BAR SPORT / SECONDO SCHIANCHI ERA IMPOSSIBILE CHE LA NAZIONALE FACESSE BENE AL MONDIALE: “TRA I CONVOCATI C’ERANO TRE CALCIATORI DEL PARMA E TRE DEL TORINO…”

alessandro dondi(Alessandro Dondi) – Da viscerale appassionato delle vicende di casa nostra, ossia del Parma, non ho potuto fare a meno di sintonizzarmi alle 21.15 su TV Parma per seguire la puntata di BAR SPORT, di ritorno sugli schermi dopo l’assenza della scorsa settimana per lasciar spazio all’Assemblea di Confindustria. La trasmissione, stasera condotta da Marco Balestrazzi, mi è parsa iniziare in un clima un po’ triste, con un Sandro Piovani che mi è parso mogio e sottotono. Ad acuire questo clima da smobilitazione ha senz’altro contribuito la malinconica commemorazione di Parolo, andata in onda nella prima parte di trasmissione, a sancire l’addio del popolo crociato al suo Gerrard con un servizio, condito dagli otto gol, a cura di Alberto Rugolotto. Il parterre, per l’occasione composto anche dagli imprenditori Giampaolo Dallara ed Enrico Campari oltre agli DSC03569habitué Andrea Schianchi e Carlo Chiesa, non si è particolarmente sbilanciato in giudizi sulla partenza del centrocampista di Gallarate finendo per archiviare – Piovani su tutti – la cessione come qualcosa di inevitabile. Trangugiato l’amaro calice per la partenza di Parolo, l’attenzione della trasmissione ha continuato a catalizzarsi sulle prossime mosse di mercato in casa Parma, scandagliando la rosa in cerca di altri possibili “pezzi da novanta” in cerca di sistemazione. I nomi fatti dai presenti non hanno certo rappresentato chissà quali novità: nemmeno la “bomba” di mercato imagesparata in mattinata dalla Gazzetta di Parmaleggasi l’interesse del Monaco per Mirante, con possibile arrivo di Viviano in crociato – è riuscita a dare una botta di vita. Sull’estremo difensore crociato, Sandrone Piovani, sornione alla Bellè, ha lasciato intendere di saperne di più di quanto volesse far credere in quanto, pur comprendendo le legittime ambizioni di crescita a livello europeo del giocatore, si è sbilanciato così: “Vado controtendenza e dico che secondo me imageMirante al 70% resta al Parma: il ragazzo è molto legato a Parma e sta valutando l’offerta con molta attenzione”.  A meno che non si tratti di un semplice auspicio, come quello che aveva espresso poco prima su Parolo, mettendosi nei panni di Donadoni: “Magari spera ancora che non vada alla Lazio: anche lui era andato a Formello, ma poi…” E’ sul nome dell’eventuale sostituto di Mirante che gli ospiti della serata si sono – per modo di dire – scatenati con Andrea Schianchi a rimarcare “i problemi caratteriali di Viviano” che, a suo dire, “ne hanno frenato una carriera che fino al 2012 lo vedeva in netta ascesa”. A chi gli controbatteva che “anche Mirante al suo arrivo a Parma era tacciato di essere caratterialmente debole” (Chiesa) il Roseo ha risposto sentenziando che il “ruolo del portiere è delicato e come tale, una sostituzione va ben ponderata”, in questo supportato da chi gli DSC03573ricordava il “valzer di portieri” nell’anno della retrocessione (De Lucia, Bucci e Pavarini). Tra una considerazione di mercato e l’altra, il dibattito ha finito per spostarsi in ambito più nazionale ovvero aprendo una disamina sulla crisi del calcio italiano: un sistema in crisi, che non investe sui propri giovani talenti, fondato su un “equivoco di fondo” ovvero quello di una FIGC che – secondo Schianchi – “non conta niente, di fronte alla Lega non ha alcun potere”. Un attacco- quello del giornalista de La Gazzetta dello Sport – a tutto campo ad una “FIGC svuotata di poteri, con una Lega nettamente dominante dove comandano le società e DSC03574nella quale a prevalere, non fatemelo dire, è Galliani”. Nel suo ampio intervento, lo stesso Schianchi, ha più volte messo in luce gli errori del dirigente del Milan, perché “uno che ha ceduto Pirlo perché convinto che non avesse più motivazioni, e poi va alla Juve e vince tre scudetti… mentre tu fai tre passi indietro” è “un dirigente scarso, perché le cose vanno chiamate con il loro nome…”. E qui Schianchi ci ha riservato la perla, in senso negativo, della serata arrivando a sostenere che “un imprenditore che fallisce è un imprenditore scarso”. A nulla vale la parziale retromarcia “poi ci possono essere mille motivi, per carità…”: personalmente giudico questa affermazione di pessimo gusto e per la quale farebbe bene a scusarsi pubblicamente. (E qui prendo la linea io, Gabriele Majo: io ho trovato altrettanto disdicevole la considerazione di Schianchi secondo cui una nazionale che porta tre calciatori del Parma e tre calciatori del Torino non può essere forte. Secondo lui, infatti, se le squadre di riferimento come le strisciate, la Roma, il Napoli e la Fiorentina non hanno offerto alternative ai sei giocatori di Parma e Toro vuol dire che c’è in giro poca qualità. E a nulla vale il fatto che Schianchi, prima di pronunciare suddetta affermazione, abbia chiarito di esser nato a Parma e simpatizzi da sempre per il Parma. Anche se notoriamente tifa Inter).  La seconda parte di trasmissione è stata dedicata alla grande star di casa Parma, Fantantonio Cassano, con la riproposizione dell’oramai celebre filmato sul presunto battibecco con Buffon e con una disamina di quanto attende il talento barese nella prossima estate: “con che spirito ritornerà Cassano a imageParma, nella prospettiva di una stagione senza Europa e senza lo stimolo mondiale?” Con l’amata Sampdoria alla finestra, il celebre cucchiaio di nutella del gennaio scorso aleggia ancora come un fantasma sopra le teste dei tifosi crociati. Carlo Chiesa “non vede grandi pretendenti” per il talento barese e “il feeling con la nuova dirigenza della Samp non sembra ottimale, soprattutto con l’allenatore”. Prepariamoci perciò a godere per un’altra stagione della presenza di FantAntonio senza farci troppo condizionare dai possibili problemi di gestione del giocatore, gestione peraltro non facile nemmeno quest’anno” – secondo Schianchi – e che è culminata con una “scommessa vinta, soprattutto grazie alla gestione non solo di Donadoni ma di Leonardi”. Sorvolo sulla facile ironia, culminata col sondaggio DSC03576lanciato dai camperisti brasiliani, circa le condizioni fisiche con cui Cassano potrebbe ripresentarsi a Parma esaurite le due settimane di riposo supplementare concesse. Colgo, però, l’appello di Sandrone “a guardare avanti” alla squadra che il 10 luglio si presenterà al raduno comunque forte di conferme importanti come Acquah, Biabiany… In particolare a Piovani non dispiace il tridente Biabiany-Cassano-Belfodil. Chi fa gol? Perché l’anno scorso Cassano quanti ne ha fatti?

DSC03580Sul finire della trasmissione un cenno alle imminenti scadenze, vedi TAS e CONSIGLIO DI STATO, che potrebbero stravolgere le strategie della preparazione crociato. Su questo argomento è lo stesso Piovani a “non avere grandi speranze”, pur convenendo con Carlo Chiesa che le vicende Rostov e Cluji possono alimentare la flebile fiammella della speranza. Tuttavia è doveroso, a detta del languido e romantico Piovani, “non lasciare nulla di intentato” perché sarebbe come svegliarsi di notte col rammarico “e dire, però, se avessi provato!”  che è un po’ come “a una donna che ami, beh, bisogna dirglielo!”.

DSC03551E qui entra in gioco un tifoso eccellente come l’ingegner Dallara, secondo me protagonista di uno scivolone piuttosto evidente. Lo stimato imprenditore parmigiano ha riproposto il solito, oramai nauseante, refrain sul fatto che “un torto grande è stato fatto perché il Parma era in buona fede e quanto mi dicono da anni ha sempre gestito queste operazioni nello stesso modo, senza che nessuno abbia mai mosso alcun rilievo, mentre ora improvvisamente …” per quella che DSC03565all’ingegnere pare una “evidente mancanza di rispetto nei confronti di Ghirardi e della società”. Lascio ai lettori le valutazioni del caso, quello che resta è l’ennesima stortura sulla vicenda, peraltro riportata non da un tifoso qualsiasi. ma da un apprezzato imprenditore di fama internazionale. Dopo Dallara, spazio anche al re dei parastinchi in fibra di carbonio Enrico Campari, con un ampio video servizio della sua azienda a Casale, a raccontare attraverso alcuni aneddoti la storia della sua attività imprenditoriale (ai Mondiali c’erano dai due calciatori in su imagein ogni rappresentativa da lui serviti, tra cui Luis Suarez, cliente abituale a cui, però, non ne fornirà più nulla, nonostante lo abbia perdonato perfino Chiellini che da lui era stato morsicato) accompagnandoci alla fine della trasmissione, non senza avere ricordato prima gli impegni amichevoli estivi e rispondendo alla domanda di un tifoso sulla permanenza a Parma dell’ottimo Cassani, per il quale tutto pare rimandato a fine agosto. Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

12 pensieri riguardo “BAR SPORT / SECONDO SCHIANCHI ERA IMPOSSIBILE CHE LA NAZIONALE FACESSE BENE AL MONDIALE: “TRA I CONVOCATI C’ERANO TRE CALCIATORI DEL PARMA E TRE DEL TORINO…”

  • 1 Luglio 2014 in 10:08
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    Le grandi squadre italiane che sono formate interamente da stranieri… Chissà se adesso qualcuno si strapperà le vesti a difendere il lavoro dei colleghi, gente che peraltro fa da zerbino alle grandi squadre, prima del mondiale si parlava di Ital-Juve ora che è finito con un fallimento si parla di Ital-Balotelli, Ital-Parma e Ital-Torino. Giornalisti che non hanno un briciolo di autocritica ne di virtù, solo un mentecatto può pensare che Parma, Torino, Verona ecc ecc hanno solo giocatori scarsi.

    • 1 Luglio 2014 in 10:28
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      Claudio, le generalizzazioni non mi sono mai piaciute (del resto come in un certo senso non piacciono a voi tifosi e a qualche dirigente crociato, nel minuto in cui considerate un voto basso dato a Paletta come una bocciatura alla carriera e non della singola prestazione), per cui se ieri sera (del resto come gli è capitato anche in altre occasioni) Andrea Schianchi ha infilato uno o più spropositi, questo non significa che l’intera corporazione debba finire al rogo.
      Cerchiamo, dunque, di stare sul pezzo, senza generalismi. Perché credo che ci sia a sufficienza da discutere sull’infelice espressione per cui se l’italia non ha saputo esprimere di meglio era perché aveva sei convocati del Parma-Toro (critica, che, però, Schianchi non intendeva rivolgere alle due formazioni che si stanno contendendo nelle aule di giustizia l’accesso alla Europa League, quanto al movimento in generale, poiché le strisciate, oltre a Roma e Napoli e Fiorentina si sono visti portar via sei posti da Toro e Parma) senza dimenticare l’altra incredibile uscita sugli imprenditori! Per tacere del gratuito attacco a Galliani (che se anziché essere a Tv Parma fosse a TeleLombardia non so se avrebbe pronunciato con la medesima perentorietà…).
      Dunque, personalmente, mi straccio le vesti se c’è un incauto e nello stesso tempo arrogante dirigente posizionato piuttosto in alto nella nomenklatura crociata che si permette in diretta televisiva di dare dei bufalari a dei giornalisti che avevano scritto cose esatte rivelando al grande pubblico quello che la società non aveva avuto il coraggio di confessare ai propri tifosi e cioè che il Parma non aveva ottenuto la Licenza Uefa! In questo caso mi straccio le vesti, eccome!
      Non mi sono stracciato le vesti, invece, per difendere chi aveva scritto che Chiellini si era paletizzato: avevo soltanto spronato la tifoseria ducale ad essere un po’ meno vittimista e provinciale, cercando di spiegare tecnicamente come può essere razionalmente nato l’aggettivo neologismo nella testa di Vernazza. Per me non c’era da offendersi e l’ho scritto, anche se sapevo che la cosa sarebbe risultata impopolare, ma al contrario di altri non vado alla ricerca di facili consensi o non sfrutto, per fare dei clic, le mode.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 1 Luglio 2014 in 10:42
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    Saluto e ringrazio Parolo.
    In questo caso, stando a ciò che si legge, è una buona operazione, in linea con la dimensione parma. Poi bisogna vedere se e come si investe il ricavato.
    Sul discorso portiere la penso più o meno come Schianchi, più per le gatte che per il carattere su cui non so nulla.
    Sulla nazionale invece non credo che l italia non abbia complessivamente giocatori di qualità tale da superare la prima fase.

    • 1 Luglio 2014 in 11:01
      Permalink

      Che il Parma debba vivere con il player trading (oltre che coi diritti televisivi) i gestori hanno cercato di spiegarcelo bene: prendo spunto da Parolo, anche se non è esattamente l’esempio migliore per il ragionamento che sto per fare, dal momento che si tratta di un calciatore maturo che in effetti andava venduto adesso (o forse già nel gennaio scorso): però mi piacerebbe che idealmente il Parma riuscisse a meglio coniugare le esigenze economiche/tecniche con quelle dei tifosi che si affezionano ai propri beniamini. Parolo, ad esempio, è andato via dopo appena due anni (nel primo non era certo stato un beniamino, anzi tutt’altro; ma nel secondo aveva conquistato tutti: io credo che circa tre anni di permanenza possano essere sostanzialmente l’ideale. Più che vari tourbillon (anche se ne capisco le esigenze, per via delle varie operazioni mercatali tese a rendere i conti belli a vedersi) mi piacerebbe che si riuscisse a dare una fisionomia più definita anche in questo senso. Con cicli che partono e che si chiudono. Mi pare, invece, che le cose, per forza di cose, scusate il gioco di parole, siano un po’ troppo lasciate alla occasionalità.
      Detto questo, ripeto: il quasi trentenne Parolo era giusto che andasse via (non conosco bene i termini economici, per cui evito giudizi, anche perché 5 ml a fronte di 4.5 spesi un anno fa non mi paiono una gran plusvalenza, anche se i bonus non vanno trascurati) per dare ossigeno vitale alle casse, anche se due anni di permanenza sono pochi. (Ma alle volte, vedi Borini, bastano poche settimane, e alle volte neppure quelle, vedi Saponara…)
      Cordialmente
      Gmajo

      • 1 Luglio 2014 in 11:38
        Permalink

        beh, 5 rispetto ai 4,5 di un anno fa sono una buona plusvalenza invece: c’è in mezzo anche un anno di ammortamento, quindi sembra più che discreta già così, se poi ci sono anche i bonus è buona alla fine. Sui bilanci, poi sul campo non saprei

  • 1 Luglio 2014 in 11:22
    Permalink

    tre del parma tre del toro e un fratello nigher

  • 1 Luglio 2014 in 14:57
    Permalink

    Schianchi, secondo le parole riportate da Majo, sbaglia a dire che con 3 del Parma e 3 del Toro era impossibile che si facesse bene, ma non del tutto. Sbaglia perché tra quei 6 c’è il capocannoniere del campionato italiano che giocherà l’anno prossimo al Borussia Dortmund (che l’ha pagato pure tanto!), c’è il calciatore italiano che che ha più mercato in questo momento (Cerci) e le uniche note positive del mondiale (Parolo e Darmian).
    Però non ha proprio tutti i torti se andiamo a vedere la provenienza dei calciatori: 9 vengono dalle prime 5 squadre classificate in campionato e 10 vengono da quelle occupanti le posizioni dalla 6 alle 9. Questo è il problema, come mai che Roma, Napoli, Fiorentina e Inter hanno dato alla nazionale 1 giocatore a testa le prime e 0 l’ultima? Perché i loro giocatori non piacciono a Prandelli o forse per altro? Forse perché la Roma ha 8 italiani su 24, forse perché i viola hanno 8 italiani su 30 o forse perché l’Inter ha 4 italiani su 27?

  • 1 Luglio 2014 in 19:03
    Permalink

    Schianchi è un giornalista pieno di sé quello che dice è bibbia ma chi si crede di essere quel tifoso interista mascherato da parmigiano non è per niente obiettivo ed è anche antipatico ce ne di gente che ne sa di calcio molto piu di lui che scenda dal pero un po di modestia non guasta

  • 1 Luglio 2014 in 19:10
    Permalink

    Se non sbaglio si e preso anche 2 schiaffoni da un boys perche criticava fortemente stoickov prima della presentazione al tardini forse gli bruciava perché un pallone d oro e venuto a parma e non nella sua inter

    • 1 Luglio 2014 in 21:34
      Permalink

      be se c’era lui allenatore perdevamo anche con l’inghilterra

  • 1 Luglio 2014 in 20:33
    Permalink

    A proposito di Nazionale, va bene lamentarsene, per il gioco espresso e quant’altro, ma avete visto come ha vinto l’Argentina contro la Svizzera? Una roba che se l’avesse fatta l’Italia, ci avrebbero dato dei catenacciari o dei difensivisti o dei cultori del brutto gioco. Mai vista una selezione più arrogante, sopravvalutata e fortunata di quella argentina. Se dovessero arrivare in finale contro il Brasile, farò il tifo per il furto della coppa del mondo o l’annullamento del mondiale. E comunque…l’Argentina può piacere giusto agli abitanti di una certa città italiana, di cui mi guardo bene dal fare il nome…

    Spero che esca col Belgio o con gli Stati Uniti.

    • 1 Luglio 2014 in 20:38
      Permalink

      Anche l Olanda del mago van gaal mi pare ne tenga tanti dietro la palla.. Io simpatizzo Colombia e spero nel colpaccio

I commenti sono chiusi.

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