domenica, Luglio 21, 2024
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IL TURCO PRANDELLI HA SCARICATO ROSSI E BALOTELLI MA NON CASSANO: “AVEVA DIMOSTRATO DI AVERE QUALITA’ SUPERIORE IN SERIE A…”

(Alessandro Dondi) – La miglior difesa è l’attacco, questa sembra essere la strategia del Cesarone nazionale per smarcarsi da quel ruolo di scomodo nemico pubblico, cadutogli sulle spalle come un macigno all’indomani del fallimento mondiale. Perché, si sa, dalle stelle alle stalle il passo è breve. Quello di ieri, nella prima conferenza stampa in terra turca, è un Prandelli inedito, talmente duro da apparire solamente l’ombra di quella figura curiale che per quattro anni ha guidato la nostra Nazionale. Il suo trasferimento in Turchia significa la “possibilità di avere un nuovo obiettivo”, per esorcizzare la paura di chi si sente braccato dalle “minacce, dalle lettere nella posta” e persino da “certi articoli e certe trasmissioni”.

slide prandelli gdsTalmente prostrato da non sentire il bisogno di tracciare un bilancio dei 4 anni in azzurro“quello non devo farlo io” – ma al contempo convinto “di avere ricevuto in quattro anni più di quello che ho meritato” ma ora “di non meritare” questa gogna mediatica. Eppure è dura pensare che dopo 4 anni di avventura azzurra – osannato dal popolo come il salvatore della patria e nuovo profeta di un calcio pulito – non si senta il bisogno di tracciare un bilancio, ed infatti il nostro Cesare si smentisce quasi immediatamente. E’ un cittì sconfitto sul campo. ma non nell’orgoglio quello che “rifarebbe tutte le scelte, anche quelle criticate, perché erano dettate dal campionato” e che non rinnega di aver portato con sé Cassano (“Antonio aveva dimostrato di avere qualità superiore in serie A”).

Non rinnega nemmeno le scelte in tema di preparazione, provando, a suo dire, ad assumersi tutte le responsabilità, tentativo peraltro maldestro, giacché, comunque, afferma che “giocare due volte alle 13 non è facile, con temperature tra 30 e 50° gradi”.

Caro Cesare, e qui permettimi una riflessione personale, l’alibi del clima e degli orari non ti fa per niente onore e specie dopo il 7-0 rifilato dai panzer tedeschi al Brasile: quella teutonica non è certo nazionale abituata alle alte temperature ed avrebbe dovuto risentire del fattore clima in misura ancora maggiore rispetto ai tuoi azzurri…

Il caso Rossi è una ferita ancora aperta, meriterebbe forse di lasciare stemperare la delusione (“non ne volevo parlare. E’ ancora forte la delusione umana che ho provato”) sebbene l’ex cittì ritenga che Pepito “non fosse pronto” e sostenga di “averglielo detto due volte”, scatenando in questo la violenta reazione dell’agente Andrea Pastorello per il quale “c’è un limite a tutto, se la situazione dovesse continuare potremmo anche noi dire la nostra”. Una telenovela senza fine, nell’attesa che venga scritta l’ultima scena con la tanto agognata verità. In tutta questa vicenda Prandelli porta con sé sul banco degli imputati anche Mario Balotelli, ragazzo a cui vuole bene ma che “se vuole diventare quello che pensa, deve essere nella realtà e non nel suo mondo virtuale” perché solo così “non sarà solo un giocatore che ha i colpi senza essere un campione”. Parole dure, specie da parte di chi per SuperMario è stato qualcosa più di un padre, quasi un confessore.

I saluti sono un consiglio al suo successore (“deve lavorare per il movimento”) nella speranza che il prossimo cittì trovi una maggiore collaborazione che ad oggi – secondo Prandelli “non c’è”. Il congedo di un padre che si sente tradito da un popolo intero dal quale “se le cose vanno bene arrivano i supporti, altrimenti ti affonda”. Affermazioni che pesano come un macigno, specie se pronunciate da un uomo cui il popolo italiano a perdonato tutto, dalla peggior sconfitta per l’Italia nella una fase finale di un torneo per arrivare ad un codice etico che tanto etico – per lo meno in fase di applicazione – non è stato. Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “IL TURCO PRANDELLI HA SCARICATO ROSSI E BALOTELLI MA NON CASSANO: “AVEVA DIMOSTRATO DI AVERE QUALITA’ SUPERIORE IN SERIE A…”

  • Dubbi, e non pochi, sulla gestione Rossi. Se è vero, come pare, che gli ha riferito per ben due volte di non voler portarselo al mondiale, che senso ha avuto fargli giocare l’ultima amichevole di preparazione alla rassegna carioca? Forse sperava che giocasse così male da poter giustificare anche agli occhi del tifoso medio, e non solo a quelli degli addetti ai lavori, la sua esclusione dalla lista dei 23?

  • Prandelli ha ereditato le macerie di Lippi (borioso e sopravvalutato) nel 2010, ha ridato un bel gioco all’Italia (avete già dimenticato come battemmo la Germania nel 2012?) ed ha fatto un bel Euro2012.
    Già però nella finale ha cominciato a sbagliare, cedendo ai diktat del clan juve; infatti giocarono Chiellini (rotto) e Marchisio (esausto) col risultato che sappiamo.
    Il biennio successivo non è andato molto bene (neppure battere l’Armenia…) nonostante la qualificazione a Brasil14.
    Le convocazioni sono state cervellotiche e sbagliate (mi spiace, ma Pepito Rossi lo doveva portare in ogni caso: un talento così non si lascia a casa!) non solo per il caso Rossi.
    La gestione del gruppo, poi, è stata disastrosa.
    Detto questo, trovo esagerate le critiche che gli son piovute addosso. Addirittura ipocrite e boriose quelle di Agnellino jr (ben gli ha risposto Macalli).
    Il suo successore dovrebbe far piazza pulita di senatori e coglionazzi, e ripartire dai giovani, Verratti in primis.

    • Luca Russo

      Macalli chi? Quello che si ammazza di fatica dalla mattina alla sera? Ah, no. Il bue che dà del cornuto all’asino: italian style…

      Ripartire dai giovani? Insegniamogli ad utilizzare il pallone, piuttosto…

      Diktat del clan juventino? Se si esce dal mondiale è colpa della difesa juventina (falso storico che ha dell’assurdo), se si arriva all’ultimo atto dell’Europeo è merito di Prandelli, se si perde la finale è a causa degli ordini imposti dalla scuderia bianconera all’ex tecnico della Fiorentina…coerente come ragionamento, indubbiamente.

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