IL PADOVA FALLISCE E PENOCCHIO ‘PLAGIA’ GHIRARDI: “LASCIO QUESTO CALCIO MALATO”

(gmajo) – Non c’è stato solo il terremoto Conte alla Juve, con il Cappellone che si è dimesso trovando un accordo per la rescissione consensuale del contratto: nella serata di ieri sono stati sanciti anche i fallimenti – con relativa cancellazione dal calcio professionistico dopo le mancate iscrizioni – di Siena, alla Serie B e Padova in Lega Pro. E proprio di quest’ultima vicenda ci occupiamo in queste poche righe, poiché, come senz’altro ricorderete, il presidente della società biancoscudata, cancellata dopo 104 anni di storia, è Diego Penocchio, che aveva accompagnato gran parte dell’avventura crociata di Tommaso Ghirardi, come vice presidente, prima di lasciare la tale carica, proprio per poter acquistare la gloriosa società veneta. Nel suo atto d’addio Penocchio pronuncia, o meglio scrive, visto che sono virgolettate all’interno di una nota diffusa dal Calcio Padova, parole similari, specie nella parte finale, a quelle ben scandite da Tommaso Ghirardi il 30 maggio scorso nella drammatica conferenza stampa in cui annunziava di dimettersi dalla presidenza del Parma, con relativa messa in vendita dell’intero pacchetto azionario, per “tornare al suo paesello”. Ecco il comunicato di Penocchio:

“Diego Penocchio, Presidente del Calcio Padova, comunica che, venuto meno all’ultimo istante l’apporto promesso da potenziali finanziatori e nonostante lo sforzo finanziario della Presidenza, la prima squadra non è stata iscritta al campionato di Lega Pro. Ciò nondimeno la società Calcio Padova, consapevole del suo nome glorioso, per salvaguardare il patrimonio del settore giovanile provvederà a far sì che tale patrimonio non vada disperso e pertanto, almeno per il momento, proseguirà l’attività sportiva concentrandosi sul settore giovanile. La complessa recente vicenda e l’inutile gioco delle parti di molti, unitamente all’epilogo dell’attività sportiva, hanno indotto la Presidenza a chiudere con il calcio malato”.

Penocchio, dunque, come Ghirardi, “chiude con il calcio malato”, anche se le due vicende sono ben diverse: dal momento che il presidente del Padova è costretto a mollare per il fallimento della società (“tradito”, nell’atto finale, dall’inaspettato dietrofront dell’ex presidente Cestaro, il quale avrebbe dovuto anticipare i soldi della sponsorizzazione con i quali poter pagare gli stipendi dei giocatori di marzo ed aprile, e a nulla è valso l’estremo sforzo di Penocchio di impegnare la villa della moglie, al fine di poter avere la prevista fidejussione di 600.000 euro per l’iscrizione), mentre Tom, come noto, ha mollato poiché si è sentito tradito dal sistema calcio (cui aveva urlato di vergognarsi) dopo che al Parma F.C. non era stata consegnata la Licenza Uefa a causa di quella che a me è sempre parsa semplicemente una classica scivolata su di una buccia di banana: “Vengo punito per lo 0,60% di errore rispetto a quanto dovevo. Lo sport che mi ha giudicato si vergogni, io me ne torno al Paesello, non sono fatto per questo calcio che è fatto per chi urla e spara bombe carta. Vergognatevi di quello che avete fatto, lascio la cosa che più mi appassionava. Mi hanno chiamato solo due presidenti, ma ormai non torno indietro, la decisione è stata presa. Me ne vado da vincitore”, questa la sintesi della drammatica uscita di scena (anche se poi il Pres ha continuato a rappresentare la sua società in alcune riunioni di Lega e la scorsa settimana era a Collecchio per l’inizio ufficiale della preparazione della squadra) secondo i lanci di agenzia. Tra l’altro Ghirardi avrebbe ricalcato il concetto anche nel comunicato stampa diffuso dopo la cessione della Sampdoria: “Quella Garrone è un’altra famiglia per bene che lascia il nostro calcio ed è un’uscita di scena che, oltre a dispiacere, deve far anche riflettere”. Un calcio malato, dunque, in cui gli sconfitti, anche se si sentono vincitori, accusano, a torto o a ragione, altri di tradimento, anche se alle volte sarebbe meglio domandare scusa per i propri errori. E’ indubbio – stando alle ricostruzioni del Corriere Veneto e alle stesse parole del sindaco di Padova Bitonci –  che l’ex presidente del Padova, si sia rimangiato la parola data di fronte a decine di imprenditori e non abbia fatto arrivare i soldi necessari per il salvataggio in extremis, ma è altrettanto chiaro che la sua gestione prima è stata perlomeno problematica se si è arrivati a quel punto. Il futuro del Padova? “Il sindaco – spiega Il Mattino di Padova – dovrà indicare alla Federazione la nuova società che ripartirà dai dilettanti, ma con concrete chance di iniziare il proprio cammino dalla serie D, visto il blasone del club, mai fallito prima d’ora in 104 anni. Ma per ripartire dalla serie D servirà garantire subito una fidejussione di 300 mila euro oltre i 19 mila euro di tasse d’iscrizione al campionato. Non dovesse esserci nessuno in grado di sborsare queste cifre, con 100 mila euro si potrebbe ripartire dall’Eccellenza. Per iscriversi ad un campionato dilettantistico bisognerà per forza cambiare nome (l’ipotesi più probabile è costituire una società che abbia come definizione Asd, ovvero Associazione sportiva dilettantistica) e anche logo. Servirà lavorare contro il tempo pure per salvare quel che resta del settore giovanile, garantendo l’iscrizione quantomeno di Allievi e Giovanissimi.”. Ricordiamo, infine, che sia Diego Penocchio che l’A.D. Andrea Valentini, risultano indagati, a seguito di una indagine della Procura di Padova, per via di presunti intrecci tra Parma e Padova, con l’accusa di aver posto ostacolo all’autorità giudiziaria. In proposito Silvia Serena, responsabile dell’ufficio legale nonché membro del CdA del Parma F.C., in proposito aveva inviato una diffida alla stampa, invitandola a non divulgare notizie infondate, specificando che non sono state violate le vigenti disposizioni normative.

Gli articoli della stampa veneta citati, li abbiamo potuti leggere grazie alla preziosa rassegna stampa di Padova Goal

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “IL PADOVA FALLISCE E PENOCCHIO ‘PLAGIA’ GHIRARDI: “LASCIO QUESTO CALCIO MALATO”

  • 16 Luglio 2014 in 11:11
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    che fenomeni questi grandi Presidenti, nonchè pseudo-imprenditori: quando le cose vanno male, la colpa non è mai loro, mentre se le cose vanno bene si prendono, spesso per primi, i meriti…
    forse il calcio è effettivamente malato, non so, ma è sicuro che tra le concause della malattia ci sono personaggi di questo tipo

  • 16 Luglio 2014 in 11:17
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    i soci (o ex soci) del Giro si stanno distinguendo, uno dopo l’altro, per clamorosi e dolorosi fallimenti imprenditoriali, speriamo bene per Energy TI! 🙂

  • 16 Luglio 2014 in 14:26
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    Majo almeno diamo le belle notizie, CRESPO sta tornando ragazzi fra poco sarà il nostro allenatore e non mi interessa in che categoria saremo, l’amore per qeusta maglia è la prima cosa che conta. Smettiamo di parlare di Ghirardi che ci ha mollato e pensiamo al nostro futuro, il Parma siamo noi!!!

    • 16 Luglio 2014 in 14:45
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      Più tardi parleremo di Crespo. Ma non è certo perché lui va ad allenare la Primavera che tutti i problemi svaniscano…

    • 16 Luglio 2014 in 15:04
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      Secondo me bisognerebbe beccare della gente valida. Crespo è una brave persona, che poi sia anche adatto ad allenare la Primavera o addirittura la prima squadra… nal so miga. Queste operazioni simpatia portano consensi alla società ma rischiano anke di appannare l’immagine dei beniamini del passato, quando destinati a ruoli dove sn impreparati. A mi comunque ed chi operaziò ki mnin frega un cazo. (i diritti su “cazo” sn di Malesani)

  • 16 Luglio 2014 in 20:33
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    Quando si fa il passo più’ lungo della gamba si ha bisogno di competenza ed un po’di buona sorte.A Penocchio e’ mancato l’uno e l’altro.

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