I METEORismi di Lorenzo Fava / SICIGNANO: UNA SOLA PARTITA IN CROCIATO (MA BUONA), E UN RECORD DA INFRANGERE

(Lorenzo Fava) – Parma è una piazza che da sempre ha una grande tradizione di portieri, basti pensare ai numeri 1 che si sono succeduti dall’approdo in serie A ad inizio anni ’90 del club emiliano: Ballotta, Taffarel, Bucci, Buffon, Frey e, non ultimo, Mirante. Con certi portieri davanti diventa difficile per il “dodicesimo” di turno trovare spazio in campo alla domenica. Provate a chiedere a Vincenzo Sicignano, che chi ha buona memoria ricorderà che a Parma è stato riserva, seppur per soli sei mesi, di Sebastian Frey e che era arrivato grazie a… una bomba di mercato di Majo. Il nostro direttore, come spesso ci ricorda, non si arrappa con le vicende mercatali: è così adesso, certo, ma anche in passato. E allora una volta che Tuttosport, di cui era corrispondente, gli aveva chiesto le solite 30 righe di mercato (sì, del pesce…, chiosa imagelui…), non sapendo cosa trovar fuori di nuovo, sparò, appunto, che il Parma era su Sicignano. Il nome glielo aveva suggerito Alex Barone, mio compagno di università e figlio di Gianni Barone, fraterno amico di Majo, col quale ha condiviso chilometri e chilometri di viaggi in treno al seguito del Parma, quando insieme lo raccontavano per radio. Alex, allora neppure adolescente, è sempre stato un appassionato di portieri, e così, dopo aver fatto a Majo una capa imagetanta su Sicignano, questi si era letteralmente inventato di questo interesse per lui del Parma, scrivendolo sul giornale torinese. Poi, quando effettivamente venne scritturato dalla società gialloblù, si divertì non poco ripensando alla genesi di quella… operazione… Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio…

Nella stagione 1993-1994 i siciliani del Palermo, allora militanti in Serie B, si ritrovano in rosa un “novello” portiere cresciuto nel settore giovanile rosanero: il suo nome è appunto Vincenzo Sicignano, viene da Pompei, 20 anni ancora da compiere e un futuro tutto da scrivere. Il portierino, classe 1974, in quella stagione non troverà mai spazio, ma poco a poco diventerà una colonna portante della formazione sicula, tanto da aver dichiarato, in tempi recenti, di sentirsi «un palermitano d’adozione». Sicignano, dal 1994 al 1997, disputa 28 partite in Serie B e decide di non abbandonare la nave quando il Palermo sprofonda in C1. Trascorre, insieme al suo club di appartenenza, quattro anni nell‘inferno del terzo campionato (in ordine di importanza) italiano, in cui aggiunge altre 89 presenze. Nella stagione 2000-2001, il “Sici” durante il match Palermo-Benevento (che terminerà con il risultato di 2-0) si regala la gioia di neutralizzare un calcio di rigore nel giorno della sua presenza numero 100 in maglia rosanero. Il campionato coinciderà con la promozione della società siciliana in Serie B, dove, l’anno seguente, l’estremo campano rimarrà un vero baluardo, in virtù delle 35 apparizioni sul terreno di gioco.

La sua storia rimane legata a Palermo ancora per 12 mesi (nei quali colleziona altri 30 “gettoni” in campionato); poi la prima svolta della sua carriera: nell’estate 2003 arriva la chiamata dalla Serie A. È il Parma di Prandelli a cercarlo: Vincenzo dovrà essere l’affidabile vice di un certo Sebastian Frey, che a Parma è un vero e proprio idolo della tifoserie. Sicignano sa che le occasioni per mettersi in mostra non saranno molte; Frey si conferma su alti livelli e le porte del Tardini hanno il loro guardiano. Al suo “dodicesimo” il francesino (beh, francesone) lascia spazio solo in una circostanza: è un uggioso e grigio pomeriggio di una domenica del novembre 2003 (il giorno 9, per la precisione) e il Parma ospita tra le mura amiche il Milan di Carletto Ancelotti (che al termine della stagione si laureerà campione per la 17^ volta nella sua storia). In porta fa il suo esordio assoluto nella massima serie un tale Sicignano (una carriera tra B e C1), che è chiamato a opporsi a Rui Costa, Kakà, Pirlo, Seedorf e Shevchenko (così, giusto per citarne solo alcuni). «Tante grazie, Frey». Si prevede una disfatta, e invece l’unico vincitore di quella uggiosa e grigia domenica pomeriggio 9 novembre sarà proprio il debuttante “dodicesimo” del Parma. Il match terminerà a reti inviolate, proprio grazie ai miracoli del portiere arrivato dal Palermo, che tutt’oggi detiene un record ancora inviolato nella storia del club gialloblù: infatti, è l’unico portiere ad aver mantenuto inviolata al Tardini la propria porta in un match di campionato da titolare contro i Diavoli rosso-neri.

Sarà, però, anche l’unica apparizione in maglia gialloblù: nel gennaio 2004 si concretizza lo scambio di prestiti con il Lecce di Delio Rossi che porta Sicignano e il centrocampista Bolano nel Salento e il giovane Marco Amelia a fare il percorso inverso per diventare il nuovo “vice Frey”. In giallorosso il “Sici” trova il giusto spazio che merita, gioca 18 partite e chiude la sua prima stagione in A al decimo posto con 41 punti (mentre il Parma, quinto classificato con 58, vola in Coppa Uefa).

L’estate successiva viene definita la sua permanenza a Lecce a titolo definitivo: firma un triennale e inizia ad allenarsi agli ordini di mister Zeman. Torna a Parma da avversario in inverno, nell’ultima partita del girone d’andata: per i crociati – che da qualche settimana avevano sostituito Silvio Baldini con il mitico Gedeone Carmignani e che cercavno punti disperatamente – il match sembra stregato. Sicignano è bravo nel primo tempo a ricordare ai tifosi e a Gilardino soprattutto quanto fosse in grado di poter fare il titolare in Serie A, neutralizzando un calcio di rigore all’ex compagno col numero 11. La partita terminerà, nonostante la prodezza del portiere di Pompei, sul risultato di 2-1, con la rete della vittoria (manco a dirlo) di Gilardino firmata, forse, a recupero scaduto.

Sotto la guida dello spregiudicato Zeman (uno che, si sa, non bada molto alla difesa), Sicignano, nonostante si debba arrendere a raccogliere il pallone in fondo al sacco per ben 71 volte, si mette in luce per alcuni rigori neutralizzati: uno su tutti, il cucchiaio bloccato a Totti, all’Olimpico, in un Roma-Lecce conclusosi sul 2-2. L’ex Parma inizia bene anche il campionato successivo, tant’è che Lippi, allora CT della Nazionale in vista dei Mondiali tedeschi del 2006, gli regala la soddisfazione della prima (e unica) convocazione in maglia azzurra nell’amichevole Italia-Moldavia dell’ottobre 2005, disputata proprio nel “suo” Via del Mare di Lecce. La stagione si conclude con un’amara retrocessione in Serie B, in cui il “Sici” scende in campo appena 18 volte.

Decide di non accompagnare la formazione pugliese nel purgatorio della B: lo aspetta il Chievo, che nell’estate 2006 deve disputare (incredibilmente) i preliminari di Champions. Il debutto in campo europeo per Sicignano è amaro: 2-0 del Levski Sofia e addio sogni di gloria per i clivensi, che vengono subito sbattuti fuori. La stagione finirà anche peggio: dopo 17 apparizioni non troppo convincenti Sicignano perde il posto in favore di Lorenzo Squizzi, ma la squadra veronese non riuscirà ad evitare una inaspettata retrocessione in Serie B. Anche Sicignano dice addio alla Serie A. Definitivamente. A 33 anni, nell‘estate 2007 passa in prestito al Frosinone, che anch’esso milita in Serie B, in cambio di Massimo Zenildo Zappino, che fa il percorso inverso. Rimane con i canarini di Ciociaria dal 2007 al 2011, anno che segna il ritorno in C1 del club laziale e pure del portiere di Pompei. L’esperienza frusinate si chiude dunque dopo 112 presenze e 154 gol al passivo.

imageL’11 luglio 2011 il trentasettenne Sicignano tenta l’ultima esperienza tra i professionisti: il Barletta, club di Lega Pro Prima Divisione, punta sulla sua esperienza tra i pali per raggiungere l’obiettivo play off. Traguardo che non verrà centrato, ma la stagione dei pugliesi e di Sicignano si era aperta ancora peggio di come sarebbe andata a finire: già nel mese di novembre si era registrata un’aggressione dei tifosi biancorossi ad alcuni giocatori (tra cui il nostro “meteorismo” odierno, che si prese due “ceffoni”), accusati di non onorare la maglia… Dal 31 luglio 2012, Sicignano svolge il ruolo di preparatore dei portieri della Primavera del Palermo, il club che lo aveva lanciato nel grande calcio. Lorenzo Fava

LE PRECEDENTI PUNTATE DE “I METEORISMI DI LORENZO FAVA” 2014

1. ARTEAGA (01.06.2014)

2. PERNA (08.06.2014)

5 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / SICIGNANO: UNA SOLA PARTITA IN CROCIATO (MA BUONA), E UN RECORD DA INFRANGERE

  • 15 Giugno 2014 in 00:53
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    Sul fatto che sia l’unico portiere gialloblù ad avere mantenuto inviolata la porta in un match casalingo contro il Milan ho qualche dubbio….anche grosso come una casa…vedasi 19 novembre 1995….. Esordio di un tale Buffon…. Oppure ho male interpretato la frase?

  • 15 Giugno 2014 in 02:46
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    Giusta l’osservazione, Alessandro D.
    Buffon, come hai detto tu, ha mantenuto inviolata la porta in quella partita, ergendo si come un baluardo insuperabile. Tuttavia, l’anno successivo nella 31^ di ritorno, il 15 maggio 1997, Parma-Milan terminò 1-1. A Chiesa rispose Albertini, che su rigore superò il nostro portiere. Quindi Buffon contro il Milan al Tardini un gol lo subì.
    Con la tua domana mi consenti di spiegare meglio il concetto. Sicignano è stato ed è ancora l’unico portiere del Parma a non aver mai subito in una partita, iniziata da titolare (anche perché altre non ha fatte…), un gol dal Milan al Tardini.
    Saluti.
    Lorenzo Fava

  • 15 Giugno 2014 in 11:47
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    ahhh, tu intendi che resta l’unico portiere del Parma a non avere complessivamente subito alcun goal al Tardini dal Milan…
    🙂 mi piace la tua sottolineatura, ironico come record..proprio da meteorismo… 😉

  • 15 Giugno 2014 in 21:00
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    Esattamente! Qui d’altronde, Alessandro, abbiamo la crème de la crème (dei meteorismi). Solo roba di qualità

  • 16 Giugno 2014 in 23:40
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    quando si dice un onesto mestierante(nn lo dico con disprezzo ,anzi)con delle piccole-grandi soddisfazioni(il record nell’unica col parma)

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