QUEL PATTO VERBALE COI PARMIGIANI CHE IL LEO HA FIRMATO COL RUFFO, IL RUOLO DI ENERGY T.I. GROUP E LA CAMPAGNA ABBONAMENTI, editoriale di Gabriele Majo

(gmajo) – Come suggerisce Pietro Leonardi è meglio parlare a freddo e non a caldo, sicché questa Opinione preferisco buttarla giù di corsa adesso, 24 ore dopo la conferenza di ieri, peraltro, eccezionalmente già da me commentata, più che raccontata ieri. Scambiando qualche uatsappata (uap, come sono moderno!) con qualche lettore di stadiotardini.it, non posso che convenire con uno di loro, non un Boys, per lo meno attualmente, ma comunque un abitué della Nord, che ieri il migliore giornalista – forse anche perché si è preso il diritto di parola – è stato il Ruffo, uno dei più autorevoli membri del direttivo degli ultrà pramzàn, il quale ha posto indubbiamente i quesiti più ficcanti al Plenipotenziario, uno per tutti, quello relativo alla iscrizione al prossimo campionato, preoccupazione fugata dall’uomo solo al comando, per cui non solo non è a rischio la prossima imagestagione (ha asserito che sono stati versati 10 milioni di euro proprio nei giorni immediatamente seguenti la terza bocciatura della Licenza Uefa e che è già in scadenziario la prossima scadenza, la rata del 25 giugno), ma neppure quelle a venire. Spero che il Ruffo non si offenda, non solo perché lo sto menzionando, ma soprattutto per il paragone che sto per fare: ma quello di ieri mi è sembrato una sorta di quei patti con gli italiani che Berlusconi firmava con Bruno Vespa… In pratica il novello giornalista (ti consiglio, caro Ruffo, di non cambiare mestiere qualsiasi sia quello che pratichi ora, poiché la nostra professione è piuttosto in decadenza, e anche se hai dimostrato di avere della stoffa non è appagante, specie dal punto di vista economico) è riuscito a far firmare un patto verbale coi parmigiani a Leonardi, il quale non ha fatto molta fatica, in verità, giacché, come sappiamo bene, i parmigiani gli sono entrati nel cuore. E lui non poteva certo abbandonarli come quell’uomo ferito di Tommaso Ghirardi, del quale condivide il pensiero, ma che per grande senso di responsabilità (ed infinito amore per i parmigiani, logicamente) ha deciso di caricarsi sulle spalle. E così tutti insieme supereremo ogni difficoltà, nonostante la strada indubbiamente in salita, ma non ci sarà nessuna svendita dei calciatori, giacché bisognerà passare sul suo corpo, quello del Leo, e ben sappiamo quanto possa essere difficile, apprezzandone le indubbie doti mercantili. Insomma: il Ruffo è il garante per la comunità crociata della buona volontà leonardiana di fare andare avanti il Parma nel migliore dei modi, al punto da convincere il Ghiro a tornare. Ecco, su questo punto, personalmente ho qualche dubbio in più: a mio modo di vedere, infatti, la discriminante non sono quei 15 o 20.000 abbonati che sarebbero un segno tangibile della piazza che lo rivuole indietro e probabilmente non è neppure metterla giù in questo modo, sfruttando l’onda emotiva della piazza che ora stravede per il suo ex presidente uscito di scena vincitore (sul campo, sì…) e da vittima di una ingiustizia che io, sarò eretico, continuo, però, razionalmente a non poter considerare possibile, non credendo ai fantasmi, ai complotti e non essendoci un movente che appaghi il mio spirito scientifico per cui la federazione non voleva il Parma in Europa. Scusate se sono un uomo di poca fede per i terreni, ma già sono un pessimo credente per le cose celesti. E sempre perché mi piace essere razionale, e non è per insistere con scenari che adesso possono sembrare fantascientifici, adesso, ma solo il tempo ci dirà, insisto a ritenere che per il futuro sarà determinante il ruolo di Energy T.I. Group, la company che è entrata nel capitale sociale del Parma F.C. con il 10% poco più di un mese fa e che reputo impossibile possa modificare il proprio piano industriale, avendo individuato questo territorio per fare business e per questo scelto la squadra di calcio locale come migliore strumento per penetrarlo. Ieri, Leonardi, insisteva a dire che è tutto il pacchetto azionario della società in vendita, compresa la porzione del nuovo socio e che tutti quanti sono uniti e compatti con Ghirardi: sarà anche così, per carità, e se lo dice Leonardi perché dubitare (vabbè lasciamo perdere la Licenza Uefa che era un falso problema…)? Ma perché mai chi ha appena finanziato questa società, con l’immissione di denari freschi dovrebbe subito uscirne per la emotiva scelta del presidente dimissionario? Lo stesso Leonardi, ieri, ha spiegato quanto influirà Energy T.I. Group sulla riuscita della imminente campagna abbonamenti, quella che dovrebbe portare quei 15.000-20.000 abbonati la prossima stagione al Tardini. Poi ci sarà un apposito istituto che meglio illustrerà in anteprima, potendo contare sulle primizie, come funzioneranno le cose, ma più o meno il principio potrebbe essere che Energy T.I. Group restituirà una cifra (potrebbe essere di 101 euro, tanti come i nuovi anni del Parma) a coloro che, contestualmente alla sottoscrizione della fedeltà al Parma, contemporaneamente cornificheranno il proprio precedente fornitore energetico, optando per il nuovo. Sarà interessante vedere la reazione a questo tipo di promozione di tutti coloro che a suo tempo osteggiavano la tessera del tifoso, ritenendola uno strumento commerciale, al punto che il Parma, cinque anni fa, rinunziò, di fatto, alla convenzione già studiata con uno sponsor dell’epoca del settore, Agos Ducato, proprio per non turbare l’animo dei propri tifosi.Oltre a rastrellare quante più piccole utenze possibili tra i tifosi gialloblù, la multinazionale di cui è ad Roberto Giuli (il quale aveva annunziato a stadiotardini.it l’apertura di una sede parmigiana entro giugno) cercherà di attrarre tutte quelle aziende aderenti alla Confindustria locale. Qualcuno poi mi dice che penso male e che faccio il dietrologo: ma l’altro giorno sbaglio o Ghirardi aveva detto che se non salterà fuori un compratore il problema sarà del sindaco e degli industriali di Parma? Ebbene la municipalità, ieri ancora una volta rappresentata dall’assessore allo sport Giovanni Marani – che poi si è fermato a lungo negli uffici di Collecchio a colloquio con Leonardi –, non era forse parte attiva (immagino con chissà quale gioia di Iren) di questa partita? Pensare che tutto si fermi per il mal di pancia ghirardiano non ci credo proprio. E infatti, a breve, partirà la campagna abbonamenti griffata Energy T.I. Group… Il Leo, ha tuonato: “Nessuna scalata interna”. Bene, ne prendiamo atto, aspettando gli esiti dei prossimi consigli di amministrazione ed assemblea dei soci. Ma tanto non siamo affatto preoccupati. Perché lui ha firmato un patto coi parmigiani. Che ama e che non tradisce. Ma intanto abboniamoci…

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “QUEL PATTO VERBALE COI PARMIGIANI CHE IL LEO HA FIRMATO COL RUFFO, IL RUOLO DI ENERGY T.I. GROUP E LA CAMPAGNA ABBONAMENTI, editoriale di Gabriele Majo

  • 4 Giugno 2014 in 23:41
    Permalink

    Salve maio. Io non sono uno della curva, quindi non conosco i capi dei boys ma da quello che lei scrive quel signore ricciolone con la barba che ieri avevo sentito nei suoi video formulare domande a leonardi non è un giornalista ma un capo ultras? Cioè è come se ieri ci fosse stata una conferenza a castelvolurno di bigon o de laurentiis con genni la carogna che fa domande al posto dei giornalisti?

    • 6 Giugno 2014 in 00:41
      Permalink

      Salve Uccio,

      in effetti il Ruffo è un po’ carognetta, ma non ha niente a che vedere con Genny il Carognone, e comunque non si è presentato con t-shirt censurabili.

      C’è di buono, poi, che il suo dialogo – da membro del direttivo ultrà – con Leonardi – ad del Parma – è avvenuto pubblicamente e non in privato, peraltro ponendo quesiti interessanti sostituendosi a noi giornalisti, peraltro bruciandoci le domande avendo preso la parola per primo, dopo la lunga intro leonardiana.

      Bisognerebbe distinguere le conferenze stampa dagli incontri pubblici: nel primo caso i protagonisti assoluti dovrebbero essere – a parte gli oratori – i giornalisti, unici titolati a fare domande; viceversa in un incontro pubblico sono appunto gli spettatori ad aver diritto ad interloquire. Una banale questione di definizioni? Può darsi, ma un po’ di etichetta non guasta.

      Settore Crociato osserva che le “Porte aperte delle conferenze stampa, quelle che contano e hanno un peso comunitario, ai tifosi” “è un bel segnale di sensibilità del club alla partecipazione e di trasparenza”. “Accade esclusivamente, o quasi, al Parma Calcio” . “Unicità familiare parmigiana, che crea senso d’appartenenza.” Specie “allorché bisogna affrontare critici momenti epocali e di svolta. Come le circostanze di questi giorni con gli interventi forti, per diversi motivi, del presidente Tommaso Ghirardi e dell’amministratore delegato Pietro Leonardi in una sala media che dalla folla accorsa non è riuscita a contenerla tutta, invadendo, con discrezione, gli spazi attigui del Centro Sportivo di Collecchio. Porte aperte per compartecipare e condividere”.
      Diciamo che sulla “discrezione” avrei da ridire: infatti, al di là del rumoreggiare alle domande del sottoscritto – che già ho stigmatizzato – da parte delle pollastre del pollaio del Gallo, non è accettabile che lo stesso trattamento sia stato riservato ad Andrea Tosi della Gazzetta dello Sport e persino allo stesso giornalista acquisito “Ruffo”. Che poi il Ruffo abbia bruciato i giornalisti sul tempo anche questo, come direbbe Settore Crociato, accade solo qui…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 5 Giugno 2014 in 09:52
    Permalink

    Su una cosa do ragione a Uccio, Ermete Bottazzi e a quell’altra manciata di critici. Notavo che gli ultimi commenti finiscono sulla destra, a prescindere, e allora può capitare, soprattutto con i miei orari di pubblicazione, di monopolizzare quella bacheca. A questo non avevo pensato, per questo mi scuso.
    Il discorso curriculum, collaborazioni, io ci credo molto e non solo per me, al punto che avevo preparato pezzi sul passato di Enrico Boni, cose curiose che poi non sono state pubblicate. Come sottolineavo altre volte, farei proprio pezzi alla Schiroli spesso, anzi ho amici e amiche che invito spesso a scrivere per Stadiotardini, ma gli stessi non hanno lo stesso piacere che qui ho io. Saluto, mi scuso e allora interverrò di meno, alla luce di questo

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