“MARACANAZO” OVVERO IL MONDIALE VISTO DAL TUBO, CON LE OTTICHE DI GIANNI BARONE… (II puntata)

(Gianni Barone) – Com’è bello dopo una vittoria dell’Italia vedere salire tutti sul carro dei vincitori. Grande ITALIA, grande cuore; BALOTELLI superstar; Pirlo che prende in mano la squadra; SIRIGU che non fa rimpiangere BUFFON; Darmian e CANDREVA che sulla destra impazzano;  Marchisio decisivo in zona tiro, convincente il centrocampo a tre registi (quali?) e soprattutto grandissimo PRANDELLI. Le ha azzeccate tutte insieme a BEARZOT e LIPPI (guarda caso gli ultimi vincitori azzurri dei MONDIALI) il più grande Cittì di tutti i tempi. Ma come? Se prima dell’inizio, a detta di molti, non ne aveva azzeccata una. L’esclusione di ROSSI, la mancata convocazione di difensore mancino, poteva chiamare questo, poteva chiamare quello, in poche parole tutto sbagliato, tutto da rifare. Invece d’incanto tutto svanisce, l’Italia che non doveva neanche passare il turno adesso è, pieno titolo, in lizza per il titolo.

E i grandi soloni del commento tecnico televisivo sono riusciti a trovare solo un difetto: la catena di sinistra con Chiellini non brillante e PALETTA in grossa difficoltà. In qualche modo bisogna pur esercitare la professione di critico. Ma come? Tutta colpa solo di PALETTA? Ma se prima tutti avevano approvato la decisione di PRANDELLI di chiamare un oriundo per rinforzare la rosa dei difensori, ora quest’oriundo è diventato improvvisamente un bidone? Non lasciamoci confondere e diamo qualche alibi al (povero) giocatore del PARMA. Che non fosse la reincarnazione di Beckenbauer (come cavolo si scrive non me lo ricordo mai) questo era chiaro, però mi sembra ingeneroso gettargli la croce addosso solo perché si è lasciato sfuggire, a tratti, due giovani giocatori inglesi che vanno come dei dannati, il doppio di lui. Non mi sembra giusto, anche perché, nei suoi confronti, prima della gara con l’Inghilterra, non mi erano pervenute critiche in tal senso da parte delle firme, grandi e piccole, del giornalismo sportivo italiano e parmigiano. Tranne qualche piccola eccezione (e il bello che io credevo di essere uno dei pochi a non apprezzarlo…) tutti a magnificare questo difensore. Quindi basta con le critiche gratuite, ma basta anche con le teorie dei complotti nei confronti del PARMA e dei suoi giocatori!

Questo Mondiale è bello perché smentisce molti e cancella certezze. C’è chi sostiene che bisogna vedere sempre squadre che sanno giocare la palla e poi la massima espressione del “calcio orizzontal” viene affondata dall’OLANDA che in maniera un po’ blasfema (per gli ex nipotini di Arrigo e compagnia cantante) si schiera con la difesa a 3 o a 5 (mettetela come volete, tanto è la stessa cosa) in poche parole col libero alle spalle di tutti e pratica un “calcio vertical” che fa storcere la bocca a coloro che sono convinti che… non si può buttare sempre… su il pallone. Bisogna fare il giro palla, giocarla sempre e comunque anche nelle zone più pericolose. Questione di punti di vista o questioni di lana caprina. E’ un buon Mondiale, altri sostengono, perché non esistono squadre sprovvedute dal punto di vista tattico e perché non essendoci finora pareggi le squadre giocano a visto aperto senza catenacci o tatticismi. In poche parole, in attesa del Belgio, vi sono squadre come la Colombia, la Bosnia che potrebbero stupire e poi attenzione alla FRANCIA, all’Italia e all’Olanda date per non favorite troppo presto.

Altra questione sollevata: molte squadre rinunciano agli incontristi per dare spazio, nel centrocampo, ai cosiddetti registi (vedi Italia e Croazia) proprio perché si vuole migliorare il gioco. Non mi sembra che sia così anche perché molti incontristi sono bravi anche ad impostare il gioco (MASCHERANO, DE ROSSI) e all’occorrenza sanno arretrare per aiutare la difesa. Comunque è vero: nei settori giovanili, si tende a lavorare in modo diverso per costruire centrocampisti eleganti, belli da vedere, ma che, alla prova dei fatti, quando si tratta di lottare per recuperare palloni, lì nel mezzo,  come cantava Ligabue, sono in palese difficoltà. Nelle rappresentative nazionali giovanili tanti “Antognoni” che tirano indietro la gamba e pochi “Furino e Bagni” (o “Oriali e Marini”) che escono dal campo con la maglia sporca.

Per il resto tranne la Spagna e l’Uruguay i pronostici sono largamente rispettati e le vincite alle scommesse sono molto basse. Mancano ancora dieci squadre e tra le ventidue schierate in campo si sono notati pochi giovani interessanti, se si eccettua il centravanti della COSTARICA. Ed è proprio la prossima partita dell’Italia ad attirare l’attenzione per le scelte che verranno fatte da Prandelli. Nel frattempo i tanti e troppi cittì sparsi nel nostro paese si affannano a trovare le soluzioni giuste: c’è chi rimpiange, a questo punto, la mancata convocazione di Criscito per la fascia sinistra, Pepito Rossi è già dimenticato visto che BALOTELLI, attualmente gode di ottima stampa. Il (povero) Chiellini, tornando al discorso della difesa, dal canto suo, non è stato trattato granché bene. Chissà perché? Grossi errori non ne ha fatti, ma ha scontentato molti dei frequentatori dei salotti televisivi, a proposito molto deludenti e poco originali gli interventi dei vari opinionisti RAI, al punto che tutti si sono scagliati contro Bruno Gentili, ex radiocronista e telecronista azzurro di mamma RAI, che ha avuto l’ardire di assolvere tutti, difensori compresi.

Per quanto riguarda il palinsesto Sky buone le trasmissioni di approfondimento e di presentazione un po’ meno le performance di alcuni commentatori tecnici, troppo verbosi (Zaccarelli) o troppo impacciati (Marcolin e Ferrara) bene gli altri su tutti DANIELE ADANI, magnifici i suoi appunti sui tempi di gioco dei vari giocatori, mentre i vari MAURO, MARCHEGIANI E BERGOMI hanno ormai assunto grande autorità nei giudizi tecnici espressi. Stop e alla prossima. Gianni Barone

LE PRECEDENTI PUNTATE DI “MARACANAZO” di Gianni Barone

1 – 13.06.2014

 

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).