L’OPINIONE DI MAJO DOPO L’ANNUNCIO DI LEONARDI DELLA CONFERMA DI DONADONI: “LO SI BLINDI CON UN CONTRATTO PLURIENNALE, MA LA RIFONDAZIONE AVREBBE PIU’ SENSO CON UN ALTRO ALLENATORE”

(gmajo) – Non so se la tifoseria gialloblù ha trascorso un week end tranquillo dopo l’annunzio “popolare” di Pietro Leonardi – nel cuore della comunità crociata, alias la festa dei Boys a Baganzola di sabato scorso – della conferma di Roberto Donadoni sulla panchina del Parma per la prossima stagione. Non per fare la schizzinoso, ma personalmente mi arrapa fino lì sapere che l’allenatore, dopo non aver trovato un accordo con Lotito per l’immediato trasferimento alla Lazio, resti ad onorare il suo ultimo anno di contratto da noi. O meglio, mi arraperebbe di più se contestualmente il Plenipotenziario avesse concretamente riferito di un suo prolungamento di contratto, sì da poter dare un logico seguito ad un percorso di rifondazione della squadra che appare inevitabile non solo al lume delle singolari dimissioni del presidente Ghirardi e della messa in imagevendita del club, ma anche della ragionevole considerazione che il gruppo arrivato sesto nella passata stagione, è difficile possa ripetersi per andare a riconquistare sul campo quello che (ai loro occhi, non certo ai miei) è stato ingiustamente tolto nella aule giudiziarie. Leonardi, che è un abile venditore di sogni, pur non trovando molta enfasi sui media che hanno imagepreferito titolare sul suo annuncio che Donadoni resta, nella stessa ruspante location, aveva infatti sostenuto, come riporta Settore Crociato: “C’è la volontà di andarci a prendere quanto ci è stato tolto, anche da parte dei giocatori, che me lo hanno assicurato”. Frase annotata da Giuseppe Squarcia dopo le risposte del Sommo Dirigente ad Andrea Del Bue della Gazzetta di Parma imagesulle frenetiche voci con i top player della stagione del Centenario sul piede di partenza: “Beh, io non mi sono mosso da Parma e da Collecchio. Non ho avuto tempo di occuparmi di queste trattative. Sono stato concentrato sul ricorso che presenteremo al Tas e sulle sicurezze da trasmettere al nostro mister, da lui recepite. Certo, come ho detto l’altro giorno, si dovrà lavorare sulle uscite, ma da qui finora non si è spostato ancora nessuno”. Appunto: non si è spostato nessuno, ma  fino ad ora e si dovrà lavorare sulle uscite, del resto era stato proprio Leonardi, a sottolineare malignamente che come il Torino – sostituto del Parma in E.L. – ha dovuto far cassa vendendo il capocannoniere del campionato italiano, Immobile, così inevitabilmente dovremo fare anche noi. E quindi: ha senso ripartire dallo stesso allenatore del sesto posto, ma con una squadra che sarà fortemente indebolita? E poi: come si può pensare di blindare Donadoni proponendogli un prolungamento di contratto, ma con taglio dell’ingaggio (non lo ha scritto solo Ordine su Il Giornale, ma l’indiscrezione era stata twittata in precedenza dal direttore della GdP Molossi), pur avendo dalla sua indubbi meriti sportivi e la legittima tentazione di poter aspirare a una grande? Senza voler mettere in dubbio le parole di Leonardi, il quale non può che cercare di tenere alte le carte, ma come si possono interpretare queste altre di Donadoni, contattato in esclusiva dalla redazione di Cittaceleste.it, ieri pomeriggio, domenica 08 giugno image2014, post pubblicato alle 17.22 in cui l’attuale mister gialloblú avrebbe affermato: "Quante possibilità ci sono che il prossimo anno io possa allenare la Lazio? Sinceramente ad oggi non ne ho idea. Sono l’allenatore del Parma e aspetto di capire l’evolversi dei tempi". Insomma, l’ennesima presa di tempo da parte del tecnico, in netta controtendenza con l’annuncio leonardiano di Baganzola: Leonardi, ben supportato dai suoi scriba, ha probabilmente cercato di forzare un po’ la mano, in modo tale che se Donadoni se ne andrà – come suo pieno diritto – poi potrà apparire agli occhi dei tifosi, come quello che è imagevoluto andarsene, un po’ come Guidolin qualche anno fa, con l’aggravante che abbandonerebbe la nave in difficoltà. Non mi pare di aver letto articoli sulla GdP sul taglio di stipendio proposto da Ghirardi a Donadoni, anche se il suo direttore è sul pezzo, avendolo cinguettato prima di tutti , così come Leonardi, al di là di affermare “Il mister ci sta, in questo Parma che c’è…” (già divenuto uno imageslogan da Istituto Luce) non è certo stato prodigo di particolari sull’aspetto economico – che è rilevante – legato ad un eventuale rinnovo al ribasso di Donadoni: “Sarà ancora con noi. Ha preso consapevolezza delle nostre intenzioni…”. Se Donadoni avesse preso consapevolezza delle intenzioni, o meglio se avesse accettato le medesime, probabilmente al sito di riferimento della Lazio che lo ha sentito dopo, avrebbe imagerivolto frasi meno interlocutorie o comunque di apertura a tutti gli scenari. Alla fine non so se Donadoni resterà o meno: mi pare, tuttavia, che la comunicazione verso la tifoseria da parte del solo uomo rimasto al comando sia sempre un po’ tesa a guadagnarsi dei consensi e non sempre rispondente ad una logica legata alla realtà. Tra l’altro io non so quanto possa essere davvero una buona notizia (sempre ammesso che la sia una notizia…) la conferma – in queste condizioni – di Donadoni: dovendo ripartire con un nuovo ciclo probabilmente sarebbe meglio puntare su un altro tecnico che costi meno, adatto alla nuova situazione, che non abbia legittime ambizioni nell’immediato di rispondere ad altre chiamate, e che non debba imagecorrere il rischio di rovinare uno storico sesto posto guadagnato sul campo, allenando una squadra che verosimilmente avrà l’obiettivo di piazzarsi, con una certa tranquillità, se tutto andrà bene, attorno al 14° posto. Non sono in discussione, ovviamente, le capacità del bergamasco e i suoi meriti sportivi: è solo un discorso di opportunità. Chi glielo fa fare, dopo un sesto posto, di rimettersi in gioco? “L’obiettivo nella prossima stagione sul campo e sugli spalti, di riconquistare il nostro presidente Tommaso Ghirardi e il mister mi ha assicurato che è con noi in questa missione?”. Sarà anche così, ma come razionalmente mi risulta difficile credere ai complotti della federazione cattiva che ci voleva fuori dall’Europa (ritenendo più verosimile un tragico errore umano commesso dalla società), mantengo tutte le mie perplessità anche sull’affaire Donadoni e i suoi sviluppi. Qualcuno potrebbe darmi del disfattista indicando il 14° posto come obiettivo della prossima stagione: ma andando via tutti i big o gran parte di essi, dove si può razionalmente pensare che possa arrivare il Parma? E che qualche big  vada via, non lo sta dicendo Majo, lo ha detto esplicitamente lo stesso Leonardi in conferenza, ribadendolo, poi, dai Boys. Così come quando nell’agosto scorso sostenevo che non riuscivo a capire come il Parma potesse tirare avanti senza ricorrere al player trading (cioè senza vendere uno dei big) non volevo certo mancare di rispetto a qualcuno o dirgli che non aveva i soldi, ma semplicemente mi attenevo ai principi della cosiddetta “gestione virtuosa” più volte pubblicamente espressi da Pietro Leonardi, per il quale, una squadra della nostra taglia – con l’attuale ripartizioni dei proventi tv – non può che vivere valorizzando calciatori da vendere al miglior offerente, sì da realizzare una plusvalenza. Quella del Centenario era stata, in questo senso, una stagione in netta controtendenza rispetto al passato: non solo con i migliori trattenuti, ma anche con l’arrivo della “ciliegina della torta” Cassano, senza dimenticare Gargano e la pattuglia di tutti gli altri calciatori maturi pronti a vincere sul breve. StadioTardini.it, come sempre, aveva cercato di spiegare questo fenomeno ai propri lettori, salvo poi esser sbeffeggiati davanti al popolino dal manovratore: “Ce dicevano che dovevamo venne’ e invece abbiamo tenuto tutti”. Beh: gli effetti li stiamo vedendo adesso, e non mi si dica che è tutta una conseguenza del mancato arrivo della Licenza Uefa: diciamo, che, forse, questo intoppo ha provocato una serie di reazioni probabilmente inevitabili. Uscendo di scena Ghirardi ha indicato come nemico il Palazzo che non avrebbe voluto il Parma in Europa: perché, però, malgrado tutti gli attestati di stima dell’ambiente Parma non torna indietro e anzi butta lì frasi sibilline (a Radio Rai, ma ci risulta ribadite anche in privato a qualche suo compaesano) del tipo saranno problemi del Sindaco e degli industriali, o adesso starà a qualcun altro mostrare di avere più entusiasmo di me? Che c’entrano il Sindaco e gli industriali con la mancata Licenza Uefa? Chi dovrebbe dimostrare più entusiasmo? E perché?  Frasi oscure che il sistema Parma, specie i tifosi a lui fedeli in modo fin troppo commoventi, di certo non si meritano. I tifosi del Parma avrebbero accettato serenamente, come sempre, anche una serena uscita di scena di Ghirardi e anche un brusco ridimensionamento, con l’ammissione di eventuali difficoltà a proseguire nei programmi ambiziosi finora intrapresi e senza il paravento di complotti nemici per la storiaccia della mancata concessione della Licenza Uefa (unica squadra bocciata tra le 13 richiedenti). Certo è più facile raccogliere consensi tra i tifosi raccontandogli quello che a loro piace sentirsi dire, ed indicando altri quali colpevoli delle magagne, approfittando anche della complicità di un certo tipo di stampa amica pronta a propalare la vulgata diffondendo una serie di luoghi comuni poi ben difficili da estirpare. Ad esempio: come fa Molossi a scrivere che sarebbe bastata una multa per il Parma, in luogo della mancata concessione della Licenza Uefa? Aveva letto o no il dispositivo della sentenza in terzo grado che ben spiegava, al colto e all’inclita, che la mancata concessione non è una sanzione o una punizione, ma solo l’inevitabile conseguenza della mancanza dei requisiti richiesti nelle date indicate? E che di conseguenza è sbagliato parlare di multe, quando il dentro o fuori, come nei concorsi o nelle gare d’appalto, è sancito dalla presenza o meno dei requisiti, senza la possibilità di una classica terza via all’italiana, appunto il pagamento di una multa. Il ravvedimento operoso è previsto nel nostro ordinamento fiscale, ma non è così sul Manuale della Licenza Uefa: e questo lo dovrebbe ben sapere chi ha partecipato alla “gara”. Che la cosa possa essere ingiusta o incongrua, come sancisce l’Alta Corte a proposito del Manuale, è un altro discorso: saranno regole che potranno o dovranno esser riscritte, ma fin che le regole sono queste non possono che applicarle, come ben spiegato sempre in sentenza. E sarebbe un nostro preciso dovere di giornalisti tentare di spiegarlo ai tifosi. Così come dovrebbe essere un nostro preciso distinguere che un conto è non avere i requisiti richiesti dal Manuale per la Licenza Uefa e un conto, come accaduto a Manchester City e al PSG non aver rispettato i dettami del Financial Fair Play. E’ comodo alzare il polverone, facendo di tutta l’erba un fascio, ma sono due materie ben differenti, tanto è vero che non è stata, finora, l’Uefa a tener fuori il Parma dall’Europa, bensì tre organismi nazionali (due commissioni federali, l’Alta Corte del Coni), mentre le multe al PSG e al City sono state comminate appunto dalla Uefa. Per me non è giusto mettere insieme pere e mele… E’ evidente che chi, come il sottoscritto, cerca di fare una operazione di divulgazione di come stanno le cose possa risultare inviso a chi si vuole sempre sentirsi dire che va tutto bene madama la marchesa (vedesi il rumoreggiare ad ogni mia domanda in conferenza stampa da parte di qualcuno ammesso nella sala di Collecchio, stessa sorte riservata allo stesso Ruffo, allorquando stava insistendo un po’ troppo nei quesiti cercando di non accontentarsi della superficialità), ma, non dovendo partecipare alle elezioni della mia popolarità non me ne frega nulla e dunque, imperterrito, cercherò di svolgere il servizio che mi sono prefisso, incurante delle starnazzate pubbliche e private delle galline del pollaio, secondo cui io avrei fatto una pessima figura, solo perché avevo domandato gli obiettivi per la prossima stagione e se erano previste facilitazioni di prezzo per gli abbonati. Leonardi, cercando di farmi passare per un coglione, mi aveva risposto che lo aveva appena detto: peccato che lui avesse soltanto annunciato che Energy TI Group parteciperà attivamente alla prossima campagna abbonamenti, io, però, volevo sapere (e la cosa era ben diversa) se era previsto un abbassamento dei prezzi per gli abbonati a prescindere, cioè per tutti e non solo per coloro che vorranno cambiare gestore. Ovviamente la risposta non c’è stata e la conosceremo solo quando, ormai a breve, saranno illustrati i dettagli della imminente campagna. Sarà interessante vedere, poi, quanti accetteranno lo sconto di 101 euro cambiando gestore, e quanti, invece, preferiranno mantenere il proprio fornitore, rinunziando alle facilitazioni. Tra l’altro il Parma, anni fa, come già ho ricordato, fu uno dei pochi club italiani a non ancorare da subito la Tessera del Tifoso al sistema bancario (nonostante fosse già stata strutturata una collaborazione ad hoc con Agos Ducato), per mantenerla uno strumento pure e non commerciale. Resto dell’idea che i 20.000 abbonati che Leonardi vorrebbe per la prossima stagione non servano per far tornare Ghirardi (cavalcare la sua figura da eroe vittima del sistema è indubbiamente popolare), ma appunto per cercare di far sì che il nuovo socio possa radicarsi, come da programma, condiviso con la municipalità, sul territorio, appunto attraverso centinaia e centinaia di piccole utenze dei supporters crociati che accetteranno la migrazione, ed altre legate alle aziende di Confindustria, a propria volta coinvolte nel progetto spiegatoci poche settimane fa e che non è stato evidentemente modificato al di là della reale o fittizia messa in vendita del Parma. imageOggi la Gazzetta di Parma, in un servizio firmato da Michele Ceparano che ha ricostruito oltre 20 anni di dati degli abbonati, dice che si tratterà di “un traguardo davvero ambizioso perché nella stagione 2014-15 si tratterebbe di raddoppiare gli abbonamenti di quella appena conclusa”. E “dall’anno della promozione in A, la stagione 1990-91, la punta più alta è stata toccata nel ‘lontano’ 95-96, con 21.067 abbonamenti sottoscritti. Però era il Parma del pallone d’oro Stoichkov, ma anche di Zola, Crippa e Dino Baggio”. E conclude: “Ora arrivare a ventimila rappresenta dunque una sfida che definire ambiziosa è poco. Ma il Parma spesso è riuscito a stupire”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

30 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO L’ANNUNCIO DI LEONARDI DELLA CONFERMA DI DONADONI: “LO SI BLINDI CON UN CONTRATTO PLURIENNALE, MA LA RIFONDAZIONE AVREBBE PIU’ SENSO CON UN ALTRO ALLENATORE”

  • 9 Giugno 2014 in 14:41
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    Se quello che scrivono i giornali e’ vero cioè che il parma e’ in grave crisi economica Donadoni. Dovrebbe andare via e la società. Stessa dovrebbe. Per riconoscenza. Per il lavoro svolto evitargli di andare incontro a campionati mediocri cache rischierebbero di rovinargli la carriera. Poi se sono tutte fesserie e il parma farà’ comunque una squadra competitiva e’ un altro discorso

    • 9 Giugno 2014 in 18:18
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      Ciao Davide,

      intanto bisogna vedere quali giornali, e sulla scorta di quali considerazioni, scrivono che il Parma è in grave crisi economica. Ogni testata, eventualmente, risponderà del suo. Per quanto mi riguarda io non ho mai scritto che il Parma sia in una grave crisi economica, attenendomi a fare dei ragionamenti (già nella passata stagione) su quelle che possono essere le reali potenzialità economiche per una società di calcio delle dimensioni della nostra, partendo dai concetti di gestione virtuosa di una società di calcio più volte pronunziati dall’AD Leonardi, stupendomi per come lo scorso anno alcune di queste variabili (la vendita, dopo valorizzazione, con annessa plusvalenza di qualche calciatore) non si fossero realizzate (e ricordo bene come lo scorso anno Ghirardi e Leonardi volessero farmi passare per cretino sbugiardandomi con frasi del tipo: “ci dicevano che dovevamo vendere e non lo abbiamo fatto”). Semplicemente, ora, passata la sbornia del centenario e della rincorsa alla EL, traguardo fallito per un errore contabile (con tanto di solenne incazzatura di qualche senatore e non mi riferisco a Pagliari…), si cerca di far quadrare i conti di prima e di dopo. Questo non vuol dire che il Parma sia in una grave crisi economica, ma semplicemente rientrare nei ranghi dopo aver compiuto, probabilmente, il passo più lungo della gamba. Del resto di articoli sulla filosofia della passata stagione che rinnegava i virtuosi propositi del recente passato, ce n’è pieno il nostro archivio.

      Sul discorso di Donadoni che dovrebbe esser lasciato libero per riconoscenza di accasarsi altrove, mi trovi abbastanza d’accordo. Ma anche per la stessa convenienza del Parma (e lo dicevo fin da prima che scoppiasse il bubbone della mancata concessione della Licenza Uefa), che non ha senso faccia un’altra stagione con lo stesso tecnico dell’annata dei miracoli, ma senza i principali protagonisti sul campo della cavalcata (perché che vengano ceduti non lo nega neppure Leonardi, il quale ha fatto il significativo esempio del granata Immobile del Toro). Quindi credo non sia corretto fare gli illusionisti dicendo che c’è la volontà dei calciatori di andare a riprendersi quello che ci è stato tolto (che peraltro non ce lo ha tolto nessuno, poiché io non credo che gli asini volino), nel minuto in cui dei protagonisti dell’impresa verranno a mancare. Cosa, peraltro, che sarebbe stato fisiologico accadesse se la EL l’avessimo persa sul campo e non dietro la scrivania. Mi sta bene che si riparta con un ciclo nuovo, con altre promesse, cercando di stilare un piano industriale triennale, laddove non trovino spazio isterismi o uscite di scena.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 15:03
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    SALVE VORREI SAPERE SIG MAJO COME FA UNA SOCIETA SERIA E PERBENE COME IL PARMA AD NON INTERESSARE A NESSUN AQUIRENTE

    • 9 Giugno 2014 in 17:11
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      Di questi tempi non è facile trovare investitori nel calcio in generale e a Parma in particolare. Del resto se otto anni fa il territorio non era stato interessato a far sua una squadra completamente ripulita di debiti da Bondi e con undici milioni, circa (nel senso di disponibilità liquida), nel cassetto, immaginarsi ora, con le tensioni che ci sono.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 16:27
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    Si e spalmare l’ingaggio di Cassano ? Leonardi ci spiegherà che è stato Cassano ad andarsene !!! Al cred !

    • 9 Giugno 2014 in 17:00
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      Allora: bisognerebbe che ci dicessero chiaro e tondo come stanno le cose. Se, come immagino razionalmente io, sarà un Parma lacrime e sangue, da sola salvezza e inizio ciclo, non capisco cosa resterebbe a fare qui FantAntonio, al di là di spalmare o meno l’ingaggio; se, viceversa, dovesse essere un Parma che ricalca le orme di un anno fa, e va riprendersi quello che si è perso (più che ci è stato tolto) per strada, allora avrebbe un senso sia che rimanesse Donadoni che Cassano. Però lo scenario non mi pare verosimile considerato che la proprietà ha messo in vendita il club con la palese intenzione di non investire più. E con la sola autogestione diventano pesi gli ingaggi alla Cassano e se arrivasse un allenatore che costa la metà di Donadoni i nostri penso sarebbero ben felici. Con il Parma in vendita penso sia una grossa utopia soltanto sperare, non dico pensare, che si possa concorrere di nuovo per la EL: e con questi chiari di luna, ipotizzare “Il mister ci sta, in questo Parma che c’è” mi pare altamente fuorviante. Un po’ come sostenere che quello della Licenza Uefa era un finto problema e che quella della GdS fosse una bufala. Con tanti saluti dal fiume limaccioso…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 16:28
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    majo mi conferma che oggi è l ultimo giorno utile per presentare ricorso al tas? entro quanto dovrebbero rispondere? grazie

    • 9 Giugno 2014 in 16:52
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      Per quel che ne so io sì. Però attendo altri responsi di specialisti in materia, poiché c’è chi sostiene che entro oggi il Parma dovesse soltanto manifestare l’interesse di adire al Tas, ipotesi che, onestamente, a fiuto mi pare parecchio campata per aria. Tra l’altro se in questi giorni anziché sul mercato Leonardi era preso dal ricorso al Tas, come ha detto dai Boys, il medesimo sarà pronto, no?
      Cordialmente
      Gmajo

    • 9 Giugno 2014 in 17:42
      Permalink

      Allora: ho provato a cercare di mettere un po’ d’ordine nella cosa. Effettivamente entro dieci giorni dal pronunciamento breve dell’Alta Corte (emesso nella serata di giovedì 29 maggio 2014) il Parma F.C. ha facoltà di presentare una domanda di arbitrato al Tas con la richiesta di fissazione di udienza dinanzi al Collegio Arbitrale. Il Tas vaglierà se da domanda è ammissibile o meno e nel primo caso provvederà a fissare l’udienza. Solo in quel momento potrà essere presentata al Tas tutta le documentazione per il ricorso.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 16:50
    Permalink

    Mi sembra di ricordare che tempo fa lei, sig. Majio, abbia accennato al fatto che contrariamente a quanto era accaduto lo scorso anno, quando la squadra nella preparazione del campionato aveva trascorso una settimana in ritiro in un villaggio turistico della regione Puglia, stavolta i giocatori sarebbero tornati al mare della Sardegna, svelando, se non erro, che Sandro Melli stava impegnandosi per trovare la locazione giusta adatta ai bisogni di Donadoni. Sarebbe bello sapere se tale ritiro al mare è stato o meno confermato.
    cordialmente Enzo

    • 9 Giugno 2014 in 17:06
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      Non lo avevo scritto io, bensì Settore Crociato, che mi pare abbia confermato la cosa in questi giorni. E loro sono decisamente più addentro di me a queste cose…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 16:56
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    ma che lei sappia è mai successo che il tas abbia mai sovvertito un verdetto?

    • 9 Giugno 2014 in 17:05
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      E’ una giurisprudenza del tutto nuova, per quel che ne posso sapere io. Secondo me il Tas potrebbe essere utile per far modificare il Manuale nelle parti che l’Alta Corte, riconoscendo le buona fede del Parma, ha ritenuto ingiuste e incongrue. Ma quelle erano le regole: e se il Parma non aveva i requisiti richiesti alle date giuste, come sancito in tre gradi di giudizio, difficilmente riconsegnerà la EL guadagnata sul campo al Parma.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 17:02
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    tutto questo silenzio è molto strano…

  • 9 Giugno 2014 in 18:08
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    Per quel poco che posso avere capito io il Tas dovrebbe riconoscere che il manuale non tutela in modo appropriato il diritto di difesa (è ciò che ha lamentato il parma in relazione alla mancata contestazione da parte degli organi figc e che ha riconosciuto genericamente l’alta corte) quindi la vedo molto dura.

  • 9 Giugno 2014 in 18:10
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    ma leonardi invece di far proclami senza senso ,spiegasse tecnicamente senza continuare a prendere per il culo tutti con frasi alla “spezzeremo le reni alla grecia !”cosa intende fare aldilà di cercare i 20.000 abbonamenti (che francamente pretenderli in una situazione del genere è paradossale)chema i faremo e che sarebbero cmq una goccia d acqua nel mare al fine di pianificare la prossima stagione in tutti sensi …..si faccia chiarezza perchè parma non è roma napoli milano ( con tutto il rispetto sia chiaro)qui accettiamo tutto senza troppe storie……ci siamo bevuti balle spaziali x anni …ci dica la verità per una volta…..ce la meritiamo

  • 9 Giugno 2014 in 19:27
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    ripeto,gestione della situazione fatta col pisello,gli e’ andata a buca da lotito ? caxxi suoi

    • 9 Giugno 2014 in 19:28
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      Che poi gli sia andata buca da Lotito magari non è così matematico…

  • 9 Giugno 2014 in 19:39
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    Io spero che Lotito se lo prenda e anche alla svelta…

  • 9 Giugno 2014 in 20:08
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    Io credo che sia sufficiente dare un’occhiata a questa “tabella” per rendersi conto che le 20000 tessere sono un obiettivo francamente difficile da raggiungere per un Parma che si muove in direzione del ridimensionamento

    http://infoazionariatopopolarecalcio.blogspot.it/2013/12/serie-gli-abbonamenti-della-stagione.html

    Arrivare a quota 20000 significa far quasi come certe grandi piazze che concorrono per obiettivi ben più prestigiosi dei nostri…

  • 9 Giugno 2014 in 20:29
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    siamo al grottesco,un allenatore sotto contratto per un altro anno,che va in giro a sentir proposte,solo a parma

  • 9 Giugno 2014 in 20:48
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    Personalmente non posso che dare la mia quasi totale adesione al progetto di “formattazione” del Parma per la prossima stagione,ribadendo come a mio avviso questo debba coinvolgere anche la guida tecnica. Le abilità di Leonardi nel campo delle ” nozze coi fichi secchi” sono evidenti, pertanto ben venga il nuovo corso, porterà entusiasmo e freschezza grazie anche a nuove soluzioni tattiche con nuovi interpreti. La mia unica preoccupazione riguarda il fatto che nel recente passato la gran parte dei colpi leonardiani è stata gestita grazie all’istituto della comproprietà, di recente abolito. I vari Giovinco, Biabiany, Parolo, Benalouane,Lanzafame, Belfodil….sono arrivati grazie alle comproprietà….come sarò possibile ovviare a questa mancanza?

    • 9 Giugno 2014 in 21:02
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      La fantasia e l’abilità sono doti che certo non mancano a Leonardi, che direi è unico nel suo genere. Se anche la Federazione cattiva (in questo caso sì…) gli toglie il principale strumento di lavoro, alias le compartecipazioni, egli saprà sicuramente inventarsi qualche strumento per tenere a galla il Parma. Solo preferirei ci fosse una maggiore trasparenza sui progetti immediati che saprebbero esser accettati – anche in caso di forte ridimensionamento – da una piazza teneramente fedele, la quale non mi pare abbia piantato casini per il mancato raggiungimento, da dietro la scrivania della Licenza Uefa.
      Se i giocatori “già pronti a vincere” hanno portato entusiasmo perché nel breve sono riusciti sul campo a centrare l’impresa, indubbiamente un progetto giovani di prospettiva potrebbe essere sposato appieno da gran parte delle persone di buona volontà.
      Certo, però, bisognerebbe avere le idee chiare anche sui progetti sulla società (è in vendita o no?), e proprio questo aspetto è quello che a me preoccupa di più.
      Ciao
      Gmajo

  • 9 Giugno 2014 in 20:56
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    Quante balle ci stanno raccontando? tante….

  • 9 Giugno 2014 in 21:06
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    Concordo, aggiungo che a mio avviso dietro questo ” teatrino” si sta consumando una transizione dalla famiglia Ghirardi al socio Energy Ti Group. Restano da capire modi e tempi, certo un po’ di chiarezza sulle strategie aiuterebbe ad incrementare l’appetibilità della piazza verso giovani interessanti prospetti dell’italica pedata.

  • 9 Giugno 2014 in 21:42
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    P.E.P. a Bar Sport afferma che le cessioni di Parolo, Biabiany e Paletta erano già nell’aria da molti mesi, e che non vi è nulla di cui stupirsi….peccato che alcune settimane fa la dirigenza disse che in caso di qualificazione all E.L. sarebbe stato più facile trattenere i pezzi pregiati…

    Sarebbe meglio dire che le suddette cessioni sono sempre state una logica scelta, certamente sconfessata dalle strategie del centenario….

    • 9 Giugno 2014 in 21:53
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      All’atto della presentazione di Energy TI Group venne proclamato che il sogno (leggi obiettivo) era che il Parma potesse ripetere nel tempo la prossima stagione. E non capisco come un professionista come Schianchi possa affermare che il Parma possa andare avanti senza Ghirardi, cioè senza una proprietà… Va bene essere ottimisti contro il disfattismo, ma un po’ di obiettività mai?
      Cordialmente
      Gmajo

  • 10 Giugno 2014 in 00:30
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    Buonasera Direttore ,

    pur essendo un estimatore di Donadoni sono anch’io dell’opinione che , se di rifondazione si tratterà , sarebbe meglio affidare la squadra ad un allenatore emergente . Auspicandomi che sia la volta buona per integrare in prima squadra i validi giovani del vivaio.

    Christian

    • 10 Giugno 2014 in 01:22
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      Grazie per il contributo, Christian. Speriamo che venga individuata la ricetta migliore per tener alto il più possibile il Parma.
      Cordialmente
      Gmajo

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