DOMANI E’ IL GIORNO DI MIRANTE A COLLECCHIO: IERI, INTANTO, E’ ARRIVATO IACOBUCCI. L’OPINIONE DI MAJO: “CEDERE ANTONIO RIENTREREBBE NELLE CORRETTE LOGICHE GESTIONALI”

(gmajo) – C’è tanta attesa a Parma per il ritorno di Antonio Mirante, il quarto portacolori azzurro-crociato in Brasile, anche se poi rispedito a casa da Cesare Prandelli appena prima dell’inizio dell’avventura Mondiale, nonostante le imperfette condizioni fisiche di Sirigu (che non gli avevano impedito, peraltro, una prestazione perfetta contro l’Inghilterra) e quelle di Buffon, inizialmente tenute così tanto nascoste che quando l’ex cittì si era sentito chiedere di lui si era piuttosto imbufalito per la fuga di notizie: del resto talpe e talponi sono un po’ dappertutto, e poi imagedifficile tenere nascoste le notizie nell’era dei social…): ieri, però, al contrario di quanto trionfalmente riportato da importanti organi di informazione cittadini, il portiere di Castellamare di Stabia era ancora in Campania e non aveva ancora intrapreso la risalita al Nord, cosa che, secondo indiscrezioni raccolte da StadioTardini.it, potrebbe avvenire, invece, nella giornata di oggi, così da potersi unire alla folta pattuglia degli altri guardiani (ieri infoltitasi con l’arrivo di Iacobucci, che imagepotrebbe essere il suo vice designato, giacché secondo gli esperti di mercato Pigliacelli – che io avrei trattenuto volentieri – sarà girato al Frosinone) già domani, mercoledì, comunque in anticipo rispetto al 21 luglio, giorno in cui avrebbe dovuto tornare assieme agli altri compagni che avevano preso parte attiva alla manifestazione iridata. Come mai c’è stato qualcuno che ha pensato che Mirante fosse già ieri ad Alcatraz? Probabilmente perché è stato equivocata questa sua rivelazione sui social:  “Ultimo week end di vacanza, poi si torna a lavoro” , enfatizzata da Settore Crociato, secondo cui Antonio aveva imagedeciso di “anticipare di una settimana il suo rientro al Parma Calcio, quando, per esser stato convocato come prima riserva ai Mondiali con l’Italia, aveva diritto ad altri sette giorni di riposo”, proposito che, secondo il sito curato da Giuseppe Squarcia, da poco nominato dal Parma F.C. quale “responsabile dei rapporti con la tifoseria” attesterebbe la sua “voglia assoluta di rimanere” al Parma. Eh sì, perché, come ricorda lo stesso funzionario crociato il numero 83 è “chiacchierato da un presunto interessamento del Monaco di Ligue1 e Champions League”. Interessamento così presunto (sebbene amplificato dalla Gazzetta di Parma), che a più riprese è stato più volte smentito – direttamente o indirettamente – dalla società. Io, però, fossi nei panni dell’A.D.. cercherei di piazzarlo al mercato, tenendo presente che difficilmente potrà innalzare ulteriormente la propria quotazione dopo l’apice toccato dopo la passata stagione, ragionamento condiviso anche da imagequalche tifoso illuminato di quelli che comprendono bene la “ragion di stato”, la medesima che ha costretto Marco Parolo ad accettare il trasferimento alla Lazio. Prendendo spunto dalla sua recente visita ai vecchi compagni già al lavoro, sempre Settore Crociato aveva cercato di fare capire a quei “pochissimi ingrati che l’avevano bollato come mercenario, che il suo trasferimento è stato esclusivamente uno di quegli obblighi gestionali ciclicamente imposti a club come il imagenostro”. A parte che io, per fortuna, questi pochissimi ingrati proprio non li ho sentiti, ma gli obblighi gestionali cui fa riferimento, li aveva ricordati lo stesso Squarcia, all’atto di addio di Marco Parolo: “Siamo una gran bella squadra di provincia, che deve formare prospetti, soprattutto far diventare definitivamente maturo chi già ha messo in evidenza le proprie qualità, per poi lanciarli nel momento più opportuno. Guadagnandosi la ricchezza per sopravvivere ai piani medio alti della massima espressione calcistica nazionale”. Ecco, appunto per questi motivi io ritengo matura la cessione di Antonio Mirante, ancor di più al lume della considerazione della Gazzetta dello Sport per cui Paletta, dopo il mondiale, si sarebbe svalutato di ben tre milioni di euro, precipitando dagli otto di prima di Brasile 2014 agli attuali cinque. E’ chiaro che ci sarebbe rammarico perché, sempre come annota Settore, “con la nostra Maglia vanta 171 presenze in campionato, ventesimo Crociato di tutti i tempi, una delle nostre Bandiere”, purtroppo, però, di questi tempi non ci si può permettere di ragionare così romanticamente proprio per via di quelle logiche così lucidamente ricordate da Squarcia a proposito di Marco Parolo. Peraltro è lo stesso cantore a ribadire: “E’ vero, il calciomercato è ancora lungo, alla sua chiusura manca un mese e mezzo, tutto può ancora succedere”. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “DOMANI E’ IL GIORNO DI MIRANTE A COLLECCHIO: IERI, INTANTO, E’ ARRIVATO IACOBUCCI. L’OPINIONE DI MAJO: “CEDERE ANTONIO RIENTREREBBE NELLE CORRETTE LOGICHE GESTIONALI”

  • 15 Luglio 2014 in 11:40
    Permalink

    Rispetto alle logiche di mercato e di gestione virtuosa sono d’accordo con le cessioni di Parolo, Sansone e Rosi e al mancato riscatto di Gargano (molto meno su quello di Cassani, se poi è vero che si sta pensando a Maggio siamo alla follia). Penso invece che su Mirante occorra fare un discorso a parte. Innanzitutto per la delicatezza del ruolo. Per una squadra come il Parma che dovrà pensare a salvarsi la sicurezza che può dare Mirante tra i pali è imprescindibile. Affidarsi a un giovane di belle o brutte speranze lo trovo un suicidio. Per quanto riguarda il capitolo “gestione” quanto si potrà incassare? Tre, quattro milioni di euro? Siamo sicuri che il gioco valga la candela. Io sono certo del contrario, piuttosto farei cassa con qualcun altro (Belfodil, Ninis e, soprattutto, Cassano).
    Un saluto

    • 15 Luglio 2014 in 11:47
      Permalink

      Mirante credo possa valere di più di tre o quattro milioni di euro. E comunque, appunto per la ragion di stato, bisogna guardar avanti. Mirante è a un bivio importante: o resta qui a vita (e noi ce lo possiamo permettere?) oppure come logica vorrebbe dovrebbe trovare promozione in una squadra di maggior rango, magari per tornare qui al crepuscolo della carriera. Viviano, che era stato designato quale suo sostituto, non credo possa essere una scommessa. D’accordo che il ruolo è delicato, ma vanno tenute presenti le logiche di mercato e non solo. Per Mirante vale lo stesso discorso di Parolo e per certi versi di Paletta, che rischiamo di avere sul gobbone (parlo non certo dal punto di vista tecnico, ma economico) a lungo…
      Cordialmente
      Gmajo

      • 15 Luglio 2014 in 16:45
        Permalink

        Sono anch’io convinto che Mirante sia a un bivio. O ci sono offerte intriganti ed allora e’ giustissimo accoglierle o non ci sono offerte e allora mirante a vita tra i pali della porta.
        Sostituirlo non dovrebbe essere un dramma: Iacobucci e pigliacelli sono due giovani di sicuro avvenire e poi c’e’ Viviano da stuzzicare

  • 15 Luglio 2014 in 12:10
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    Secondo me non ha molto senso vendere Mirante per diverse ragioni.
    La prima che il giocatore ha 31 anni e non 25-26 , nonostante arrivi da 2 ottime stagioni non si può sperare di fare cassa con un giocatore che con il mercato attuale può valere al massimo 3-4 mln.

    Inoltre Mirante ha ingaggio in linea con i parametri del club,quindi da quel punto di vista non è che che ti alleggerisci di uno stipendio pesante.

    L’altro motivo è quello tecnico,in casa nonostante ci sono 7-8 portieri in ritiro non ce ne è uno che si possa considerare pronto per giocare in una squadra come la nostra, che almeno di partenza è da metà classifica.Un conto è avere in casa un talento pronto a sbocciare,allora cedere Mirante ci sta, un conto è avere un marea di portieri da Serie B/Lega Pro.

    Io sono per far giocare i giovani, ma a volte secondo me ci si confonde e si pensa che essendo giovani siano automaticamente potenzialmente forti…non è cosi.Bisogna che siano giovani e forti,non giovani e basta

  • 15 Luglio 2014 in 12:13
    Permalink

    Diciamo che per fare una valutazione corretta bisognerebbe sapere quanto le loro retribuzioni pesano sul conto economico e poi valutare se possa convenire cedere magari tre o quattro giocatori meno importanti e tenersi i buoni. Su Paletta non capisco una cosa: il tenerselo sul groppone è riferito all’ingaggio o alla mancata liquidità che arriverebbe dalla cessione. Temo che nel secondo caso, dopo i mondiali (anche se ritengo sia stato martirizzato oltre le proprie colpe) la sua valutazione non possa superare i 6/7 milioni. Tanta roba si dirà, ma amche la serie A la è.

  • 15 Luglio 2014 in 12:18
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    Riguardo ai riferimenti a Parolo e Paletta io ritengo che siano situazioni diverse.
    Parolo è stato preso a poco e venduto all’apice della carriera,dopo un’annata straordinaria e un Mondiale disputato…ha 29 anni e sta correndo come un matto,ci sta che una squadra che può spendere lo prenda perchè quei 5,5 mln + bonus che il Parma ha incassato non li avrebbe mai più ripresi in futuro.
    Su Paletta,io spero fortemente che rimanga,se dovesse andar via però non ci sarebbe niente di male perchè da un paio d’anni è tra i centrali migliori x rendimento del campionato,al Mondiale non ha brillato ma ha giocato soltanto 1 gara…tutta l’italia ha fatto pena.

    Oltre all’aver fatto cassa con Parolo,Rosi,Sansone e Chibsah, io spero che il Parma possa piazzare quei giocatori in esubero che magari hanno ancora mercato anche se non si potranno chiedere grosse cifre e mi riferisco a Mesbah (reduce da un buon Mondiale) a Ninis e Munari, oppure ad Amauri che non tanto per il cartellino ma per lo ‘ingaggio sarebbe un buon riosparmio.

    Fare cassa con Mirante non ha senso

  • 15 Luglio 2014 in 12:27
    Permalink

    Sul discorso Parolo, basta andare in qualche gruppo di tifosi su Facebook e la parola “mercenario” è stata usata spesso e volentieri. Espressione che trovo del tutto fuori luogo per un giocatore come Parolo.

    • 15 Luglio 2014 in 14:41
      Permalink

      condivido, Alessandro. Per fortuna non avevo visto tali prodezze dei leoni da tastiera. Anzi, dei coglioni da tastiera… Dare del mercenario a Parolo è una bestemmia. Così come a qualsiasi altro dei vip che dovessero esser ceduti. E lo stesso discorso vale anche per chi, prima di Parolo, ha lasciato Parma per garantirne nel tempo la sopravvivenza. Gente che va ringraziata: altro che fischiata o calunniata con espressioni tipo “mercenario”.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 15 Luglio 2014 in 12:33
    Permalink

    Quello che fa riflettere è che Iacobucci pare sia in vendita. Leggevo che il passaggio al Latina è sfumato all’ultimo.. Significa che Mirante resta o che, comunque, qualora partisse, si è deciso di non puntare sugli altri 7 in rosa (che poi i papabili sarebbero al massimo iacobucci e bajza a mio avviso)?
    Con Mirante siamo abituati bene, il portiere è un ruolo delicatissimo e andarsi ad avventurare in un lupatelli o un de lucia sappiamo che significa

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