SECONDO L’UNITA’ DIETRO L’ESCLUSIONE DEL PARMA DALL’EUROPA LEAGUE C’E’ “UN TRANSITO DI «CARNE» TRASFORMATA IN PLUSVALENZA”

image(gmajo) – Non so se ieri mattina Paolo Grossi, prima firma della Gazzetta di Parma, aveva dato un’occhiatina all’Unità: magari potrebbe risponderci con una caustica battuta delle sue, del tipo no, perché non è abbastanza di sinistra, fatto sta che ieri il foglio fondato da Antonio Gramsci 90 anni fa, ha dedicato un interessante focus cercando di scoprire cosa ci sia dietro l’esclusione del Parma dalla Europa League (a causa della mancata concessione, in tre gradi di giudizio, della Licenza Uefa) andando a parare proprio lì, su quella questione che gli inglesi bollarono come “mercato delle vacche” e Repubblica “pesca a strascico” e che ora l’Unità ribattezza come “transito di carne trasformata in plusvalenza”. Cioè quell’inedito fenomeno di iperattività sul mercato minore del Parma della scorsa imageestate (le transazioni furono quasi 200 tra ingressi e uscite, in un vorticoso sistema di porte girevoli) di cui Grossi ha ieri chiesto a Leonardi, durante la conferenza, se forse il Parma ne stia pagando ora il fio. Il Leo, che è l’ideatore di questa strategia, ha risposto di no, poiché non è scritto sulla sentenza, rivendicando il ruolo filantropico interpretato dal Parma che ha dato da mangiare 200 a 200 persone, mica qualcosa di male.

Ecco, dunque, la riproduzione del reportage de L’Unità dedicato ai retroscena dell’esclusione del Parma dall’Europa League

C’è un lato rimasto in ombra della vicenda che (per ora) esclude il Parma dalla prossima Europa League. Il fatto è noto: il Parma non ha versato entro il 31 marzo 280.000 euro di Irpef riferito ad acconti pagati a suoi tesserati in prestito ad altre squadre. Pendenza che la società credeva di dover saldare entro il 30 giugno, in quanto contabilizzata come incentivo all’esodo. Per la Covisoc si trattava invece di normali retribuzioni che dunque vanno sempre accompagnate dal versamento della corrispettiva Irpef. Quella cifra è in sostanza la «tassa» sulla differenza contrattuale di un gruppo di calciatori passati dal Parma ad altre squadre minori, con paga decurtata (e reintegrata, appunto, dal Parma – secondo la società a mo’ di incentivo, secondo la Covisoc è comunque voce «stipendio»). Questo è l’aspetto chiaro della vicenda, ed è l’ammanco comunque già saldato dalla società di Tommaso Ghirardi.
La parte meno nota è l’origine di questo garbuglio: il Parma aveva da saldare questa Irpef perché manovra una quantità di giocatori spaventosa. Compra e vende in quantità, cercando il suo equilibrio economico in questo via vai, un transito di «carne» trasformata in plusvalenza, quando va bene. Il Parma compra e vende nelle ultime sessioni di mercato un centinaio di giocatori: un conto della Gazzetta.it ha attestato questo transito a 178 calciatori negli ultimi due anni. Nell’ultima sessione di mercato estivo, gli acquisti furono 90, le cessioni 132, con alcuni nomi ovviamente presenti in entrambe le liste: Parma è una stazione, si arriva e si parte, spesso – quasi sempre – senza nemmeno fermarsi per bere un caffé.
È un «sistema» architettato da Ghirardi e dall’amministratore delegato e uomo di calcio Pietro Leonardi, che conosce tutti e tutto in questo mondo, e che è il braccio operativo del presidente. I meriti di Ghirardi a Parma sono enormi, va premesso: ha risollevato una società distrutta dai Tanzi e dal fallimento Parmalat. La gloria degli anni ‘90 nascondeva quella falsificazione. Oggi è tutto almeno limpido, rintracciabile. E se Parma ha festeggiato (per poco) una nuova qualificazione europea si deve alla lungimiranza, alla capacità e alla passione dei suoi dirigenti e dei suoi quadri tecnici.

Ma la «tratta» dei calciatori fa comunque effetto, e in questo turbinio di arrivi e partenze si è creato l’equivoco che ha portato alle sentenze di esclusione per la mancata licenza Uefa. Dopo il rastrellamento dei giocatori (meglio se a parametro zero, così da assicurare plusvalenze anche se venduti a due lire), bisogna però piazzarli. Alcuni – specie i più giovani – hanno buone possibilità di restare in zona: «Grazie a questa tela abbiamo a disposizione 40 giocatori nati tra il 1996 e il 1998: siamo stati in grado di rafforzare il settore giovanile», spiegò Leonardi, al termine dello scorso impressionante mercato. Altri – specie gli over 30 – partono, e serve una affidabile rete di squadre disponibili a prendere giocatori anche in stock (5-6 per volta). Due società sono «satelliti» veri e propri, la gestione è condivisa a livello societario fra gli emiliani e i locali. Sono distanti, il Gubbio e il Nova Gorica. Così molti giocatori la sera si addormentano in Lega Pro e la mattina si svegliano in Slovenia.
«Dobbiamo lavorare sulla quantità degli atleti perché operare sulla qualità imporrebbe risorse incredibili alla nostra proprietà», sempre Leonardi. Poi ci sono destinazioni amiche, e più frequenti, squadre come Latina, Crotone, Vigor Lamezia, Savona, Gavorrano, Renate, Teramo. Capitano imbarazzi come nel caso del difensore Giuseppe Figliomeni: giocava alla Juve Stabia, fu comprato dal Parma e annunciato nelle stesse ore dal Latina. Vendere (o «girare») alcuni di questi giocatori in sovrannumero non è semplice: per farlo, il Parma promette un contratto che le nuove società non possono onorare, e allora gli emiliani mettono sul piatto quell’incentivo-integrativo che andava sanato all’Irpef, e che è costato la licenza Uefa (e per ora anche la qualificazione nell’Europa League).
L’intensificazione di questo traffico umano si intuisce leggendo l’ultimo bilancio approvato, quello del giugno 2013 (quando, fra le annotazioni, era già presente il contenzioso che avrebbe portato poi all’esclusione europea: altro che «avvertiti all’ultimo momento»…). Allora, questo via vai non è bastato. E con esso, non è servita nemmeno la plusvalenza di 22,7 milioni di euro per la cessione del marchio, pratica preoccupante di ampliamento contabile, molto in uso in Serie A, che rimanda ma non risolve la necessità di iniezioni di capitale. Il trasferimento al ramo d’azienda appositamente costituito è avvenuto per 31 milioni di euro, quando il marchio era iscritto a bilancio per un valore residuo di 8,3 milioni.

Il bilancio al 30 giugno 2013 della società Parma Football Club Spa si è chiuso con una perdita di € 3,2 milioni con un valore della produzione sceso a 83,2 milioni di Euro dal record di € 101,5 milioni del 2011/12, con un decremento di € 18,3 milioni (- 18%), causato soprattutto dalla drastica riduzione delle plusvalenze per la cessione di calciatori (da 55 milioni a 22, l’importo più basso degli ultimi cinque anni), e dall’aumento degli ammortamenti della rosa calciatori (altro effetto collaterale di questa esasperata pratica).
Da allora, si è visto, Leonardi ha spinto sull’acceleratore, e alla stazione Parma sono arrivati e partiti quasi duecento calciatori. Funziona, perché le minusvalenze sono contenute (3,7 milioni) e perché la rete di società amiche consente operazioni spericolate, come la cessione del ventenne Emiliano Storani all’Ascoli (in Lega Pro) per oltre 3 milioni di euro. Nel frattempo l’Ascoli è fallito, chissà perché. E il Parma è senza licenza Uefa. (da L’Unità)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

31 pensieri riguardo “SECONDO L’UNITA’ DIETRO L’ESCLUSIONE DEL PARMA DALL’EUROPA LEAGUE C’E’ “UN TRANSITO DI «CARNE» TRASFORMATA IN PLUSVALENZA”

  • 4 Giugno 2014 in 16:46
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    A parte tutto, c’è questa cosa che mi infastidisce come un sasso nella scarpa, questo passaggio:
    “quando, fra le annotazioni, era già presente il contenzioso che avrebbe portato poi all’esclusione europea: altro che «avvertiti all’ultimo momento»…”
    certo che se fosse vero… non ci voglio pensare… ma come si fa a sapere per certo che è vero? cioè, come facciamo noi comuni mortali?

    • 4 Giugno 2014 in 16:57
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      Ciao Antonio e benvenuto perché non mi sembra di ricordare tuoi precedenti interventi.

      Per noi comuni mortali non è facile conoscere la verità, perché quella la conoscono (e poi e poi…) i diversi attori di questa tragedia, consumata ai danni dei tifosi. Io non so il giornalista dell’Unità che fonti abbia, tuttavia, qualcosa del genere, mi pare di averlo letto anche nella interessante intervista del collega Valentino Della Casa di Toro.it all’avvocato Massimo Ranieri, IL QUALE LE CARTE LE HA VISTE (e l’ho scritto maiuscolo perché è un dettaglio che conta) che cantava di cose ben diverse dalla vulgata di Leonardi & C.

      Clicca il seguente link per leggere l’intervista a Massimo Ranieri http://www.stadiotardini.it/2014/05/interessanti-retroscena-e-dettagli-sulludienza-allalta-corte-cantati-a-toro-it-dallavvocato-massimo-ranieri.html

      Io, come sempre, cerco di affidarmi al buon senso: non ho alcun modo di credere che deliberatamente gli organi federali volessero gambizzare il Parma, non ne vedo il movente. Per me è stato commesso un tragico errore, si è scivolati su una buccia di banana. Ma non credo ASSOLUTAMENTE a tesi complottistiche, né metterò al servizio il mio sito e la mia persona per campagne di appoggio e sostegno a tesi che non condivido. Per me il Parma non ha subito una ingiustizia.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 4 Giugno 2014 in 17:02
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    Salve majo, non sono un commercialista ma ho fatto un ragionamento che poi potrebbe anche essere sbagliato del tutto… Leonardi afferma che ghirardi abbia investito nel parma circa 30 milioni… In 7 anni stiamo parlando di diciamo 5-6 all’ anno quando ci ha rimesso molto! Considerando la ricapitalizzazione per girare a bilancio i soldi del 10% dei nuovi soci (soldi girati con il prossimo cda), considerando la maggiorazione dei diritti tv (ultimi 5 anni in A) , che avremo per la prima volta e la maggiorazione rispetto al passato di diritti tv (la quota che tiene conto della posizione), non credo che si avrà unoscostamento di budget importante…considerando anche che il ciclo di questi calciatori è concluso e quindi è normale e forse intelligente fare delle cessioni!

    • 4 Giugno 2014 in 17:23
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      Non ho la competenza specifica in materia, anche, perché, ad esempio, gli ammortamenti sono spesso dimenticati quando ragioniamo di mercato, e proprio sul gioco degli ammortamenti si riescono a far quadrare i conti sulla carta, specie per le compartecipazioni.
      Detto questo: io, al ridimensionamento, sono favorevole. Anzi, ero il primo che lo predicava, se ricordate. Però quello che mi piacerebbe è una maggiore trasparenza, perché nella loro cieca fedeltà i tifosi si meriterebbero di sapere le cose come stanno. E secondo me, da questo obiettivo, siamo ancora piuttosto lontani.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 4 Giugno 2014 in 18:12
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        Ho appena visualizzato l’ ultimo bilancio depositato del parma (2012-2013) e la relazione della società di revisione ..la Pwc! Da questa si evince che per la stagione appena conclusa erano previste momentanee tensioni finanziarie, garantite da ghirardi, impegno che lo stesso ghirardi formalizzò in apposita assemblea il giorno 27nov 2013, deliberando di estendere tali impegni almeno fino al 31 dic 2014! Dal punto di vista economico, negli ultimi 3 anni le perdite si aggirano sui 3 milioni, anche se c’ è da tener conto di una contrazione delle plusvalenze e relativo fatturato nell’ anno 2012-13, e da una maggiorazione dei ricavi tv nella prox stagione! In sintesi credo che , con qualche plusvalenza importante ( 30 milioni), e rivedendo la gestioni dei flussi finanziari, il parma
        possa tranquillamente sopravvivere nella prossima stagione .. Ps: 30 milioni di plusvalenze è una cifra ragionevole, considerando la valorizzazione dei big e considerando che nel 2001-12 sono state iscritte plusv per un tot di 53 milioni.. ( e qui entra in gioco il mercato delle vacche, che garantisce su molti giocatori delle plusvalenze..seppur piccole..! Ma come diceva uno più famoso di me: è la somma che fa il totale)

        • 4 Giugno 2014 in 18:20
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          Abbiamo pubblicato, a suo tempo, nella sezione “economist” delle interessanti analisi di bilancio a cura del Commercialista Luca Marotta, che ti invito a visionare.

          Per quanto riguarda il discorso delle “tensioni di liquidità” è una costante dell’intera gestione Ghirardi, il quale ha sempre garantito: lo snodo è proprio questo, per quel che ci capisco io. Continuerò a farlo anche dopo l’annunziata messa in vendita della società? Non so se basta la ricetta di ridurre i costi (quello del personale, alias il monte ingaggi) anche se io ne sarei favorevole, in quanto trovo virtuoso che una impresa non campi, come troppo spesso avviene nel calcio, sulle spalle della proprietà che copre. Che sarebbe poi lo spirito del financial fair play
          Cordialmente
          Gmajo

      • 4 Giugno 2014 in 19:13
        Permalink

        Caro Majo,sono le plusvalenze che fanno quadrare i conti, gli ammortamenti li devastano. Per fare plusvalenza devi cedere giocatori ,possibilmente a bilancio gia ammortizzati , pertanto quello che incassi e’ tutto plusvalenza,utile che va a compersare le perdite.
        Quando si ha bisogno di plusvalenze ci si scambiano
        i giocatori.La societa’ x cede alla societa’y ,nelle stesse tue condizioni ,a cifre non certo di mercato un giocatore a bilancio gia’ ammortizzato , e la societa’y te ne cede uno dei suoi. Entrambe fanno una bella
        plusvalenza e sistemano i bilanci. I problemi arrivano
        l’anno dopo in quanto si deve inziare l’ammortamento
        del giocatore che in tanti casi non ti serviva dal punto
        di vista sportivo, e che non riesci piu’ a vendere.
        E allora che si fa? Si ricomincia con altre plusvalenze.
        Cordialmente.
        V.

  • 4 Giugno 2014 in 17:03
    Permalink

    Grazie. sì, sono nuovo. la mia passione per il Parma Calcio è sempre stata discreta (leggevo qui e là senza mai farmi vivo), ma questa storia della sentenza mi sta spingendo a interessarmi in maniera più attiva. I miei complimenti: il suo portale è una miniera di notizie e sta diventando un po’ un punto di riferimento, anche per la sua equilibratezza.

    • 4 Giugno 2014 in 17:21
      Permalink

      Grazie mille, mi fa piacere che me lo riconosca, anche se ogni tanto appare qualcuno a sostenere il contrario… Ma è capibile vedendo l’ip di provenienza…

      Spero, Antonio, che continuerai a far parte attiva anche del forum di stadiotardini.it

      Cordialmente

      Gmajo

  • 4 Giugno 2014 in 17:04
    Permalink

    mi chiedo..se il buon tom voleva disfarsi del parma ed incassare..perchè non ha ceduto tempo fa paletta e amauri in germania? biabiany ai cinesi? abbiam dato solo via belfodil in comproprietà in estate,si dice x 10 mln piu cassano(invenzione magistrale di leonardi)..non ci capisco piu nulla..

    • 4 Giugno 2014 in 17:19
      Permalink

      L’anno scorso, quando dicevo a più riprese che i conti non mi tornavano per le mancate cessioni, venivo irriso dallo stesso conducator che ieri ammaliava le fole, con un “avete visto? ce dicevano che dovevano venne’ e non abbiamo vennuto”. Poi, però, arriva un momento che i conti li devi fare quadrare. E con questo diversivo della messa in vendita del club si riesce a far passare senza problemi una cosa impopolare come l’abbassamento notevole del valore della prossima rosa, e con esso le aspettative per il risultato sportivo.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 4 Giugno 2014 in 17:38
        Permalink

        secondo lei bastano due cessioni dei big vedi paletta e biabiany? se si entro il 30 giugno per saldare la seconda rata per l iscrizione o basteranno gli incasssi delle compartecipazioni?
        saluti

  • 4 Giugno 2014 in 17:08
    Permalink

    Se aspettavano un paio di mesi avevano ancor più da scrivere..
    Scherzi a parte non capisco il passaggio sul contenzioso già annotato a giugno 2013, contenzioso sugli incentivi all’esodo?
    Bell’articolo, ben motivato, ma mi pare che anche stavolta si ragioni più sotto il profilo “etico” che non su quello “regolamentare”.
    L’unico discorso pericoloso mi pare sia quello su Storani all’ascoli. Quando diedi un occhiata al bilancio notai che di valutazioni apparentemente non in linea con il valore effettivo del giocatore ce n’erano anche altre, ma io non faccio mercato e dunque le mie potrebbero essere supposizioni infondate da profano

  • 4 Giugno 2014 in 17:19
    Permalink

    Se c’è una dietrologia, lo vedremo a luglio quando (e se) Ghirardi farà causa e farà nomi e cognomi (lui ha detto che ha dei nomi da fare di persone che gli hanno detto di agire in questo modo, all’interno della Lega).

    • 4 Giugno 2014 in 17:28
      Permalink

      Io, Luca, rimango della idea dell’errore umano, commesso in buona fede da parte del Parma, che alle date previste non aveva i requisiti. Ma è il Parma che lo deve sapere di suo, non la Federazione ad avvertirti. Io vado sempre per deduzione logica, anche non avendo spulciato le carte (ma chi lo ha fatto, vedi l’avvocato del Toro, ha cantato una versione del tutto diversa) cerco di andare a logica. Avendo rispetto per le istituzioni non credo proprio che ti possano deliberatamente mettere il bastone tra le ruote. non ne capisco il motivo. Per me questo delle date (che poi non collimano con la ricostruzione di Ranieri) è un finto problema, fumo negli occhi.

      Cordialmente

      Gmajo

    • 4 Giugno 2014 in 18:24
      Permalink

      Galliani vice presidente LEGA e Lotito consigliere FIGC.

  • 4 Giugno 2014 in 17:24
    Permalink

    …In relazione a questo articolo, dato che siamo avvezzi alle cause…direi che ci vorrebbe una presa di posizione dell’AD Leo dato che potrebbero ravvisarsi reati di tipo penale o civile se la vicenda è una “bufala”?

    …In questo caso la querela è d’obbligo se non vi è “verita”!

    • 4 Giugno 2014 in 17:33
      Permalink

      Pur essendo un istituto previsto sia dal codice civile che dal codice penale, reputo che si abusi un po’ troppo, ultimamente, della querela cui si dovrebbe ricorrere per gravi e comprovati motivi e non per succhiare un po’ di soldi o intimorire i giornalisti. Sto parlando in generale. Nel caso specifico non ho competenze per poter al meglio giudicare, ma ricordo anche che la contro-querela per calunnia è un effetto boomerang spesso dimenticato. Insomma: se la smettessimo di dare da mangiare agli avvocati per delle quisquilie forse ne trarrebbe vantaggio anche il sistema giustizia che è allo stremo. E poi per querelare bisogna essere proprio molto sicuri, ma molto molto, delle proprie ragioni. E al momento siamo in una fase decisamente in fieri…
      Cordialmente
      Gmajo

      • 4 Giugno 2014 in 17:40
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        …Certo non fà una piega il tuo ragionamento, ma il mio post come gli altri in precedenza dato che sono sempre gli “altri” che mentono, era sarcastico, 😀 e se non si è capito me ne scuso.

  • 4 Giugno 2014 in 17:48
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    Speriamo che vengano tolti i finanziamenti pubblici ai giornali, così evitiamo di leggere titoloni e con articoli che non contengono niente di interessante. (non mi riferisco a te Majo, ma all’Unità). Basta, devono morire questi giornali. Ma chi è l’Unità? Credo che abbia più reputazione un qualsiasi articolo scritto da un tifoso aspirtante giornalista che questo pezzo di foglio

  • 4 Giugno 2014 in 17:53
    Permalink

    Il giornalista dell’unità si riferisce a un’iscrizione a bilancio di un contenzioso al 30 giugno 2013. Come fa ad essere lo stesso che ci ha negato l’Europa se la mancata licenza deriva da operazioni effettuate nella stagione sportiva successiva?Quindi il caro giornalista la sua frasetta da saputello se la poteva anche risparmiare.
    Poi si continua a menarla con ” la tratta della carne”: se questo ci permette di avere sotto controllo 40 giocatori delle annate 96/98, dove sta il problema? Forse qualcun altro avrebbe voluto farlo ma non ci ha pensato?
    Poi una postilla per il dottor Majo.
    Lei dice “no alla tesi del complotto”,su cui si può essere d’accordo o meno.
    Allora perché “sì alla tesi della palla al balzo?”
    La mia opinione è che sicuramente qualcuno ha sbagliato nel Parma,si chiama la FIGC per chiedere come risolvere il problema e la loro soluzione comporta la negazione della licenza.
    E la mia domanda resta sempre una:perchè mi comunichi che c’è un problema il 30 aprile alle 14,00?
    Quando qualcuno risponderà a questa domanda sarò un uomo più tranquillo

  • 4 Giugno 2014 in 19:15
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    eh ma facendo cosi’ ha dato da mangiare a tanti calciatori,non pensavo che fossimo una onlus. 🙂
    Vi ricordate il mercato definito da me “random” due estati fa ?
    bene,vedo che dopo un paio di anni anche qualcun altro comincia ad afferrare il concetto.
    detto questo bisogna dire che anche io penso che non c’entri niente con l’esclusione dalla E.L.,piuttosto e’ la nuova normativa sulle comprorieta’ che ci dara’ un ulteriore spallata.
    a proposito vi ricordate di saponara ? io avevo detto che era un operazione da “cerino in mano” ,per il momento soldi cacciati fuori 3,5 milioni di euro un anno avanti,calciatore non pervenuto,e quest’anno se ci va bene ci ripigliamo gli stessi soldi indietro senza interessi dal milan,nota societa’ di persone con l’anello al naso che han pagato l’altra meta’ 4,5 milioni 😉
    se andiamo alle buste ci strinano il culo !

    • 4 Giugno 2014 in 20:45
      Permalink

      a parte saponara, il problema comproprietà ora diventa molto grave in generale. Si possono rinnovare per un anno quelle esistenti, l’anno prossimo non esisteranno più.
      Il Parma che ha un centinaio di giocatori come farà? Dovendo smerciarne tantissimi, temo che abbia il cerino in mano, con società che potrebbero proporre poco o nulla, oppure ottenere prestiti gratuiti o simili, che tanto poi ci sono tanti esuberi di giocatori che non servono… Non so, inizio a vederla grigia, per me sarà un problema

      • 4 Giugno 2014 in 21:12
        Permalink

        Sul fatto che sia un problema ha ragione, ma a mio parere poter rinnovare quelle nate l anno scorso non è una cosa da poco, il vero dramma credo infatti siano le buste.
        Mi preoccupa di più che è il 4 giugno e parolo e paletta son già ufficialmente in vendita..

  • 4 Giugno 2014 in 19:20
    Permalink

    se penso che con quei soldi ci stavano 10 irpef pagate in ritardo ……
    posso affermare senza ombra di dubbio che e’ tutta colpa di saponara !

  • 4 Giugno 2014 in 19:32
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    Aspetti su Saponara 🙂
    E’ un bel cerino, poi puo rimanere in mano ma secondo me l’operazione ci stava

  • 4 Giugno 2014 in 20:16
    Permalink

    ci stava se veniva a parma a gennaio,qui hai fatto lo scontrino senza avere la pizza 😀

  • 4 Giugno 2014 in 21:58
    Permalink

    Chi l’ha scritto, secondo te, Gabriele? Sono in sciopero delle firme da settimane, mi pare. E’ un collega modenese, autore di un libro, adesso? ciao.

  • 4 Giugno 2014 in 22:28
    Permalink

    io mi firmo nei blog, ovunque, figurati se non firmo… O è quel collega o è la redazione. Altri collaboratori è difficile, da mesi pagano solo saltuariamente. Io con loro sono fermo da oltre un anno completamente, non per scelta mia, ciao.

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