domenica, Maggio 26, 2024
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DONADONI: “CASSANO HA GIA’ VOGLIA DI ALLENARSI? E’ MEGLIO PER TUTTI: SPERO TORNI NON TROPPO APPESANTITO, PERCHE’ POI, ALLA FINE E’ UNA FATICA DOPPIA CHE LUI DEVE FARE”–Trascrizione

image(Vito Aulenti, per ParmaLive.com) – Intervenuto nella prima conferenza stampa stagionale, l’allenatore del Parma Roberto Donadoni ha parlato dello spirito con il quale parte il ritiro estivo dei crociati, ma anche del sogno Europa League svanito, dei rapporti col presidente e della decisione presa il mese scorso riguardo la sua permanenza nel Ducato.

Con che spirito cominci la preparazione dopo le note vicende che hai seguito in estate?
“Non sono abituato a guardarmi troppo alle spalle: quello che è successo è successo. Sappiamo quello che abbiamo fatto e ottenuto sul campo, ed è questo ciò che ci rimane; tutto il resto, lascia un po’ il tempo che trova. Adesso si riparte con tanta voglia di ricominciare, senza guardarci troppo alle spalle, ma sapendo che dobbiamo riconquistarci tutto con le nostre forze, così come abbiamo sempre fatto in passato. Non vogliamo piangerci addosso, né fare discorsi a ritroso o cercare alibi. Quello che è stato fatto l’anno scorso dal Parma è stato riconosciuto da tutti, e questa cosa ci riempie d’orgoglio. Quest’anno sarà tutto molto più difficile. L’errore che il Parma non dovrà fare – a partire dal sottoscritto – è quello di pensare che possiamo ottenere facilmente anche in questo campionato gli obiettivi raggiunti in quello scorso. Serviranno ancora più energie e determinazione”.

Anche perché c’è un presidente dimissionario e la possibilità che altri big, dopo Parolo, lascino Parma…
“Ad oggi, ad eccezione di Parolo, non si è mosso nessuno. Io mi auguro che tutti rimangano a disposizione del sottoscritto: così avremo la possibilità di portare avanti un certo tipo di discorso. Questo è quello che mi auguro e quello che sono convinto la società riuscirà a fare, perché è chiaro che, se si vogliono ottenere dei risultati, non si può prescindere da giocatori di una certa qualità. Dunque, questi giocatori preferisco tenermeli stretti”.

Ad un certo punto, sembrava che anche tu potessi lasciare il Parma:
“Io ho sentito tante chiacchiere a riguardo. Sono abituato a dire le cose quando è giusto che le dica, e quando sono interpellato su qualcosa che mi riguarda, rispondo. Quindi tutte le cose che sono state fatte, sono state fatte in assoluto accordo e nel rispetto delle parti. Non ho nulla da nascondere, se sono qui è perché sono convinto che questa possa essere ancora la mia strada, il mio futuro. Il resto sono solo chiacchiere”.

L’anno scorso il ritiro l’hai fatto con una squadra quasi completa; oggi sembra un po’ diversa la situazione:
“No, non ritengo sia tanto diversa, perché ricordo com’era l’anno scorso, così come ricordo com’era l’anno precedente. Siamo sempre partiti con l’intento di ragionare su determinate cose, in assoluto concerto col presidente e con Pietro Leonardi. Bisogna fare tutti i ragionamenti del caso per riuscire a formare una squadra non solo competitiva, ma anche omogenea, che abbia una logica. Si ragiona su quei giocatori che potrebbero avere delle difficoltà e non trovare lo spazio adeguato. Io credo che questo sia un ragionamento di buon senso che dobbiamo fare noi come società, ma che devono fare anche i giocatori, nel momento in cui la società fa capire loro che potrebbe essere difficile trovare lo spazio”.

Col presidente dimissionario, cambia qualcosa nei tuoi rapporti con la società? Hai comunque sentito Ghirardi?
“Il presidente è sempre stato un interlocutore presente, con il quale ci si confrontava e ci si spiegava. Tuttavia ha sempre dato spazio assoluto a Leonardi e al sottoscritto, quindi tutte le cose che sono state fatte, sono state sempre ragionate in questo modo. Non cambia nulla, il mio primo interlocutore è Pietro Leonardi, che è colui che vive costantemente la situazione, giorno dopo giorno, e quindi è colui che poi fattivamente fa le cose. E’ chiaro che c’è sempre stato il presidente, che ha la responsabilità, però, i discorsi sono sempre stati fatti in questo modo”.

Vi siete parlati dopo il suo grande sfogo?
“Sì, abbiamo avuto modo di parlarci, di vederci. Credo che lo sfogo del presidente sia legittimo. Figuratevi come potrebbe essere da parte mia, dopo aver la consapevolezza di aver ottenuto un risultato sul campo che poi ci è stato portato via. E’ una grande amarezza che c’è da parte mia, così come è enorme quella del presidente”.

Se ti avessimo intervistato il giorno dopo, anche tu ti saresti sfogato pesantemente?
“E’ chiaro che il mio sfogo dev’essere indirizzato unicamente in un senso, che è quello tecnico. So quello che ho fatto, so il lavoro che abbiamo portato avanti. Poi quando si va nei meandri della burocrazia, non ci capisco più nulla, non so quello che può accadere lì. Dal punto di vista squisitamente tecnico, è chiaro che l’amarezza è grande: sai di aver fatto tutto quello che era possibile per poter arrivare all’Europa League, e poi non la giochi…”.

Nella parte centrale della conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio a Collecchio, il tecnico ducale Roberto Donadoni si è soffermato sui due azzurri di proprietà del Parma (a parte Parolo, ceduto alla Lazio) che hanno partecipato al Mondiale brasiliano.

Il Parma 2014-2015 può prescindere da Cassano o è un elemento che non si tocca?
“Cassano è un giocatore del Parma, e come tale, continua a far parte di questo gruppo. E’ un ragazzo sul quale il Parma ha investito, c’ha creduto e ci crede, tant’è vero che ha fatto un campionato che gli ha permesso di andare ai Mondiali, obiettivo che nessuno avrebbe pensato raggiungibile alla vigilia. Questo è un grande merito che Antonio ha avuto nella stagione scorsa, ma adesso mi aspetto ancora di più da lui. Se un giocatore ha bisogno solo dello stimolo mondiale per esprimere i propri valori, vuol dire che ha qualche limite. Io conto molto su Cassano”.

L’altra sera, l’ad Leonardi, parlando coi rappresentanti del centro di coordinamento, ha detto che Cassano continua a subissarlo di sms, dicendogli che vuole terminare le vacanze quanto prima per venire ad allenarsi. Questo è un segno d’attaccamento da parte sua:
“Sicuramente è una cosa positiva. I ragazzi che hanno partecipato al Mondiale si stanno godendo un periodo di riposo. Spero che Antonio torni con le motivazioni giuste, magari anche non troppo appesantito, perché poi alla fine è una fatica doppia che lui deve fare. Quello che ha fatto e che ha dovuto sopportare ad inizio stagione scorsa lui lo sa, gli è costato tanta fatica. Arrivare già un po’ più tirato, sarebbe un grande vantaggio per lui, considerando che questa è una fase di grande fatica, anche dal punto di vista climatico; sopportare certi carichi, non è facile. Se lui ha questo genere di motivazioni, il primo ad essere felice è il sottoscritto”.

Paletta è stato molto criticato durante il Mondiale azzurro, eppure è stato uno dei pochi a rimanere imbattuto:
“Esatto, Paletta è l’unico che ha vinto la partita in cui ha giocato, poi non ha più avuto possibilità di giocare per scelte differenti. Chi è che l’ha crocifisso, la stampa? La stampa siete voi, faccio fatica a rispondere per voi… Io so quello che Paletta vale, dunque queste cose mi lasciano del tutto indifferente, perché le conosco benissimo e le trovo molto scontate. So che il ragazzo ha carattere da vendere, quindi queste cose qui non lo condizioneranno”.

Anche Prandelli si è sfogato per le critiche ricevute:
“Non ho letto più nulla: mi sono fatto le mie vacanze e ho visto le partite dei Mondiali. Vi dico in tutta onestà che una volta finita qualsiasi partita – perché oltretutto avevo anche un piccolo compito, che era quello di visionare certe partite – non ho più visto nulla che andasse oltre i minuti giocati. Il resto è coreografia”.

Che partite ha visionato?
“Quelle del gruppo dell’Italia, e quelle di qualche squadra che mi interessava vedere”.

Ritroverà giocatori come Belfodil e Ninis: dopo due anni d’esperienza, pensa possano entrare pienamente nel progetto tecnico del nuovo Parma?
“Ci sono allenatori che preferiscono avere giocatori che vengono da situazioni difficili, perché questo può essere un motivo di voglia di rivincita. Belfodil e Ninis sanno di aver avuto una stagione difficile, quindi conto tantissimo sulla loro voglia di riscatto, finché saranno qui. Posso essere un po’ più legato affettivamente ad uno rispetto ad un altro, però quando siamo in campo, da quelli che pensano di avere maggiore simpatia nei miei confronti, pretendo ancora di più, perché questo è il mio modo di essere. Voglio essere chiaro e onesto con tutti, i ragazzi lo sanno”.

Ai Mondiali ha notato qualche novità dal punto di vista tattico? Qual è stata la squadra più interessante dal suo punto di vista?
“Dal punto di vista tattico, non è che abbia visto cose particolari. Indubbiamente la Germania – indipendentemente dal 7-1 rifilato al Brasile – ha dimostrato di essere squadra, e questo fattore fa la differenza in queste grandi manifestazioni. Del resto, i tedeschi hanno come allenatore Loew dal 2007, e dal 2007 ad oggi cos’ha vinto la Germania? Niente? Però è allenatore lo stesso, e credo che questo significhi qualcosa a livello di logica e programmazione”.

Nell’ultima parte di conferenza,Roberto Donadoni è tornato a parlare di Mondiale, ma si è anche soffermato sull’addio di Parolo e sui nuovi acquisti provenienti dalla serie cadetta.

Quanto pesa la partenza di Parolo nell’organico del Parma?
“Pesa soprattutto a livello umano, perché è un ragazzo e un professionista esemplare, come poche volte mi è capitato di vedere nella mia carriera da allenatore. Credo sia una perdita importante, anche dal punto di vista tecnico, lo sapete tutti, non devo di certo dirlo io. Faccio fatica a fare un ragionamento in termini egoistici, cercando magari di tenere qui un giocatore. Sono contento per lui, perché è andato in una grande realtà: la Lazio, per dimensione, è una delle prime in assoluto del nostro campionato. Sono meno felice dal punto di vista tecnico, perché è un giocatore difficile da rimpiazzare, però questa è la realtà e bisogna conviverci. Lo ringrazio pubblicamente”.

Tornando al Mondiale, come commenta l’utilizzo di Cassano da parte di Prandelli?
“Non faccio commenti su quello che altri allenatori devono fare. Prandelli è una persona estremamente corretta e intelligente, sapeva benissimo quello che doveva fare, quindi tutto quello che dico io oggi sarebbe solo un’estrema scorrettezza e banalità. Non commento assolutamente le scelte di altri”.

Nella tua idea, cosa bisognerebbe fare per ridare un pochino d’entusiasmo all’ambiente italiano?
“Essere un po’ meno ipocriti e egoisti, perché, se ognuno di noi si guardasse più nel personale, e valutasse questo tipo di considerazione non solo dal punto di vista dell’interesse proprio, molto probabilmente si riuscirebbe a fare qualcosa in più anche per gli altri. E invece, come spesso accade, si predica molto bene, e poi nel concreto si razzola come si vuole. E’ una storia, questa, che mi ha stancato. Mi auguro che adesso, anche in termini di Federazione, si abbia la volontà di smuovere qualcosa, perché è quella la strada da perseguire. Bisogna avere il desiderio di cambiare le cose, e non solo quello di occupare un posto e fare i propri interessi”.

In questa prima parte di ritiro avrai a disposizione dei ragazzi che sono stati protagonisti in B. Pensi possano essere una risorsa?
“C’è un grande desiderio da parte mia di valutarli, conoscerli, sia dal punto di vista umano che tecnico. Io voglio che ci siano giocatori che abbiano fame di diventare qualcuno, e non gente appagata, presuntuosa, che pensa di affacciarsi facilmente ad una realtà, questi non m’interessano. Lo dirò in maniera schietta a tutti, anche perché, come ho detto ad inizio conferenza, quest’anno sarà molto più difficile rispetto all’anno scorso”. Vito Aulenti Twitter: @vitoaul

TRASCRIZIONE A CURA DI VITO AULENTI PER PARMALIVE.COM

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".