NIENTE BRASILE PER RICCARDO CUCCHI: I RADIOCRONISTI MONDIALI SARANNO REPICE E MONACO. L’AMICHEVOLE ITALIA-LUSSEMBURGO DI STASERA HA CHIUSO LA SUA CARRIERA AZZURRA

(Da Tutto il Calcio Blog) –  Per chi ascolta la Radio con la R maiuscola oggi non è un giorno come tutti gli altri.
Questa sera con Italia-Lussemburgo, amichevole premondiale degli azzurri di Prandelli, si chiude l’avventura azzurra di Riccardo Cucchi come prima voce di Radio 1 della Nazionale Italiana.
In questo spazio non ci perdiamo in discussioni sui motivi di questa scelta, ma è evidente la sensazione che molti affezionati della radio provano in questo momento: un senso di tristezza di fronte a quello che rimane un momento chiave della storia recente del primo canale radiofonico italiano.
Dopo 20 anni di carriera si chiude l’esperienza azzurra della voce che per i radiofili non troppo anziani è legata indissolubilmente a quel 9 Luglio 2006
Ci saranno mille e più occasioni per riascoltarlo, ne siamo sicuri, ma in Italia la nazionale è un’istituzione e per anni è stata legata a quella voce mai sopra le righe, pacata ma allo stesso tempo molto competente, capace di respingere qualsiasi faziosità con commenti onesti anche nei momenti peggiori della nostra compagine azzurra.

Il nostro Grazie a Riccardo non può limitarsi a un articoletto: va ben oltre questo momento ed è rivolto a un grande protagonista della radio, dalle doti giornalistiche eccelse ma capace anche di tenere il timone di una valida squadra come quella sportiva di Radio Rai. Per questo in un’immaginaria formazioni di stelle del firmamento radiofonico che lo hanno preceduto, con Ameri e Ciotti in attacco e Carosio in difesa, il ruolo di regista (alla Pirlo) sarebbe sicuramente suo.

(gmajo) – Mi associo alle parole degli appassionati autori del blog (un-official) di Tutto il Calcio: pur reputando Francesco Repice, che eredita il microfono azzurro impugnato per 20 anni dal capo redattore sport, la migliore voce radiofonica calcistica del panorama italiano, l’uscita di scena – repentina – di Cucchi è una grave perdita per il servizio pubblico. Oltre ad averlo comunicato stasera per radio, al termine della partita, formulando l’in bocca al lupo a Repice e ad Antonio Monaco, già in volo per il Brasile, due giorni fa aveva già anticipato la sua decisione attraverso il proprio profilo personale Facebook:  “La Nazionale si sposta a Perugia. Ultima gara, mercoledì, prima di partire per il Brasile. Anche per me, almeno con gli azzurri. Italia-Lussemburgo, sarà anche imageun augurio di buona fortuna….” Tra l’altro, nella stessa data, lo stesso Riccardo aveva postato questo post: “Non siamo riusciti a convincere il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, ospite di Radio Anch’io Sport, a recedere dalla sua decisione di lasciare la società”, dimostrando sensibilità per il “dramma calcistico” che stiamo vivendo alle nostre latitudini per i imagenoti motivi legati alla Licenza Uefa. Nel suo atto d’addio, per lo meno alla Nazionale, la prima voce sportiva di Radio Rai non ha fatto, come nel suo stile, alcun tipo di polemica: secondo indiscrezioni, tuttavia, il motivo potrebbe essere ricercato nella decisione del DG Luigi Gubitosi di effettuare dei tagli per la spedizione in Brasile, conseguenti ai 150 milioni che il governo Renzi ha tolto alla Rai per via degli 80 euro in busta paga.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “NIENTE BRASILE PER RICCARDO CUCCHI: I RADIOCRONISTI MONDIALI SARANNO REPICE E MONACO. L’AMICHEVOLE ITALIA-LUSSEMBURGO DI STASERA HA CHIUSO LA SUA CARRIERA AZZURRA

  • 5 Giugno 2014 in 00:21
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    Quando ti va, Gabriele, compila la tua classifica dei radiocronisti di ogni tempo. Io ci provo, così: Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Riccardo Cucchi, Francesco Repice, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti, Bruno Gentili, Enzo Foglianese. Roberto Bortoluzzi in conduzione.

    • 5 Giugno 2014 in 00:34
      Permalink

      Non mi piace fare classifiche e dare voti: però tra Ciotti e Ameri preferivo il primo. Lessico invidiabile, proprietà di linguaggio eccelsa, unico. Ameri aveva più ritmo e una voce migliore, ma valeva meno, secondo me, in valore assoluto, rispetto a Ciotti
      Alcuni da te inseriti nella tua top nine non figurerebbero nella mia. E tra Cucchi e Repice oggi, ma dico oggi, preferisco il secondo, che lo ha decisamente scavalcato.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 5 Giugno 2014 in 00:51
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    Certamente ho dimenticato qualcuno. Anche senza classifica, compilmami la tua top ten. Io amo le classifiche ma questa è incompleta. E poi aspetto l’intervento dei miei critici…

  • 5 Giugno 2014 in 20:55
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    Mi permetto di intervenire nuovamente in questa tribuna solo per puntualizzare quanto scritto da Majo nella sua nota;
    Cucchi ha smentito gia nelle scorse settimane le indiscrezioni che vogliono la sua rinuncia alla nazionale come un gesto polemico nei confronti di Gubitosi.
    La sua decisione è si nata a seguito del netto taglio che la spedizione RadioRai ha subito da parte del DG della Rai, per questo mondiale (solo 3 gli inviati in Brasile, Francesco Repice, Antonio Monaco e Maria Gianniti), ma è una decisione esclusivamente di carattere organizzativo. Dal posto vengono effettute solo le radiocronache dell’Italia, tutte le altre radiocronache e tutte le trasmissioni di approfondimento saranno realizzate a Roma, ed essendo Cucchi colui che deve organizzare e coordinare tutto il lavoro dei radiocronisti, giocoforza anch’esso è dovuto rimanere in Italia, lasciando a chi andava sul posto (Repice e Monaco) il microfono della nazionale.
    Di certo questo taglio da parte della RAI ha anticipato il passaggio di consegne tra Cucchi e Repice che molto probabilmente sarebbe avvenuto dopo il mondiale (questa però è solo un’impressione/opinione del tutto personale del sottoscritto).
    Cmq era giusto fugare ogni ombra di polemica, dopo le varie smentite del diretto interessato (poi ognuno è libero di farsi un’opinione in merito)

    • 5 Giugno 2014 in 21:11
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      Ciao Fabio, su stadiotardini.it sei sempre il benvenuto, anzi se ti fa piacere puoi trovare anche spazio come autore e non solo come semplice commentatore. Tuttavia, a proposito del tuo gradimento chiarimento, intendo solo specificare che all’interno della mia nota non c’era alcun intendimento polemico e mi spiace se ho veicolato, sia pure involontariamente questa impressione. Del resto mi pare che anche tu abbia rimarcato, come ho fatto io ieri sera, sia pure in forma dubitativa che “il motivo potrebbe essere ricercato nella decisione del DG Luigi Gubitosi di effettuare dei tagli per la spedizione in Brasile, conseguenti ai 150 milioni che il governo Renzi ha tolto alla Rai per via degli 80 euro in busta paga”.. Cioè: io non volevo dire che Cucchi non va in Brasile poiché in polemica con Gubitosi, ma, appunto, che i tagli di Gubitosi hanno come spiacevole conseguenza, tra le altre, che la ex prima voce non vada al Mondiale, secondo me con grave nocumento per il servizio pubblico. Apprendo dal tuo prezioso dispaccio, che per la prima volta tutte le altre partite Mundial saranno commentate da “studio”: scelta questa, immagino derivante dai famosi tagli di Gubitosi, discesi a cascata dai 150 ml di Renzi per gli 80 euro (per me oltre il danno la beffa: non solo non li prendo, ma perdo anche il radiocronista principe…). Io, piuttosto, allora avrei evitato del tutto di acquistare i diritti perché di sentire partite da studio e non commentate dal vivo sul posto ne faccio volentieri a meno, perché viene meno lo stesso spirito non solo del servizio pubblico, ma del concetto stesso di radiocronaca. Tanto è vero che nel mio piccolo, quando coordinavo la redazione spoertiva di qualche radio locale, mi sono sempre opposto con tutte le mie forze alle richieste dei vari editori del caso di farle “dal tubo” come si dice in gergo. Già lo reputo assurdo in tv, figurardi per radio. Tra l’altro, magari mi potrai correggere se sbaglio, da qualche GP in qua sta avvenendo anche per la Fomrula 1, vero?
      Comunque non intendevo far fare polemiche a Cucchi, anche perché so quanto ne è allergico e rispetto questa sua diplomazia, senza tirarlo per la giacchetta (ho precisato io stesso ieri: “Nel suo atto d’addio, per lo meno alla Nazionale, la prima voce sportiva di Radio Rai non ha fatto, come nel suo stile, alcun tipo di polemica”. Non solo: oggi, via SMS l’ho contattato per segnalargli il mio dolore per questa sua esperienza azzurra che si chiude dopo 20 anni, mettendomi a disposizione, se lo desiderava, per una intervista, ma lui mi ha ringraziato comunicandomi che non intendeva rilasciare interviste.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 6 Giugno 2014 in 09:47
    Permalink

    Purtroppo la scure di Renzi che si abbattuta sulla RAI ha colpito per primo RadioRai e RaiSport (anche in tv è stato drasticamente tagliato il numero di inviati in Brasile, che sono solo 17, rispetto ai 40 e piu’ ch erano previsti).
    Per quanto riguarda la Formula Uno, è vero, i Gran Premi extraeurope vengono seguiti da Roma ormai gia da un paio di stagioni, cosi come avviene per il MotoGp.
    Un caro saluto

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