“MARACANAZO” OVVERO IL MONDIALE VISTO DAL TUBO, CON LE OTTICHE DI GIANNI BARONE… (III puntata)

(Gianni Barone) – Adesso il carro è proprio vuoto: tutti i vincitori sono scesi a sparare a zero  in attesa della prossima fermata quando, dopo un alito di vento, tutti ri-diventeranno degli eroi. La critica più feroce, come al solito, spetta ai tifosi, a ruota i giornalisti e poi esiste la terza categoria quella degli equilibristi, quelli che… cioè non è tutta colpa di Prandelli, coi giocatori che ha fa anche troppo… eppoi il caldo.. ma come si fa, e vedrete, che forse, passeremo il turno. La quarta categoria sarebbe quella dei “se faceva giocare quello o questo, forse…”, ma Prandelli li ha spiazzati perché ha fatto giocare quasi tutti, e come la mettiamo? Non si può dire neanche se faceva giocare Cassano, che è uno di quello che possono con una giocata far cambiare la partita (il più grande luogo comune di sempre), perché Cassano ha giocato, ha giocato Insigne, ha giocato Cerci e rigiocherà Immobile, eppure questa è l’ITALIA. Anzi col COSTARICA un’Italia che non c’è e non c’è mai stata. Però ci sono gli italiani sempre pronti a dire, fare, disfare, lettera e testamento. Non entriamo nelle disquisizioni tattiche perché anche le “casalinghe di Voghera” potrebbero spazientirsi arrivati a questo punto, in quanto Prandelli abbandonerà il tiki-taka (di barcelloniana memoria) o titic e titoc ( di Liedholmiana passione), che dir si voglia, per tornare al sano contropiedismo italico. Sarà così? Quello che, in poche parole, ci ha fatto vincere i mondiali passati e recenti. Infatti qualche casalinga, travestita da opinionista tv, ha fatto notare che imitare la Spagna del tiki-taka proprio nel momento del suo declino non è che sia stata questa gran furbata. E il cittì restituisce ad ognuno il proprio ruolo ad ognuno il proprio compito e la propria mentalità. E per fare questo gli azzurri si travestiranno per la gara con Uruguay da JUVENTUS, la migliore espressione del nostro calcio, checché ne pensino i soliti soloni degli studi televisivi e dei bar. Avanti con il 3-5-2 con il blocco della difesa juventina (Chiellini-Barzagli e soprattutto Bonucci, fino ad ora accantonato) e Pirlo, che torna a fare il Pirlo, con due interni al fianco, uno il bianconero Marchisio, che smetterà, finalmente di fare l’ala, e l’altro Verratti, anche se sarebbe stato meglio PAROLO. Sulle corsie esterne, per restare al paragone juventino, sfrecceranno i più giovani del gruppo DARMIAN e DE SCIGLIO, emuli dei vari Lichtsteiner e Asamoah, che al mondiale stanno arrancando con Svizzera e Ghana. In avanti BALOTELLI farà il Tevez e Immobile proverà ad imitare LLORENTE. L’unica nota che stride è la comparazione a centrocampo fra Pogba e Verratti, il primo un gigante (in ogni senso) e il secondo non un gigante (in ogni senso). Sarà questa la strada giusta che ci porterà alla qualificazione e non solo? Potrebbe. Noi in Italia, questo sappiamo fare, e non dovremmo mai vergognarci di farlo, invece di copiare gli altri. Abbiamo visto in questo mondiale, Costarica in testa, squadre che curano alla perfezione la fase difensiva, aggiungerei anche l’Iran, l’Ecuador, il Cile, il Messico, la Colombia, e riescono a mettere in difficoltà un po’ tutti. E noi – storicamente popolo di Santi, navigatori, eroi, poeti e difensori – ad inseguire idee di gioco che non ci appartengono per niente per fare brutte figure. Torniamo ad essere noi stessi senza fare, male, il verso agli altri e, senza scomodare i grandi maestri del “catenaccio razza Piave”, cerchiamo di mettere in difficoltà i “pistoleri” avversari con le nostre armi migliori. Questo deve essere il messaggio per superare tutte le critiche e ritornare, finalmente, ad appoggiare le nostre membra sul carro dei vincitori. Sarà anche un messaggio di speranza un po’ naif, però, abbiamo visto, che in questo mondiale in cui, di stelle ne brillano poche, tutto è possibile. Le cenerentole non esistono più, ha tuonato Buffon, e se, se n’è accorto lui…. siamo a posto. Però è bello scoprire che oltre ai soliti Messi, Neymar e Ronaldo esistono anche i vari Campbell, Duarte, E.Valencia e – udite, udite… – anche il centravanti iraniano dal nome impossibile (Ghoochannejhad) Reza per gli amici. Purtroppo abbiamo anche constatato che la maledizione delle squadre europee che faticano nei Mondiali americani continua e, forse, non è solo questione di clima metereologico o degli stadi. Il CALCIO cambia a seconda dei continenti e delle latitudini e quello che sembrava un vantaggio, cioè vedere giocare l’Italia, ad orari decenti per via del fuso, si sta trasformando in qualcosa di negativo, visto che, finora, gli azzurri, dagli orari e dal caldo, sembrano essere i più penalizzati. Ma i Mondiali si vincono, soprattutto, superando le difficoltà anche ambientali. Ma di questo ne parleremo nella prossima puntata, quanto l’ottimismo avrà preso il sopravvento sullo sconforto dettato dalla sconfitta col Costarica. Nulla di irrimediabile, arrivati a questo punto, tutto è ancora possibile, attenzione, quindi a sparare sentenze definitive… Casalinghe-opinionisti meditate sulle vostre certezze. Alla prossima. Gianni Barone

LE PRECEDENTI PUNTATE DI “MARACANAZO” di Gianni Barone

1 – 13.06.2014

2 – 16.06.2014

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).