GRAZIANO PELLE’, L’EX ATTACCANTE CROCIATO CHE SECONDO MICHELOTTI GIOCAVA CON LE TETTE, E’ PASSATO AL SOUTHAMPTON PER 11 MILIONI DI EURO

(Alessandro Dondi) – “Sai chi è quel giocatore che, gioca a calcio meglio di Pelè questo è il coro che la Curva Nord dedicava al grande Fausto Pizzi, bandiera del Parma dei primi anni novanta e nuovo allenatore degli Allievi Nazionali crociati, dopo tre anni alla guida della Primavera gialloblù. Eppure Parma il suo Pelè, magari con una elle in più, lo ha anche avuto per le mani. Facile intuire a chi facciamo riferimento, Graziano Pellè, leccese di San Cesario, classe 1985. Graziano arriva a Parma nell’estate del 2011, prelevato per un solo milione di € dall’Az Aikmar, ove era giunto alla cifra di 6.5 milioni, fortemente voluto da Louis Van Gaal. In Olanda, dal 2007 al 2011, il ragazzo ha messo a segno 14 reti in 78 presenze, frutto di buona tecnica e di poderose doti fisiche. Pietro Leonardi si assicura le prestazioni di un calciatore cresciuto nelle giovanili del Lecce e che in 5 anni ha girovagato per l’Italia, vittima di quella prestito-mania finita oggi sul banco degli imputati nel processo per i fallimenti del calcio italiano. A Parma, Franco Colomba pellè 1gli affida le chiavi dell’attacco, al fianco del talentuoso Giovinco. Il 21 agosto 2011 Graziano fa il suo debutto con goal in maglia gialloblù, in quello che è un roboante 4-1 rifilato al Grosseto valevole per il 3° turno eliminatorio di Coppa Italia. L’avventura in gialloblù parte sotto i migliori auspici, con un Pellè sempre titolare nelle prime gare di campionato, lasciando intravedere le proprie eccellenti doti nel gioco aereo. Quel che manca è il goal, che arriverà solo il 18 dicembre in un 3-3 casalingo con il Lecce.  Graziano partecipa – peraltro subentrando a Modesto al 55° minuto – alla disfatta di Milano dell’8 gennaio 2012, dove il Parma subisce un sonoro 5-0 dall’Inter, débacle che segnerà la fine dell’era Colomba sulla panchina crociata. Dopo 12 presenze e 2 goal tra campionato e coppe, finisce l’avventura di Pellè in maglia gialloblù: ad aspettarlo la Sampdoria, dove pellè stoppa con le tetteviene girato in prestito nel mercato di Gennaio. In quella che per gli amici doriani è una stagione disgraziata, culminata con la retrocessione in serie B, il nostro Graziano colleziona 12 presenze mettendo a segno 4 reti. Prestito fruttifero direte voi, ed invece niente: nel mercato estivo verrà ceduto, sempre a titolo temporaneo (sarà poi riscattato alla cifra di 3 milioni), al Feyenoord, e può far dunque il suo ritorno in Eredivisie.  Il resto è storia recente: il ragazzo mette a segno 57 reti in complessive 50 presenze, una media da…Pelè! Qualcuno mormora che Prandelli lo abbia inserito nell’ipotetico listone dei 30 aspiranti al mondiale pellè stoppa con le tette 2brasiliano – così non sarà. Ciononostante, il 12 luglio 2014 viene ceduto al Southampton per circa 11 milioni di euro. Cifre importanti per un mercato scarno come quello di questo anno. Non ci resta che mangiarci le mani: il calcio italiano – il Parma in questo caso – si è fatto sfuggire un indubbio talento, imponente nel gioco aereo e dalle buone doti tecniche. La fretta, come si sa, è cattiva consigliera e Parma è citta notoriamente dal palato fine: sono bastate poche prestazioni non certo brillanti (come del resto quella della squadra di Colomba, non certo dotata di abili crossatori per favorire il gioco del talento leccese) per bollarlo come un brocco. Ricordo bene, non me ne voglia Alberto Michelotti, il tagliente sarcasmo col quale venivano etichettate le sue movenze in campo, reo – a detta dell’ex arbitro – di giocare “con al teti”…, ovvero di petto, per addomesticare la palla è far salire la squadra.

Che dire? Ennesimo fulgido esempio di un calcio dove a farla da padrone sono i risultati e dove troppo spesso anche gli opinionisti si abbandonano ad analisi da bar. Non abbiamo dato tempo al ragazzo di inserirsi e neppure si è pensato di costruire un sistema di gioco che potesse valorizzarne le doti tecniche e atletiche. E non mi si dica, come spesso è accaduto, che la caterva di goal segnati in Olanda sia da imputare al basso profilo tecnico del campionato della terra dei tulipani. Abbiamo visto fin dove è giunta la nazionale orange a questo mondiale, sotto la guida magistrale di Van Gaal e grazie allo scarso profilo del proprio campionato… Alessandro Dondi

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 59 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

24 pensieri riguardo “GRAZIANO PELLE’, L’EX ATTACCANTE CROCIATO CHE SECONDO MICHELOTTI GIOCAVA CON LE TETTE, E’ PASSATO AL SOUTHAMPTON PER 11 MILIONI DI EURO

  • 14 Luglio 2014 in 09:45
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    Il nostro cerri può essere meglio di pelle’.
    Facciamolo crescere e diamogli spazio anche in prima squadra.

  • 14 Luglio 2014 in 11:25
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    Io lo ricordo a Novara; fece una ottima partita, poi Colomba lo tolse per difendersi e il Parma perse. Uno e’ andato in Inghilterra l’altro in India.
    La morale sta nel fatto che a volte (spesso) se si crede in un giocatore bisogna aver la forza di aspettarlo anche nei tempi grami( Crespo docet) e Parma(inteso i tifosi e la gebte in generale) se lo deve piantare nella zucca spesso molto dura.
    A fare i fenomeni e’ facile, alla lunga magari i fenomeni diventano cojon

    • 14 Luglio 2014 in 11:33
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      La Sampdoria dopo aver rigenerato Pellè ha rigenerato Okaka. Entrambi, per il qualificatissimo pubblico di Parma, erano due benemerite pippe (del resto negli ultimi anni abbiamo avuto dei centravanti che hanno segnato caterve di gol, notoriamente…). Alfredo ha ragione: alle volte il pubblico dell’Ennio prende delle sbandate (sia in senso positivo, che negativo) un po’ senza senso. Io penso che nella pedata gli eccessi – i campioni, i bidoni – siano numericamente in netta minoranza rispetto ai giocatori “normali”, i quali in una squadra “normale” (quale è il Parma che non mi pare abbia ambizioni di vincere lo scudetto) possono starci benissimo, senza che il preparatissimo e qualificatissimo pubblico gialloblù eroghi patenti definitive che altrove, poi, risultano immotivate.
      Cordialmente
      Gmajo

      • 14 Luglio 2014 in 11:42
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        pellè rigenerato alla samp? faceva panchina..e cmq noi abbiam rigenerato schelotto,cassani,molinaro..vado avanti?

        • 14 Luglio 2014 in 11:48
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          Co ghentra?

          Cavolo, oh: qui non si può fare un ragionamento che subito c’è chi ne tira fuori un altro che c’entra una cippa.

          Ho forse scritto che a Parma non abbiamo rigenerato calciatori?

          Ho scritto solo che Okaka e Pellè si sono rigenerati alla Sampdoria. E lo spunto di riflessione proposto è: il pubblico del Tardini, che si ritiene così preparato e qualificato, com’è che boccia inesorabilmente come “pippe” dei giocatori normali che magari da altre parti fanno bene? Lo stesso discorso vale per Pabon, secondo me vittima dei loggionisti del Tardini… Siccome non mi pare che tra gli obiettivi del Parma ci sia quello di vincere lo scudetto credo che calciatori come i tre ricordati, avrebbero dovuto avere un maggiore sostegno da parte dei tifosi ducali, noti per innamoramenti (alle volte anche razionalmente poco capibili, vedi Morrone, ad esempio…) e per ostracismi…

          Cosa cavolo c’entra se qui sono stati rigenerati altri, dailà!

          Saluti

          Gmajo

          • 14 Luglio 2014 in 11:54
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            causalmente ha fatto l’esempio di pellè e okaka(cosa centrava?) rigenerati alla samp mentre a parma non han fatto bene!!..lei ha fatto il paragone..pabon chi? quello che è tornato al monterrey?ma su via!

          • 14 Luglio 2014 in 12:04
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            Ho fatto l’esempio di Okaka perché, come Pellè, era andato alla Sampdoria e perché come Pabon il qualificato pubblico del Tardini non ha saputo aspettarli. Tolto che iersera Messi non mi è piaciuto, e col cavolo che lo avrei premiato come miglior giocatore del mondiale, però, dico, io: chi siamo, i tifosi del Barcellona per permetterci di criticare appunto Pellè e Pabon (su Okaka ho qualche perplessità in più)? Penso che sia un interessante esercizio quello di rendersi conto delle proprie forze, delle proprie ambizioni. Esercizio che io spesso cerco di fare, invitando, nel contempo, i lettori a fare altrettanto. Se poi stiamo lottando per vincere il tricoolore o andare in Champions è un altro discorso, ma i tre suddetti, nella nostra realtà, ci potevano tranquillamente stare, e sicuramente non sono stati aiutati dai tifosi.

            Pabon, dopo che è andato via da Parma, aveva fatto benissimo, o mi ricordo male?

            Dailà: renditi conto, gio, che giocatori del genere qui a Parma ci possono tranquillamente stare.

            Cordialmente

            Gmajo

    • 14 Luglio 2014 in 11:56
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      Io credo che Franco Colomba avesse avuto la forza di aspettare Pellè: non va dimenticato, ad esempio, che per farlo giocare teneva in panchina un certo Crespo, con scorno dei tifosi e della critica (spesso più tifosa dei tifosi). Purtroppo, però, qui c’è la pessima abitudine di bollare questo o quel giocatore, senza aver la forza di aspettarlo.
      E mi riferisco al pubblico, soprattutto: poi la società agisce di conseguenza…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 14 Luglio 2014 in 11:30
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    io di novara mi ricordo che giocavamo con nwanko-jadid a centrocampo,e dove volevi andare

    • 14 Luglio 2014 in 11:38
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      So che qualcuno la prenderà come una bestemmia: ma per me Jadid non era poi così male…

      • 14 Luglio 2014 in 13:54
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        Anche secondo me…un po’ lento ma buon piede.
        Ma il ritornello e’ sempre quello: al Tardini non sanno aspettare almenoche’ un mister di brutto muso no ci metta la faccia tipo Ancellotti/ Crespo

        • 14 Luglio 2014 in 13:59
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          Non solo i calciatori, ma anche i mister, talora, non si sono saputi aspettare. Ad esempio Carletto Amcelotti era a propria volta finito nel mirino dei criticoni a prescindere con l’infamante accusa di masticare il chewing gum. Del resto, a seguire, la più grave pecca di Malesani era quella di abitare a Verona…

          Cordialmente

          Gmajo

          • 14 Luglio 2014 in 16:19
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            Non mi parlare di Malesani perche’ solo asentirne il nome mi devo bere una pinta di valium. Con la squadra che aveva non vincere quel campionato e’ semplicemente da ebeti

  • 14 Luglio 2014 in 11:43
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    Pellè va in inghilterra voluto da koeman, il tecnico che lo ha allenato al feyenord lo scorso anno e che ha fatto lo stesso percorso.
    Io credo che per lui sarà quello il vero banco di prova, in italia ha fatto poco e in olanda molto bene.
    In bocca al lupo, l’impegno qua ce l’ha sempre messo

  • 14 Luglio 2014 in 12:37
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    Pellè è il tipico caso di calciatore che preferisce emigrare piuttosto che perdersi tra le panchine di A e B. In Italia non si è trovato, in Olanda si. Per quello che ha fatto a Parma e a Genova non meritava la convocazione nemmeno in scapoli-ammogliato, per quello che ha fatto in Olanda invece….

  • 14 Luglio 2014 in 13:57
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    Ve ne ricordo in altro: Emiliano Bonazzoli…tutti a dire che era scarso poi ha giocato 10 anno tra A e B facendo i suoi goal nonostante vari infortuni.
    Un po’ di raziocinio e disi massicce di calmarina agli ipertecnici del Tardini

    • 14 Luglio 2014 in 14:24
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      Per me è stato uno degli attaccanti del Parma più sottovalutati.

  • 14 Luglio 2014 in 14:03
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    dire che jadid non era male mon e’ una bestemmia se prima si specifica per quale tipo di campionato,del resto ditemi dove gioca adesso che lo hanno saputo aspettare

  • 14 Luglio 2014 in 14:42
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    Sn due. Pippe sia pelle che okaka. Ve ne accorgerete ben presto!

    • 14 Luglio 2014 in 14:45
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      Sono due giocatori normali, non due pippe. Almeno Pellè. Una pippa non segna caterve di gol neanche tra gli amatori.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 14 Luglio 2014 in 14:46
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    hanno demolito……per me l’era bo ed zugher

  • 14 Luglio 2014 in 16:25
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    In quegli anni ne sono stati demoliti tanti. La verita’ e’ che begli occhi, nel cuore, nella mente era rimasta la famosa squadra 98/99: Buffon,Thuram, Benarrivo(Vanoli), boghossian, Sensini, Cannavaro, Fuser, Baggio, Crespo, Vero, Chiesa.
    Se l’allenavo io o Majo vincevamo il campionato.
    Bastava dirgli: andate e fate cio’ che volete senza astruse tattiche malesaniane

  • 14 Luglio 2014 in 16:26
    Permalink

    In quegli anni ne sono stati demoliti tanti. La verita’ e’ che begli occhi, nel cuore, nella mente era rimasta la famosa squadra 98/99: Buffon,Thuram, Benarrivo(Vanoli), boghossian, Sensini, Cannavaro, Fuser, Baggio, Crespo, Vero, Chiesa.
    Se l’allenavo io o Majo vincevamo il campionato.
    Bastava dirgli: andate e fate cio’ che volete senza astruse tattiche malesaniane.
    Quella si che era grandeur!!!

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