domenica, Luglio 21, 2024
Il Gallo di CastioneNews

L’ADIOS DEL GALLO DI CASTIONE: “VI SALUTO PERCHE’ QUANDO UNO NON SI DIVERTE PIU’ A GIOCARE BISOGNA CHE CAMBI GIOCO” – La replica di Majo

(Il Gallo di Castione) – Cari lettori di StadioTardini.it, vi scrivo così mi distraggo un po’ , e siccome non son letterato, col cuore vi scriverò. Mi son divertito parecchio in questi due anni a scrivere in formati dissenterici del pallone che vorrei, quel calcio fatto di divertimento e di facezie come lo intenderei io, se fosse possibile. Per farlo vi ho propinato una marea di cagate prive di deontologia giornalistica e spesso avulse dalle realtà processuali, perché se il gioco del calcio è un gioco, allora anche scriverne lo può essere. Adesso vi  saluto perché quando uno non si diverte più a giocare allora bisogna che cambi gioco. Si, perché il fanciullino di Pascoliana memoria, l’eterno Peter Pan, il goliarda convinto non si può prendere di per lui troppo sul serio, non può fare il fazionista pro o contro qualcosa o qualcuno, deve restare spirito libero perché nella sua ingenuità di ritorno trova il momento cognitivo liberatorio. Come il bambino che dice cacca tutto soddisfatto e poi ride perché sa di aver fatto la marachella, aspettandosi insieme la sgridatina e il sorriso complice dell’educatore, ho trovato brevemente patria ospite su questo blog, fuori dagli schemi classici del tifo e scevro da “obblighi di condiscendenza”, ma purtroppo i contrari si toccano spesso, e così l’apparente libertà di cui mi pareva godere era il “contro” gli schemi e non il “fuori” dagli schemi. Ora, ringraziando il direttore Majo per la tanta pazienza e tolleranza, bisogna che trovi altri luoghi dove liberare il mio spirito libero, dove il puntiglio e il dogma ecclesiastico non vadano in nessuna delle direzioni comandate. Corretto che ci sia chi tiene dritto il timone, che fa il capitano, ma anche che la nave scenda al porto e i passeggeri scendano. Convinto che nuovi passeggeri verranno accolti e coccolati, specie se si adattano ai regolamenti di navigazione, auguro a Stadio Tardini di smollarsi ogni tanto, che la serietà non è parente della seriosità e che commercialisti ed avvocati fanno il loro lavoro che non è quello del tifoso o dell’appassionato del pallone. Interpretare un pezzetto di verità per non divenire puntigliosi si può fare. Scrivere qualche amenità per essere divertenti è un valore aggiunto. Prendersi troppo sul serio può essere per il timore di non essere credibili. Io non sarò credibile ma mi prendo alla leggera, perché questo è l’unico modo di volare. E non son convinto di volare al punto di gettarmi dal balcone. Al più son fuori come un balcone.

(gmajo) – Come avevo già scritto in un commento pochi giorni fa – quando al buon Gallo che aveva fatto la marachella avevo dovuto rivolgere una sgridatina – non mi piacciono gli addii. E men che meno mi piace questo, sia per come è maturato, sia per le motivazioni che egli ha addotto. Il Gallo di Castione, come ogni altro autore di StadioTardini.it, ha avuto a disposizione uno spazio virtuale su cui dare libero sfogo al proprio pensiero e alla propria fantasia, senza che gli avessi mai chiesto nulla (né di scrivere per StadioTardini.it, avendo lui iniziato a mandarmi testi che io poi avrei pubblicato, né, soprattutto, cosa scrivere): per questo respingo fermamente la sua conclusione secondo cui la libertà di cui avrebbe goduto era solo “apparente”, e che questo quotidiano on line non sia “fuori dagli schemi”, ma “contro gli schemi”. StadioTardini.it non è “contro” nulla, perché il “contro” non rientra nel modo di pensare del suo direttore, che, al contrario, come è noto, è favorevole al dialogo e al confronto. I fatti dicono che il buon Gallo, dopo aver cantato contro un lettore, ha fatto il risentito prendendo cappello dopo che il legale rappresentante di questo sito gli aveva fatto presente, nel forum dove era in corso una discussione che stava diventando un po’ troppo animata, che la stava facendo fuori dal vaso, prendendo posizione a lui contraria e favorevole all’altro lettore (poi assurto a propria volta al rango di autore) che per antiche ruggini, evidentemente, gli stava sulle scatole. StadioTardini.it è una opera collettiva dell’ingegno alla quale – gratuitamente – possono partecipare tutti coloro che hanno qualcosa da dire e che qui sono bene accetti e liberi di esprimersi: così è – o è stato – anche per il Gallo di Castione, al quale non è stato mai dato alcun indirizzo e che ha potuto scrivere quel che voleva, incluse opinioni e valutazioni non rispondenti al mio pensiero. Non solo: senza batter ciglio lo scrivente aveva ospitato opinioni del Gallo, a proposito dell’aggressione che qualche mese fa subii in un’area di servizio, che non erano propriamente a mio favore, senza che venisse mai meno il reciproco rapporto fiduciario: invece è bastato al Gallo un piccolo richiamo all’ordine – per altro doveroso, visto il ruolo che ricopro – per salutare la compagnia. Come liberamente era salito a bordo, ora è liberissimo di scendere dalla navicella al primo porto o di buttarsi a mare prima. Con tutto il cuore gli auguro di trovare quei luoghi dove liberare il suo spirito libero in misura superiore a quanto avvenuto in questi anni su StadioTardini.it

LE DISCUSSIONI SUL FORUM DI STADIOTARDINI.IT CHE HANNO PORTATO ALL’ADDIO DEL GALLO DI CASTIONE

Alessandro D. 28 giugno 2014 alle 22:17

Altra interrogazione di stampo populistico-demagogico, degna dei migliori politicanti italiani.
Siamo ancora qui a dibattere sui “presunti ritardi dei pagamenti IRPEF” che tanto presunti mi pare non siano (vedai FIGC CONI TAR), ancora con la storia della sanzione sproporzionata all’errore commesso quando non si tratta di una sanzione e di nuovo la storia del paragone con PSG e Manchester City, due fattispecie completamente differenti.
Il solito demagogico refrain!
Mo mama!!
Mo basta! Si occupassero veramente dei problemi della nazione i nostri politici! Anzi, se si documentano per le altre faccende nello stesso modo in cui lo fanno per quelle sportive,beh, meglio che non facciano niente!

GALLO DI CASTIONE 29 giugno 2014 alle 11:10

No Alessandro… stiamo discutendo se il Manuale sicuramente disosservato dal Parma fc non contenga articoli che per la loro natura coercitiva possano essere impugnati davanti ai tribunali superiori. Che il Parma non possedesse i requisiti lo sappiamo già. Resta da discutere quello che è scritto sul manuale. Se esso non contraddice i diritti primari come il diritto alla difesa . Sarebbe come fare custodia preventiva a uno che ha rubato una mela e lasciare in giro un pedofilo.

Alessandro D.  29 giugno 2014 alle 14:30

Caro Gallo,
Perdonami ma devo dirti che stai veramente esagerando, spingendoti fino a parlare di natura coercitiva. Al limite, forse, alcune disposizioni contenute nel manuale possono negare il diritto alla difesa e come tali é forse giusto che vengano riviste. Ricorda che siamo un presenza di un caso molto particolare mai verificatosi prima e come tale ci andrei cauto a parlare di disposizioni coercitive. Il paragone tra il ladro di mele ed il pedofilo proprio non lo capisco, anzi lo capisco e lo trovo,lasciatelo dire, assolutamente fuori luogo.

GALLO DI CASTIONE 29 giugno 2014 alle 16:05

Caro Alessandro. In qualsiasi contratto e in qualsiasi manuale se ci sono regole e/o comandi che sono particolarmente sfavorevoli a una delle due parti o se contravvengono ai diritti sanciti allora gli stessi possono essere annullati. Il fatto che il Parma abbia pagato in ritardo è il furto della mela. Il fatto che alcuni club contravvengano ai principi del fair play è pedofilia. Per il semplice motivo che si parla di sport e che i grandi club si avvantaggiano sugli altri spendendo più del consentito. Mentre il Parma col suo ritardato pagamento di tasse non trae nessun vantaggio sportivo. Poi se sto esagerando non sta a te deciderlo, proprio te che vorresti essere super partes e arricchirti nel confronto. Io affermo che il Parma ha rubato una mela e GLI HAN DATO LA CUSTODIA CAUTELARE PERCHÉ POTREBBE REITERARE IL REATO. COLPEVOLE DI MACEDONIA.

Alessandro D  29 giugno 2014 alle 16:16

Caro Gallo, e con questa la chiudo perché é assolutamente inutile continuare una discussione quando un interlocutore si ostina ad esprimere giudizi basandosi su elementi non attinenti. La vicenda che ha interessato il Parma non ha nulla a che vedere con il Fair Play Finanziario, sono due fattispecie non raffrontabili. Il fatto che il manuale uefa possa contenere disposizioni sfavorevoli per una delle parti in causa é possibile, ciò non toglie che se fossero stati pagati per tempo le famose ritenute IRPEF,beh, il problema non sussisterebbe. Dopo di che, errare é umano, si é scivolati su una questione che ha messo in luce alcune contraddizioni che è giusto pensare di sanare, affinché in futuro nessuno si ritrovi nella stessa spiacevole situazione. Caso ripeto ben diverso da quello di Fair Play finanziario stile PSG e City! Non capisco nemmeno cosa centri la custodia cautelare! Tieni presente una cosa: Io non decido proprio niente, mi permetto di esprimere una libera opinione senza offendere nessuno, e lo faccio di nuovo: il paragone con la pedofilia é assolutamente destituito di ogni fondamento e per me fuori luogo.

GALLO DI CASTIONE 29 giugno 2014 alle 18:04

Caro Alessandro. Son daccordo con te. Rubare le mele è un reato. Il falso in bilancio non è più reato.

Alessandro D. 29 giugno 2014 alle 19:27

Caro Gallo,
mi ero ripromesso di chiudere la discussione col precedente commento, ma non sono riuscito a mantenere fede alla promessa.
E’ inutile utilizzare l’arma dell’ironia per nascondere la realtà delle cose, ovvero che stai utilizzando delle argomentazioni non pertinenti! Qui siamo di fronte ad un caso diverso da quelli che tu vai citando e soprattutto è ora di mettersi bene in testa che la mancata concessione della licenza uefa non è una sanzione! Pertanto parlare di reati, ruberie, pene…ecc è assolutamente improprio. E non perchè lo dico io, quanto perchè sentenziato da Alta Corte Coni e TAR. Se

GALLO DI CASTIONE 29 giugno 2014 alle 21:00

La Corte del Coni ha espressamente sostenuto che le conseguenze erano evidentemente inique e sproporzionate ma di non essere in potere di intervenire. Facendo così intendere che quslcun altro possa intervenire. È la seconda volta nella dissertazione che esci, caro Ale, dal seminato. Prima dicendomi che sto esagerando. Poi sostenendo che avrei affermato di furti ruberie e quantaltro e sostenendo le mie argomentazioni non pertinenti. Se fossi permaloso reagirei in modo analogo accusandoti di scarsa obiettività e scarsa capacità di analisi (leggi ottusità) ma invece mi limito a consigliarti di utilizzare le tue compiute argomentazioni per dimostrare il tuo postulato. Usando le mie maldestramente interpretate stai scadendo in un confronto personale che si allontana dal postulato iniziale. Per semplificare entrambi sosteniamo che vi è una evidente lacuna del Parma fc che non era in regola col Manuale Cencelli-FIGC, ma poi si dibidon le strade. Tu sei massimalista e io tifo Parma. Ma lo strano è che il più cieco sei tu

Alessandro D. 29 giugno 2014 alle 21:14

Caro Gallo,

stavolta hai veramente passato il segno. Insisti con il mettere in “bocca” all’ Alta Corte del Coni parole che non ha mai pronunciato, utilizzando stavolta l’artifizio di cambiare la parola sanzione ( era ora!!!!) con conseguenze. Tuttavia riporti per l’ennesima volta delle inesattezze! L’Alta Corte non parla di iniquità o di sproporzione,giacchè censura espressamente ogni valutazione di proporzionalità! Perciò sei tu ad uscire dal seminato, peraltro a beneficio di chi ci legge sono disponibili i tuoi commenti dove fai accenno a furti e ruberie, sostenendo implicitamente la tesi che il Parma sia stato punito quando così invece non è! Le tue argomentazioni sono palesemente non pertinenti per le ragioni sopra esposte ed anche perchè continui a raffrontare le vicende occorse a PSG e CITY, afferenti alle regole del Fair Play Finanziario che nulla hanno a che fare con la vicenda Parma. Ti suggerisco inoltre di ripassare la storia, con particolare riguardo all’accezione assunta nel tempo dal termine “massimalista” che sottolinea uno stampo “estremista”e che esclude ogni margine di confronto, atteggiamento del tutto diverso da quello che ho assunto io. La patente di ottuso la rispedisco volentieri al mittente! Lasciamo stare il paragone tra Manuale UEFA e manuale Cencelli, quest’ultimo fa riferimento alla spartizione delle cariche e dei posti di peso in base a calcoli di natura politico-elettorale e qui siamo proprio lungi da ciò. A meno che tu non voglia proseguire sulla strada della tesi dell’esclusione a favore di qualcuno e della pena sproporzionata.

Alessandro D. 29 giugno 2014 alle 21:30

Chiarisco meglio, e per l’ultima volta, il mio pensiero di cui al paragrafo del commento precedente. Cio’ che l’ Alta Corte definisce “incongrue ed ingiuste” sono le conseguenze derivanti dal paragrafo 14.7 del Manuale Uefa giacchè paiono, a loro avviso, confliggere con l’istituto del diritto alla difesa. Ad essere incongrua ed iniqua non è la negazione della Licenza Uefa, atto ritenuto corretto ai sensi di quanto disposto dal Manuale. Il punto semmai è un altro, ovvero segnalare a chi di competenza che le conseguenze applicative del manuale confliggono con il diritto alla difesa, per una questione di tempistiche difficilmente conciliabili. La decisione assunta del diniego della Licenza appare corretta, il Parma non era in possesso dei requisiti richiesti entro il termine inderogabile. Non esiste la possibilità di fare alcuna valutazione di proporzionalità tra l’esiguità della cifra contestata e le conseguenze applicative. Non entro nel merito morale della questione,piaccia o non piaccia le regole al momento sono queste. Perciò finiamola con la storia che qualcuno ha punito il Parma troppo severamente, perchè regolamento alla mano non è così!

GALLO DI CASTIONE 29 giugno 2014 alle 21:39

Ti ho ripetutamente richiesto di portare le tue motivazioni senza insistere a male interpretare le mie. Mio nonno aveva ragione. Mai discutere con i cagacazzo. La gente potrebbe non notare la differenza. Comunque ognuno che voglia si può leggere la sentenza del CONI al punto 5. E ognuno che voglia può discutere con Alessandro per essere male interpretato. Io non ho mai parlato di furti nella casistica Parma. Era una parafrasi molto evidente. Basta un minimo di intelligenza per capirlo. Ma se rileggi forse ci riesci anche tu. Forse. Buona notte.

Gabriele Majo 29 giugno 2014 alle 22:02

Caro Gallo,

mi spiace dirtelo, ma hai oltrepassato la misura nel definire un altro utente – preparato e che ha saputo offrire in modo corretto e documentato non delle opinioni ma dei fatti concreti – come un cagacazzo.

Perciò mo la chiudiamo qui questa discussione perché sta degenerando ed esce dallo spirito costruttivo del sito.

Da parte mia non posso che scusami con Alessandro Dondi, il quale ha saputo fare “opera di divulgazione” in modo chiaro e preciso, al contrario dei luoghi comuni, delle inesattezze, e dei veri e propri macroscopici errori che, al contrario, hai scritto tu.

Saluti

Gmajo

Alessandro D. 29 giugno 2014 alle 21:54

Hai proprio un coraggio da leone a sostenere che io non abbia chiaramente argomentato le mie tesi ed ora nel sostenere che le tue siano solo parafrasi! I lettori hanno occhi e mente allenata per capire di che panni andiamo vestiti, rispettivamente, io e te.
Sei proprio un gran maleducato!

GALLO DI CASTIONE  29 giugno 2014 alle 22:09

Adios

Gabriele Majo 29 giugno 2014 alle 22:11

Saludos.

Gli Adios mi fanno piangere. In tutti i sensi.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

41 pensieri riguardo “L’ADIOS DEL GALLO DI CASTIONE: “VI SALUTO PERCHE’ QUANDO UNO NON SI DIVERTE PIU’ A GIOCARE BISOGNA CHE CAMBI GIOCO” – La replica di Majo

  • Signor Majo lo so che è un po’ permaloso e che si arrabbia come un drago quando viene esposta la sua ignoranza.
    Volendole evitare ulteriori figuracce le spiego due cose su di una terminologia ovunque sul pianeta terra condivisa.
    qui non c’è nessun forum, sono solo commenti ad un post su di un blog.
    So che la prima sua reazione come al solito sarò: “Questo non è un blog!!!!!!!!”, Si informi perchè la parola “blog” indica la struttura di un sito web dove i contenuti più recenti sono posizionati in alto a prescindere che siano disegni di un bambino di 4 anni o ricerche del Cern.
    Visto che ce l’ha un blog un po’ tirato su amatorialmente almeno impari la terminologia, sono poche parole.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Blog

    • Egregio,

      questo quotidiano on line (siamo una testata giornalistica regolarmente registrata), ospitato su una piattaforma blog, ha la velleità di essere uno strumento di comunicazione atipico fuori dagli schemi, poiché i medesimi stanno stretti al sottoscritto, che né il direttore. Per cui non è questione di ignoranza, o di permalosità. E se lo spazio commenti, onde non volermi ripetere chiamandolo sempre spazio commenti, per sintesi lo battezzo “forum”, dal momento che è uno spazio dove ci si incontra e ci si parla, non vedo perché ci si debba scandalizzare.

      Attendo di vedere i suoi siti altamente professionali: anche se alla forma ho sempre preferito la sostanza e i contenuti.

      Saluti

      Gmajo

  • Francesco Mannella

    Saluto il caro Gallo che rivedrò al più presto dove lui sa (e non vedo l’ora di sparare qualche cagata insieme!!!).
    Ho notato una cosa in ambito generale non necessariamente legato agli scriventi di questo blog o quotidiano: lo sport di dar contro alla società ha preso piede (o forse c’è sempre stato e io non me ne sono accorto).
    Il direttore Majo (anche lui da me atteso al tavolo per dar sfogo alla proverbiale arte dello sparare cavolate davanti ad un bicchiere di vino) sa bene quanto io abbia criticato la società in passato (recente e remoto) ma mi pare che alcuni non solo critichino ma quasi provino gusto a criticare.
    Ripeto: non è strettamente legato ad utenti del presente blog né tantomeno a Majo, è un ragionamento in senso generale riguardante Facebook e altri luoghi di commenti virtuali.
    Ciao Gallo, ci vediamo a Settembre! (o magari prima….)

    • Ciao Manno,

      quando vorrai sono sempre a disposizione sia per bere un bicchiere di vino di Baroni, che mangiare uno zuccherino e soprattutto per sparare qualche cagata insieme. E logicamente il discorso vale anche per il Gallo, il quale ha deliberatamente scelto di farsi da parte dagli autori di questo sito perché non si diverte più. E siccome se uno scrive qui prima di tutto deve divertirsi ha fatto bene, se non se la sente, a salutare la compagnia. Che poi non si diverta più solo perché gli ho dato civilmente contro in una discussione che era diventata un po’ troppo lunga ed astiosa, è un altro discorso: ma lui può permettersi, perché è il Gallo, di cantarle a chiunque, ma se poi è qualcun altro che gliele canta (anche se non mi pare di aver cantato un bel niente, esercitando anche troppo tardivamente il mio compito di moderatore) se la prende e va…

      Veniamo all’argomento più serio: ergo le critiche alla società. Ebbene, caro Manno, soprattutto qui, ma credo anche altrove, quando c’è da criticare si critica, quando c’è da elogiare si elogia. Per esempio sulla storia della mancata Licenza Uefa io ho esposto il mio pensiero (cioè quello dell’errore della società) ospitando, tuttavia, anche i pareri di chi come te o il Gallo o altri che credono all’ingiustizia. Poi, per l’operazione Porta un Crociato, avendomi convinto, sia pure in parte (un po’ cervellotica, si potevano fare cose più semplici e dalla durata più lunga), ho espresso parere favorevole. Così come mi reputo favorevole a una rifondazione tecnica del club, ripartendo dai giovani, anziché cercare di andarcela a riprendere, quando, oggettivamente, risulta un po’ difficile. Tutte le discussioni sono ampiamente motivate e sono sempre stato aperto al confronto anche con chi non la pensa come me (io non faccio la fuga alla prima difficoltà).

      Il problema è che qui a Parma se uno muove una critica allora diventa un nemico del Parma. Ma credo che in tutte le piazze del mondo ci sia dissenso o consenso per le operazioni della società. Sono sempre stato il primo a dire che non vuole dei muro contro muro, ma aperture al dialogo e penso di averlo dimostrato coi fatti. Ciò non toglie che se ho qualcosa da dire, motivando le mie opinioni, lo possa fare per Ghirardi, Leonardi, il Sindaco, l’assessore Marani, i Boys e via dicendo, fino ad arrivare al Gallo di Castione.

      Cordialmente

      Gmajo

    • Scusa Manno ma chi lo pratica lo sport di dar contro la società?????
      Nonostante non siano riusciti a prendere la licenza uefa… i Boys, il Coordinamento e il Petitot jan dit un cazo (come dice Malesani), idem la Gazza, TV Parma e Settore Crociato – New Mission.
      Allora rimane solo il sito di Majo e qualche post sul medesimo. Diciamo che danno fastidio le poche critiche, quelle che invece di parlare di gombloddi nn perdono di vista la realtà (e le sentenze).
      Gusto a criticare? Se vogliamo parlare di gusto…. a me viene da pensare ci sia qualcuno che gode a non andare in Europa, visto ke difende ad oltranza gli artefici della nostra esclusione.

  • febbredacalcio

    Mi mancherai Gallo, eri il autore mio preferito.

    • Ciao Febbre, mi spiace per il disagio arrecato, ma, come hai potuto leggere, il Gallo di Castione troverà albergo, o casa più confortevole e soprattutto più libera altrove (come se qui avessimo tarpato le ali…). Comunque, fin che si diverte anche lì, potrai sempre ascoltarlo su radio Malvisi…

      Poi se vorrà tornare qui le porte per lui, come per tutti, saranno aperte…

      Cordialmente

      Gmajo

  • GALLO DI CASTIONE

    Una piccola replichina ce la devo. Roba da poco. Roba da nulla. Per via dell’ultima parola la cedo volentieri, non sarò replicante a lungo. Si, Majo, comparirò altrove. No, Majo, non mi butto in mare. Si, Manno, sparar cagate e bere vino sarà un piacere. No, Majo, non è stato solo l’alterco di quel post. E’ tutta estate che trovo il tuo blog illeggibile. Già te lo dissi. Allora non adios, non voglio che ti metti a piangere, ci vedremo in altri lochi.

    • Dear Gallo,

      vorrà dire che l’alterco (come lo chiami tu, per me era un semplice esercizio del mio dovere di moderatore del forum, oltre che di direttore della testata giornalistica) sarà stato come il delitto di Sarajevo di cent’anni fa, ovverosia il casus belli.
      Adesso, però, mi spieghi che è da questa estate che trovi il blog illeggibile: mi viene da pensare, che sia, forse, perché è da fine campionato che non ci scrivevi più su tu, e che per questo motivo è diventato illeggibile? Cioè senza il Gallo di Castione StadioTardini.it è illeggibile? Cavoli, se la pensassero tutti come te sarei fritto: peccato, però, che esattamente in quel lasso di tempo in cui tu hai trovato “illeggibile” StadioTardini.it, questi abbia notevolmente aumentato il numero dei propri fruitori. Se la media degli accessi quotidiani di StadioTardini.it si era attestata da tempo attorno ai 2.000 al giorno, nel mese di maggio 2014 la medesima è aumentata fino a 3.173 al dì nel mese di Maggio, e di 3.507 nel mese di Giugno. Questo non per sbrodolarmi addosso, ma per spiegarti che la scelta di occuparsi di argomenti delicati, sviscerati grazie all’aiuto di professionisti in ogni loro sfaccettatura, è stato premiato anche dal consenso del pubblico. Ti garantisco che avrei preferito anch’io occuparmi di cose più leggere o magari concedermi qualche ora in più di svago e riposo, ma i fatti di questa estate – dei quali avrei fatto volentieri a meno – hanno fatto sì che anziché sollazzarmi col Gossip Writer mi occupassi di tribunali e conti economici.
      Saluti
      Gmajo

      • Sarajevo? Qualcuno ha nominato Sarajevo? <3

  • Francesco Mannella

    Infatti Majo non era un discorso rivolto a te quanto una riflessione fuori tema che mi è balenata nel mentre….capisco le critiche e alla bisogna ne ho fatte e ne faccio e ne farò anch’io solo che alcune critiche o meglio alcune critiche continuate lette qua e la sul web mi hanno fatto pensare….non amo gli yes Man sempre e comunque perchè andare di vasella non fa per me ma non condivido nemmeno chi critica a prescindere e io credo proprio siano tanti. Ri-ripeto: non per forza autori o commentatori di stadiotardini, parlo in generale da quello che mi capita di leggere sul web o sentire in giro.

    • Non pensi che se le critiche sono aumentate (e poi, e poi…) sia forse perché la gente non è così cretina e possa giustamente essere incazzata per la piega che le cose hanno preso (dalla mancata licenza uefa all’abbandono di Ghirardi)? O col sorriso sulle labbra, magari sotto i baffoni, dobbiamo appunto dotarci tutti quanti di vasellina? Io credo che altrove per quelle due cosette sopra ricordate ci sarebbe un po’ più di casino, altro che due critiche sul web. Su dai, non scherziamo…

      Saluti

      Gmajo

  • arvedros Gallo ,ps: per i cavedani che amo mi consigli ?

  • GALLO DI CASTIONE

    Grande Assi. Cavedani in giro pochi. Più facile prender merluzzi. Attento al luss da brega. La vita è una tempesta ma prenderlo nel popof è un lampo.

  • Ragazzi basta, parliamo di cose serie: ieri abbiamo venduto Rosi e nei prossimi giorni quasi certamente Biabiany e Amauri. Insomma adesso come faremo a “RIPRENDIAMOCELA”?

    • Io, Gianfranco, non avendo mai ritenuto credibile il “riprendiamocela”, non sto qui a stracciarmi le vesti se qualche altro big dovesse andare via. Anzi, lo auspico… Fosse per me non terrei nessuno dei vari Cassano, Biabiany, Paletta e Mirante, avrei cercato la risoluzione consensuale con Donadoni e sarei ripartito da capo con un nuovo ciclo da affidare ad un allenatore nuovo a guida di un gruppo di emergente da forgiare e che possa tentare di riprenderla nel ragionevole giro di tre anni. Purtroppo, invece, mi sa che bene che ci vada si prosegua con una annata di transizione…

      Bisogna che entriamo nell’ordine di idee di capire che l’annata di grandeur di un anno fa non è ripetibile e che già per quella era stato fatto un passo più lungo della gamba. Quindi non dobbiamo essere preoccupati se non ci saranno più i big, ma sperare che dalla pesca a strascico di un anno fa possa emergere la materia prima per ricostruire un ciclo.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Salve direttore sono preoccupato per l’anno che verrà si parla solo di parolo senza dire che non sono stati riscattati cassani e Gargano grandi protagonisti di questa annata non è possibile che per una cifra di 500000 euro non si riscatti uno dei migliori terzini d’Italia vede questo e quello che mi preoccupa perché del fatto che parolo vada mia e sicuramente anche qualcun altro per una società come la nostra sia normale

    • Ciao Marco,

      come scrivevo a Gianfranco, io penso che non sia razionalmente possibile ipotizzare – con gli attuali chiari di luna – una nuova stagione di grandeur: per cui penso che il Parma faccia bene a non confermare i prestiti onerosi di un anno fa, per voltar pagina per un nuovo progetto.

      Ecco, io, al contrario dei tifosi, mi preoccupo se rimangono in casa calciatori che qui hanno già dato parecchio, e che possono cercare gloria altrove portano denari nelle casse sociali, che ne hanno bisogno.

      Per me la strada non è l’andiamocela a riprendere, quanto il cercare di ripartire, per quanto possibile sapendo che non ci sono certezze sulla proprietà, con un nuovo progetto tecnico.

      Cordialmente

      Gmajo

    • Alessandro D.

      Mi permetto di rispondere a Marco, su Cassani forse val la pena allargare un attimo il ragionamento, mentre per Gargano non credo che il riscatto possa essere situazione conveniente. Tornando appunto a Cassani, non credo che la cifra di 500.000€, tutta da verificare, possa essere l’ostacolo quanto semmai – a mio avviso- resta da definire la linea “editoriale” di questo calciomercato del Parma. Mi spiego meglio, se l’idea é di una stagione low cost conviene puntare sull’esplosione di Ristovski, magari valutandolo in ritiro e aspettando qualche settimana per eventualmente decidere su Cassani. Sempre che non sia gia partito per la vicina Sassuolo.

  • Ho letto la lettera del Gallo ma non l’ho capita.
    Quando su un sito si ha la libertà di scrivere quello che si vuole, bisognerebbe accettare che anche altri, nello stesso sito, possano esprimere liberamente le proprie opinioni (a partire dal Direttore del medesimo), che talvolta possono anche essere in contrasto con le proprie.
    Ironicamente, continuando a godere di questa libertà il Gallo si è visto pubblicato il suo addio, che ha sfruttato per lamentare una mancanza di libertà su Stadio Tardini e fare pure un predicozzo. Tipico di Majo, dare spazio a tutti, sempre. Ma forse è proprio questo che dava fastidio al Gallo, visto che conclude il suo addio dando consigli sulla linea editoriale che dovrebbe tenere Stadio Tardini, privilegiando alcune voci rispetto ad altre. Proprio come sugli altri siti, che parlando di questioni legali invece di dare spazio a persone terze, magari competenti, o ad una pluralità di voci hanno privilegiato i portavoce di una sola parte in causa.
    Forse ti sei preso troppo sul serio tu, Gallo. E invece di parlare di questioni legali e finire a dare dei cagacazzo agli altri, meglio era se continuavi a farci ridere. Credevo fosse questa la tua funzione, quella del simpatico giullare.
    Quando ci si saluta da queste parti si dice TA BE. Quindi TA BE.

    • La cosa che più mi ha dato fastidio di questa uscita di scena del gallo è stato lo sbatter la porta: cioè il lanciare l’accusa, neppure troppo velata, di mancanza di libertà, quando qui – e lo dimostra proprio la pubblicazione di questo suo ultimo dispaccio – ha sempre potuto postare, indisturbato, tutto quello che gli frullava per la mente. Avrei potuto tranquillamente cestinare il suo scritto e in vece l’ho pubblicato, perché Majo non ha niente da nascondere e perché è giusto che un autore che è stato tra i protagonisti di questo sito come autore, è giusto che si potesse accomiatare.
      L’aggravante, poi, è che io e il Gallo ci conosciamo di persona, non solo sul web: e lui ha scelto, di sua sponte, anziché cercare un confronto personale con il sottoscritto, di mettere tutto in piazza, persino infamandomi con affermazioni gratuite e non corrispondenti alla realtà dei fatti. Ha voluto dar la sua spiegazione su StadioTardini.it della sua uscita di scena? Bene, il direttore glielo ha concesso, ovviamente dicendo la sua.
      Poi, se vorrà tornare (tanto come il Ghiro che prima o poi tornerà sul ponte di comando) sarà il benvenuto. Se poi troverà asilo politico in altri siti maggiormente democratici buon per lui.
      Cordialmente
      Gmajo

  • Mi dispiace molto che il Gallo abbia deciso di non scrivere più, lo leggevo volentieri sia come autore che come commentatore.
    Spero di rivederlo ancora in trasferta, come a Torino (anche se allora non mi son reso conto che fosse lui), mi piace molto il suo modo di essere tifoso e appassionato, io ad esempio a volte mi incavolo più del dovuto.
    Sulla licenza poi la penso come lui, un ingiustizia al di là delle singole motivazioni. E qua, non certo per volere del responsabile, ho sempre avuto l’impressione che chi parla di ingiustizia sia ritenuto un po coglione.

    • Gabri posso anke condividere il tuo pensiero. per me è anke un’INGIUSTIZIA ke debba andare a lavorare tutti i giorni, invece di fare il miliardario playboy. E’ un’INGIUSTIZIA ke una figa mi abbia detto no sabato sera nonostante la mia buona fede di guzzare anke dopo averle offerto l’aperitivo. E’ un’INGIUSTIZIA ke il mio capo abbia un macchinone da ufo e mi no. Quindi è anche un’INGIUSTIZIA ke l’abbiamo preso nel culo con l’EL. Però queste argomentazioni, seppur valide dal mio/tuo punto di vista, non le userei x fare delle cause… 😀

      • Alessandro D.

        Marcello ha, a mio avviso, molto ben esemplificato il concetto di “mettersi daccordo sui termini”, ovvero non é possibile definire ingiustizia ogni accadimento o situazione che non coincide con le nostre aspettative o il nostro punto di vista sia pur legittimi che siano.

  • Dai Gallo…ma che kakkio fai? Te ne vai per così poco?
    Resta e sollazzaci…e poi se c’è qualcosa che non ti va, solo dall’interno puoi contribuire a sistemarla….non dall’esterno!
    Adesso che ho scoperto chi sei , la prima volta che ti becco ti meno!!!
    P.s. Come mi hai detto tu…per il sindaco di Fidenza ho votato per chi kakkio volevo, anche perché sto a Salso..,hihi

    • Ribadisco che per il Gallo qui le porte sono sempre aperte come per chiunque altro: poi, dato che l’offerta sul Parma è ampia e variegata e lui si è fatto un certo nome scrivendo per stadiotardini.it, non gli mancheranno le occasioni per andare in altri posti più liberali di questo, dove notoriamente c’è un direttore che indottrina la gente e che li obbliga col fucile puntato a scrivere quello che vuole lui…
      Il fatto di essere tra gli autori di StadioTardini.it, però, non significa ottenere un wild card per cui si può venire qui a cantarle agli altri (vedi quel povero Felipe) e non potersele sentir cantare quando è il caso. E, tra l’altro, non caso specifico non ho neppure cantato a toni alti, limitandomi a un compitino… Cioè: io sono qui che passo al setaccio le dichiarazioni di Ghirardi, di Leonardi, del Sindaco, di Marani, dei Boys e compagnia cantante e dovrei lasciar scrivere – senza dire bau – al Gallo tutto quello che gli frulla nella mente, senza a un certo punto poter dire stop?
      Cordialmente
      Gmajo

  • Alessandro D.

    Caro Gabriele,

    Qui non é questione di pensare che chi parla di ingiustizia sia un coglione, é questione di darsi una base comune e condivisa su cui costruire le nostre opinioni. La vicenda licenza Uefa deve essere la base comune e condivisa di cui parlo, giacché non si puo parlare di ingiustizia. Ingiustizia é tutto ciò che viene perpetrato ad un soggetto, in contrasto coi principi della giustizia. E qui non é accaduto! Poi se vogliamo discutere dell’opportunita di alcune disposizioni del manuale,beh, sono daccordo anche io ( e piu di me l’Ata Corte Coni) tuttavia la situazione non cambia, il Parma non era in regola con quanto stabilito dall’Uefa in quanto a requisiti per ottenere la Licenza Uefa. A questo punto occorre mettersi daccordo sui termini, forse il mio concetto di ingiustizia sara troppo concreto, non ritengo comunque nessuno “coglione” e non credo di essere “un cagacazzo” . Penso che il lavoro di questo sito sia grandioso, con una tale pluralita ne usciamo sicuramente tutti cresciuti.

    • Non mi riferivo ne a te ne a nessun’altro in particolare. Pure a me piace il confronto, anche se nel caso concreto mi è parso piuttosto sterile.
      E’ chiaro a tutti oramai sia cosa prescrive il manuale sia il fatto che la licenza ed il fair play operano su due piani differenti. Così come appare improbabile che il parma sia stato vittima di complotti.
      Senza voler parlare di campo ma solo di regole, qualcuno, come il sottoscritto, può ritenere l’esclusione del parma un ingiustizia.
      Personalmente credo che licenza sia stata introdotta opportunamente ma che chi l’ha concepita lo abbia fatto con lo scopo di escludere il malaga di turno anzichè il parma di turno.
      Se si parla di svista, buccia di banana, errore e quant’atro in riferimento alla vicenda della nostra squadra (non mi pare di aver letto definizioni sostanzialmente differenti), non riesco a comprendere, ma il problema è mio, come si faccia a concludere dicendo che è corretta l’esclusione.
      Pensando al fair play finanziario ed alla licenza uefa, che come detto sono cose differenti, il quadro normativo nel suo complesso appare perlomeno poco coerente, come se da noi la buona fede venisse tutelata in materia contrattuale e non extracontrattuale o che le attenuanti valessero per i reati contro la persona ma non per quelli contro il patrimonio.
      Sento discorsi del tipo in europa si che fanno giustizia ma a me ste regole uefa ricordano tanto i migliori appalti e concorsi italiani, una fatica boia a dimostrare di avere i requisiti per partecipare e poi vanno avanti quelli coi soldi.
      Non ho ancora capito chi debba o avrebbe dovuto entrare nel merito ma, sempre a mio parere, un giudice degno di tal nome, una volte comprese le peculiarità del caso parma, la licenza dovrebbe concederla.
      Io ne ho comunque piene le scatole e non vedo l’ora che si arrivi a una conclusione definitiva.
      Nessuno ne parla ma la vicenda sulla tifoseria ha lasciato il segno. Chi veniva con me allo stadio ora non rinnova. Io l’abbonamento lo faccio e lo faccio per me, non contro nessuno, ma capisco chi, per varie ragioni, possa aver perso entusiasmo da una cosa del genere

      • Ciao Gabriele,

        tu sai quanto ti stimi, ma su questa questione non riesco a trovare una convergenza con te, che pure sei un “uomo di legge”.

        Però, purtroppo, prevale quel vittimismo tipico del tifoso medio – ad arte amplificato, in questa vicenda, come foglia di fico, da chi aveva da nascondere le proprie vergogne – per cui se anziché il Parma si fosse trovato qualche altro club, in questa situazione, l’avrebbe sfangata. Il mio punto di vista, che come al solito cerca di essere razionale e che va al di là dello spirito di partigianeria, è diverso: a parte il chiedersi perché il Parma si è trovato in questa situazione – unico tra le 13 richiedenti – mi domando per quale motivo uno dovrebbe fare una angheria al Parma e non a un altro. Non si tratta di far passare per coglioni quelli che credono al complotto, ma dal momento che siamo tutti quanti adulti vaccinarti invito a non credere alla favole.
        Ingiustizia non c’è stata – e lo sanciscono non uno, ma ben tre gradi della giustizia sportiva e il Tar Lazio, che solo in piccola parte si era dichiarato incompetente, ma che in gran parte ha “rimbalzato” la strategia del team legale crociato. Come spesso ripeto se non c’è movente non c’è delitto. E proprio non capisco perché ci debba essere un complotto contro il Parma. Senza che andiamo a complicare troppo le cose, restando terra a terra, il Parma, come ho sostenuto fin dal primo giorno in cui questa cosa è emersa, è scivolato su una buccia di banana, e poi ha cercato di pezzarla. Appunto cercando di trovare il modo di pezzarla – ex post, non ante – gli azzeccagarbugli crociati hanno azzeccato il garbuglio che il manuale aveva delle incongruenze e su questo punto si è cercato di far valere le proprie ragioni. Però, di solito, quando il gioco è in corso le regole non possono essere cambiate, anche se sbagliate o inique. In conclusione, a costo di essere impopolare, io ribadisco che allo stato attuale dei fatti, pur avendolo meritato sul campo, il Parma non ha soddisfatto tutti i requisiti per ottenere la Europa League. Non ha subito ingiustizie, e anzi sarebbe stata una ingiustizia se si fosse chiuso un occhio, magari dando una multa, soluzione per nulla contemplata.
        Da parte mia cerco di predicare questo e di far aprire gli occhi alla gente: poi che lo possa fare magari ricorrendo, nello spazio commenti, a qualche espressione colorita, beh, direi che fa parte della dialettica. Poi non voglio convincere nessuno, né mi interessa che tutti la pensino come me (sai che noia). Ho pubblicato non so quanti pensieri difformi dal mio, compresi quelli del gallo di Castione, che poi mi sta anche sulle balle che usufruisca di uno spazio che gli metto liberamente a disposizione, per sentirmi poi dire che non era libero, quando io gli ho pubblicato spesso articoli sui quali avrei avuto da eccepire…
        Il segreto per comprendere quanto sia giusta l’esclusione del Parma è quella di spogliarci dei nostri panni di tifosi e calarsi nella obiettività. Io, da giornalista, ho anche il dovere di farlo.
        Cordialmente
        Gmajo

        • Certo, sai che la stima è reciproca. Due precisazioni:
          1 non ho mai negato o non considerato le colpe della società, soprattutto per la gestione del problema;
          2 non escludo, come già detto, che nel caso specifico l’essere tifoso mi induca a giungere a conclusioni errate

          • Colgo l’occasione per specificare un punto che è di fondamentale importanza, specie dopo aver letto il dispaccio del Gallo: il rimarcare le precise responsabilità della società non è per crocifiggere qualcuno o per chiedere le dimissioni o l’allontanamento di questo o quel dirigente (cosa che personalmente non ho fatto, anche perché non mi piaccio i linciaggi, neppure se solo mediatici), ma è solo per fare corretta informazione nei confronti di quelle persone che quotidianamente mi concedono fiducia venendo a leggere queste pagine e che non mi pare di aver mai tradito.
            Cordialmente
            Gmajo

      • Alessandro D.

        Ciao Gabriele,

        pur non essendo in totale accordo con te su alcune tesi, ti leggo molto ma molto volentieri perchè esprimi il tuo punto di vista in maniera serena e si discute volentieri con persone come te. Anzi, spero ci sia la possibilità in futuro di conoscersi di persona. Volevo solo replicare ad un punto, quello dove affermi – riporto testuale- “… non riesco a comprendere, ma il problema è mio, come si faccia a concludere dicendo che è corretta l’esclusione”: non credo che sia un problema, penso che noi si possa facilmente convenire tutti sul tema, infatti la mancata concessione della licenza uefa è corretta se ci si attiene al piano meramente formale del rispetto dei termini prescritti. Non si può qui in alcun modo sostenere che sia stata inflitta al Parma una pena ingiusta, giacchè di pena non si tratta bensì solo di stabilire se la situazione del Parma Calcio fosse nei termini previsti conforme al manuale. La risposta è, purtroppo, negativa. Di qui in avanti, e posso essere daccordo con te, è possibile aprire il dibattito a tutti i punti di vista, analizzando la cosa e riflettendo su quanto poco equa possa essere la normativa, cercando magari di proporne una revisione. Ma il punto nodale resta uno soltanto, se il Parma non fosse scivolato su quel pagamento, ora avrebbe la licenza uefa.

  • “La solitudine è come l’amicizia e l’amore…dipende tutto da chi hai accanto…”

  • Francesco Mannella

    @Marcello: scusa il ritardo nella risposta, non è una questione di siti quanto di commenti ovvero da Facebook a stadiotardini passando per tutti gli altri ci sono utenti che si applicano per far capire ad altri utenti che, ad esempio riguardo la mancata licenza uefa, è solo colpa della società e non c’è il minimo dubbio e le parole di Leonardi sono solo aria fritta per buttare fumo negli occhi ai poveri creduloni. Io credo che si, la società ha sbagliato, ma credo anche che un pò di verità nelle parole di Ghirardi ci sia e che i famosi consigli dati sbagliati siano esistiti davvero. Sono un complottista? Forse…e questo dovrebbe fare di me uno che lecca il culo alla società? Direi che il tacere a certe frasi dette in passato nei confronti dei tifosi o l’andare a ringraziare la società durante la presentazione di un giocatore per il mercato fatto a metà calciomercato sia ben più da leccaculisti che non il credere che nello sbaglio qualcuno ne abbia approfittato per farci uno sgambetto.
    @Majo: anche a te scusa il ritardo, sotto il baffone? Con tutto il rispetto per l’impegno eche mette il coordinamento io sono un tifoso da Petitot.

  • Ammesso che ci sia stato qualcuno che, in tema di licenza UEFA, abbia voluto farci uno sgambetto, vale a maggior ragione la teoria del calcio di rigore che più volte è stata tirata in ballo dal direttore di questo sito. Posto che il Parma dia fastidio a qualcuno – e io, francamente, non riesco a vederne né a capirne il motivo -, se vuole evitare di farsi fare lo sgambetto dalle istituzioni del calcio, a cui il Parma starebbe sul c***o, in sede di adempimenti fiscali e amministrativi, non deve mettere la stessa attenzione di Juventus, Milan, Napoli, Roma e Inter, ma il doppio di quella a cui fanno ricorso le suddette società. Se pensi che l’arbitro ce l’abbia con te, dovresti far di tutto per non dargli la possibilità di fischiarti un calcio di rigore contro.

  • Francesco Mannella

    Questo sicuramente.
    Forse non è tanto il Parma in sè a dar fastidio quanto il Pres dimissionario…..

    • Ma fastidio per cosa? Dai su non inseguiamo le fantasie, Manno! Tommaso Ghirardi ha fatto parte integrante del sistema calcio per sette anni in stecca, occupando posizioni di vertice in Lega: che fastidio deve dare? E lo ha dato tutta in una volta. Certo che le dichiarazioni, a mio modo di vedere da irresponsabile, contro le Istituzioni della pedata sicuramente non saranno state gradite (e non capisco come mai non sia ancora stato deferito), ma prima non capisco proprio.
      Per me non dà fastidio né il Parma, né Ghirardi: non pensiamo, sempre di essere al centro del mondo!
      Cordialmente
      Gmajo

I commenti sono chiusi.