REPICE SU FACEBOOK: “MI PENTO SU BALOTELLI: IL SUO INSTANGRAM E’ IL PEGGIO CHE POTESSE FARE”–L’audiosintesi della sua radiocronaca dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale

Non ho voglia di parlare della Nazionale. Non ho voglia di rispondere ‘tecnicamente’ alle critiche giustissime che sono piovute sulla squadra e sul tecnico. Faccio autocritica, quella si, su Balotelli. Mi aspettavo da lui un grande mondiale; speravo potesse diventare un idolo delle folle per tanti motivi e non solo calcistici. Così non è stato. Al momento Mario è solo un giocatore sopravvalutato e il suo Instagram di stamattina è il peggio che potesse fare in una situazione come questa. Continua ad usare mezzi virtuali invece di parlare faccia a faccia, anche con i compagni di squadra. E, questa volta si, ha strumentalizzato la questione imagerazziale per coprire le sue evidenti mancanze. Chissà se quei politicanti che aprono bocca solo per darle fiato e andare su qualche giornale per riguadagnare un minimo di visibilità dopo anni di stronzate avranno capito veramente cosa è successo nello spogliatoio azzurro… Ero fuori dallo spogliatoio di Rotterdam quando Alessandro Del Piero venne al mio microfono quasi con le lacrime agli occhi e mi disse: “E’ tutta colpa mia…..”. Ero a Daejon in Corea quando a fine partita Francesco Totti venne al mio microfono e dichiarò: “Moreno ci ha voluto fermare altrimenti avremmo vinto il mondiale perché siamo i più forti”. Altri giocatori. Altri UOMINI.
imageUna cosa però voglio dirla a tutti quelli che godono per l’eliminazione: io sono un italiano, un italiano di SINISTRA e la mia famiglia ha dato il suo contributo per la libertà di questo Paese. E’ il MIO Paese e quando viene rappresentato, a tutti i livelli, quello sportivo in questo caso, spero, sogno, prego che vinca. Quella bandiera è la MIA bandiera e quei colori sono i MIEI colori e quando vengono offesi, vilipesi, sbeffeggiati e umiliati e come se quelle offese e quegli sberleffi fossero indirizzati direttamente a me. Quindi io oggi sono a pezzi per l’eliminazione della MIA Nazionale di Calcio dal mondiale. E quelli strani sono gli altri. Insomma, per dirla tutta, mi mancano da morire Totti, Nesta, Cannavaro, Gattuso che ci sarebbero stati bene eccome in questo spogliatoio. E per dirla fino in fondo, mi girano i coglioni da morire.
Grazie a tutti”. (Francesco Repice – 25 giugno 2014)

 

image(Fabio Stellato) – Cosi ha scritto Francesco Repice, sulla sua pagina pubblica di facebook, il giorno dopo l’inopinata sconfitta dell’Italia contro l’Uruguay; autocritica per aver sopravvalutato un campione che non si è rivelato tale, rabbia e sconforto per la figuraccia azzurra, e soprattutto grande amore e passione per quella bandiera tricolore, per la nostra bandiera che i giocatori della nostra nazionale non hanno onorato.

Chi ha guardato Italia Uruguay ascoltando l’audio di Radio Rai non avrà potuto non notare che ad un certo punto, quando ormai la situazione era diventata disperata, Francesco Repice era rimasto praticamente solo a spingere in avanti quel pallone che i nostri giocatori non riuscivano quasi più a toccare.

Con un mitragliar di parole degne del miglior Ameri, quella di Repice è stata una radiocronaca, per ritmo ed intensità, di gran lunga superiore alla prova degli azzurri; una radiocronaca che dall’espulsione di Marchisio ha iniziato ad assumere dei toni sportivamente drammatici, con un continuo cercare di scacciare quello spettro del “fallimento senza eguali” che era stato in un certo qual modo anticipato nell’incipit di apertura. Una radiocronaca che altro non è stata che non lo specchio dei sentimenti, delle emozioni, dell’enorme amarezza che in quel momento stavano vivendo tutti tifosi italiani.

Se quest’esordio mondiale (da prima voce azzurra) di Repice è stato disastroso dal punto di vista sportivo, non possiamo dire altrettanto da un punto di vista prettamente radiofonico, laddove è sempre stato puntuale e dettagliato nel racconto in diretta e altresì spietatamente impeccabile nell’analisi tecnico-tattica della partita di turno. E per quanto assurdo possa essere, le pessime prestazioni della nazionale, ci hanno fatto apprezzare ancor di più Francesco Repice; era forse troppo facile infatti amare il Repice che racconta e che urla la vittoria ed il trionfo, come è già successo in passato a molti altri radiotelecronisti di varie discipline; ciò che non è facile per nessuno è sapersi far apprezzare nella sconfitta, quando il tono di voce inevitabilmente deve abbassarsi, ma non deve mai spegnersi, quando il racconto deve essere contraddistinto da una sorta di mestizia che non sconfini però nel funereo, perché se è vero come è vero che ad una manifestazione come un mondiale, il tifo per la propria nazionale è un diritto-dovere del radiocronista, è anche vero che il racconto live dell’evento è e deve essere la missione principale dello stesso radiocronista, missione che Francesco Repice ha portato a termine come meglio non si poteva.

In conclusione, per la serie facciamoci del male, vi proponiamo la sintesi della radiocronaca di Italia Uruguay, preparata come sempre da Marco D’Alessandro per tuttoilcalcioblog.it

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 pensieri riguardo “REPICE SU FACEBOOK: “MI PENTO SU BALOTELLI: IL SUO INSTANGRAM E’ IL PEGGIO CHE POTESSE FARE”–L’audiosintesi della sua radiocronaca dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale

  • 27 Giugno 2014 in 14:21
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    Ah certo, Totti che dà tutta la colpa all’arbitro Moreno è un bel segno di maturità, una reazione da uomo con la maiuscola… (detto ciò, Balotelli spaiot)

  • 27 Giugno 2014 in 15:25
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    Su studiosport hanno mandato in onda un filmato che documenta un battibecco (che si sente solo in parte) avvenuto in aereo tra buffon e cassano, ulteriore indice di un gruppo non certamente coeso.
    Non possono non tornare in mente le voci su un partito anti cassano nato agli ultimi europei, voci smentite seccamente da tutti i soggetti coinvolti.
    Su Balotelli credo abbia detto tutto Repice e sottoscrivo perchè la pensavo prima e la penso ora più o meno come lui, l’orientamento politico è irrilevante.
    Totti nel 2002 passava più tempo con la (allora) morosa che in ritiro e ad euro 2000 ha sputato a un avversario: pur essendo una persona per bene che fa del bene non mi pare abbia rappresentato l’Italia nel migliore dei modi.
    Ci vuole gente seria a tutti i livelli, dai vertici federali ai tecnici sino ai giocatori, gente di calcio che voglia occuparsi di calcio per rappresentare il Paese in tale ottica, senza fare i politici o gli intellettuali in tuta.
    Il Ghana ha rispedito a casa due giocatori ed è stato eliminato dando probabilmente il massimo, ma forse il Ghana è un Paese con più valori dell’Italia

    • 27 Giugno 2014 in 15:36
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      Non era un battibecco ma uno sketch a uso e consumo delle telecamere. Fantantonio non si era accorto che erano accese, buffon si, glielo ha detto e hanno fatto la scenetta

  • 27 Giugno 2014 in 15:53
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    Allora non ho capito niente..

  • 27 Giugno 2014 in 23:22
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    Mi trovo d’accordo in toto col pensiero di Repice, sopratutto quando parla di rispetto e onore per la NOSTRA BANDIERA.
    E mi trovo d’accordo anche con Stellato quando dice che la radiocronaca di Repice è stata di assoluto livello proprio perchè considerando il fatto che la partita è stata un disastro.
    Spero tanto che Repice non torni a casa con l’Italia e resti in Brasile per raccontare altre partite di questi campionati.

  • 28 Giugno 2014 in 12:47
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    L’errore principale di Prandelli è stato quello di affidarsi, in tutto e per tutto, a Balotelli. E di rinunciare a gente del calibro di Toni, Gilardino e, sì, l’acciaccato Rossi. Ma queste cose andavano dette e fatte notare prima, come a lungo ho fatto io, non dopo che i ladri son venuti a rubare in casa nostra. Fossi io il nuovo commissario tecnico, Balotelli potrebbe scordarsi della Nazionale.

    Comunque è singolare che i tifosi del Parma abbiano mostrato estrema lucidità e distacco nella valutazione dell’operato del direttore di gara di Italia-Uruguay…facessero uguale anche quando gioca il Parma, contribuirebbero a rendere meno irrespirabile l’aria del campionato nostrano. Ma mi rendo conto che per assumere un atteggiamento del genere occorre quella coerenza che ai tifosi, e specialmente a quelli italiani, manca…

  • 28 Giugno 2014 in 14:57
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    Meno male che c e lei a ricordarci del rigore per l’Atalanta in una partita vinta 4-0 e a dirci che per arrivare sesti bisogna vincere le ultime 3

    • 28 Giugno 2014 in 17:52
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      Senta, caro Gabriele…

      io son tifoso del Parma, esattamente come lei…

      ex abbonato del Parma, non più abbonato per motivi di lavoro…

      forse c’è una sola cosa che mi differenzia da lei: ho il dono dell’obiettività…

      le consiglio una cosa: più che avercela con me, che sono obiettivo, se la prenda con sé stesso, visto che l’obiettività mi sembra le faccia difetto…

      saluti

      Luca Russo

  • 28 Giugno 2014 in 20:40
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    Ascolti si faccia l obiettività sua, che è quella che le fa dire che Fiorentina Torino è regolare o che il Parma vince a Livorno e Milano perché è fortunato.
    Io mi tengo la mia anche se magari finisco per dire che non è giusto non avere la licenza.
    Io problemi non ne ho tant é che le do atto che il 52% degli intervistati dalla gds si è detta favorevole ai play off.
    Se però dice che i tifosi del Parma non sono obiettivi con gli arbitri le faccio notare che dopo Parma Inter o Torino Parma mi è sembrato di no e i punti pesavano.

    • 29 Giugno 2014 in 11:08
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      Ma il 2-2 di Fiorentina-Torino ha favorito il Torino oppure il Parma? Mi faccia capire…

      Le ripeto che non siamo in Europa League per colpa del SUO presidente (ché io da un figurino del genere non mi sento in alcun modo rappresentato…) e del signor Pietro Leonardi (uno che da Moggi ha imparato ben poco, se son questi i risultati…)…mica per colpa del biscotto (che non c’è stato) tra Fiorentina e Torino.

      Ma sa cosa mi dispiace di più del mancato accesso all’Europa League? Mi spiace che i due figuri (o figuranti) di cui sopra son riusciti a rovinare perfino una tifoseria come quella parmigiana…non ci bastava l’antijuventinità, male che condividiamo con altre piazze (che pure non avrebbero alcun titolo per fare la morale), ora nel nostro repertorio c’è anche la sindrome dell’accerchiamento (male da cui vengono colpiti proprio coloro che non sono accerchiati)…

      Detto questo, spero in un miracolo dalla Svizzera…ma per il semplice fatto che così si crea il precedente…e in questo modo forse anche i tifosi del Parma dovranno starsene sulle loro nel minuto in cui un’altra società non in regola si vedrà comunque garantito il diritto a partecipare a questo o quel torneo. E’ meglio appagare il desiderio (ingiustificato) di giustizia piuttosto che alimentare il peggiore dei vittimismi: quello di chi non ha alcuna ragione da far valere…

      Per chiudere, il 52% è una percentuale che fa ridere…che fa ridere anche me. Per una modifica così radicale del nostro campionato occorre un consenso ben più ampio, secondo me…il 52% significa che poco più di una persona su due è favorevole ai playoff…e gli altri? Dove li mettiamo?

      La verità è che il calcio non vuole cambiare…e sono i tifosi in primis a volerlo così. Ai supporter del Chievo fa comodo vivacchiare in Serie A…e se ne fregano se mai e poi mai potranno concorrere per il titolo. Io preferisco gli scudetti di Verona e Cagliari allo strapotere, scontato, banale e prevedibile, di Juventus, Napoli, Roma, Milan, Inter, Lazio e Fiorentina. Nel basket non c’è stato alcun problema a far fuori una piazza come Siena e, in passato, come le due bolognesi…o Cantù…e lì perlomeno si ha la sensazione, chiara e netta, che a vincere sia la migliore, mica la più sponsorizzata o quella col bacino d’utenza più grande…Bologna quest’anno ha lottato per non retrocedere, Reggio Emilia, piazza di dimensioni ben più piccole, ha vinto una coppa europea…Sassari è arrivata in semifinale scudetto…per tacere della mitica Treviso, sparita dal panorama cestistico qualche anno fa…

      Nel calcio, invece, nessuno osi toccare nessuno…e così le piccole si accontentano della loro mediocrità…e le grandi DEVONO finire sempre lì, in alto…

  • 30 Giugno 2014 in 00:58
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    Non ho mai detto che non siamo in coppa x Fiorentina Torino, solo che per me sa di biscotto..
    Sui play off come si diceva i tifosi sono spaccati in 2 e chi come lei li auspica lo fa per ragioni apprezzabili anche da chi, come me, non ne vuole sapere, molto show business e poco gara sportiva, li lascio volentieri agli americani.

    • 30 Giugno 2014 in 08:35
      Permalink

      Si lamenta della presunta irregolarità di Fiorentina-Torino, ma poi sostiene che i playoff siano molto spettacolo e poco gara sportiva? Mi auguro, a questo punto, che non abbia mai assistito ad una serie di playoff. Diversamente, mi toccherebbe dedurne, senza offesa eh, che non ci ha capito granché (così come il sottoscritto non capisce granché di calcio, a quanto pare). Io sono “reduce” da un Milano-Siena, finale scudetto del campionato italiano di basket, che ha avuto bisogno di gara 7, ossia la bella, per stabilire chi fosse il vinto e chi, invece, fosse il vincitore. Ebbene, ho visto molto spettacolo e altrettanta gara sportiva. I veri campioni vengono fuori quando il pallone pesa o scotta, quando una loro giocata può spostare in una direzione o l’altra le sorti di tutta la stagione, e non quando si è all’ultima giornata ed i verdetti sono già scritti. Ho visto i Gentile, gli Hackett e i Jerrels esaltarsi all’ennesima potenza nel minuto in cui han sentito il rumore dei nemici…e l’odore dello scudetto che era lì, ad un soffio…ho visto scene che, ne sono sicuro, hanno regalato brividi anche a coloro che non stavano né da una parte né dall’altra, ma che erano spettatori neutrali. Questi sono i playoff, altro che certi teatrini del calcio nostrano.

      Insomma, per farla breve, io non li lascerei agli americani, ‘sti playoff. Ridurrei il numero di partecipanti alla massima serie italiana, a fine stagione regolare manderei le prime otto a giocarsi lo scudetto e le altre a contendersi la salvezza, secondo il meccanismo dei quarti, semifinali e finale. Gare di andata e ritorno, con ritorno disputato sul campo della meglio piazzata, alla quale assicurerei la possibilità di passaggio del turno anche in caso di doppio pareggio (come fanno in B). Ma ci sono anche altre formule, altrettanto valide e invitanti, dal mio punto di vista… In questo modo le squadre, qualora dovessero arrivare a giocarsi lo scudetto o l’ultimo posto utile per la A, disputerebbero addirittura tre partite in meno rispetto ad ora. Con buona pace di quelli che “siamo a fine stagione e dopo 36 partite non abbiamo più tanta birra in corpo”.

      Ma può stare tranquillo, perché, come le dicevo prima, nel calcio nessuno vuole cedere la poltroncina, per quanto mediocre che sia, che si è guadagnato negli ultimi anni. Il Chievo si accontenta di essere il Chievo e le grandi, o presunte grandi (perché in Europa mi pare che stiano facendo una figura di cacca dopo l’altra), pretendono di restare tali, indipendentemente dai risultati che conseguono sul campo…quando si dice “la pianta stabile”.

  • 30 Giugno 2014 in 09:47
    Permalink

    Milano Siena è stata bellissima.. non credo che saremo mai s’accordo al riguardo ma chiarisco e sintetizzo che a mio avviso un campionato è una gara sul lungo periodo (a differenza delle coppe) e tale caratteristica verrebbe alterata se non cancellata con l’introduzione dei play off. Poi se si parla di riformare i campionati e ridurre le squadra in A sono d’accordissimo. Sul resto non è questione di formula ma di serietà e onestà dei partecipanti.

  • 30 Giugno 2014 in 10:39
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    Se parliamo di serietà e onestà, beh, mi sa che dobbiamo scordarci dell’Italia. Almeno da un punto di vista calcistico. E comunque, guardi che Milano e Siena, che sono giunte in finale, sono arrivate rispettivamente prima e seconda in stagione regolare. Dunque erano il risultato di ciò che ha espresso l’intera stagione. Che non è stato alterato dallo svolgersi dei playoff. Voglio dire che una squadra forte, se lo è sul serio, riesce ad esserlo anche per altre dieci o quindici partite. Fermo restando che anche il basket ha i suoi bei problemini, e mi riferisco all’inplosione di piazze come Bologna F., Treviso, Reggio Calabria e, ora, Siena. Per tacere di Milano che, senza Armani, sette anni fa era destinata a fare la stessa fine.

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