giovedì, Luglio 25, 2024
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L’ETICA COME CARRO DI TESPI: QUESTA L’OPERAZIONE DI MARKETING DI PRANDELLI, CHE SECONDO ALDO GRASSO PERSONIFICA L’ASTUZIA DI ODISSEO E L’AUTOSTIMA DI TELEMACO

(Alessandro Dondi) – La nave – quella del calcio italiano – è affondata, no anzi, sta ancora lentamente ma inesorabilmente affondando. Un lento e progressivo scivolamento verso il basso, iniziato forse molti anni fa – mascherato dalle gioie di Berlino 2006 – che ha avuto il culmine con l’uscita di scena della Nazionale dal mondiale brasiliano. In questi ultimi 4 anni ci si era forse illusi di avere trovato la panacea di tutti i mali nella guida tecnica affidata a quel Cesare Prandelli da Orzinuovi, così idealista e nel contempo così curiale. Le immediate quanto inaspettate delusioni del cittì hanno positivamente stupito tutti. giacché in Italia è assai raro che il potente di turno lasci anzitempo la propria poltrona, specie se ben retribuita, per quella che io chiamo sindrome del Vinavil. Il risveglio è stato brusco, così repentino da lasciare tutti senza parole, tranne il mitico Aldo Grasso il quale – dalla prima pagina del Corriere della Sera di ieri – ha salutato la fuga verso il Bosforo di quello che definisce articolo grasso prandelliun personaggio “gentile, quasi pretesco”. La fuga di colui che “è riuscito a personificare nel contempo sia l’astuzia di Odisseo che l’autostima di Telemaco”, grande autore di quella che Grasso definisce “operazione di marketing” ovvero di aver utilizzato “l’etica come carro di Tespi”.

Non sappiamo quanto questo copione fosse già scritto nella mente del regista – bravo, comunque, a sfruttare l’attimo propizio per battere in ritirata senza farsi sommergere da una montagna di critiche – tuttavia personalmente ci ricorda una trama già vista. Andando indietro con la memoria a ben 10 anni fa – in una Parma ancora sotto shock per il crac Parmalat – il buon Cesare fu sedotto dalle lusinghe della vecchia signora – salvo poi venire miseramente abbandonato e ripiegare sulla capitale, sponda giallorossa – e se ne andò da eroe, con una qualificazione Champions sfiorata e lasciando l’amaro in bocca a quei tifosi che anima e corpo si erano votati a lui. Lo spettacolo itinerante lascia quindi l’Italia, sedotta ed abbandonata da quella figura di commissario tecnico quasi paterna, per trasferirsi là dove Roberto Mancini ha per alcuni mesi regnato – in quello che sembra un ideale passaggio di consegne.  Buon viaggio Cesare, con l’augurio di riempire finalmente il tuo palmares da allenatore con importanti trofei, perché il perfido Grasso ricorda che non hai “vinto nulla, il suo palmares è vuoto come quello di tanti altri allenatori, Eppure sui media si strillava al ‘santo subito’. Così per non farsi sotterrare da una montagna di critiche (l’apologeta tradito non perdona), si è inventato la fuga alla turca, forse preparata in anticipo. Prandelli d’Italia, l’Italia s’è desta?” Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".