I METEORismi di LORENZO FAVA / JONATHAN ROSSINI, MISTERIOSO OGGETTO CROCIATO DEL 2014, SI ACCASA COL BARI IN SERIE B, DOPO ESSER STATO SCARTATO DAL LEEDS DI CELLINO

jonathan rossini(Lorenzo Fava) – Da diversi mesi mi ero ripromesso di inserire l’odierno personaggio nella nostra rubrica settimanale, già in questa sessione estiva, nonostante la sua storia nel Ducato (di fatto veramente mai iniziata) si sia conclusa solo lo scorso 18 maggio, ultima domenica di Serie A (con quel Parma-Livorno 2-0 che ancora tutti abbiamo negli occhi); aspettavo che arrivasse qualche aggiornamento riguardo il suo futuro. Già il futuro, perché il passato (recente) di Jonathan Rossini, difensore svizzero di Giubiasco, nato il 5 aprile 1989, ha poco da raccontare. Si pensava che nel Parma, formato 2014, potesse rappresentare una pedina funzionale e utile perché si trattava di un giocatore “completo”, che aveva fatto la “gavetta”, transitato in tutte le categorie prima di sbocciare definitivamente in Serie A; perciò, tutti credevano potesse realmente essere la prima valida alternativa alla coppia di stakanovisti Lucarelli e Paletta: ma rimarremo sempre con questo amletico dubbio…

imageLa carriera di Jonathan Rossini, iniziata nel settore giovanile del Bellinzona, ha preso una svolta definitiva quando, nel 2005, la Sampdoria decise di acquistarlo per aggregarlo al proprio vivaio. La prima esperienza blucerchiata per Rossini, che viene sempre impiegato come centrale in una difesa a 3, è più che positiva: il ragazzo, non ancora ventenne, nel 2007-2008 può già annoverare nel proprio palmares personale un Campionato Primavera e una Coppa Italia Primavera, vinti sotto la guida di mister Fulvio Pea. Resteranno anche gli unici trofei. Rossini, uno degli eroi di quel doppio successo, viene così mandato in prestito dal club ligure a farsi le ossa: nell’estate 2008 veste la maglia rosa, quella del Legnano, formazione lombarda di Lega Pro Prima Divisione con la quale disputa le sue prime 17 partite da professionista; poi, pronto per il salto di categoria, prosegue la stagione, da gennaio, con il Cittadella. Mister Nello Foscarini, il Ferguson d’Italia, gli concede l’esordio in Serie B in un anonimo derby veneto Cittadella-Treviso, terminato 1-1, il 17 febbraio 2009; i primi sei mesi in cadetteria si riveleranno essere una buona esperienza, che comunque dovrà essere approfondita la stagione seguente, e il capitolo con la società patavina si chiuderà dopo 6 partite da titolare e 5 spezzoni (per un totale di 11 apparizioni).

Nell’annata 2009-2010 apre la lunga parentesi che lo lega tutt’ora al Sassuolo (anche se nel frattempo il suo cartellino per metà diventa dell’Udinese, nell’ambito dell’operazione che porta il centrocampista argentino Tissone dal Friuli sotto la Lanterna, nda); ad accoglierlo sulla panchina neroverde c’è il parmigiano Stefano Pioli, che condurrà la squadra fino al 4^ posto finale e alla semifinale dei playoff, poi persa contro il Torino. Rossini è uno degli artefici di quella splendida annata (il piccolo club modenese è appena al suo secondo anno di militanza, in tutta la sua storia, in Serie B) grazie a 31 presenze e ben due reti: una messa a segno contro il Crotone e una contro il Padova (entrambi i match termineranno con il punteggio di 2-0. Coincidenze).

Le partite disputate dal giovane svizzero non sono passate inosservate alla dirigenza doriana e così, una volta conclusa la positiva esperienza in prestito, Rossini fa ritorno a Marassi per essere un punto cardini della rosa guidata da Mimmo Di Carlo nella stagione 2010-2011. Chiudiamo la parentesi tonda, quella col Sassuolo, e torniamo a operare in quella quadra, aperta fin dal 2005 con la Samp. L’ex tecnico di Mantova e Parma, scelto dal presidente Garrone per sostituire Del Neri e per intraprendere il percorso europeo nei preliminari di Champions League, in estate sembra voler puntare su di lui; poi, le cose non vanno come dovrebbero andare, Rossini non vede mai il campo e il debutto in Serie A tarda ad arrivare. Lo svizzero gioca solo in un’occasione, in una partita di Europa League – ah già, nel frattempo i cugini blucerchiati avevano perso l’occasione di entrare in campo sotto l’affascinante musica della Champions – contro il Debrecen. In Ungheria la squadra crolla 2-0 e dice addio all’Europa League. A gennaio, con il club ligure che sembra praticamente salvo, se ne va anche il cannoniere Pazzini e con lui pure il nostro “METEORista” odierno. Le conseguenze per i cugini doriani saranno disastrose… Rossini, dopo non aver macinato nemmeno un minuto in Serie A con Di Carlo, scende di nuovo in Serie B e riapre la parentesi tonda con il Sassuolo, dove, in un finale di stagione tribolato anche per gli emiliani (che termineranno appena 16°) gioca 18 partite.

Nella stagione seguente, quella 2011-2012, i destini di Rossini e della Sampdoria si uniscono (per la terza volta) in Serie B. Fulvio Pea, il tecnico che insieme a lui aveva fatto “double” (Campionato + Coppa Italia Primavera), lo vorrebbe con sé al Sassuolo. La Sampdoria e l’Udinese (che ancora dividono il suo cartellino) non ci sentono e rinnovano la comproprietà: lo svizzero rivedrà il suo mentore solo da avversario, restando così a maturare tra le file dei blucerchiati. Ma la stagione inizia con il piede sbagliato: la convivenza con il tecnico che avrebbe dovuto riportare il club della famiglia Garrone in Serie A, Gianluca Atzori, non è dei più idilliaci. Sembra una maledizione, con la sua Samp non riesce nemmeno stavolta a giocare un solo minuto. Quando le strade sembravano destinate a separarsi di nuovo, tutto a cambia nel mese di novembre quando Atzori viene esonerato e sostituito da Beppe Iachini, un mago delle promozioni dalla B alla A (avvenute tutte negli anni pari). Con l’ex mister di Chievo e Brescia il feeling c’è fin dal primo allenamento e Rossini può finalmente giocare la prima partita con la squadra (italiana) con cui è cresciuto: è il 19 novembre – il contesto è Bari-Sampdoria 1-1 – quando i tifosi genovesi possono finalmente scandire e sillabare il suo nome insieme alla voce dello speaker, che ne annuncia l’ingresso in campo. La stagione terminerà con la vittoria ai play off (dove Jonathan gioca 4 partite), e il conseguente immediato ritorno in A, della squadra allenata da Iachini. In campionato il suo bottino di presenze era salito a 26, anche grazie alla perfetta collocazione come centrale di difesa all’interno del 3-5-2 da sempre adottato dal tecnico (e già sperimentato dal giocatore ai tempi della Primavera).

Iachini, però, non sarà riconfermato dalla dirigenza, che gli preferirà l’emergente Ciro Ferrara. Lo scugnizzo (ex Juve ed ex CT dell’Under 21) apprezza le doti del giocatore, tant’è che già il 26 agosto 2012 è in campo, a fianco del capitano Gastaldello, nel match poi perso (1-0) contro il Milan. Dopo 7 anni di attese e prolungamenti, è il tanto desiderato esordio in Serie A. La storia di Ferrara sulla panchina genovese, tuttavia, avrà vita breve: con il suo esonero e il conseguente arrivo di mister Delio Rossi, chiamato a portare la squadra alla salvezza, gli spazi per Rossini diminuiranno ulteriormente. Alla fine della stagione il difensore di origini svizzere potrà contare 25 apparizioni in campionato.

Il 20 giugno 2013 viene risolta la sua comproprietà tra Sampdoria e Udinese in favore del club blucerchiato, che però lo cede di nuovo al 50% il 1° luglio successivo. Di nuovo al Sassuolo, fresco di Serie A. Lasciamo ancora aperte le parentesi tonda e quadra in un’espressione che non vuole saperne di chiudersi. Il tragico avvio in campionato della debuttante squadra neroverde limiterà fin da subito gli spazi al difensore, che fino a gennaio gioca appena 6 gare. Poi, il club del facoltoso patron Squinzi, nel mercato di riparazione, opta per una rivoluzione: arrivano Paolo Cannavaro, Lorenzo Ariaudo e Thomas Manfredini a rinforzare il pacchetto di centrali di difesa. E Rossini? Per lui, è chiaro, non c’è più spazio: così Parma e Sassuolo, come ben vi ricorderete, imbastiscono una maxi operazione che porta le riserve di lusso crociate Rosi, Sansone e Pedro Mendes in neroverde, e Schelotto e lo stesso Rossini in crociato. La piazza di Parma si rivolta (sul web). Alla fine sarà un’operazione che farà contenti tutti (Schelotto si rilancerà alla grande in crociato, raggiungendo addirittura il 6° posto finale; il Sassuolo dei “3 crociati” centrerà una storica salvezza): tutti, tranne Rossini. Che in campionato non giocherà nemmeno un secondo.

Al suo arrivo, di certo, nessuno pensava che sarebbe arrivato per fare il titolare; tuttavia, considerate le partenze di Benalouane e Pedro Mendes e la penuria di centrali rimasti in rosa (come riserve della coppia Paletta-Lucarelli vi era solo l’inaffidabile Felipe, vedi espulsione di Cagliari, nda), facevano presupporre a qualche suo scampolo di gara. Eppure, il trainer Donadoni, complice anche il passaggio dal 3-5-2 – modulo prediletto del difensore – al 4-3-3, non lo ha mai testato: nemmeno nei casi di massima esigenza come nelle trasferte delicate contro Roma e Torino nelle quali a centrale di difesa a 4 fu adattato il terzino Gobbi! Un’umiliazione per Rossini.

imageL’elvetico, per fine prestito, ha fatto ritorno una ventina di giorni fa al Sassuolo, che ha risolto a proprio favore la compartecipazione con la Sampdoria. Chiusa la lunga parentesi quadra che lo legava ai liguri, non c’è stato tempo di riaprire, per l’ennesima volta quella con il Sassuolo: sapendo di non rientrare nei piani tecnici di Di Francesco, il difensore nelle scorse settimane ha sostenuto un provino con il Leeds United, storica formazione del campionato inglese (attualmente militante in Championship, la nostra Serie B), di recente rilevato dall’ex patron del Cagliari Cellino. Ma il nuovo boss di Ellan Road – che sta attuando una vera e propria rivoluzione – lo scorso lunedì 14 luglio ha silurato con queste dure parole il 25enne ticinese, dopo imageappena 3 giorni di ritiro: «Vogliamo che al Leeds United arrivino dei giocatori speciali. Rossini non ha dimostrato abbastanza durante i giorni in cui si è allenato con il resto della squadra». Tuttavia, in un’intervista rilasciata a TicinOnline nei giorni scorsi in risposta alle avventate esternazioni dell’ex presidente del Cagliari, ha replicato Leandro, il nonno di Jonathan Rossini, asserendo che la scelta del calciatore – per altro motivata da un comunicato stampa – potesse essere stata orientata dalla volontà di rimanere vicino alla famiglia e ai figli. Nonno Leandro non s’è stupito di fronte imageall’atteggiamento irriverente di Cellino («Aveva già dimostrato il proprio carattere in tanti anni a Cagliari…» ) e si era augurato che il nipote potesse trovare al più presto una collocazione. Subito accontentato: da giovedì scorso Rossini è diventato ufficialmente (seppur a titolo temporaneo dal Sassuolo) un nuovo difensore del Bari, che, dopo esser stato rilevato dall’ex arbitro di calcio Gianluca Paparesta, vuole lasciare la Serie B (per salire nel Paradiso della A) a partire dalla stagione che tra meno di un mese avrà il suo inizio ufficiale. Lorenzo Fava

LE PRECEDENTI PUNTATE DE “I METEORISMI DI LORENZO FAVA” 2014

1. ARTEAGA (01.06.2014)

2. PERNA (08.06.2014)

3. SICIGNANO (15.06.2014)

4. CAMARA (22.06.2014)

5. LOFQUIST (29.06.2014)

6. MONTAÑO (06.07.2014)

7. CIARAMITARO (13.07.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “I METEORismi di LORENZO FAVA / JONATHAN ROSSINI, MISTERIOSO OGGETTO CROCIATO DEL 2014, SI ACCASA COL BARI IN SERIE B, DOPO ESSER STATO SCARTATO DAL LEEDS DI CELLINO

  • 20 Luglio 2014 in 19:22
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    Stavolta te l hanno servita su un piatto d argento 🙂
    Bella anche questa ricostruzione

  • 20 Luglio 2014 in 20:25
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    Ciao Gabriele,
    gli avvenimenti di questa settimana sono stati un invito a nozze per non poter pensare di raccoglierli nel dossier di Rossini.
    Certo che se lo comprano e non lo faccio giocare, o Cellino va in escandescenza… Questi sono assist perfetti!
    Ti ringrazio, spero sia stata una lettura divertente.
    Un saluto, Lorenzo Fava

  • 21 Luglio 2014 in 20:15
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    la tua ricostruzione come sempre di “livello” x rossini spero ci sia un rilancio anche xchè come ti dicevo durante l’anno nn è un fenimeno ma se trova fiducia diventa una pedina affidabilissima

    • 21 Luglio 2014 in 21:07
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      Grazie mille per l’apprezzamento, compagno di twittate.
      Tu che sei doriano hai avuto modo di valutarlo. È un peccato che qui non l’abbiamo proprio visto.
      E perciò io non mi sento nemmeno di metterlo in croce: senza voto, non giudicabile.
      Gli facciamo un grosso in bocca al lupo (e gli dico un sentito grazie per aver arricchito, comunque, a modo suo questa rubrica)!
      Lorenzo Fava

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