domenica, Aprile 14, 2024
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I METEORismi di Lorenzo Fava / IL TALENTO (MAI VISTO) DEL VENEZUELANO ARTEAGA

manuel arteaga (Lorenzo Fava) – Se c’è una cosa nella quale noi, sessanta milioni di esperti del calcio italiano, non siamo bravi a fare (ma, nonostante le difficoltà, non ci diamo per vinti) è quella di “francobollare” un calciatore in rampa di lancio con l’etichetta di un collega decisamente più illustre. Quella pesante eredità, accollata al povero giovane sconosciuto di turno, penderà sulla sua testa come una spada di Damocle; e ben presto «Il nuovo Pirlo», «Il piccolo Maradona», «Il successore di Buffon» di turno disattenderanno le aspettative e si riveleranno un classico fiasco.

È il caso di Manuel Alejandro Arteaga Rubianes, giovane venezuelano di Maracaibo, primo eletto per la rubrica de “I METEORismi”, edizione estiva 2014 (on line dopo la mezzanotte di ogni domenica a partire da oggi 1° giugno su StadioTardini.it). Ruolo attaccante.

Arteaga, che era transitato nel Ducato non ancora diciottenne nel settembre 2012 (è nato nel 1994 e il prossimo 17 giugno spegnerà le sue prime 20 candeline), faceva già parlare di sé in patria fin dalle prime apparizioni. Nell‘inverno 2011 il giovane delantero aveva preso parte con la propria rappresentativa nazionale, di cui indossava pure i gradi di capitano, alla spedizione per il mondiale sudamericano Under 17: contro il Brasile, che poi si sarebbe laureato campione, Arteaga mise a segno addirittura una doppietta che gli valse tutte le luci dei riflettori che poi si accesero sulla sua giovane e promettente carriera.

Tant’è che in estate César Farìas, l’allora Commissario Tecnico della Vinotinto lo fa esordire nella Nazionale maggiore il 7 agosto nell’amichevole contro El Salvador. Tenta una prima fortuna in Europa: Liverpool e Fiorentina gli concedono due provini dopo questa esibizione, ma per il giovane venezuelano è subito pronte un biglietto di solo ritorno per la sua patria natale.

La seppur breve carriera di Arteaga inizia dal più lontano anno 2000, quando il ragazzino inizia a tirare i primi calci al pallone con la maglia delle giovanili del Centro Gallego, per poi arrivare all‘UA Maracaibo (dove sta dal 2004 al 2008), infine allo Zulia, dove finisce la trafila del settore ed esordisce in prima squadra.

Con i nero-blu disputa 7 presenze e trova il primo gol da professionista nella stagione 2010-2011. La consacrazione arriva nel campionato successivo, nel quale Manuel trova maggiore spazio e una maggiore continuità con la via della rete: 4 gol in 18 gettoni per il 16enne nuovo prospetto del calcio venezuelano.

L’Europa mette gli occhi su Arteaga: più lesti di tutti sono i talent scout  Preiti & Leonardi, che se lo “assicurano”, proprio in chiusura dell’asta di mercato, per l’annata 2012-2013 grazie a un prestito di soli 150.000 euro. Il riscatto, già fissato a 700.000, si presume sia una formalità visto che il Parma gli fa firmare un bel triennale.

Al suo arrivo in Italia non si sprecano di certo i paragoni con i grandi paradigmi calcistici del passato (e del presente); forse tratti in inganno dalla stazza (75 kg spalmati su un metro e 85 centimetri d’altezza) o dalle origini latine, c’è chi scomoda Gabriel Omar Batistuta, mentre la redazione del sito talenticalcio.it il 4 settembre 2012 in un articolo si augurava potesse ripercorrere le orme di Hernan Crespo.

Anche in città si fiuta l’aria di aver portato a termine un grande colpo e si ipotizza che il vinotinto possa essere utile fin da subito alla causa della prima squadra. Il nostro Mister, quello di StadioTardini.it, uno che di calcio ne mastica e che con i pronostici difficilmente sbaglia – prevedeva in futuro molto roseo per colui che avrebbe potuto emulare il percorso fatto dal più celebre Cavani qualche anno prima.

Non sarà così: Donadoni lo convocherà appena la miseria di 10 volte in panchina, ma non gli concederà mai l’esordio tra i grandi della Serie A; Arteaga rimane per tutta la stagione aggregato alla Primavera allenata da Fausto Pizzi con la quale va a segno in tre circostanze.

«Deve prendere la mano con le nostre abitudini e con il calcio italiano», «Arriva da un mondo dove la vita e il calcio sono completamente diversi» si dirà. Di certo c’è che il Parma, nell’estate 2013, non intende più esercitare il diritto di riscatto che ha sul giocatore, che così torna in Venezuela, allo Zulia, il club dal quale era provenuto. Nel 2014 si sposta, sempre all’interno dei confini nazionali, al Deportivo Anzoátegui: con i giallorossi del Venezuela gioca pure la Copa Libertadores (la Champions League del Sud America), e trova la gioia della rete, valida per l’1-1, contro il blasonato club del Santos Laguna (che puoi vedere dal minuto 1:22, cliccando qui).

È notizia di pochi giorni fa che Arteaga potrà esprimere il suo talento di nuovo in Europa: l’Arles Avignone, club francese di Ligue 2, è pronto ad accoglierlo. Lorenzo Fava

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

7 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / IL TALENTO (MAI VISTO) DEL VENEZUELANO ARTEAGA

  • Se ti metti a parlare delle promesse non mantenute del vivaio del Parma, con uno al mese arrivi al 2032:
    Petr, uno dei migliori portieri U20…..si è fermato alla panchina di Parma e Pro Patria, prima di trovare più fortuna in Belgio
    Aleksandar Prijovic, altro attaccante talentuoso che la prima squadra l’ha vista una volta prima di girare per inghilterra, svizzera e scandinavia.
    Eros Corradini, quello che era considerato più forte di Buffon.
    Covic “un attaccante di razza”, che si è fermato alla primavera.
    Stefano Crisci, attaccante del ’89 che era considerato uno dei migliori del vivaio gialloblu che ora gira nei campionati di eccellenza dell’Emilia-Romagna
    Robert Trznade, tra le stelle del viareggio, è tornato in Polonia.
    E Alex Gibbs dove lo mettiamo?

    Facendo un discorso generico, se un giovane considerato talentuoso non esplode e smentisce le aspettative, non sempre è solo colpa del giocatore stesso; spesso sono le società stesse a non aspettarlo o a non gestirlo bene, ad esempio mandandolo in prestito alla squadra sbagliata.

    • Sacrosanto. Preciso, tuttavia, che la rubrica di Lorenzo Fava non tratta solo delle promesse non mantenute del vivaio: anzi, forse questo è il primo caso trattato nella sua rubrica giunta, se non ricordo male, alla terza stagione. Spesso, se non sempre, infatti, ha tirato fuori dal dimenticatoio nomi di calciatori “già fatti”, non transitato dal settore giovanile.
      Cordialmente
      Gmajo

      • Infatti, se si inserisce in questo argomento non ne esce più e come dice Gabriele, questa è una rubrica molto interessante che porta tutti a dire “ah, è vero che c’era anche lui!”

  • Anche su quelli ce n è fino al 2032 🙂
    Scherzo, è una rubrica molto interessante, alcuni escono proprio da radar

  • Lorenzo Fava

    Grazie per la precisazione, Direttore, e al lettore Gabriele per l’apprezzamento.
    Filippo, vedo che sei un vero e proprio appassionato, e hai estratto dal cassetto (del dimenticatoio) molti nomi di calciatori che sembravano potessero avere un futuro da “top player” (come dicono quelli bravi). E invece…
    Come però ha giustamente puntualizzato Gabriele Majo, la rubrica I METEORismi tratta sì di qualche enfant prodige, ma anche di giocatori “già affermati” (eufemismo), che a Parma hanno deluso. Come sempre, sono a disposizione per soddisfare eventuali richieste da parte di voi lettori.
    Saluti,
    Lorenzo Fava

  • rubrica molto interessante è bello ricordarsi soprattutto di dove siano andati a finire certi giocatori.

  • Lorenzo Fava

    Che piacere, Rockett! Sei sempre il benvenuto in questo spazio.
    Grazie.
    Lorenzo Fava

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