GHIRARDI, IL ROTTAMATORE DI ABETE, PERCHE’ NON SI CANDIDA A SUCCEDERGLI QUALE PRESIDENTE FEDERALE?

(gmajo) – Parla, Tommaso Ghirardi. Continua a parlare, Tommaso Ghirardi. Il presidente dimissionario del Parma F.C. – a margine dei lavori della Lega Serie A sui diritti televisivi, materia della quale si ritiene un esperto e che proprio per questo motivo lo ha visto tornare per ben due volte di fila negli uffici di Via Rosellini a Milano per curare gli interessi di famiglia, dato che si tratta della principale fonte di entrata della società – non ha disdegnato microfoni e riflettori, esprimendosi in un modo che non lascia per nulla trasparire il fatto che sia uscito o che intenda uscire davvero dal mondo del calcio. Anche ora che il suo grande nemico, il presidente federale Abete, è uscito di scena dimettendosi dopo il disastro di Brasile 2014, non gli risparmia frecciate dirette o indirette. A lui e al sistema che rappresenta: Quando si subiscono i torti si è più amareggiati: forse qualcuno capirà i torti che ho subito io e magari ci penserà prima di farli subire ad altri”. Magari i torti cui allude sono quelli che l’Italia ha subito, per mano arbitrale, iersera a Natal, ma il suo riferimento è – ancora una volta – alla presunta ingiustizia che il Palazzo avrebbe ordito contro di lui e il suo Parma, impedendogli di poter disputare il preliminare di Europa League, per via della Licenza Uefa negata dai tre gradi della giustizia sportiva (in attesa dell’eventuale ribaltone odierno al Tar Lazio). Il suo grande nemico – Giancarlo Abete – lo menziona quando cita i responsabili della disfatta: “La responsabilità è di tutti, da Abete ai giocatori”, ma quando accenna alle dimissioni le lodi sono solo per il suo amico Cesare Prandelli, stratega tutt’altro che efficace: “A me dispiace molto per Prandelli che per me è quello che ha meno colpe. Il suo è stato un gesto elegantissimo, ha dimostrato di essere un uomo”. Beh se è elegantissimo il gesto di Prandelli perché non lo è anche quelli di Abete, giacché si sono dimessi entrambi? Ghirardi sostiene che l’eliminazione “non ci voleva per tutto il nostro movimento, per quel che significa in Italia”: forse, però, per quello che è un inevitabile processo di ristrutturazione – che lui stesso, a suo modo, aveva invocato – potrebbe essere invece l’ideale, anziché continuare a scopare la polvere sotto il tappeto. Anzi: a pensarci bene Tommaso Ghirardi, dopo gli inauditi attacchi alle istituzioni, potrebbe ora candidarsi come uomo nuovo del calcio al vertice della Federazione per succedere a colui che rappresentava (se non propri a titolo personale, almeno per la carica ricoperta) i mali del calcio che lui, il Ghiro, diceva di voler sconfiggere, percorrendo, però, la strada della ritirata. Adesso che Abete non c’è più ha senso che Ghirardi resti nel suo Aventino? Anzi: visto che proprio lui è stato il rottamatore di Abete (anche se è stato il Mondiale fallimentare a toglierlo dalla circolazione e non gli strepiti ghirardiani dopo la bocciatura della Licenza UEFA) perché non si candida per succedergli? Del resto lui è giovane, rappresenta la faccia pulita del calcio, ha grandi capacità imprenditoriali: quale migliore candidato per dare una svolta positiva? Le simpatie in giro non gli mancano, anche se molti (a me viene in mente, ad esempio Jacobelli, per il quale non mi pare che in carriera il Parma fosse mai molto contato, autore di editoriali di grande sostegno al Ghiro, appunto poiché contro Abete). Magari, anzi – perché no?!? – ci aveva anche già pensato, giacché non era così difficile prevedere le difficoltà degli azzurri e il conseguente  nuovo terremoto: magari, chissà, forse anche per la mira di succedere ad Abete potrebbe aver avuto tutta questa fretta di disfarsi della società (un presidente federale mica può rappresentare una squadra di club) e prima o poi la voglia di scendere in campo direttamente viene (vedi Berlusconi vent’anni fa in politica…). Ghirardi presidente federale potrebbe essere davvero l’uomo giusto, sul quale potrebbero convergere in tanti. E’ chiaro, però, che la sua dialettica, in caso diventasse un uomo delle istituzioni, dovrebbe un po’ cambiare dall’odierno pane e salame. Perché quando si siede sullo scranno più alto non si può picconare (a parte lo scomparso presidente Cossiga…). Del resto il programma elettorale non è neppure così difficile da formulare: “Bisogna ristrutturare tutta la Federazione, mettere regole nuove tra Serie A, B e C e magari consultare un po’ di più i presidenti e non avere solo due membri. Ascoltiamo gente che fa calcio, non ascoltiamo solo i politici… Troppi stranieri in A? Noi siamo la seconda squadra per numero di italiani. Forse bisogna cambiare il sistema, non credo che sia colpa dei club. I club sono quelli che mantengono il circo, che pagano tutto. Adesso facciamo il presidente federale, poi ci penserà lui a scegliere il cittì”. Un Ghirardi presidente federale, magari, potrebbe anche riciclare Prandelli: del resto se lo ritiene il meno colpevole… Il Ghiro è intervenuto anche sul tormentone critiche a Paletta: “Le critiche a Paletta? Una vergogna. Questi sono giudizi dati da giornalisti che non l’hanno mai visto giocare, perché ovviamente sono giornalisti top che vanno a seguire le grandi squadre e il Parma non l’hanno mai visto giocare. Quindi non lo possono giudicare. Ripeto, è una vergogna, l’ennesima vergogna”. Quando il Ghiro sarà presidente federale, però, dovrà prestare attenzione a non avere la pelle così sottile: perché in quelle posizioni di pazienza bisogna averne parecchia (un po’ come Abete l’ha avuta con lui) e non ci si può impermalosire, sapendo come gira il mondo del pallone (ah già: ma lui lo rivoluzionerà!) specie ai Mondiali, laddove ogni tipo di polemica è dilatata. Su Paletta, infatti, si è fatto uno tsunami in un bicchier d’acqua non essendo certo stato il primo e non sarà l’ultimo giocatore messo in croce dopo una prestazione oggettivamente non all’altezza. E se anche i giornalisti non lo hanno visto in azione in campionato (che poi non è detto), il voto non è che deve essere alla carriera, ma a quanto dimostrato nella singola occasione. Quindi il suo ragionamento, che è poi lo stesso di Leonardi pochi giorni fa, non sta in piedi, al di là della volontà di difendere i propri giocatori (giusto farlo, per carità, ma per bene…). Per essere un presidente dimissionario (almeno Abete si è dimesso davvero…) Ghirardi si è dimostrato attento alle cose di mercato: “Cassano? Ha due anni di contratto, penso resterà. Lui è una persona particolare, se vuole rimanere a Parma lo teniamo a braccia aperte. Mi spiace per lui, per Parolo, per Paletta. Le parole di Buffon? Non entro nel merito, comunque ha fatto la sua parte ed è stato bravo ad assumersi le responsabilità”. Ghirardi for president alla FIGC…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

27 pensieri riguardo “GHIRARDI, IL ROTTAMATORE DI ABETE, PERCHE’ NON SI CANDIDA A SUCCEDERGLI QUALE PRESIDENTE FEDERALE?

  • 25 Giugno 2014 in 17:03
    Permalink

    Fino al 30 giugno può ancora parlare…

    • 25 Giugno 2014 in 17:16
      Permalink

      Nessuno gli toglie il diritto di parola, per carità, men che meno noi paladini della stampa libera ed indipendente 🙂

      Solo che bisognerebbe si decidesse: si è dimesso o no? Perché non è che – dopo aver fatto parte integrante, con incarichi operativi per sette anni del Palazzo – e se ne va fuori schifato sbattendo ka porta, che poi si riaffaccia per due volte di fila, alla prima occasione…

      E poi lo vedrei bene davvero come presidente federale (previo un po’ più di diplomazia…)

      • 25 Giugno 2014 in 17:19
        Permalink

        Infatti indicando il 30 giugno ero sarcastico, anch’io mi sono chiesto se si è dimesso o meno…

  • 25 Giugno 2014 in 17:16
    Permalink

    Ma va la’!
    Ma che senso ha?
    Ma che articolo e’?

    • 25 Giugno 2014 in 17:18
      Permalink

      Io le chiedo che senso hanno le sue insulse propagande elettorali? Il senso è quel che ho scritto. Delle due l’una: ora che Abete è stato sradicato, Ghirardi deve tornare a impegnarsi in prima persona o nel Parma, o appunto in quella federazione che secondo lui era marcia. Dunque Ghirardi for president.
      Saluti
      Gmajo

        • 25 Giugno 2014 in 18:28
          Permalink

          Le sue pubblicità sono ridicolaggini… La mia è una proposta seria. Non sto scherzando. Ghirardi in FIGC oppure torni al Parma visto che col terremoto di ieri il Palazzo è caduto…

          • 25 Giugno 2014 in 18:52
            Permalink

            Una proposta seria….ma va la’. Stiamo ridacchiando al bar

  • 25 Giugno 2014 in 17:20
    Permalink

    Abete viene pagato da ben 20 anni, invece Ghirardi fa gli interessi del suo portafoglio, non vedo cosa ci sia di strano a rilasciare dichiarazioni sul mercato, ha anche detto cose che già sapevamo, quindi…

    • 25 Giugno 2014 in 17:31
      Permalink

      Scusa ma a te le dichiarazioni di Ghirardi sembrano da presidente dimissionario?

    • 25 Giugno 2014 in 17:31
      Permalink

      Non capisco il suo commento.

      Appunto, al posto di Abete, che viene pagato da 20 anni, io candido come suo successore il suo rottamatore Ghirardi, che così, oltre a fare l’interesse del suo portafoglio, può fare quello della collettività, impegnandosi in prima persona per un calcio migliore, visto che ne è scappato via schifato.

      Le dichiarazioni di mercato mi aspetto che Ghirardi le faccia se è “operativo” non “dimissionario”. Perché se uno si dimette di solito poi tace, non parla più di prima… Non mi pare di aver chiosato sui contenuti delle dichiarazioni mercatali di Ghirardi. O lei, forse, ha letto un altro articolo?

      Saluti

      Gmajo

  • 25 Giugno 2014 in 17:22
    Permalink

    Un negro come balotelli che e stato adottato da una famiglia bresciana spara merda agli italiani i negri sono superiori leggete le sue dichiarazioni.
    Questo e razziamo questo puttaniere montato con cervello da gallina è stato eletto leader della nazionale forse grazie ai suoi sponsor.
    Abete e tutta la mafia del calcio deve andare a casa tanto non cambierà niente.

    Giustizia per il parma che si è conquiatata l europa sul campo invece di esporre i tricolori sui balconi esponete la bandiera del parma

    • 25 Giugno 2014 in 17:37
      Permalink

      Augusto, cerca di non essere altrettanto razzista come dice che lo è Balotelli… Dunque espressioni come “negro di merda” evitale, se no sarò costretto a ricorrere alla censura.

      Sul fatto che il Parma si è conquistata l’E.L. sul campo, grazie anche al rigore di Cerci fallito al 93° della discussa Fiorentina-Torino, non c’è niente da eccepire: ma sul fatto che il Parma non sia in E.L. per colpa di altri mi pare non sia stato dimostrato.

      Infine: cosa c’entrano le bandiere tricolori=? Lasciale dove sono: puoi invitare ad esporre la bandiera crociata o gialloblù, senza far togliere le altre.

      Saluti

      Gmajo

    • 25 Giugno 2014 in 18:27
      Permalink

      Discorso troppo razzista.
      In altri paesi passeresti guai seri.
      Bianco,nero o giallo un rimbambito e’ sempre un rimbambito

  • 25 Giugno 2014 in 17:50
    Permalink

    Scusa maio ma sono molto amareggiato x il parma che più per la nazionale comunque ti invito a leggere le dichiarazioni di pippamario

    • 25 Giugno 2014 in 18:02
      Permalink

      Si, ho letto, ho letto… Cmq io l’ho sempre compatito, anche quando faceva gol… Povrè…

  • 25 Giugno 2014 in 18:35
    Permalink

    Majo la sua ostilità verso Ghirardi è nota e evidente ( i motivi non li conosco e non mi interessano ) e questo articolo ne è un ulteriore conferma. L’ex (?) presidente ha solo espresso una sua opinione (legittima ) e comunque Abete si doveva dimettere già da un pezzo per i fallimenti del calcio italiano strutturale e di risultati(la mancata assegnazione degli europei) o i problemi con le tifoserie ultras che dettano ancora oggi legge.

    • 25 Giugno 2014 in 18:39
      Permalink

      Cioè, voglio dire: uno candida Ghirardi a presidente federale e dimostra così la sua ostilità? Dailà amico, scantot un po’…

      Comunque ora Abete non c’è più: Ghirardi fuori dal calcio non ha senso. Si assuma un impegno in prima persona o al Parma o in Federazione. Ha l’occasione di migliorare il calcio.

      Sulla parte finale del suo commento non capisco cosa c’entri: ho forse detto che Abete doveva rimanere al suo posto o che il calcio italiano non ha problemi’ Certo il problema del calcio italiano, però, non è la Licenza Uefa negata al Parma.

      Saluti

      Gmajo

  • 25 Giugno 2014 in 18:48
    Permalink

    Credo che Ghirardi, come chiunque altro, non potrebbe resistere alle pressioni dei lucratori calcistici e quindi anche il prox presidente sarà l’omologo di Bargnòcla dei burattinai Ferrari.
    Cmq dato che c’è da rottamare anche Prandelli, io quoto in pieno Guidolin. Grande uomo di sport e scopritore di talenti.
    Speriamo non sia troppo onesto e trasparente per piacere alla FIGC.

  • 25 Giugno 2014 in 19:05
    Permalink

    è il tono che fa la musica e questo articolo è ironico verso le sue dichiarazioni quasi acido il cui significato implicito è vai tu cosi vediamo come migliori la situazione dato che sei esperto in materia (poi che senso ha diventare presidente di una federazione dopo che lasci il calcio e non hai piu interessi per farlo?). E la seconda parte del mio precedente commento si riferisce al fatto che il gesto di Abete è dovuto e non è affato ‘nobile’ dato che non è l’unico fallimento della sua gestione a differenza di Prandelli che a parte questo mondiale aveva rianimato una nazionale distrutta nel 2010 eliminata dalla slovacchia ma questo molti lo dimenticano.

  • 25 Giugno 2014 in 19:12
    Permalink

    non capisco perche ghiardi non dovrebbe parlare di mercato ! i soldi sono stati messi dal sottoscritto indi per cui ha tutto il diritto di esternare cio che vuole

  • 25 Giugno 2014 in 19:22
    Permalink

    Il Palazzo non è crollato, semmai è crollata una torre.
    Riporto le parole del capo di tutte le federazioni, Malagò:
    “Nel bene o nel male, quanto successo ieri è attribuibile al mondo del calcio, tutto questo è figlio di una gestione che viene da lontano, non è una cosa recente. E’ una governance con un corso lungo, ottenere risultati non buoni fa parte della vita”
    ABETE — “La scelta del presidente federale è meditata, ha detto che si sarebbe dimesso comunque e credo alla sua onestà intellettuale. Momento giusto per azzerare tutto? Ci sono statuti e regolamenti per decidere il nuovo presidente della Figc. E’ il mondo del calcio che deve individuare il nuovo presidente. Il consiglio federale dovrà predisporre gli elementi per l’elezione del nuovo presidente. Un’opinione ce l’ho ed è molto chiara, ma sarebbe sbagliato esprimerla a caldo”.
    Lo stesso Malagò che non molto tempo fa a proposito della mancata Uefa disse:
    “Mi dispiace molto, ogni volta che uno ottiene un risultato sul campo e non viene convalidato dalla giustizia sportiva è comunque una sconfitta in assoluto. Non posso che rispettarlo ma non posso purtroppo aggiungere altro”. “Non posso commentare le sentenze della giustizia, amministrativa, penale o sportiva più che mai ”

    Al di là di tutti i figuranti, di tutte le facceparavento stampate sul sacchetto dei biscotti per farli vendere bene, cosa c’è dunque dentro al sacchetto? Chi è che comanda davvero, chi è che può decidere di cambiare le cose che serve cambiare se nessuno può neanche commentare ma solo mediare per non bruciarsi la poltrona?
    Per quanto riguarda Ghirardi successore di Abete, mi sembra una boutade piuttosto fuori luogo adesso, Ghirardi deve risolversi le sue cose prima di complicarsi ancor di più la vita. Tanto Malagò ha già un’idea no?

  • 25 Giugno 2014 in 19:26
    Permalink

    Non vedo cosa ci sia di male se un presidente dimissionario che resta comunque un azionista rilascia delle interviste….fino al 30 è pur sempre presidente..,poi se parla ancora moggi può parlare anche Ghirardi

    • 25 Giugno 2014 in 20:21
      Permalink

      Nessuno gli nega di parlare, per carità. Solo che come lui è libero di parlare io sono libero di fare altrettanto e rimarcare come anomalia il fatto che ogni due per tre vada sotto i riflettori ad esternare, dopo aver detto che si è dimesso. Se si è dimesso non si capisce perché parli (anche se è liberissimo di farlo e io ci chiedermi perché parla), oppure molto più seriamente torna in groppa. Specie ora che non c’è più Abete…

      Saluti

      Gmajo

  • 25 Giugno 2014 in 22:06
    Permalink

    Ma no Majo, davvero credi che il buon Tommaso possa cambiare le cose? Strano, visto che sei molto più “esperto” di me… Per circa 1-2 settimane si faranno processi e si immagineranno soluzioni, poi una volta calmate le acque, il nuovo presidente tornerà a fare quello che faceva Abete… praticamente niente.

    • 26 Giugno 2014 in 01:01
      Permalink

      Appunto che ci vuole Ghirardi. La mia candidatura di Tom è seria.
      Cordialmente
      Gmajo

I commenti sono chiusi.

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