ragione qualche giorno fa. La Federazione russa, adesso, vorrebbe anche fare causa alla UEFA per l’illegittimità del regolamento sulle licenze…

      Cordialmente

      Gmajo

      Cordialmente

      Gmajo

  • stavo leggendo che si tratta di fair play finanziario, ma forse non ho capito

    • Io le ho girato alcune informazioni sommarie segnalatemi dall’autore che si occuperà del servizio in questione: non mi sono occupato ancora direttamente della cosa. Quindi non ho idea se si tratta del FFP o del Manuale. Ma se non hanno pagato stipendi, come mi hanno segnalato, rientra in questa seconda categoria: il FFP sarebbe un’altra cosa…

      Cordialmente

      Gm

    • Ecco come interpreta la cosa Toro.it (anche se secondo me il loro riferimento al FFP non c’entra molto e trovo molte analogie col caso Parma. Anche perché è lo stesso manuale e non il FFP che prevede di essere in regola coi pagamenti ai calciatori).

      La notizia è di per sè eclatante, perché raramente il Tas ribalta una decisione presa in precedenza, da una Federazione nazionale. Ma ieri è avvenuto che in Russia, l’Arbitrato di Losanna abbia rivisto interamente una decisione, ammettendo una squadra, il Rostov FC, vincitrice della Coppa nazionale, e escludendo lo storico Spartak Mosca, ripescato in precedenza. Una decisione, appunto, clamorosa, che esclude a questo punto definitivamente la nuova squadra di Yakin, arrivata sesta nello scorso campionato.

      Lo Spartak si è limitato a alcune dichiarazioni di circostanza: “Alla fine, il Rostov aveva conquistato sul campo quella qualificazione”. Ed è curioso sapere che al club che ha vinto ieri in appello, la Licenza Uefa era stata negata per questioni economico/finanziarie: trattavasi di un debito di qualche centinaio di migliaia di euro, che la società non aveva mai saldato. Era quindi venuto meno il principio del fair play finanziario, poi invece accordato dal Tas, con la decisione che, tradotta, riportiamo integralmente:

      Losanna, 23 giugno 2014 – Il Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) ha accolto oggi il ricorso presentato da JSC PFC Rostov contro la decisione presa dalla Commissione d’Appello Licenze per Club della Federcalcio russa (RFU) il 30 Maggio 2014 di rigetto della domanda del Rostov per ottenere la licenza UEFA per la stagione 2014/15 e imponendo varie multe per un totale di ca. RUB 3,5 milioni dovuti a problematiche del club nel soddisfare i requisiti finanziari previsti dalla normativa UEFA e il Regolamento RFU.
      Il Rostov ha vinto la Coppa di Russia l’8 maggio 2014 e aveva i requisiti per partecipare alla UEFA Europa League 2014/15.
      Il gruppo di esperti CAS responsabili di questa materia ha stabilito che il Rostov non ha violato le disposizioni UEFA sul fair play finanziario e ha deciso di concedere la licenza al club per la partecipazione alle competizioni UEFA per club 2014/15 stagione.
      Il secondo aspetto di questo appello, relativo ad una possibile violazione del Regolamento RFU e alle ammende inflitte al club, sarà deciso dal CAS in una fase successiva.
      Data l’urgenza di questo ricorso presentato il 6 giugno 2014, il CAS ha emesso la sua decisione senza motivazioni. Gli atti ​​saranno emessi il prima possibile.

      Inevitabile che, ai tifosi del Torino, possa venire in mente il Parma. Il discorso è però diverso: in questo caso è stata violata una norma legata al fair play finanziario, nel caso italiano, invece, si è trattato di un vizio formale su cui difficilmente l’arbitrato di Losanna potrà intervenire. Inoltre, lo stesso Tas non ha ancora fissato un’udienza per discutere di questa controversia. Questo ribaltamento sarà comunque un precedente utile per chi dovrà ricorrere in ultimo appello. Il Rostov, infine, partirà dall’ultimo turno eliminatorio, che si disputerà a Agosto. Un ripescaggio inatteso (la sentenza è stata emessa ieri perché lo Spartak, in caso di conferma, avrebbe disputato il primo turno preliminare) e insperato.

      http://www.toro.it/press/view/9569

    • Comunque diventa difficile riuscire ad approfondire di più poiché non sono state pubblicate le “motivazioni”. Strumento che potrebbe rivelarsi assai utile per lo stesso collegio legale crociato, quando ricorrerà (se lo farà: finora mi pare sia stata presentata solo la richiesta) al TAS. Ma aspettiamo un gradino per volta: domani, infatti, mercoledì 25, è previsto il ricorso al TAR.

      Cordialmente

      Gmajo

  • lupusinfabula

    Ottimo approfondimento.Chiaro.La tavola e’ apparecchiata,non si può’ non capire.E’ giunto al limite per quelle che sono le sue possibilità’.Anzi,e’ andato oltre.Possiamo ancora definire il Parma FC una società’ sana?

    • Beh, dipende dai punti di vista… Dal punto di vista di Leonardi lo è, avendolo sancito con una certa decisione, nella sua penultima conferenza stampa…

      Cordialmente

      Gmajo

  • ma quindi ho capito bene che si tratta di fair play finanziario e non di stipendi non pagati?

    • A parte che non so quanto ci si possa affidare alle traduzioni on line nella parte dove si parla delle contestazioni c’è scritto che al Rostov “la Licenza Uefa era stata negata per questioni economico/finanziarie: trattavasi di un debito di qualche centinaio di migliaia di euro, che la società non aveva mai saldato”. Quindi l’accezione di FFP non è per capirci della stessa fattispecie di PSG e City (violazioni al Financial Fair Play), ma mi sembra più in generale similare a quella del Parma FC. Tuttavia, siccome il provvedimento d’urgenza è stato pubblicato senza “motivazioni” diventa difficile approfondire di più…

      Cordialmente

      Gmajo

  • febbredacalcio

    bah, dalle poche e frammentate notizie in rete sembra si tratti di ritardi nei pagamenti degli stipendi.
    alcuni fanno anche riferimenti a mancato fair play finanziario, ma essendo la maggior parte tradotti con i traduttori simultanei non mi sembra molto attendibili.
    continuo la ricerca….

    • Grazie Febbre,

      io rimango dell’idea che se si tratta di ritardato/mancato pagamento di stipendi è materia simile a quella del Parma (nel nostro caso Irpef), quindi roba prevista dal Manuale e non propriamente materia da violazione del Financial fari Play (per capirci i casi di PSG e City multati per averli violati).

      Cordialmente

      Gmajo

  • SIG. MAJO MA DOMANI SAPREMO IL VERDETTO DEL TAR

  • Alessandro D.

    In virtù di quando riportato nel dispositivo dell’Alta Corte CONI circa il fatto che il Manuale così come concepito pare negare il diritto di difesa alla società, sono molto più interessato al pronunciamento di domani del TAR. Questo perché detto organismo deve valutare la legittimità di atti lesivi di interessi legittimi. Legittimità significa conformità o meno alle regole giuridiche, di cui il diritto alla difesa dovrebbe fare parte. Un passo per volta, domani prevedo giornata interessante..in un senso o nell’altro, se speranze ci sono a mio avviso vanno riposte nel TAR.

  • questa sentenza a favore del club russo è un buon segno x il Parma (finalmente!) potrebbe essere un precedente a nostro favore, speriamo bene…

  • febbredacalcio

    anche qui si parla di ritardi , ma con tutti i limiti del traduttore simultaneo dal russo non si capisce se i ritardi siano stati nei pagamenti degli stipendi o nella presentazione dei documenti che li certificavano.
    Interessante invece l’analogia del presidente del club russo che accusa la federazione nazionale di non averlo sostenuto

    http://izvestia.ru/news/572817

    • A me questi piagnistei non piacciono neppure in cirillico. Spero bene che il Tar possa concedere al Parma di giocare nella E.L. conquistata sul campo, però il vittimismo non mi piace e avrei preferito che queste spiacevoli code giudiziarie si fossero evitate seguendo le strade normali battute da tutti…

      Cordialmente

      Gmajo

  • febbredacalcio

    tutti noi l’avremmo preferito…

  • oh i russi cianno er gasse :-),noi al massimo le ralle

  • Aspetto l’approfondimento sul club russo, di toro.it non mi fido più perchè, come dissi tempo fa, non mi e piaciuta per nulla la loro linea, culminata con l’intervista al legale del torino in cui veniva illustrata con dovizia di particolari l’infondatezza della tesa sul prestito finanziario (grazie ma si era capito) mentre sugli aspetti che potrebbero comportare un verdetto favorevole al parma non vi è stato alcun commento, avrà avuto la gola secca..
    40 milioni subito non credevo, sono tanti, sui 40 nel periodo seguente all’acquisto credo invece che siamo abbastanza nella norma. Lo stesso Ghirardi se non sbaglio dovette prendere un impegno analogo, anche se meno oneroso, nei confronti di Bondi.
    A proposito di Tom pensavo fosse troppo schifato per tornare in Lega, mi aspettavo delegasse qualcuno. Tra l’altro era una di quelle riunioni in cui si abbaia molto

    • Toro.it non proporrà ulteriori approfondimenti al di là di quello che ho copia incollato prima. Mentre in serata un collega esperto di calcio russo dovrebbe inoltrarmi qualcosa, sperando nel frattempo non sia già stato fagocitato dalla stretta attualità… A parte che prima del TAS c’è il TAR, quindi un passettino per volta.

      Non mi trovo d’accordo, per nulla, con te, a proposito del giudizio sulla famosa intervista concessa dall’avvocato Massimo Ranieri a Toro.it (che ci aveva concesso di riprenderla). Direi anzi che il legale – il quale ormai non aveva più niente da chiedere perché la partita all’Alta Corte era già chiusa con l’esito che sappiamo – era stato prodigo di preziosi particolari (per noi interessati alle cose di casa Parma) che erano state taciute dai nostri poco trasparenti dirigenti, così impegnati a gettare il fumo della “ingiustizia”. E non credo, comunque, che spetti a lui indicare possibili vie di uscita al Parma, suvvia!

      Ghirardi dovette garantire a Bondi una cifra inferiore (non ricordo bene se circa la metà): in questo caso, invece, secondo l’analisi dell’ottimo Diego Tarì, non si tratterebbe di un obbligo contrattuale, quanto di una ragionevole aspettativa. I 40 subito servono/servirebbero perché tutto quanto poteva esser scontato è già stato scontato…

      Il Tom di ieri in Lega mi pare l’ennesima sua contraddizione…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Per ulteriore approfondimento intendevo il tuo..
        la ragione dei 40 subito è molto chiara, e il tuo distinguo sui 40 dopo ineccepibile.
        Tari fece un analisi simile anche sull’ultimo bilancio, in tempi non sospetti

  • Voglio Abete in mutande a dare 10 milioncini al Parma….

    • In questa sede non ballano i danni quanto la riammissione alla EL avendo chiesto la “sospensiva”.

      Eventuali danni credo che saranno oggetto di altri procedimenti…

    • magari 20 milioni pero’ va bene anche vestito

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