venerdì, Luglio 19, 2024
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LICENZA UEFA, IL TAR LAZIO DICHIARA IL RICORSO DEL PARMA “IN PARTE INAMMISSIBILE PER DIFETTO DI GIURISDIZIONE ED IN PARTE LO RESPINGE” – Le motivazioni della sentenza breve

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 7710 del 2014, proposto dalla Parma Fc Spa, rappresentata e difesa dagli avv.ti Federico Tedeschini, Pierluigi Giammaria, Paolo Rodella, con domicilio eletto presso l’avv. Federico Tedeschini in Roma, largo Messico, 7;

contro

Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, rappresentato e difeso dall’avv. Michel Martone, con domicilio eletto presso lo stesso avv. Michel Martone in Roma, via della Conciliazione, 44; Federazione Italiana Giuoco Calcio Figc, rappresentata e difesa dagli avv.ti Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli, con domicilio eletto presso l’avv. Luigi Medugno in Roma, via Panama, 58; Alta Corte di Giustizia Sportiva Presso il Coni, non costituita in giudizio;

nei confronti di

Torino Football Club Spa, rappresentata e difesa dall’avv. Massimo Ranieri, con domicilio eletto presso lo stesso avv. Massimo Ranieri in Roma, via Tre Orologi, 10/E;

per l’annullamento

della decisione dell’Alta Corte di Giustizia presso il CONI n. 13 del 29.05.14 che ha respinto il ricorso avverso la decisione della Commissione di secondo grado delle licenze UEFA del 19.05.14 recante la conferma del diniego della licenza UEFA per la stagione sportiva 2014/2015.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, della Federazione Italiana Giuoco Calcio Figc e della Soc Torino Football Club Spa;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 giugno 2014 il cons. Giulia Ferrari e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Considerato che il Collegio, chiamato a pronunciare sulla domanda cautelare di sospensiva dell’atto impugnato, ha deciso di definire immediatamente il giudizio nel merito con sentenza resa ai sensi dell’art. 60 c.p.a., e ne ha dato comunicazione ai difensori presenti delle parti in causa;

Ritenuta fondata, relativamente all’azione annullatoria, l’eccezione relativa al difetto di giurisdizione del giudice adito atteso che, al di là dell’Autorità che ha adottato i provvedimenti impugnati, con il ricorso proposto la società Parma F.C. s.p.a. mira ad ottenere la Licenza Uefa e dunque a partecipare a competizioni calcistiche sopranazionali;

Visto il punto L.01 A del “Manuale Licenza Uefa Figc”, secondo cui la società richiedente la Licenza si impegna “a riconoscere la competenza esclusiva del Tas di Losanna, ai sensi dello Statuto della Uefa e degli Organi di giustizia sportiva e arbitrali previsti dallo Statuto della Figc”;

Considerato che dalla documentazione versata in atti dalla Figc risulta che in effetti la società Parma F.C. s.p.a. ha già adito il Tas di Losanna, sottoscrivendo un atto di accettazione della competenza esclusiva di tale organo;

Ritenuta invece la giurisdizione di questo giudice in ordine all’azione risarcitoria, sostanzialmente rivolta avverso la Figc, che con il documento “Tempistica degli adempimenti” avrebbe tratto in errore la società Parma;

Ritenuto, non essendo l’azione risarcitoria suscettibile di positiva valutazione, di poter prescindere dalle ulteriori eccezioni in rito sollevate dalle controparti costituite e, in particolare, da quella, di indubbio peso, di aver proposto dinanzi a questo giudice una censura non dedotta dinanzi all’Alta Corte (in violazione del principio della pregiudiziale sportiva), riprendendo e sviluppando nell’atto introduttivo del giudizio una argomentazione della decisione della stessa Alta Corte che, pur non rispondendo a specifica censura sollevatagli in tal senso, ha rilevato una “evidente contraddittorietà” tra il documento “Tempistica degli adempimenti” ed il Manuale;

Considerato che oggetto del contendere è la decisione dell’Alta Corte di giustizia presso il Coni del 29 maggio 2014, che aveva respinto il ricorso proposto dal Parma F.C. s.p.a. avverso la decisione della Commissione di secondo grado delle Licenze Uefa del 19 maggio 2014, che aveva a sua volta respinto il ricorso proposto dalla stessa società avverso il diniego di Licenza Uefa per la stagione sportiva 2014-2015, deliberato dalla Commissione di primo grado;

Considerato che la società ricorrente si è classificata, all’esito del Campionato di calcio 2013-2014, al sesto posto e che il diniego di Licenza Uefa, Licenza necessaria per partecipare all’Europa League per la stagione 2014-2015, è stato opposto per un asserito debito insoluto per ritenute Irpef su pagamenti effettuati a calciatori dipendenti a titolo di acconto su incentivi all’esodo di circa € 320.000,00;

Considerato che il ricorso (e, per esso, l’azione risarcitoria), nei motivi in cui si articola, è interamente fondato sul rapporto tra il “Manuale Licenza Uefa Figc” – che, utilizzando il termine “entro e non oltre” il successivo 31 marzo 2014, ne lascia chiaramente intendere la natura perentoria – e la “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa per la stagione sportiva 2014-2015”, che invece utilizza il termine “entro il 31 marzo 2014”, attribuendogli dunque, ad avviso di parte ricorrente, natura ordinatoria, come sarebbe evincibile anche dalla contrapposizione con i casi in cui precisa che l’adempimento deve avvenire “entro e non oltre” un certo termine;

Considerato quindi che parte ricorrente finisce per censurare, dell’intera decisione dell’Alta Corte, solo l’inciso contenuto nel punto 3b, relativo alla natura del termine, non rispettato, del 31 marzo 2014, previsto sia dal “Manuale Licenza Uefa Figc” che dalla “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa” per la stagione sportiva 2014-2015 per dimostrare l’avvenuto pagamento delle ritenute fiscali;

Considerato che l’azione risarcitoria non appare suscettibile di positiva valutazione atteso che, come precisato dallo stesso Manuale Licenza Uefa Figc – che tutti i sodalizi che intendono ottenere la Licenza Uefa hanno l’obbligo di conoscere – le disposizioni relative alle condizioni di ammissione alla Licenza Uefa, dallo stesso dettate, prevalgono su eventuali disposizioni nazionali differenti;

Considerato che, come correttamente evidenziato dall’Alta Corte di giustizia, tale natura appare evincibile altresì dalla piattaforma extranet predisposta dalla Figc, utilizzata dalle società interessate ad ottenere la Licenza Uefa, nella quale i termini aventi natura perentoria erano stati contrassegnati dal colore rosso, per distinguerli da quelli di carattere ordinario di colore azzurro;

Considerato che nella predetta piattaforma il termine del 31 marzo 2014 di cui è causa era stato contrassegnato con il colore rosso;

Considerato in ogni caso che, ove anche dovesse accedersi alla tesi, di parte ricorrente, di un asserito contrasto tra la norma contenuta nel Manuale e l’istruzione interna, che devono entrambe essere conosciute dalle società che intendono ottenere la Licenza Uefa, la società Parma avrebbe dovuto chiedere chiarimenti alla Figc e non certamente ritenere prevalente l’istruzione interna sulla disciplina normativa sovranazionale dettata dall’Uefa;

Ritenuto altresì che l’impostazione delle difese della società Parma dinanzi alle Commissioni di primo e di secondo grado delle Licenze Uefa, e poi dinanzi all’Alta Corte, è stata interamente volta a dimostrare da un lato l’erronea rappresentazione della natura dei pagamenti effettuati ad alcuni giocatori con i c.d. cedolini, come incentivi all’esodo o premi (in quanto tali assoggettati a ritenuta fiscale), mentre si sarebbe trattato di “prestito finanziario” (non assoggettabile a ritenuta fiscale) e, dall’altro, la natura ordinatoria e non perentoria del termine del 31 marzo 2014 contenuta nel “Manuale Licenza Uefa Figc”;

Considerato che tale circostanza attesta come in effetti non sia assecondabile l’assunto, su cui poggia invece l’intero tessuto argomentativo del ricorso proposto dinanzi a questo giudice, secondo cui la società sarebbe stata tratta in errore dalla diversa formulazione letterale del termine del 31 marzo contenuta nel “Manuale Licenza Uefa Figc” – che utilizza il termine “entro e non oltre” il successivo 31 marzo – e nella “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa per la stagione sportiva 2014-2015”, che invece utilizza i termine “entro il 31 marzo 2014”;

Considerato in ogni caso, per tutto quanto sopra esposto, che non è utilmente invocabile l’istituto dell’errore scusabile, anche in considerazione della circostanza che l’ammissione della ricorrente in una competizione a numero chiuso lederebbe la posizione di altro sodalizio calcistico (il Torino Football Club p.a.), che si è attenuto invece scrupolosamente alle disposizioni dettate sia dal “Manuale Licenza Uefa Figc” che dalla “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa”;

Ritenuto dunque che alcuna violazione dei principi sanciti dalla Cedu è stata perpretrata;

Considerato, infine, che ove pure si potesse prescindere dai rilievi sopra esposti, di carattere assorbente, la ricorrente non avrebbe potuto comunque ottenere la Licenza Uefa perché – come affermato dalle controparti senza essere smentite dalla società Parma – non ha rispettato l’ulteriore termine perentorio del 30 aprile 2014 per il deposito della documentazione integrativa, prodotta invece solo il successivo 16 maggio 2014;

Ritenuto che la reiezione dei motivi di ricorso comporta la reiezione della domanda risarcitoria e ciò in quanto l’illegittimità del provvedimento impugnato è condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per accordare il risarcimento del danno, con la conseguenza che l’infondatezza della domanda di annullamento determina inevitabilmente il rigetto di quella risarcitoria (Cons. St., sez. V, 13 gennaio 2014, n. 85; id., sez. V, 5 luglio 2012, n. 3941);

Ritenuto pertanto che il ricorso deve in parte essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione ed in parte respinto ma che le spese di giudizio, in considerazione della complessità della vicenda contenziosa, possono essere interamente compensate tra le parti in causa.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, in parte lo dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione ed in parte lo respinge.

Compensa tra le parti in causa le spese e gli onorari del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 25 giugno 2014 con l’intervento dei magistrati:

Italo Riggio, Presidente

Giuseppe Sapone, Consigliere

Giulia Ferrari, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE
IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 27/06/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTA DEL PARMA F.C.

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

72 pensieri riguardo “LICENZA UEFA, IL TAR LAZIO DICHIARA IL RICORSO DEL PARMA “IN PARTE INAMMISSIBILE PER DIFETTO DI GIURISDIZIONE ED IN PARTE LO RESPINGE” – Le motivazioni della sentenza breve

  • …adesso si scopre che nn solo non eravamo in regola per il 31 marzo, ma che la documentazione integrativa è stata presentata il 16 maggio oltre termine (30aprile)

    Più avanti si và e più menzogne escono.
    Le dimissioni piu che del presidente sarebbero quelle dell’ad
    che ha gestito e gestisce questa vicenda in maniera ridicola.

      • E chi lo ha detto?

        • Boh, mi era parso di capire così, a meno che non mi sia sbagliato io o faccia confusione con qualche altro lettore. Ultimamente abbiamo un po’ di traffico in bottega…

          • Credo che sia il mio pensiero disfattista nei confronti di questa dirigenza incompetente che faccia sì di sembrare un “estraneo”.
            Purtroppo ho un grande difetto, mi viene l’orticaria quando le persone mentono spudoratamente…..

  • Per una sentenza di inammissibilità ci hanno dedicato molta attenzione.
    Speravo che, nel merito, avessimo da giocare qualche carta in più

  • Alessandro

    Ed io continuo a fare le stesse domande,forse ci sarà un giudice competente al mondo?
    Per i pagamenti dell’incentivo all’esodo fatti a novembre,perché la Civisoc e la società deloitte(società di revisione di cui si serve la covisoc) non hanno rilevato irregolarità nei controlli fatto il 15 febbraio ed il 15 marzo?
    Come faccio a presentare una documentazione integrativa entro il 30 aprile se proprio il 30 aprile mi viene detto che c’è qualcosa che non va?
    Perché il manuale UEFA in inglese è tradotto in modo diverso in italiano relativamente alla perentorietà del termine del 31 Marzo?(forse adesso capisco perché il Torinovuol fare il giudizio al tas in inglese;perché nel manuale in inglese il termine è perentorio,in quello in italiano no…)
    Perché la Federazione a cui appartengo mi dice di muovermi in un certo modo e proprio in quel modo mi viene negata la Licenza?
    E domanda finale:come faccio a difendermi se mi viene fatta una contestazione l’ultimo giorno utile per produrre un documento? Sarebbe come dire”lei ieri doveva pagare,ma oggi non va più bene”.

    Quando un giudice(anche quello di Forum andrebbe bene) risponderà a queste domande,sarò un uomo felice.

    • Per quanto riguarda la Covisoc e Deloitte ne so meno di te, ma posso risponderti per quanto riguarda la perentorietà del termine del 31 Marzo. Non bisogna confondersi tra “Manuale Licenza Uefa Figc” e “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa”. Il “Manuale Licenza Uefa Figc” è semplicemente la traduzione in italiano del manuale ufficiale in inglese. Sia in quello in inglese, sia in quello italiano il termine è perentorio. In particolare chi si è curato di tradurlo in italiano ha specificato con il termine “entro e non oltre” la scadenza del 31 Marzo. Il problema sorge in seguito alla “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa”. Quest’ultimo è una specie di promemoria che la FIGC comunica alla società. All’interno di questo promemoria la scadenza è stata indicata semplicemente con “entro il 31 Marzo”. Quindi scadenza ordinaria e non perentoria. A detta del Parma dunque la FIGC avrebbe generato un equivoco. Ma il TAR non ha ritenuto valida questa giustificazione per 3 motivi. 1) il promemoria della FIGC non ha valenza di regolamento 2) in base al Manuale per la Licenza UEFA sono le società a doversi informare se ed entro quando devono pagare. Non sono le varie federazioni a doverlo ricordare 3) nel promemoria della FIGC la data “entro il 31 Marzo” è stata indicata in rosso. All’interno del promemoria è spiegato che le scadenze in rosso sono perentorie e quelle in blu ordinarie. Dunque l’equivoco non può essere sorto.

  • Alessandro

    Eugenio se a lei il 30 aprile fanno una contestazione,riesce a produrre la documentazione entro il 30 aprile?

    • il punto è un altro; è effettivamente vero che il Parma si è accorto di non essere in regola nel momento in cui gli veniva contestata la cifra di 320.000 €?

    • Studio Tecnico

      Caro Alessandro, ti ha aveva già risposto l’Alta Corte adesso anche il TAR. Se vuoi partecipare ad una competizione devi conoscere e rispettare la normativa che ne regola l’accesso. Se non lo fai: la responsabilità è TUA.

      Considerato che l’azione risarcitoria non appare suscettibile di positiva valutazione atteso che, come precisato dallo stesso Manuale Licenza Uefa Figc – che tutti i sodalizi che intendono ottenere la Licenza Uefa hanno l’obbligo di conoscere – le disposizioni relative alle condizioni di ammissione alla Licenza Uefa, dallo stesso dettate, prevalgono su eventuali disposizioni nazionali differenti;

      Considerato che, come correttamente evidenziato dall’Alta Corte di giustizia, tale natura appare evincibile altresì dalla piattaforma extranet predisposta dalla Figc, utilizzata dalle società interessate ad ottenere la Licenza Uefa, nella quale i termini aventi natura perentoria erano stati contrassegnati dal colore rosso, per distinguerli da quelli di carattere ordinario di colore azzurro;

      Considerato che nella predetta piattaforma il termine del 31 marzo 2014 di cui è causa era stato contrassegnato con il colore rosso;

      Considerato in ogni caso che, ove anche dovesse accedersi alla tesi, di parte ricorrente, di un asserito contrasto tra la norma contenuta nel Manuale e l’istruzione interna, che devono entrambe essere conosciute dalle società che intendono ottenere la Licenza Uefa, la società Parma avrebbe dovuto chiedere chiarimenti alla Figc e non certamente ritenere prevalente l’istruzione interna sulla disciplina normativa sovranazionale dettata dall’Uefa;

  • Ma in questo marasma di menzogne dove vi è scritto che vi è stata contestazione il 30?
    Eppure il Presidente aveva affermato che quando gli avevano contestato il tutto avevano lavorato giorno e notte….le bugie hanno le gambe corte

  • Io resto che per dire che non sono competenti abbiano impiegato due giorni…..a parte che ormai ne ho le scatole stracolme di questo teatrino e a parte che sono profondamente convinto che, non solo se ci fosse stata una delle cosiddette grandi al posto nostro, ma anche a parti invertite (quindi con la squadretta di Cairo al nostro posto) le cose,ad oggi sarebbero diverse.

  • Alessandro

    Le faccio una domanda Eugenio: per i pagamenti fatti a Novembre, perché non ci è stato contestato nulla al 15 di febbraio,con relativo punto di penalizzazione e ammenda?

  • un’ informazione , se nella sentenza del tar c’è scritto : ” Ritenuto dunque che alcuna violazione dei principi sanciti dalla Cedu è stata perpretrata”, che senso avrebbe poi farvi ricorso?

  • un altro appunto, se nella sentenza del coni è chiaramente scritto : ” E’, in tale senso, la costante giurisprudenza del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, con cui
    si è più volte ribadito che la natura decadenziale dei termini per adempiere a prescrizioni
    inderogabili (di tipo A) esclude ogni valutazione soggettiva sulle ragioni che hanno indotto la parte
    interessata a non rispettare detto termine.
    Se ciò avvenisse, dato il “numero chiuso” delle Licenze UEFA, tale rilevanza del dato soggettivo
    potrebbe risultare a scapito degli altri aspiranti, che secondo regole di “par condicio” non hanno
    violato alcuna prescrizione sostanziale o temporale inderogabile. ” anche in questo caso, che senso ha fare ricorso se già si conosce il verdetto finale?
    grazie per le future risposte

    • Purtroppo c’è chi ha la testa de coccio…
      È un anticipo di ciò che ci diranno poi…
      Il Tar nn si è limitato ad indicare su ciò che si poteva esprimere…. Ma ha indicato anche la “consuetudine” in merito all’esprimersi del TAS…a buon intenditor poche parole.
      Basta adesso, poche parole, personalmente le dimissioni dell’ad dopo tutte queste menzogne sono una via obbligata

      • Sbagliero’ ma un po’ de coccio sei anche te (e forse anch’io). Ma era stato detto se non erro proprio da Ghirardi che la comunicazione era arrivata nel pomeriggio del 30 aprile e guarda caso le banche sono chiuse e sono chiuse anche il 1 maggio. Ma to’ ma guarda un pi’ che servizietto
        Vedremo il Tas visto che ha ammesso il Ristov cosa dira’ per non ammettere il Parma

        • No, un momento, la situazione del Rostov non c’entra con la nostra, ahime.

        • @Alfredo, mi sembra che tu confermi ciò che dicevo in precedenza, è …”Ghirardi che dice che la comunicazione”…

          Siccome di balle né sono uscite a bizzeffe e per la credibilità del Presidente ne metto un’altra….te la ricordi la “fregnaccia” che sul TFR nn si paga l’irpef? E la storiella dei finanziamenti ai giocatori?

          intimo sapendo di mentire e puntualmente vengono smentiti dalle carte

  • Secondo me Gabriele il trimestre di riferimento è un altro, per quello relativo alle omissioni del Parma avrebbero dovuto già darceli, ma è un interpretazione del sottoscritto

    • Sì, appunto, non voglio fare terrorismo, ché di preoccupazioni ne abbiamo già anche troppe. Tuttavia dallo scritto di Malvisi riportato prima si potrebbe giungere a conclusioni diverse. Comunque vedremo…

    • Stralcio dell’intervista dell’avvocato parmense:

      C) Il mancato pagamento, entro il 16 maggio 2014,degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del III° trimestre (1 gennaio – 31 marzo 2014) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al terzo trimestre. Inoltre, per il persistente eventuale mancato pagamento degli emolumenti relativi al I° e II° trimestre andrà aggiunto almeno 1 punto di penalizzazione (per trimestre).
      Le stesse sanzioni verranno applicate in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera.

  • Non so se nel nostro caso si possa parlare di valutazione soggettiva o, piuttosto, di valutazione oggettiva .
    Il senso di andare avanti o forse la speranza del malvestito è che magari altri giudici interpretino le norme in modo diverso.
    Se vanno avanti gli assassini ci possono andare anche quelli che hanno omesso di versare l irpef

  • Alessandro

    Eugenio,Se il trimestre è quello ottobre-novembre-dicembre,i punti di penalizzazione vanno inflitti nel campionato in corso,con il controllo del 15 Febbraio.
    Se le irregolarità ci sono al 15 Maggio,i punti vengono tolti nel campionato successivo(come capiterà al Bologna,se non fallita).
    Queste sono le regole ,non serve la dichiarazione di qualcuno per capirle.

  • vecchia guardia

    L ennesima presa peri il culo x la citta e i suoi tifosi questi burini sono uguali a quella nazionale di pippe che e scesa in campo in brasile.
    A questo punto dico che la violenza paga è bastato un capo ultrà per dire se si poteva giocare o no la finale di coppa italia.

    Vergogna

    Orgoglioso di tifare per il PARMA

  • Alessandro D.

    Mi ero riservato di aspettare stasera a commentare, per leggermi con la dovuta calma tutte le carte ma non ho resistito 😉

    Fa molto piacere vedere così tanto traffico sul sito, significa che il lavoro di puntuale e documentata immagine che Gabriele Majo svolge, é molto apprezzato dalla comunità crociata.

    Penso che tutti noi tuttavia si debba ragionare con la dovuta calma, poiché ci troviamo di fronte ad una matassa sempre più ingarbugliata. Ci stiamo addentrando sempre più nella materia legale, dove i presupposti non sono più solo quelli della conformità alle disposizioni del Manuale Licenze Uefa bensì iniziano ad essere anche quelli delle competenze dei singoli tribunali ordinari e sportivi, unitamente ai mille riferimenti a date,trimestri,scadenze. Un po’ troppo per me, un po’ troppo per noi tifosi. Occorre calma e ponderazione nei giudizi, evitando accuse circa presunte menzogne o inviti a dimissioni. Non apprezzo personalmente questi atteggiamenti quando vengono letteralmente “urlati” dalla dirigenza né tanto meno quando a palesarli sono i tifosi. Non mi riferisco solamente a qualche commento qui, ma anche a continue caccie alle streghe sui social network. Ragazzi, stiamo calmi e ponderiamo bene tutte le nostre riflessioni.

  • tororomano

    Approfitto, ancora una volta, di questo sito per sollecitare i “colleghi tifosi” del parma ad una breve riflessione.
    1) Stiamo parlando di mancato versamento di ritenute irpef.
    Quando il Parma fece quei pagamenti in acconto, trattenne, dall’importo versato ai giocatori, la quota dovuta allo stato (quale sostituto d’imposta).
    Nessuno, doveva quindi avvertire la società dell’irregolarità perchè, come direbbe qualcuno, la società non poteva non sapere che i soldi che aveva trattenuto dagli acconti dovevano, con le tempistiche previste dalla legge, essere versati allo stato.
    Ritenete, stando così le cose, che la società Parma nel descrivere cosa stava succedendo sia stata chiara nei confronti della tifoseria?
    2) Con la sentenza di oggi nessuno si è lavato le mani. Dichiarare il difetto di giurisdizione vuol dire che quell’organo non ha il potere di decidere su quella materia non che non vuole farlo per chissà quali reconditi fini.
    Emerge invece, dalla sentenza di oggi che l’Alta Corte del Coni nel ravvisare l’incongruenza tra il manuale uefa e quello delle tempistiche si sia spinto anche oltre quello che era il ricorso del Parma che non aveva evidenziato tale aspetto (volendo, forse, così suggerire un appiglio).
    Peraltro il tar è il primo organo che si dichiara incompetente mentre i precedenti due ricorsi hanno deciso il merito della vicenda, purtroppo, evidenziando il mancato rispetto dell’adempimento fiscale. Pensate, quindi, veramente che ci sia una congiura ordita da qualche uomo nell’ombra per danneggiare il Parma?
    Chiedo questo non per fare stupida polemica ma semplicemente per evitare che voi tifosi del Parma ve la prendiate con i tifosi del toro o la stessa società Torino che, in tutta questa storia, altro non hanno fatto che difendere la sua posizione (come avrebbe fatto qualunque altra società compreso il Parma a parti invertite).
    Penso, insomma, che il problema a Parma non sia il Direttore di questo sito.
    Saro felice se vorrete rispondermi.

    • Ciao, tu sei stato gentile a replicare su toro.it e volentieri rispondo alle tue osservazioni.
      Il punto 2) lo quoto al 100%, non ho mai pensato o creduto ad un complotto ne tantomeno credo sia colpa dei tifosi del torino (fermo restando che la maleducazione infastidisce a prescindere dalla bandiera), mentre al torino società ho sollevato alcune critiche per singole questioni, non certo per aver tutelato o per tutelare tutt’ora la propria posizione.
      Sul punto 1) in riferimento al mancato pagamento son d’accordo solo in parte poichè a mio avviso è certamente vero e sacrosanto che la società doveva sapere ma è ragionevole supporre che una mancanza del genere, letta nel più ampio contesto di tutti gli adempimenti di legge, sia riconducibile ad un errore umano, a una grave svista e non a una mancata conoscenza. La tua analisi mi pare quindi più “adatta” in presenza di un dolo che a mio parere, forse perchè sono tifoso, non sussiste.
      Era una situazione che poteva essere regolarizzata e comunque, a conti fatti ed a prescindere dalle singole norme piu o meno applicabili, non mi pare giusto o equo che il parma non venga considerato in possesso dei requisiti per una cosa del genere.
      Naturalmente essere trattato da cretino o da bambino piccolo dai vertici societari mi ha fatto girare le scatole non poco.

  • Riporto:
    “non è utilmente invocabile l’istituto dell’errore scusabile, anche in considerazione della circostanza che l’ammissione della ricorrente in una competizione a numero chiuso lederebbe la posizione di altro sodalizio calcistico (il Torino Football Club p.a.), che si è attenuto invece scrupolosamente alle disposizioni dettate sia dal “Manuale Licenza Uefa Figc” che dalla “Comunicazione Ufficio Licenze Uefa tempistica processo rilascio licenze Uefa”; ”
    Questo passaggio distrugge la teoria dell’errore in buona fede perché danneggerebbe un’altra società che invece ha tutto in regola (in questo caso il Torino, ma poteva essere anche il Chievo o il Livorno)

  • Alessandro D.

    Da parte mia non posso che convenire, anche perché non ho mai sposato la tesi del complotto né tanto meno ho mai fatto uso di demagogia al punto tale da pensare che si tratti di una macchinazione ordita dai nemici del Parma, giacché a mio avviso il Parma di nemici non ne ha. Si tratta di essere obiettivi, riconoscendo che il Parma ad oggi non ha la Licenza Uefa poiché in difetto con uno dei requisiti inderogabili. Dopo di che possiamo aprire la discussione, iniziare un grande ragionamento sui massimi sistemi e fare mille supercazzole, ma il problema non lo spostiamo. Ciò non toglie che non si debba assistere con interesse al cammino giudiziario delle vicenda, sportivo ed ordinario, anche in virtù delle interessanti sottolineature fatte dalla Alta Corte Coni circa le incongruenze che il Manuale presenta in fatto di garanzia del diritto di difesa. Resto inoltre dell’avviso che, anche qualora corrispondesse al vero il fatto che il Torino “faccia ostruzionismo”, non debbano essere dichiarati da parte di nessun tifoso propositi “battaglieri”. Viviamo una realtà sana sotto questo profilo, priva dei condizionamenti tipici di certe piazze, per favore non creiamo un clima da battaglia in vista del prossimo Parma Torino. Ogni eventuale ostruzionismo della società Torino, qualora dovesse uscire dai confini della legalità (cosa che escluderei) verrebbe certamente sanzionato da chi di dovere. Il nutrito pool di legali del Parma é senz’altro in grado di fronteggiare ogni tipico ostruzionismo del caso, che definirei meglio al limite uno “sfruttare a proprio vantaggio gli strumenti di legge per rallentare le procedure”, ovvero nulla di cui ragionevolmente scandalizzarsi. Tutto il resto sono pifferi da suonare nella speranza che i topi si mettano in marcia dietro al pifferaio. Nel nostro caso, seppur in alcuni casi involontarie, le melodie che risuonano rischiano di condurre troppi topolini ad annegare nello stagno.

  • A STO PUNTO IL CONSIGLIO DI STATO COSA SERVE? ..ASPETTIAMO IL TAS E BASTA ORMAI!!

  • A beneficio di tutti ecco le dichiarazioni del legale del Parma, avv. Tedeschini, riportate dall’ansa:
    “Andremo subito al Consiglio di Stato – ha detto Tedeschini – Sarebbe bene che il Tar si rendesse conto che i giudici sportivi nulla hanno a che vedere con la giustizia che ogni Stato deve dispensare in favore degli utenti”.

  • GALLO DI CASTIONE

    La questione si pone ormai in un altro ambito. Considerato che il Parma non era in regola per ottenere la Licenza Uefa, ammesso ma non concesso che avesse seguito i consigli della FIGC e che gli stessi fossero sbagliati, ammesso e non concesso che il Parma sia stato avvisato all’ultimo minuto delle irregolarità, fatto insomma testo che
    – il Parma non era in regola per ottenere la Licenza Uefa
    – il Parma ha regolarizzato la sua posizione
    – le sue colpe paiono alla corte suprema del CONI non abbastanza gravi per la pena inflitta
    ALLORA TUTTO SI SPOSTA su un altro piano, ovverosia se le norme della FIGC siano legittime o non costituiscano un esagerata imposizione e non possano quindi essere dichiarate illegittime dalla Corte di Stato o dal TAS di Losanna-

    Per finire quindi: il Parma non ha sicuramente rispettato le disposizioni per l’ottenimento della licenza Uefa, forse mal e tardivamente consigliato, ora si tratta di capire se le disposizioni della FIGC per l’ottenimento della licenza UEFA siano talmente incongrue da andare a ledere i diritti della persona (in questo caso giuridica, il Parma, oppure il suo Presidente ex) e da essere quindi giudicate non applicabili da un tribunale superiore.

  • Alessandro D.

    caro Gallo,
    mi permetto di dissentire rispetto a due delle tue affermazioni:

    1- “le sue colpe paiono alla corte suprema del CONI non abbastanza gravi per la pena inflitta”: la Suprema Corte del CONI mi pare non abbia mai affermato che la pena inflitta al Parma sia eccessiva rispetto alla colpa, anzi un passaggio del dispositivo (punto 3 se ricordo bene) sottolinea come il diniego della licenza UEFA non rappresenti una sanzione bensì una conseguenza del mancato rispetto di un termine perentorio. In più, non trattandosi di una sanzione, non è soggetta a valutazione di proporzionalità. Il Manuale prevede solo la mancata concessione della Licenza Uefa, senza soluzioni intermedie.
    2-“si tratta di capire se le disposizioni della FIGC per l’ottenimento della licenza UEFA siano talmente incongrue da andare a ledere i diritti della persona (in questo caso giuridica, il Parma, oppure il suo Presidente ex) e da essere quindi giudicate non applicabili da un tribunale superiore.”: non si tratta affatto di capire se le norme siano incongrue e quindi da giudicarsi eventualmente non applicabili. Il Manuale è quello e non si discute. L’unico appiglio potrebbe trovarsi in quella che l’Alta Corte stessa ha definito “negazione del diritto di difesa”, che potrebbe derivare da una non perfetta, diciamo così, configurazione delle norme incluse nel manuale.

    Ci tengo a precisare quanto sopra non tanto per pignoleria, quanto perchè trovo che queste affermazioni rischino,per l’ennesima volta, di funzionare da perfetto alibi per qualcuno ovvero della serie ” ecco, lo ha detto anche l’alta corte, al Parma hanno applicato una pena troppo severa perchè ha dei nemici. Se fosse stata un’altra squadra, beh, se la sarebbe cavata con una multa”.
    Ed invece così non è.

    cordialità

    A.D.

  • Assio, se non andrà bene alla Trattoria del Tribunale, direi di fare ricorso alla Corte del Sol.
    Poi proveremo ad entrare a makka al Bla Bla. Si a makka perchè secondo me, e te lo dico in buona fede, non è mica kiaro che bisogna pagare… anzi secondo me sarebbe una violazione dei diritti dell’uomo che gli piace la brugna.

    • Marcello al bla bla pare che sparino ultimamente,per quanto riguarda l’uomo a cui pace la brugna il comma ter 77 barrato dice che se non versi l’irpef entro il 30 marzo poi non puoi ottenere la licenza di andare a UFIGA

  • Beh non è neppure vero che “Il Manuale è quello e non si discute”.. non è mica la bibbia.. 🙂

    • Per carità, ma anche se cambiassero le regole, non avrebbero effetto retroattivo. Poi o, se ti vuoi unire a me e Assio…

    • Alessandro D.

      Forse non ho chiarito bene questo passaggio: allo stato attuale delle cose il Manuale non si discute ovvero ai fini dell’assegnazione delle Licenze valide per la prossima stagione i requisiti fissati dal manuale non sono modificabili e nessuna norma può essere rivista o implementata. Ogni eventuale cambiamento che potrà essere disposto servirà nel caso a fare giurisprudenza nel futuro.

      Non voglio essere blasfemo, tuttavia ai fini dell’assegnazione delle Licenze Uefa il celeberrimo manuale è il testo sacro di riferimento.
      La vicenda del Parma potrebbe avere, involontariamente, messo in luce una stortura derivante dall’applicazione delle disposizioni del manuale stesso in presenza di una controversia di natura fiscale a causa di un’oggettiva difficile conciliazione dei termini “fiscali” con quelli “perentori” disposti dall’UEFA. Ho usato il condizionale, vedremo come si esprimeranno in merito al Consiglio di Stato ed al TAS.

      • Avevo sintetizzato con una battuta, mi spiego meglio. A mio parere, tu altri lettori e forse la stessa uefa avete una concezione di giustizia tipo macchina del caffè o forno a microonde (passami il paragone): metti gli atti e in pochi minuti esce la sentenza automaticamente.
        Non è che si debba cambiare x forza la norma, basta valutare se la stessa sia ragionevolmente applicabile ai singoli casi. I giudici, se competenti, dovrebbero fare semplicemente quello. Altrimenti finisce che il Parma sta fuori tanto come il malaga. Finirà così ma x me è ingiusto perché il nostro, a tutto voler concedere, è un caso molto particolare.
        Come dicevi al gallo solo x il gusto del confronto, ti leggo sempre volentieri a prescindere dalle opinioni che sono soggettive

        • Alessandro D.

          Ciao Gabriele,
          devo dire che il paragone della macchina del caffè è assolutamente brillante 😉 me lo segno…
          Per esperienza, anche derivante dal lavoro che faccio che mi impone spesso di studiare casi della Corte di cassazione per dare i giusti consigli alle aziende, il concetto di ragionevole non si sposa con la giustizia. I regolamenti sono tali e vanno applicati quando ricorre il caso. Dopo di che sono daccordo con te che da un punto di vista morale il diniego della Licenza Uefa sia sproporzionato rispetto all’esiguità del debito, tuttavia tale diniego non è una sanzione e pertanto si applica in presenza di qualsiasi difformità rispetto ai requisiti fissati con termine temporale perentorio.
          Pertanto, in questo caso forse la norma va rivista proprio per evitare di trovarsi in futuro di fronte ad altri casi e per non dover far rivivere ad altri la stessa trafila.

          p.s. anche io ti leggo sempre con molto piacere

  • GALLO DI CASTIONE

    Al punto 5 qui sotto riportato la sentenza dice che :
    5) la sanzione della esclusione dalla Coppa Uefa è sproporzionatamente grave, trattandosi
    semmai di una violazione di ammontare marginale (tardivo versamento di 300 mila euro)
    rispetto al puntuale versamento di oltre 13 milioni di euro effettuato dalla ricorrente per
    ottemperare a tutti i “criteri economico – finanziari” dettati dallo stesso Manuale delle
    Licenze UEFA.

    Inoltre il Manuale del Coni è soggetto ai tribunali superiori, che potrebbero contestarne l’applicabilità.

    Non si tratta, caro Alessandro, di rintuzzare il tuo commento, invero pacato e corretto, ma di dimostrare come ciò che ho scritto ha fondamenti non contestabili dalle tue disamine e che la piazza (leggi tifosi) devono essere informati e non placati, perchè invero nessuna altra piazza avrebbe reagito così pacatamente all’applicazione del Manuale FIGC, che si applica ovviamente in modo corretto con qualcuno, con altri si interpreta.

    • Alessandro D.

      caro Gallo,

      il dispositivo dell’Alta Corte CONI, che ho qui vicino a me, non afferma assolutamente quanto da te riportato anche perchè entrebbe in contraddizione con se stesso(vedi punto 3). Il punto 5 che citi tu si riferisce alle deduzioni della ricorrente ovvero del Parma Calcio!! Pertanto il tuo scritto è assolutamente errato. Ma non sono qui per darti la pagella intendiamoci eh, tuttavia ripeto che prima di inneggiare alla piazza cavalcando la tesi del “essuna altra piazza avrebbe reagito così pacatamente all’applicazione del Manuale FIGC, che si applica ovviamente in modo corretto con qualcuno, con altri si interpreta” sarebbe bene leggere a fondo i documenti.
      Altrimenti finiamo ancora una volta fuori strada, con il rischio che qualche facinoroso possa andare oltre.

      cordialità

    • Gallo lo avevo detto (tanto per cambiare) rivolgersi a due organi (?) che assieme fanno “TARTAS” non puo’ portare a nulla di buono.

      per cui pronuncero’ in francese il celebre monosillabo “merde” ! cosi’ anche il torino e’ accontentato per via della lingue ufficiali del TAS o del cas

  • Sono un tifoso del Toro, prima di continuare è bene essere onesti.
    Ovviamente in relazione alla querelle Licenza Uefa ho iniziato a seguire questo sito e debbo riconoscerne la sua costruttività ed onestà intellettuale come di rado capita nei forum o siti legati al calcio.
    Ha ragione Gabriele quando dice che la maleducazione non ha colore nè bandiera; son certo infatti che qui o su altri siti legati al Parma Calcio come su Toro.it o altri siti legati al Toro ci siano state “invasioni” assolutamente da evitare visto il clima incandescente.
    Mi permetto di scrivere in questo senso anche ” a rimorchio” dell’amico Tororomano al quale vorrei pero’ aggiungere che, forse, a prescindere dalle ragioni e dalle dinamiche della questione, ho trovato molto fuori luogo ed eccessivamente “incitanti” le dichiarazioni del Sig. Leonardi che ha ottenuto, al momento, solo di aizzare ulteriormente le tifoserie.
    Da tifoso del Toro ho vissuto una finale di play – off di b vinta e dopo 15 giorni l Guardia di Finanza metteva i sigilli alla società x la famosa fidejussone falsa x l’iscrizione al campionato di A successivo.
    Capisco, quindi, fin troppo bene lo stato d’animo dei tifosi ad oggi dopo avere sportivamente conquistato il 6° posto utile alla EL, ma il comportamento del Sig. Leonardi con le sue dichiarazioni , ripeto a prescindere da un giudizio nel merito, è inqualificabile da questo punto vista.

  • Assio sulla storia del Bla Bla possiamo anche chiedere alla Corte di Giarola…

    • oh ma li bazzichi tutti i postacci di pamma e provinc 🙂

  • GALLO DI CASTIONE

    A me di andare in Europa frega nulla. Tolta una vacanza in Bretagna, in grecia o in Spagna con la scusa, andare in Europa senza una panchina lunga vorrebbe dire perdere punti in campionato. Tuttavia sta questione licenza non mi torna brisa. Ma mica perché me lo dice il Leo o perché si è dimesso il Ghiro. Non mi torna brisa perché non posso pensare allestrema leggerezza del vivere che appare nella vicenda. In Italia chi ha una PI paga spesso le tasse in ritardo col ravvedimento e la prassi comporta solo una modesta contravvenzione. Sta regola così coercitiva mi spussa di contratto particolarmente gravoso, di scrittura a carattere sei in fondo alla pagina, di clausola fedifraga che l’Unione Consumatori impugna immediatamente. Non sto quindi contestando l’applicazione della norma ma se il Manuale debba essere revisionato alla luce della vicenda. Per via dei facinorosi non hanno bisogno di un motivo per far dei danni e comunque non credo che sarà il presente articolo a dargli la motivazione. Europa o mica Europa non vorrei sentirmi buggerato da una legge iniqua e subire le ritorsioni della FIGC , quindi fa bene il Parma a mostrare i muscoli per dimostrare il torto subito. Meglio essere temuti che sbeffeggiati.

    • Ma che temuti, ma che muscoli. Forse sarebbe bene non farsi compatire, dai… Ma chi vuoi che ci tema? Sbeffeggiati? Ma da chi? Il Parma non ha subito alcuna ritorsione federale! Torto subito? Ma chi è che ha sbagliato? Il ravvedimento operoso? A parte che è una pessima deriva (uno dovrebbe pagare quando deve pagare, solo che in questo stato dalle mille leggi si trovano continuamente degli inganni e poi ci si domanda perché le cose vanno male!), però, guarda un po’, non è previsto nel famigerato Manuale. Sarà anche da cambiare, ma non cambia di una virgola i termini della questione. Il Parma non ha subito alcuna vessazione dagli organi federali (ed è sancito da quattro diversi tribunali). E sarebbe bene piantar lì di cercare altrove dei nemici, degli alibi e delle scusanti. Non esiste alcun complotto, ma solo una micidiale piccola buccia di banana che ci ha fatto fare un enorme capitombolo.
      Il Parma non è stato punito per una infrazione commessa, ma semplicemente non aveva i requisiti tassativi richiesti in date perentorie. Poi le altre arrampicate sugli specchi sono robe “ex post” da azzeccagarbugli. Bravi quelli del Parma ad individuare e farsi riconoscere dall’Alta Corte del Coni (poi biasimata da Ghirardi!) le contraddizioni del Manuale, ma se si fossero fatte le cose per bene, come per bene le hanno fatte gli altri 12 che hanno tutti ottenuti in primo grado la Licenza, ora saremmo noi a potercela disputare sul campo. Poche balle!
      Saluti
      Gmajo

    • Alessandro D.

      Mi viene un po’ da sorridere, mi sembra la storia della volpe e l’uva…ora che non si va in Europa ecco che non gliene frega niente a nessuno, tanto l’Europa come l’uva non è mica tanto buona! Per favore su!

  • @gmajo
    sono tifoso granata ed apprezzo questo tuo ultimo inciso
    io avrei preferito averla sul campo la qualificazione,ma so anche che non è il toro che ha costruito questa situazione,il toro l’ha subita come voi….purtroppo il parma non è mai stato un solo minuto in europa perchè mancava a prescindere la licenza..la colpa del toro è essere arrivato subito dopo il parma?noi di presidenti sporchi e incompetenti ne abbiamo avuti tanti e sulla nostra pelle sappiamo che vuol dire
    ma la cosa che mi fa piu’ incaxxare è che il sig leonardi aizzi l’odio fra 2 tifoserie…questo non lo accetto..avesse la buona creanza di dire”ho sbagliato” forse nessuno lo metterebbe in croce
    io sarei certamente incaxxatissimo al posto vostro,ma se mia moglie mi facesse le corna non andrei a prendermela con la vicina di casa che ama suo marito e basta
    con simpatia e apprezzando la tua sportivita’ e signorilita’
    luca

  • GALLO DI CASTIONE

    Il “tassativo” è uguale al “lassativo”, se ne fai un uso opportuno è perfetto, altrimenti vai a cagare. Per lungo tempo. Son contento che i tifosi del Toro apprezzino i tuoi scritti, peraltro nei contenuti non ci discostiamo per nulla. Io infatti non contesto l’applicazione del manuale, ma i suoi contenuti “tassativi”, che divengono vessatori allorquando non fan distinguo sulla gravità dell’infrazione. E anche di ciò si legge nella sentenza del CONI.
    ” nel caso concreto, la forte – e non risolvibile dall’Alta Corte – incongruità ed ingiustizia delle conseguenze applicative del parag. 14.7 sul punto delineato resta elemento che il Collegio ha dovuto sottolineare con forza. “

    • Dear gallo, urge precisare per l’ennesima volta che il parma non é stato sanzionato per nulla. Quindi non si può dire che la pena non sia commisurata al reato perché non c’e’ reato per cui non c’e’ pena. Come ripeto da settimane il parma non ha ricevuto sanzioni, semplicemente non aveva i requisiti richiesti al momento tadsativo indicato. Ergo la licenza non ee stata concessa. Saluti gmajo

  • oh non vorrei che Maio fosse uno dei fondatori dei “GRANATA KORPS”, del resto qui a parma di simpatizzanti del TORO ne abbiamo gia’ avuti come delle serpi in seno,adesso e’ tutto da vedere chi il seno di 90 se lo deve mettere e come,io intanto stringo le chiappe sti svizzeri sono maestri nel fare i cioccolatini e i cucu’ e sono pure puntuali….:-D

  • @assioma….forse chi ha scritto la risporta a majo non è una serpe ma semplicemente un essere um ano come tanti altri che dispone di qualche neurone e interpreta ancora il calcio come gioco e per svago senza farne una questione vitale
    anche se sono granata spero proprio che majp non abbia fondato i granata kprps,se no a me toccherebbe iscrivermi agli ultras parma

    • Assioma è un simpatico burlone… se non ci fosse già Boni meriterebbe l’appellativo di saltimbanco…

      Anzi: quasi quasi mi piacerebbe che venisse a Calcio & Calcio, ma mi sa che intenda mantenere l’anonimato…

  • pensa che in via barilli ci sono nato,nessun anonimato solo che sono uno che ne avrebbe un po per tutti 🙂

  • Alla sportività e alla signorilità di Majo chiedo se, domani o al più tardi mercoledì, il Tas si pronuncerà sulla possibilità di fissare o meno l’udienza ovvero risponderà accogliendo/bocciando nel merito il ricorso.
    Grazie.

    • Grazie per la sportività e signorilità che mi riconosce. In assenza di comunicazioni ufficiali le posso riferire la mia sensazione: credo che il Parma abbia già incassato l’ammissibilità al ricorso, sicché credo che entro mercoledì il pronunciamento sarà nel merito senza ulteriori appendici in quella sede. Il discorso che il pronunciamento tas avverrà al più tardi entro mercoledì è frutto di una indiscrezione messa in circolo da un sito un official molto sensibile e vicino alle idee dell’ad del parma leonardi. Cordialmente gmajo

      • Può essere come dice lei, ma se fosse stato ritenuto ammissibile il ricorso il Parma lo avrebbe sicuramente sbandierato.
        Sono poi propenso a ritenere che entro mercoledì venga comunicata l’eventuale udienza, ma è solo una mia personale impressione.
        Come si suol dire “chi vivrà vedrà…”

        • I ventriloqui di leonardi ritengono che entro mercoledì possa esserci l’esito del ricorso. La deduzione deriva dal fatto che il 3 luglio parte la e l sicché l’UEFA vorrebbe il cartellone già pronto, anche se loro stessi ricordano come la rappresentante italiana entrerà im gioco a fine luglio. Per quanto mi consta si dovrebbe trattare comunque del ricorso. Cordialmente gmajo

    • Ahia, non è ke il ricorso è già stato dichiarato nn ammissibile?

      • credo piuttosto che sia ancora da decidere la data e che le varie date sinora fatte trapelare siano delle bufale. Ad ogni modo quel calendario fissa le date decise oggi; non vuol dire che tra una data e l’altra non ci sia la possibilità di fissare altre udienze.

        • Secondo alcune indiscrezioni la data non sarebbe stata fissata per via del fatto che mancherebbe la pratica granata…

          • Altre fonti sostengono che il Tas non ha notificato il ricorso nè alla Figc nè al Toro e avrebbe venti giorni per farlo. Mentre sarebbe arrivata la notifica del ricorso al Consiglio di Stato.

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