“MARACANAZO” OVVERO IL MONDIALE VISTO DAL TUBO, CON LE OTTICHE DI GIANNI BARONE…

(Gianni Barone) – Per evitare ogni tipo di banalità e per non scadere nella retorica più becera del tipo “il mondiale scandisce le tappe della nostra vita” oppure “ogni mondiale ha il suo fascino” oppure ancora “la nazionale italiana non supererà neanche il primo turno”, mi sono documentato a dovere leggendo qualche giornale, collezionando qualche inserto, sempre di giornale, cercando di cogliere tutti gli aspetti che un mondiale può suscitare agli occhi di chi cerca, nel mondiale, finalmente, qualcosa di nuovo da dire, da scrivere e da pensare.

Ecco, il mio percorso è iniziato come al solito dalle rose delle squadre partecipanti. Ho cercato di vedere e di capire chi sono i giocatori che saranno protagonisti o no, poi ho cercato il calendario con gli orari delle partite e me le sono appuntate, e fino a questo punto non mi pare ci sia nulla di nuovo di originale o di eclatante. Mi sono detto non sarebbe meglio studiare qualcosa di nuovo? Per trovare spunti interessanti, si ma cosa? Sugli aspetti politici, tecnologici o antropologici meglio restarne fuori perché, innanzitutto, bisogna essere preparati e saperne. Sugli aspetti storici tutti sanno tutto, il MARACANAZO del 50 col Brasile sconfitto in casa dall’URUGUAY, oppure Italia – Germania 4-3. Non se ne può più… Poi se uno legge il Corriere della Sera, intuisce che basta Sconcerti, quello che aveva litigato con Tardelli al mondiale 82 in Spagna vinto dall’ITALIA, per conoscere la storia dagli inizi, gli inglesi che arrivano in Brasile con i nativi che apprendono e diventano alla fine maestri di questo gioco. Si tutte belle cose, ma poi?  E non dimentichiamo che per coloro che hanno seguito su SKY i Mondiali raccontati da Buffa non ci sono più segreti. Tutto e già stato svelato: Maracanazo appunto, la mano di MARADONA, l’Arancia Meccanica Olandese, i maledetti di rigori di USA 94, le lacrime di BARESI, la Corea e via dicendo…

Tutte cose risapute, già dette, già viste. Allora cosa resta? Ma come? La tattica no? Si va bene è l’unica cosa che so e, bene o male, quando sono chiamato a parlare e scrivere di calcio, me la sono sempre cavata con questa benedetta tattica. Si però facciamo un passo indietro e ricordiamoci che, sempre per chi segue SKY, questo argomento viene sviscerato da tutti i cosiddetti “Talent” che popolano gli studi dell’emittente satellitare. Una volta questi ex giocatori e allenatori prestati al giornalismo televisivo, noi, ti ricordi Gabriele, chiamavamo “Cavalli” per quel famoso aforismo di Sacchi che non sto qui a ripetere perché tutti, ormai, lo conoscono. Vero? Si le tattiche… Noi ci possiamo impegnare a dovere, ma poi Vialli entra in campo a SKY nello studio virtuale e ti fa vivere tutto vicino e noi qui ancora a parlare di tattiche… Sono finiti i tempi in cui Trapattoni, a margine di una sua conferenza stampa di quando era alla JUVE, mi disse “Bravo!” per averlo contraddetto su una questione tattica (e quindi era come se avesse voluto dirmi STUPID!), appunto, oppure quando Sebastiao LAZARONI, allora alla Fiorentina, dopo il mondiale di ITALIA ‘90 alla guida del Brasile, sempre per una questione tattica, ti voleva regalare il suo patentino di Allenatore… Ti ricordi Gabriele, e per GABRIELE, intendo Gabriele Majo.

Sì i tempi sono passati, però, luogo comune, il mondiale ha sempre il suo fascino anche dal punto di vista tattico, perché scopriamo leggendo i giornali e gli inserti (sic) di cui sopra che i sistemi di gioco adottati, non i moduli che sono un’altra cosa, dalle squadre cambiano a seconda della testata. Cito alcuni esempi: fonte Corsera la SPAGNA gioca col 4-3-1-2, il famigerato rombo con Busquet vertice basso e INIESTA vertice alto; fonte Gazzetta dello Sport la stessa Spagna gioca con il 4-2-3-1 che, secondo sempre la Rosea, sembra essere il sistema di gioco predominante di questo mondiale visto che è di moda sia in Europa con 9 nazionali che lo praticano, che in Africa (Nigeria, Ghana e Algeria) e anche in Sudamerica con il BRASILE stile EUROPA di Felipao Scolari. Altro esempio Olanda per il Corsera è seguace del 4-2-3-1 tanto in voga, mentre per la rosea invece gli “orange” si schierano con un roccioso 5-3-2 di mazzoniana memoria. E si potrebbe andare avanti ancora, e si bisogna andare avanti ancora perché il pezzo è ancora un po’ corto per gli standard di StadioTardini.it. Il Costarica per il glorioso giornale di VIA SOLFERINO fa il 5-4-1, mentre per la GAZZA è più spregiudicato 4-5-1 che ve ne pare? E giungiamo all’ ITALIA: un sobrio 4-1-4-1 per la testata su cui scrisse Montanelli e un cervellotico 4-1-3-1-1 (fonte Gazzetta Sport) che costringe quasi ad allungare il campo per permettere a DE ROSSI di giocare tra le linee di difesa e centrocampo e a CANDREVA di intrufolarsi tra un centrocampo di signorine, si fa per dire, senza incontristi cioè, e un attacco composto da uno(BALOTELLI) che, a quanto pare, alle signorine, nel senso vero del termine, fa perdere la testa.

E per il momento ci fermiamo, senza però aver ricordato che dopo la partita d’esordio di questo mondiale, abbiamo notato le seguenti cose, dal punto di vista tattico: primo il Brasile gioca senza regista e si vede, in difesa giocano in due: uno (David LUIZ) che fatica e l’altro (Thiago Silva) che deve faticare perché i due terzini (Dani Alves e Marcelo) sono arrivati a pagina 50 del manuale della tattica e mancano al loro studio i capitoli relativi alla fase difensiva, che presumibilmente porteranno a settembre. Secondo: la Croazia gioca con tre registi e nessun incontrista e si vede con Kovacic, che come ama asserire fuori onda ADANI, commentatore tecnico Sky, ha tempi di gioco non propriamente perfetti. E ci fermiamo qui. Alla prossima. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).