“MARACANAZO” OVVERO IL MONDIALE VISTO DAL TUBO, CON LE OTTICHE DI GIANNI BARONE… (IV puntata)

(Gianni Barone) – L’Italia che non c’è o che forse non c’è mai stata: è bastata la spallata di Godin per aprire ufficialmente la crisi, non solo della Nazionale italiana, ma di tutto il movimento calcistico con dimissioni in contemporanea tivù di cittì e presidente federale. Dimissioni irrevocabili quelle del secondo che non hanno stupito nessuno. Anzi qualcuno ha ipotizzato una sua sostituzione non con il solito “politico di turno” (io aggiungerei con il solito parruccone di turno) ma, visto la nuova aria che spira con qualche personalità vera del calcio. Tradotto cosa vorrebbe dire Fabio Caressa? Un ex calciatore come Demetrio Albertini, che a quanto mi risulta avrebbe già rassegnato le dimissioni da vicepresidente federale già prima del mondiale, oppure un calciatore in attività sponda AIC (Morgan De Sanctis portiere della Roma), o infine un giornalista sportivo alla Caressa appunto? Questi scenari fantasiosi non sono invece ipotizzabili per la sostituzione di PRANDELLI che, da grande signore quale è, ha spiazzato tutti, ancora una volta, con le sue dimissioni e con la presa di responsabilità piena sul fallimento del progetto tecnico ai mondiali. Non ha cercato scuse, non ha creato alibi a nessuno. Questo è l’Italia che abbiamo, questo è il frutto dei troppi stranieri che occupano i posti da titolari nelle maggiori squadre della serie A, dei settori giovanili in cui non viene svolto il lavoro nel migliore dei modi, partendo dalla selezione per arrivare all’addestramento e alla formazione. E se i giovani, al contrario dei senatori della nazionale, come ha affermato BUFFON, hanno deluso la colpa non è certo da imputare tutta a Prandelli. Ci sono difetti strutturali, ha tuonato Mario Sconcerti, nell’intero sistema calcio, partendo dalle scuole calcio disseminate nel nostro territorio fino a giungere ai vertici federali, passando per il Settore Tecnico, per il reclutamento nelle varie selezioni giovanili nazionali. Tutti sotto accusa quindi, non ci saranno più talenti, questo è vero, però mancano tante altre cose, osservatori validi, istruttori validi, dirigenti validi, selezionatori validi. Il colpo di spalla di GODIN ha fatto più male all’Italia che non il morso di Suarez sulla spalla di Chiellini, e ha evidenziato tante crepe e tante magagne del nostro sistema, che un pareggio stiracchiato, senza aver fatto un tiro in porta, con conseguente qualificazione, avrebbe nascosto alla grande. Se non avessimo perso, tutto sarebbe stato come prima, cioè nascosto, coperto per lasciare spazio ad un ingannevole entusiasmo che avrebbe accompagnato il cammino degli azzurri in questo Mondiale. Invece il duro risveglio, Balotelli che non è più una star, la squadra che fatica in attacco, il centrocampo che arranca, la difesa che regge a mala pena fino al loro gol. La partita è troppo facile da commentare, quindi asteniamoci dal farlo. Sulla mancata qualificazione, devo essere sincero, non ci avrei scommesso, e non mi piace neanche sentire tutti dire vergogna, vergogna, vergogna, oppure io lo avevo detto che non passava il primo turno: pensavo che Prandelli avesse un po’ più di fortuna o per lo meno la stessa che avevano avuto alcuni suoi predecessori. Invece niente l’anno zero del calcio italiano sta arrivando. Speriamo nelle novità, speriamo nel vedere qualche straniero in meno, e qualche giovane italiano in più, titolare nelle nostre squadre. E, soprattutto, speriamo che il sostituto di Prandelli non esca dalla lista che ci è stata proposta, quella cioè composta dai vari Allegri, Mancini, Spalletti, Ranieri e Zaccheroni (per carità!), qualcuno candida Conte qualcun altro Mangia. Io non saprei: di italiani non me ne viene in mente nessuno: penso al colombiano Pinto, quello che allena la Costarica, perché forse Francisco Maturana, sempre colombiano, e un po’ superato, oppure il portoghese Queiroz, quello che allena l’Iran, perché Mourinho, sempre portoghese, è un po’ troppo antipatico. E che ne direste di un bel olandese, Van Gaal è gia impegnato, Cruyff è troppo santone, Advocaat sarebbe un’idea. Ma restiamo in Italia, per carità, un selezionatore straniero non sarebbe mai accettato neanche Zeman o GARCIA andrebbero bene, ma dove sono finiti i grandi selezionatori di una volta, alla Bearzot, alla Vicini, alla Brighenti, tanto per intenderci, quelli che facevano la trafila nelle varie Under. Oggi ci sono i vari Rocca, Zoratto, Di Biagio oltre a quelli che seguono anche i dilettanti come Polverelli, Magrini e Gentilini. Ci sono anche loro, però attenzione al ritorno in patria dei mostri sacri CAPELLO in testa. Il toto cittì è solo all’inizio. Però torniamo alla partita, visto che non ne abbiamo parlato, il rammarico cresce quando si pensa che, fino all’espulsione di Marchisio, la partita l’aveva fatta l’Italia e l’URUGUAY, dopo il vantaggio, aveva un paura boia contro una squadra incapace di fare un tiro in porta. Così va il calcio, il quasi ottuagenario “maestro” Tabarez non ha creduto ai suoi occhi, il suo non eccezionale Uruguay che liquida in un colpo solo l’Italia, Prandelli e Abete, cose da non credere. Per il resto la derelitta Grecia va agli ottavi, chi l’avrebbe mai detto: una delle poche europee ancora in lizza. La maledizione del Sudamerica per le squadre del vecchio continente continua, ma anche asiatiche e africane non possono, tranne rare eccezioni, dormire sonni tranquilli. Si profilano semifinali e finali tutte sudamericane, con l’incubo, per il Brasile, del Maracanazo del 50 allorché i padroni di casa della nazionale verde-oro cedettero alla Celeste Uruguagia di Schiaffino e soci. Altri tempi, altro mondiale, per il momento noi godiamoci le polemiche per l’esclusione della nostra nazionale, state sicuri, nessuno è stato sorpreso, tutti lo avevano previsto. Così van le cose dalle nostre parti in attesa del prossimo Consiglio federale in cui si cambierà tutto per non cambiare niente. Gianni Barone

LE PRECEDENTI PUNTATE DI “MARACANAZO” di Gianni Barone

1 – 13.06.2014

2 – 16.06.2014

3 – 23.06.2014

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

AZZURRIAMO CON L’ITAL-PARMA, di Luca Savarese: PAROLO E CASSANO, ENTRATI NELLA RIPRESA, NON RIANIMANO L’ITALIA SCONFITTA DALL’URUGUAY. MONDIALE FINITO, SI DIMETTONO PRANDELLI E ABETE

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo ““MARACANAZO” OVVERO IL MONDIALE VISTO DAL TUBO, CON LE OTTICHE DI GIANNI BARONE… (IV puntata)

  • 25 Giugno 2014 in 13:27
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    Sono anni che la nazionale ha come unico scopo quello di “valorizzare” o “deprezzare” questo o quel giocatore, a seconda degli interessi della “cupola” della Lega Calcio, il tutto con la collaborazione dei giornalisti sportivi, che per ingenuità (alcuni) o per connivenza prezzolata (i più), fomentano l’opinione pubblica. I CT che si sono succeduti negli ultimi anni o si sono adeguati al sistema o sono stati emarginati (Zoff e Donadoni docet!). Credevo che Prandelli appartenesse alla seconda categoria, ma anche lui alla fine si è fatto fare la formazione dal “televoto”.

  • 25 Giugno 2014 in 16:55
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    Interessante articolo. Cronaca personale della partita della nostra Nazionale di ieri:
    …proprio ieri sera intorno alle 18:20 sventando vari tentativi di tamponamento degli altri automobilisti che correvano a casa rischiando la vita per vedere gli Azzurri Cupi, ho fatto un salto a casa dei miei riuscendo a vedere l’ultimo scampolo della fine del primo tempo e quindi mi sono fatto fare il riassunto della partita da mia mamma, che vedrà una partita ogni 10/15 anni però mi stupisce sempre per la sua lucida saggezza oratoria. Le ho chiesto: “Come han giocato fin qua?” Risposta: “Da insulsi”.
    Allorché si è lasciata andare a tutta una serie di epiteti lusinghieri nei confronti di Balotelli, il più mansueto dei quale è stato: “Ma che lo mandino a lavorare in casa di ricovero”…Capendo l’andazzo e in attesa del secondo tempo sono uscito a giocare con il feroce e mordace animale domestico di casa: il gatto. Il Ferocissimo stava palleggiando con un pezzo di pane. Mentre mi stavo divertendo con il Ferocissimo, il tempo è passato e il secondo tempo iniziato.Me ne sono accorto quando ho sentito dalla cucina: “Beneeee che Balotta sia rimasto fuori, ma che lo rimandino giù in Africa a pascolare le giraffeeeee, che impari come si fa a giocare tipo il numero 23, che lui è bravo”. Io e il Ferocissimo abbiamo continuato a giocare con il pezzo di pane finché abbiamo capito che tutto era perduto quando ho sentito mia mamma iniziare a tifare per l’Uruguay con esultanza per il gol e successivo commento: “L’era oraaa! Meio i Bianchi, ma varda ti…INSULSIIIIIII!” Io e il ferocissimo abbiamo cambiato il pezzo di pane che ormai il primo era andato sbriciolato tra i sassi e mentre entravo in cucina è partito il canale così non son riuscito a vedere gli ultimi tre minuti di agonia e ho pensato che il black out fosse arrivato giusto in tempo per fermare mia mamma dal tifo forsennato, ormai innamorata degli uruguayani. Dopodiché lei si é messa a guardare” Il Segreto “, quindi io, finito l’ultimo pezzo di pane e salutata la tenera bestiola orgoglio di tutta la famiglia (ma il gatto ha preso tutto da me compreso il carattere docile e grazioso… ), sono andato via in macchina e mentre guidavo riflettevo tra me e me: ma se Prandelli avesse fatto meno copertine con la chitarra in mano, con la compagna fiorentina che beve succo di cavolo nero (interessante), senza le starnazzanti wags al seguito degli Azzurri esibenti shorts con le tasche che sbucano, capelli stirati, pettinature tribali e unghie fosforescenti…ecco se gli Azzurri Cupi si fossero concentrati seriamente sul loro compito di rappresentanza della gloriosa Italia, avessero preso meno sottogamba il loro Ruolo, fossero stati piu SERI, più uomini, meno anestetizzati dalle cazzate estive stile Buffon/Pirlo/D’Amico/corna dignitose/Fanny incinta/no non ancora/ e tutte le cretinate conseguenti. Se avessero avuto meno la testa sull’aereo per le vacanze e un pò più di orgoglio nelle vene…ecco forse allora non sarebbero usciti dopo due sole partite…gli Azzurri Cupi.

  • 25 Giugno 2014 in 17:04
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    Glielo giuro l’ho appena scritto ora in un momento di calma al lavoro, mi sentivo le mani bruciare dalla voglia di scrivere. Lo so, lo so di essere brava….;-)

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